Attivo dal 2020 al 2020
Buona sera gent.
Medici sono un ragazzo di 25 anni, cercherò di spiegare in breve la mia situazione.

Ho iniziato a soffrire di disturbi psichiatri a 19 anni (ansia genarillazzata, depressione e tratti ossessivi) curati con daparox, ero arrivato a prendere 30 mg die, e poi iniziai una psicoanalisi durata un anno.

A giugno 2019 ho terminato la cura con il daparox e fino a 2 mesi fa le cose andavano abbastanza bene.
Per vari vicissitudini ho avuto un crollo (ansia genarillazzata, depressione e ossessioni) ho ripreso con brintellix 10 mg, ora dopo un mese le cose non vanno assolutamente bene, quindi lo psichiatra ha deciso di tornare alla paroxetina (sereupin) , iniziando con 10 mg e vedere come va e in caso arrivare a 20.

In più credo di soffrire dismorfofobia, sono ossessionato dal mio viso, ho paura di perdere i capelli, ho subito un intervento di otoplastica ma sono parzialmente scontento, il naso è asimmetrico di millimetri e mi ossessiona, insomma vorrei la perfezione e anche i minimi particolari mi tormentano.

Ora non so se rivolgermi di nuovo a un chirur9olastico o a uno psicoterapeuta, ho paura di sottopormi ad altri interventi e non rimanere soddisfatto, perché non mi vedrei mai perfetto.

Volevo sapere se la paroxetina va bene per questi tipi di problemi o sia meglio il fevarin che un altro psichiatra mi aveva consigliato, con la paroxetina avevo ottenuto ottimi risultati in termini di sicurezza, ansia e depressione ma sulle ossessione sia corporei ecc non molto, però non avuto particolari effetti collaterali.
Soffro anche di acne e ho avuto il dubbio che la paroxetina l abbia peggiorata, volevo sapere se c'è correlazione (per alcuni dermatologi si, per il mio psichiatra e altri da cui sono stato, anche un reurologo no) cosa ne pensate?
Vorrei sapere inoltre qual è la psicoterapia più indicata per me, l'analisi credo sia stata solo una perdita di tempo e soldi... Vorrei fare la cognitivo comportamentale, ma non so se la metacognitiva o breve strategica ecc.

Scusate il papiro ma dovevo spiegarmi bene.

Grazie.

[#1]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Buonasera
Anche la dismorfofobia fa parte dello spetto ossessivo, e si cura allo stesso modo del DOC, cioè con antidepressivi a prevalente azione serotoninergica, cui spesso si associa un antipsicotico atipico a basse dosi.
La sconsiglio di continuare a ricorrere alla chirurgia plastica: non ne sarà mai soddisfatto.
Tra le psicoterapie la cognitivo-comportamentale è quella più accreditata, ma è difficile che da sola sia efficace nelle forme più resistenti di DOC.
Riguardo all'acne da paroxetina, non l'ho mai osservata.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Non capisco molto la scelta del brintellix trattandosi di aspetti ossessivi, che a quanto scrive sono un problema irrisolto.
Infatti si sta ponendo questioni su questioni che sul versante pratico è compito del medico decidere.
Alla fine con questo tipo di ragionamenti si finisce per arenarsi su questioni tipo "x è meglio di y", "ho letto questo ma anche ques'altro", "un medico dice in un modo ma un altro la pensa diversamente".
Siccome in questo modo non si giunge ad alcun chiarimento, riparta dalle cose semplici.
I farmaci vanno usati a dose efficace. La paroxetina sul disturbo ossessivo è efficace a dosi alte, sulla depressioni anche a dosi normali. A 10 mg tende a non funzionare su niente.
Decida da chi farsi seguire, inutile mischiare insieme pareri diversi per poi riproporli a chi ? Ad uno che ha già il suo.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
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Intanto vi ringrazio per le gentili rispeste.
Per il dott Paolo si ovviamente continuerò con il trattamento farmacologico anche se inizierò una psicoterapia, per quanto riguarda la chirurgia plastica cercherò di starci lontano!
Per il dott Matteo ho iniziato con il brintellix per i minori effetti coll. Riportati, e per paura dell peggioramento dell acne con il sereupin (se all'epoca sia stata la paroxetina non si sa però ho voluto provare per questo). Ovviamente si sa che la medicina non è una scienza esatta, e ogni medico ha delle opinioni diverse sui farmaci da usare e ogni fsrmcsco ha degli effetti diversi sulle persone ecc.. Ho voluto provare a sentire altre campane, infatti quest'altro psichiatra dove sono stato m ha detto che il farmaco di elezione per il doc è il fevarin. Siccome però con il daparox tutto sommato stavo bene, anche se sulle ossessionu non era il top, ho deciso di ascoltare il mio primo psichiatra e di riprendere con la paroxetina visto che in passato avevo avuto buoni risultati su ansia e depressione, e non rischiare di perdere un altro mese con un farmaco che non so se avrebbe funzionato (fevarin). Magari associando la dose giusta di sereupin (che Cmq va vista volta per volta, consirendo che più si aumenta il dosaggio e più aumentano gli effetti collaterali) a una psicoterapia giusta riuscirei ad uscirne anche con una dose minore di quella indicata (parere del mio psichiatra e anche il mio)
Grazie di nuovo.

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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"Ovviamente si sa che la medicina non è una scienza esatta, e ogni medico ha delle opinioni diverse sui farmaci da usare e ogni fsrmcsco ha degli effetti diversi sulle persone ecc."

No.
Esiste una statistica di molte cose, altrimenti si andrebbe a caso.
I ragionamenti che fa rischiano di girare in tondo su ipotesi che si equivalgono, oppure anche di arrivare a conclusioni sbagliate, tipo su come associare la psicoterapia e le farmacoterapie (per quel che se ne sa a "dosi" di entrambe normali).
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Attivo dal 2020 al 2020
Si certo dott Matteo, quello che dice è più che corretto! quello che volevo dire è che se una persana (per fare un banale esempio) ha il diabete 1 I farmaci sono quelli per qualsiasi persona, anche se magari a dosi diverse, ma quando si tratta di cervello e psichiatria non è proprio così. Potrei anche prendere il farmcato migliore indicato a livello statistico per un determinato disturbo ma su di me non funzionare.
Cmq dott vorrei sapere se possibile qual è ssri più indicato a livello statistico per il doc, e se nella sua esperienza clinica e in letteratura, c'è qualche legame tra paroxetina e acne.
Grazie ancora

[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La questione che pone a livello statistico è un sintomo intrinseco alla sua patologia per cui fa domande per ottenere e poi delle risposte cercare di ottenere successivamente una prescrizione differente secondo quelle che sono le sue ricerche.



Questo tipo di atteggiamento non fa altro che alimentare il disturbo per poi sostenere che in realtà lei non è in compenso per cui sta male la terapia non funziona.

Le statistiche non sono una pertinenza dei pazienti ma sono del medico che valuta al momento della visita la terapia più adatta per quel determinato paziente secondo i sintomi e tutte le altre sfaccettature relative alla patologia che manifesta.


Dr. F. S. Ruggiero


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[#7] dopo  
Attivo dal 2020 al 2020
Gentili dott Ruggero, guardi assolutamente non sono quà per parlare di statistiche o fare il medico per carità, non serei qui a chiedere opinioni se no!
Il discorso è molto semplice a parere mio, siccome sono sempre stato seguito da un unico psichiatra che Cmq ho una base di fiducia, avere opinioni da altri medici a parere mio non è "sintomo" dell mio problema, ma semplicemente farsi un idea e tirare le somme, perché ogni medico Cmq sia ha delle esperienze diverse e aggiornamenti diversi. Tutto questo in qualsiasi specializzazione della medicina! Voglio fare un altro banele esempio: mio cugino è stato rovinato da un ortopedico per una scelta di cura sbagliata, mentre un alto gli aveva detto di fare totalmente il contrario, si è fidato del medico sbagliato e ne ha pagato le conseguenze... Stessa cosa per me, sono stato un anno in analisi e ho investito parecchi soldi, ma non ha semplicemente funzionato, perché evidentemente avrei dovuto sentire altre campane prima di affidarma a lui. Tutto questo a magior ragione nella psichiatria, che Cmq bisogna parlare di statistiche per i farmaci, e ahimè a volte si bisogna andare a caso e avere fortuna di beccare la molecola giusta (anche seguendo le statistiche) perché non ci sono analisi biochimiche ecc per verificare lo "squilibrio della serotonina" non si sa manco effettivamente come agiscono questi farmaci, sono teorie, ma in una certo qual modo funzionano! Allora se avessi avuto il diabete (per fare un altro banalissimo esempio) avrei preso la metformina e basta, perché in quel campo delle medicina non si parla di statistiche, si sa come agisce il farmaco e si supervisiona la cura tramite analisi della glicemia ecc... Siccome il mio attuale dermatologo dice che gli ssri possono aumentare seborrea e peggiorare l'acne mentre il mio psichiatra no, e un altro psichiatra m ha detto che avrei dovuto prendere il fevarin, sono qui per chiedere opinioni ad altri specialisti per le loro esperienze cliniche, empiriche e di letterstura scientifica.
Tutto quà, il dott Paolo è stato breve e cociso e ha risposto alle mie domande con semplicità e lo ringrazio, se il dott Ruggero e il dott Matteo vorranno fare lo stesso mi farebbe piacere, perché cmq se sapessi che la paroxetina per altri medici psichiatri (per loro esperienza e studi) può peggiorare l'acne, passarei al fevarin (sempre seguito da un medico), e ripeto il peggioramento del l'acne c'è stato dopo la cura con il daparox (a 23 anni) quando la cosa dovrebbe andare a migliorare andando avanti con l'età (mi riferisco all acne) quindi un nesso c'è, non è una mia ossessione.
Grazie

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Innanzitutto non capisco perché chiami chi per nome, chi per cognome.

Vedo che non ha capito alcunchè di ciò che è stato detto e invece abbraccia la tendenza ossessiva come se fosse un insieme di questioni interessanti su cui continuare a discutere.

Tra l'altro neanche si rende conto di una semplice cosa. Se un medico ha risposta in maniera esauriente e concisa, non sarebbe qui a sollecitare risposte da altri. Ma ne potrebbe avere mille di risposte, e sarebbe sempre qui a chiedere la stessa cosa, con altri dettagli.

Non ha capito mica di cosa parliamo, rimane convintdo di dover sapere se è meglio a o b, più effetti con a o con b. E lo vuole sapere nel suo caso.

Quindi, la mia risposta ce l'ha, ma se invece di leggerla pretende la risposta che ha in mente lei, non esiste. Se invece ne vuole una, la avrà anche e corretta, ma non è quello che sta chiedendo. Lei vuole fare un discorso che non avrà comunque effetto sulla scelta. Che duri un minuto o un anno, non cambierà di una virgola il senso della scelta che il medico fa.
Dr.Matteo Pacini
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[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Come già detto dal collega lei fa ragionamenti mosso dalla sua patologia che non è in compenso ed è soddisfatto delle risposte che corrispondono a ciò che ha nella testa di cosa le deve essere risposto.

Tutto il resto non ha senso perché insiste su cose impossibili.
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[#10] dopo  
Attivo dal 2020 al 2020
Va beh, se ne siete convinti... Mi sembra di aver chiesto semplicemente se un farmaco possa indurre un peggioramwnro del acne... Cmq ha ragione, la risponda da un vero medico e non che pardi di x e y ce l ho già, state bene così!
Saluti

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Va bene. Neanche io l'ho mai osservata l'acne personalmente.
Se avessi fatto io questa domanda, avere questa risposta sul versante pratico non mi risolverebbe niente rispetto al semplice fatto che non risulta come effetto frequente.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Attivo dal 2020 al 2020
Va bene, grazie dottore è stato cortese.
Buona fine settimana!
Saluti