Intolleranza al rumore (abbaiare cani): come gestire ansia e concentrazione?

Buongiorno,
Sottopongo questo quesito.

Sono molto intollerante ai rumori soprattutto all'abbaiare dei cani.

Ho un vicino che ha due cani che abbaiano continuamente per qualsiasi cosa.

Quando succede a me viene ansia e nervosismo.
Se sto leggendo o studiando perdo la concentrazione.

Rimango in ansia anche per l'idea che possa riaccadere presto.
Dunque mi agito pensando "adesso quanto andranno avanti?
" Tra i miei famigliari sono poco compreso.
Mio papà é un po' sordo e quindi non mi comprende, gli altri componenti sono d'accordo con me sul fatto che siano cani che abbaiano tanto perché non sono portati spesso fuori peró riescono a tollerare meglio il fastidio.
Uno psicoterapeuta mi ha diagnosticato l'adhd e ha detto che il fastidio può essere legato a questo.
Mi ha consigliato di ascoltare musica apposta per adhd ma a volte è peggio perché oltre alla musica sento comunque i cani.
Preferisco sempre il silenzio e i tappi per orecchie non schermano le basse frequenze pertanto non risolvono del tutto.
Ho provato anche a parlare con i vicini ma il fatto è che loro non lo sentono come me e quindi a volte lo richiamano ma non è sufficiente per me.
Avete delle tecniche per aiutarmi a vivere e studiare tranquillamente e per evitare di sentire ansia e nervoso?
Sono rumori forti ed improvvisi che mi scuotono il sistema nervoso.
Grazie mille a tutti.
Dr. Benedetto Vivona Psicologo 5
Buonasera,

da ciò che descrive emerge con chiarezza quanto il problema non sia semplicemente il rumore in sé, ma l’effetto che questo ha sul suo sistema nervoso.
L’abbaiare improvviso e ripetuto è uno stimolo particolarmente attivante per il cervello, soprattutto quando è imprevedibile e non controllabile. In queste condizioni è comprensibile che compaiano ansia, nervosismo e una sensazione di allerta costante, che poi tende a mantenersi anche nell’attesa che il rumore si ripresenti. Questo meccanismo, più che segno di scarsa tolleranza, è spesso indice di una ipersensibilità sensoriale, che può effettivamente essere associata a quadri come l’ADHD. Dal punto di vista pratico, spesso non è tanto il silenzio assoluto a proteggere, quanto la possibilità di aiutare il sistema nervoso a non rimanere bloccato nell’allarme. Alcune persone trovano utile introdurre suoni continui e neutri (come rumori ambientali a bassa frequenza) che rendano meno traumatico l’impatto dei rumori improvvisi, più che usare musica vera e propria. Altre volte è il lavoro interno a fare la differenza, imparare gradualmente a riconoscere l’attivazione corporea, a regolare il respiro e a ridurre l’ansia anticipatoria legata al "quando succederà di nuovo?". In questi casi, un percorso psicoterapeutico orientato non solo alla comprensione cognitiva, ma anche alla regolazione emotiva, può essere molto utile per ridurre l’intensità della reazione e restituire un senso di maggiore controllo e sicurezza interna.
Il fatto che chi le sta intorno viva diversamente lo stesso stimolo non invalida il suo vissuto, ma indica semplicemente una diversa sensibilità neurofisiologica. Non è una mancanza di forza, ma un segnale di un sistema nervoso che sta chiedendo condizioni e strumenti più adatti a sé.

Un caro saluto.

dott. Benedetto Vivona
Laureato in psicologia LM-51
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani

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