Utente
Buongiorno sto trattando una forma ansioso-depressiva con efexor a 225 mg da diversi anni (direi 5).

Ultimamente l’effetto del farmaco è nettamente diminuito e mi trovo ora ad affrontare un periodo di chiara riacutizzazione di tutta la sintomalogia.

Il mio medico mi ha prospettato la graduale riduzione dell’efexor (a piccoli step) e la graduale introduzione di paroxetina (sempre a piccoli step).
Mi ha detto che una volta determinati i giusti dosaggi dei due farmaci dovrei già avere dei benefici.
A questo punto si valuterebbe se fermarsi su una terapia combinata o se proseguire verso una totale dismissione dell’efexor.

Volevo chiedervi cosa pensate della combinazione venlafaxina-paroxetina e se il percorso previsto comporta effetti collaterali significativi (astinenza, ecc?).
Leggo ovunque che lo scalaggio dell’efexor è molto difficoltoso...
Grazie per l’attenzione.

[#1]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Buonasera.
E' vero, l'Efexor (venlafaxina) va sospeso piuttosto lentamente.
L'associazione con la paroxetina è possibile.
Dia fiducia al suo medico.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
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[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La presenza di una terapia combinata sfrutterebbe recettorialmente una azione simile ad un dosaggio di Efexor come quello attuale per cui non valuterei questa opzione terapeutica come plausibile.

In particolare se la terapia precedente ha iniziato a non avere efficacia è opportuno considerare una variazione totale e non valutare a step la sua condizione.

Inoltre sono possibili ulteriori opzioni terapeutiche che andrebbero considerate dopo un periodo così lungo di trattamento.



Dr. F. S. Ruggiero


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[#3] dopo  
Utente
Grazie per le gentili risposte. Volevo chiedere al dottor Ruggiero quali potrebbero essere le strategie terapeutiche da considerare dopo un periodo lungo di trattamento.
Inoltre chiedevo se la variazione totale e non a step presenta maggiori difficoltà/effetti collaterali.
Grazie

[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Le opzioni terapeutiche sono diverse ed il suo psichiatra dovrebbe conoscerle.

Le modifiche di terapia possono essere fatte in diverso modo.

La sua non è una variazione a step ma una ipotesi di trattamento con l’aggiunta di un farmaco.

Praticamente si utilizza la stessa via recettoriale facendole credere che la terapia è differente.
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[#5] dopo  
Utente
A suo parere, dottor Ruggiero, quale potrebbe essere una combinazione con venlafaxina maggiormente sensata rispetto a quella con paroxetina.
Inoltre sono particolarmente interessato alle opzioni terapeutiche utilizzabili nei casi di terapie di lunga durata come quella fatta da me: è vero che il mio psichiatra dovrebbe conoscerla, ma non è ancora stata presa nessuna decisione su come procedere e quindi le sarei molto grato se lei potesse darmene una breve descrizione.
Vedo da quello che scrive che lei preferirebbe una variazione totale del farmaco: le chiedo in questo caso quali sono normalmente i tempi e gli effetti collaterali.
Grazie mille.