Utente 539XXX
Ho scritto altre volte, perchè non riesco a risolvere questo annoso problema. 12 anni con un disturbo di ansia, sfociato con un attacco di panico da perdita di controllo. Da quel giorno l'ansia è entrata a far parte della mia vita: ansiolitici, antidepressivi (venlafaxina, anafranil, zoloft).
Visto che i risultati sono stati alterni, ogni volta che ho sospeso (gradualmente), i sintomi si sono intensificati. Sto seguendo anche un percorso di psicoterapia da vari anni, ma anche qui si scava, si scava, ma non si trova niente, anche perchè nella mia vita va tutto bene: 50 anni, moglie due figli, lavoro, sport (maratoneta) , allenatore di calcio, ecc.
Non mi sono mai fermato (soltanto singole giornate in cui l'ansia è stata veramente alta), ma il tutto non è servito a risolvere la situazione, perchè anche sotto cura non è che le cose sono andate a gonfie vele (periodi altalenanti), ci sono stati anche giorni di notevole sofferenza.
Logicamente non accetto il problema e mi curo malvolentieri (con i farmaci non vado daccordo) . Mi chiedo sempre: ma possibile che non riesca a risolvere questo problema senza l'aiuto della chimica? Anche perchè non l'ho risolto lo stesso, altrimenti non sarei qui a scrivere e a chiedere un nuovo consulto.
Dopo vari anni di zoloft (senza ansilitico) , ho deciso di interrompere la terapia graduatamente, da 100, poi 50, 25 e da maggio ho chiuso con il farmaco. Piano piano il malessere è aumentato (perchè non era svanito anche con la cura), ed ora senza ansiolitico non vado avanti, faccio una fatica enorme a portare avanti la giornata (mi chiuderei in casa).
I sintomi sono quasi soltanto di tipo psicologico: senso di irrealtà, depersonalizzazione, uno stato di disagio costante, che logicamente vanno ad aumentare con il controllo su di loro, fino ad arrivare in ansia per il protrarsi dei sintomi per intere giornate e settimane.
Quindi il pensiero catastrofico e di non farcela lo fa da padrone.
Per dire la verità non so più che pesci prendere, credo che dovrò riniziare la cura antidepressiva, che in questo momento farebbe aumentare i sintomi perchè è come ritornare indietro e sicuramente protrarla vita natural-durante.
A questo punto della mia età forse è meglio cercare di stare bene anzichè andare a risolvere spasmodicamente la soluzione del problema.
Un saluto a tutti

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il fatto che pensi la terapia come una cosa negativa non la aiuta ad essere completamente consapevole del disturbo.

Se lei avesse il diabete non rifletterebbe sulla opportunità di assumere la terapia, quindi se ha un disturbo psichiatrico la terapia è la conseguenza più logica.

Il problema è che nel corso della terapia vanno modificati alcuni atteggiamenti di vita e di gestione per poi eventualmente far stabilire una graduale sospensione, se del caso.


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[#2]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Può succedere che l'episodio dell'attacco di panico abbia determinato una specie di "imprinting", apprendimento errato, a questo punto potrebbe fare una prova con l'EMDR,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
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[#3] dopo  
Utente 539XXX

La cura psichiatrica non l'accetto volentieri, perchè mi incaponisco nel dirmi : ma possibile che non riesca a gestire la paura, l'ansia da solo !!!!!
Perchè non è il diabete che non dipende dalla mia volontà, questo problema è incoscio credo, e che quindi sta a me trovare il bandolo della matassa, è tutto dentro di me , capire dove, e cercare di comprendere l'ansia.
Ecco perchè non accetto il farmaco. Oltretutto è il non capire da dove viene, perchè nella mia vita è tutto a posto , non posso chiedere di più (mi accontento facilmente).

Per la seconda risposta , cosa è l'EMDR ?

[#4]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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ovviamente deve prima chiedere un parere al medico che la sta curando.
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
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