Paroxetina, ansia e disturbo alimentare

Buonasera,

soffro di un disturbo alimentare molto oppressivo che il mio medico ha definito come anoressia sottotipo bulimico. Al momento sono sottopeso e il tratto dominante è la restrizione, ma ogni tanto (per fortuna di rado) mi abbuffo e vomito.
Da sempre soffro di forte ansia, che negli ultimi due-tre anni è degenerata fino a diventare insostenibile. A febbraio iniziai una terapia con 1/2 compressa al giorno di paroxetina 20mg; quando esposi i miei timori circa l'aumento di peso, indicato spesso come effetto collaterale, la psichiatra mi rispose che non dovevo preoccuparmi e che anzi il farmaco sarebbe servito anche a ridurre le abbuffate.
Dal punto di vista dell'ansia stetti sicuramente molto meglio, ma l'aumento di peso arrivò; alla fine il mio disturbo alimentare ebbe la meglio e per via del terrore di ingrassare ancora diminuii gradatamente il farmaco fino ad interromperlo del tutto verso la fine dell'estate.
Ora ovviamente l'ansia è tornata più forte di prima; sono completamente paralizzato, non riesco più a fare niente, spesso piango dalla paura di tutto, a volte faccio fatica a respirare. Ho di fatto smesso di essere un adulto funzionale. Ho supplicato la psichiatra di prescrivermi un farmaco che NON faccia aumentare di peso, spiegandole che se deve succedere almeno voglio avere il controllo sul processo, ma lei ha risposto che in nessun caso e con nessun farmaco può escludere un effetto individuale di aumento di peso, se non con farmaci che però a sua detta non servono al mio caso (es. Wellbutrin).
Io sono disperato. Non posso vivere così, ma il terrore di ingrassare senza poterci far nulla è troppo nero e gigantesco e so che finirò per interrompere qualsiasi farmaco che abbia quell'effetto. Se devo riprendere peso voglio farlo decidendolo io, con certi tempi, in maniera controllabile e che mi permetta di adattarmici gradatamente. L'ho spiegato anche alla psichiatra ma non ho ottenuto niente. Non so più che fare e volevo chiedervi se voi avete idee al riguardo. Grazie e saluti.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.5k 1k 63
Se si ostina a voler controllare il disturbo senza curarlo effettivamente difficilmente può trovare una soluzione adatta alla sua situazione.

Dovrebbe decidere di far gestire il tutto al suo curante.


Dr. F. S. Ruggiero

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Utente
Utente
La ringrazio per la risposta.

Si riferisce al disturbo alimentare o all'ansia? Perché purtroppo l'ansiolitico per il disturbo alimentare in sé mi è servito a poco o ha fatto addirittura peggio, perché ho iniziato a dare la colpa di qualsiasi aumento di peso al farmaco e ciò mi ha spinto addirittura a restringere di più. Anche questo ho cercato di spiegarlo alla dottoressa, ma senza successo.
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