Utente
A giugno 2020, dopo quattro mesi di utilizzo dell'anello anticoncezionale Nuvaring (precedentemente avevo utilizzato per un anno la pillola Yaz che mi aveva dato numerosi problemi), ho manifestato improvvisamente un grave disturbo d'ansia che, nel periodo premestruale - di sospensione dell'anello - e per circa una settimana, mi ha portato ad avere diversi sintomi gravi tra cui totale inappetenza, debolezza, vertigini e sensazione di confusione; a luglio per questo motivo ho chiesto un consulto: https: //www. medicitalia. it/consulti/medicina-generale/775170-nausea-inappetenza-conati-di-vomito-e-ansia. html.
Da quel momento, sebbene col passare dei mesi i sintomi più gravi - quali inappetenza, vertigini, debolezza - siano scomparsi del tutto, ancora oggi, nel periodo premestruale o post mestruale continuo a manifestare questo grave disturbo d'ansia, al termine del quale si susseguono giorni di quasi normalità e serenità mentale.
Nel periodo di forte ansia avverto un senso di stordimento che mi spaventa e che rende la realtà quasi priva di senso, palpitazioni serali, senso depressione, preoccupazione eccessiva per il mio stato di salute mentale e fisica, paura di essere seriamente malata: questi sintomi si concentrano tutti in un periodo della durata di circa 7 giorni con il picco massimo intorno al terzo/quarto giorno; successivamente torno a stare bene, con ansia gestibile e non così acuta, sino a quando, dopo qualche settimana, ritorno nuovamente a stare tanto male.
Da ottobre ho ripreso la psicoterapia e con il mio psicologo abbiamo individuato i motivi che scatenano la mia ansia (di tipo professionale: non sono ancora riuscita a trovare un'occupazione e il covid ha peggiorato la situazione) ma non siamo riusciti a capire quale sia il motivo che scatena il picco massimo (ciclico) di ansia e depressione.
Io credo fermamente che la questione ormonale incida inevitabilmente non solo perché il tutto è nato con l'uso dell'anello vaginale e in quanto i sintomi più gravi compaiono sempre nella fase premestruale/post mestruale, ma soprattutto perché quando avverto queste sensazioni orribili è come se il tutto fosse scatenato dal mio organismo, senza alcun motivo, e non sia da me in alcun modo gestibile.
Ho anche consultato un ginecologo che, dopo avermi bandito l'uso di contraccettivi, mi aveva rassicurato dicendomi che nel giro di pochi mesi sintomi sarebbero scomparsi.
Attualmente non faccio uso di ansiolitici perché ho cercato di tenere l'ansia sotto controllo con l'uso di rimedi naturali (valeriana-passiflora-melissa) i quali hanno scarsi risultati soltanto nel periodo del picco massimo; attualmente con l'integratore di ashwagandha sono riuscita a placare l'ansia anche durante quest'ultimo.
Cosa fare? Posso fare qualche analisi per appurare la correlazione tra ansia-problema ormonale?
Ho paura che la psicoterapia correlata all'uso di sostanze calmanti non possa risolvere il problema alla radice o che i miei problemi siano, in realtà, ancora più gravi.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La cosa più appropriata è rivolgersi ad uno specialista in psichiatria che possa stabilire un trattamento appropriato per i disturbi che lamenta che non sono rari nè sconosciuti.

La questione di "risolvere il problema alla radice" evitando di curarsi in modo appropriato non fa altro che cronicizzare il disturbo.


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[#2] dopo  
Utente
Non ho ancora preso la decisione di rivolgermi ad uno psichiatra in quanto rispetto a giugno-luglio la situazione è migliorata: i giorni di criticità (con relativi sintomi) si riducono di mese in mese.
Qualora mi dovessi rivolgere ad un professionista specializzato in psichiatria sarebbe possibile in qualche modo capire (tramite analisi, ad esempio) che il problema sia legato anche alla questione ormonale? E come si potrebbe risolvere, eventualmente? Oltre all'uso di ansiolitici/antidepressivi, intendo. Dovrei assumerli per sempre? Grazie.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La questione non è semplicemente ormonale poiché sarebbe riduttivo esprimerla in tal modo.

Il punto è che la situazione va inquadrata e trattata in modo che questi episodi non si manifestino.

La durata ed i tempi di trattamento saranno decisi in corso di terapia.
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