Utente 515XXX
Buongiorno, sono un uomo di 38 anni, che soffre di attacchi di panico dal 2006, ho iniziato la terapia con paroxetina, per otto anni, avendo buoni risultati, poi nel 2012 ho avuto una forte ricaduta, tornando dallo psichiatra mi ha cambiato il farmaco, Ma tutto questo nel 2013 / 2014Prescrivendomi la Fluoxetina, Tre compresse al giorno che prendo ancora tuttora, facendo questa terapia e in più essendo sia psichiatra che psicoterapeuta il medico mi ha fatto anche una terapia di emdr, fino al 2014 praticamente non uscivo di casa se non con mio padre, non stavo da solo e non mi allontanavo, oggi per fortuna sono in un’altra regione dove convivo a 300 km da casa mia, lavoro come massaggiatore e mi è capitato di dormire quasi per 4mesi diverse notti da solo dato che la mia compagna lavorando in ospedale faceva le notti.
Ultimamente mi capita di sentire un po’ più di ansia, come se bastasse poco per farlo uscire, non arriva mai a trasformarsi in attacco di panico perché in qualche modo riesco comunque a gestirla, il mio nuovo medico così come lo psichiatra alla quale ho fatto una visita un paio di mesi fa mi ha detto cheVisto che ho fatto tutti questi passi, potrei provare a scalare il farmaco magari togliendo mezzo alla sera per poi arrivare a togliere completamente quello della sera e pian piano facendo così con gli altri perché mi è anche stato detto che la quantità del farmaco che assumo e comunque molto elevata, è vero che in un certo senso mi aiutato a farmi stare bene, e anche vero che mi ha portato altri sintomi come ad esempio a livello sessuale non sento più il desiderio, mi crea determinati problemi perché giustamente ho una compagna e questo può anche un po’ influire sulla storia nonostante lei capisca la situazione, è un po’ come se io dopo quasi 14 anni vorrei iniziare a pulirmi di questi farmaci o comunque provare a calarli piano piano provando a prenderne anche solo la metà di quello che prendo adesso nel tempo per poter farsi che comunque possa non essere riempito di questo farmaco Che essendo comunque un SSRI anche quello che prendevo prima sono ben 14 anni che le assumo, mi chiedevo all’infuori del parere che mi è stato dato sia dal mio psichiatra e sia dal mio medico di base se questo può essere un percorso fattibile, provare a eliminare un farmaco ovviamente in modo graduale, e valutare se ci sono dei peggioramenti e quindi di conseguenza riprenderlo Oppure se si riesce poi col tempo a togliere completamente?
Questo io lo chiedo perché penso che tutti sappiamo quanto possono fare bene i farmaci ma anche quanti problemi possono portare, io sono comunque ragazzo giovane e ho iniziato a prendere a 24 anni quindi vorrei dal momento in cui mi sento leggermente meglio e comunque non ho più il problema di stare da solo perché ci sto, ma comunque durante il giorno e non alla sera perché non sono più da solo, E casomai fosse non penso di avere problemi di provare a toglierli o comunque iniziare a scalarli, questo può essere fattibile?
Grazie

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Dr. Matteo Pacini

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"è un po’ come se io dopo quasi 14 anni vorrei iniziare a pulirmi di questi farmaci "

Detto così, non ha molto senso, allora anche dopo 2, ma è chiaro che se i medici le dicono di proseguire sarà in ragione di una prognosi, e di esperienze precedenti alla sospensione.
Come al solito, quando uno si focalizza solo sul volere sospendere le cose, tira in ballo il presunto problema di come fare a sospendere i medicinali, che quasi mai presenta particolari problemi, sotto guida medica.
Però qui la questione è diversa ed è: ha senso pianificare una sospensione o significa trovarsi con una alta probabilità a fare i conti con una ricaduta da qui a tot anni ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 515XXX

Gentile Dottore grazie per la risposta, innanzitutto io volevo dire che non ho mai sospeso nessun farmaco, e quindi di conseguenza non posso sapere quale sia la risposta migliore, poi con scritto sopra i medici non mi hanno detto di continuare con la terapia ma bensì sia lo psichiatra sia medico di base di provare a eliminare piano piano il farmaco, io ovviamente non l’ho mai fatto questo in 14 anniE come ho detto prima non posso sapere se togliendone anche solo una metà posso avere delle ricadute posso comunque non averle, io personalmente ho solo chiesto e pensato che giustamente ci sono farmaci che possono essere presi per tutta la vita e questo se fosse il mio caso non è un problema, però, lei dice se è il caso di toglierlo per poi avere magari una ricaduta tra un po’ di anni, e se invece togliendolo o comunque calandolo la ricaduta non ci fosse? Come possiamo essere sicuri di questo se non provare? Oppure bisogna mettersi in testa che il farmaco va assolutamente preso per tutta la vita? Questo però non mi sembra che sia scritto da nessuna parte penso che ognuno abbia la libertà di poter decidere comunque di poter provare se diminuire il farmaco oppure no in accordo col proprio psichiatra o col proprio medico di base, Sperando ovviamente di avere risultati positivi, se poi casomai uno dovesse sentire esigenza si fa sempre in tempo a rimettere la pastiglia tolta, però mi chiedo se è è sbagliato pensarla così dato che ognuno può essere libero di fare una propria scelta, io sinceramente credo che come uomo vorrei provare a vedere se togliendo la parte di farmaco riesco comunque lo stesso a reagire, anche se so che il farmaco e la cosaPiù importante in questa terapia, però siamo alla stessa domanda di prima, chi me lo dice che togliendo il farmaco posso tornare a star male? Sono ipotesi, probabili, ma non ti possono sapere se non provarlo

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Dr. Matteo Pacini

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Se i medici sono d'accordo, e quindi le hanno indicato di procedere alla sospensione, la soluzione in pratica ce l'ha già. Poi, piano piano non so cosa significhi.
Non è sempre una questione di sospensione quando si riduce piano piano, è semplicemente una verifica per passaggi su periodo abbastanza lunghi del fatto che calando un fattore (la dose) non vi siano ricadute, con una misura di sicurezza (non sospendere tutto da subito) in maniera che se la persona ricade si riparte almeno da una terapia a dose ridotta, e magari da una ricaduta "parata".
Dr.Matteo Pacini
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