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Scalaggio minias con bupropione?

Buonasera,
Volevo sapere un parere disinteressato su questa terapia datami.
Inizio col dire che la diagnosi è di disturbo bipolare di tipo II.
La cura con il mio medico di riferimento è iniziata con quetiapina 50 mg RP fino quetiapina 150 mg RP la notte + minias 15 gocce.
Durante la fase da 50 mg purtroppo (io non ho mai avuto nessuna dipendenza da niente - il primo psichiatra che ho visto mi aveva dato il lexotan, poi lo xanax, presi sempre nei giusti modi e tempi; mai abusato di alcolici o sostanze illecite, dipendo dalle comuni sigarette e quindi dalla nicotina).
Dicevo, purtroppo durante la prima fase ho sviluppato una forte dipendenza da minias.
Mi sfuggivano di mano le gocce fino ad arrivare anche a 50 al giorno se non di più.
Finalmente ne ho parlato col medico, che mi ha ora fatto una nuova terapia, ossia: quetiapina 150 e seripnol la notte, la mattina wellbutrin 150 mg.
Minias da scalare lentamente goccia a goccia durante le settimane.
Cosa pensate della terapia?
Il wellbutrin è utile nel ridurre il craving oltre che del tabacco, anche degli ipnotici?
Mi auguro tanto che sia sulla strada giusta.
Saluti
[#1]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,6k 912 271
Ma chi ha definito il ricorso a 50 gocce (massimo) una dipendenza ?
Il wellbutrin si riteneva riducesse il craving per il tabacco, ciò non fu poi confermato a lungo termine, riduceva una componente non legata alla dipendenza ma alla sola assuefazione probabilmente.
No, non ha a che fare con il craving per il minias. Ma non è appunto detto che vi sia un craving per il minias per quel tipo di quantità lì. Non che la diagnosi di dipendenza si basi solo sulla quantità.
In ogni caso si tratta di un medicinale con un suo rischio di indurre dipendenza.

Dr.Matteo Pacini
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[#2]
dopo
Utente
Utente
Dipendenza perché non riesco a stare senza. So che scalare il minias è difficilissimo, e per quanto ci siano fenomeni di rimbalzo credo però sia la cosa più giusta. Per il wellbutrin non so che dirle, essendo un forte attivante ho paura di non dormire per settimane. Vedo che fa consulti Skype, sarebbe utile sentirci forse, trovo le sue risposte sempre molto ben curate.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,6k 912 271
Non riuscire a stare senza non definisce una dipendenza.
Scalare il minias sì, generalmente non è facile, per cui si preferisce rimpiazzarlo per poi scalare il rimpiazzo.

Ovviamente a disposizione per il resto.

Dr.Matteo Pacini
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[#4]
dopo
Utente
Utente
Dottor Pacini, ma perché scalare il minias è così difficile? Lei una volta in un consulto l'ha definito come "lo scalaggio del minias è l'uovo di colombo". Perché, a livello generale, è così difficile? Ho provato anche con il rivotril, ma nessun successo. Le parlo di tempo fa. Non è la prima volta che mi succede, quello che avevo provato "post minias" era stata una depressione terribile. Non riuscivo a fare nulla, sono stato mesi in casa. Sono stato da varie persone nel frattempo, ma niente. Come ne sono uscito dopo 9 mesi? Col minias. Ho ripreso a dormire, a vivere e a studiare. Mi sento così impotente. Anche lo scalaggio che sto facendo ora mi sembra troppo veloce e avventato per quanto abbia quetiapina e wellbutrin. 40 gocce a settimana per 10 giorni, poi ogni 10 giorni togliere 5 gocce. La vede come una scelta valida?
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,6k 912 271
Tutte i composti di questo tipo dall'effetto rapido danno problemi nell'essere poi scalati, perchè il cervello li cerca, quindi mal sopporta la riduzione. Non ricordo il contesto di quella frase, ma non poteva essere in contrasto, quindi avrò voluto dire che lo scalaggio in sé è banale, ma non riesce perché si è sviluppato un attaccamento, non per l'astinenza.
Evidentemente la ripresa del minias produce inizialmente un effetto benefico, ma se durasse non saremmo qui a parlarne. Altrimenti non vorrei che stesse impazzendo per togliere una medicina da cui trae effetti positivi anche adesso.
Partiamo meglio dal motivo della sospensione.

Dr.Matteo Pacini
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