Che sintomi causa l'ansia?

Salve, da qualche mese (circa 4) non riesco a smettere di pensare di avere qualche problema di salute grave.
Ho parlato dei miei sintomi (dolore al petto passeggero, spasmi muscolari, testa leggera, respirazione superficiale, sensazione di tensione/dolore a volte durante la respirazione, ipersensibilità sempre sulla zona del petto, tanto sonno, irrequietezza) al mio medico di medicina generale e dopo la visita eseguita da lui e gli esami del sangue ripetuti 2 volte, mi ha detto che fisicamente sto bene; ho chiesto ai medici di questa piattaforma e mi hanno rassicurata sul fatto che non era nulla di preoccupante, ho cercato sul web e ho ottenuto la stessa risposta; Nonostante questo però non riesco a togliermi dalla testa il pensiero logorante di essere costantemente in pericolo.
Mi è stato detto che potrebbe essere ansia, ma io non riesco a credere che lo sia, sono convinta che sia un problema reale e pericoloso ancora nascosto.
Durante quest'ultima settimana sono stata molto calma, ho evitato di concentrarmi su queste sensazioni pensando ad altro, ma continuo a sentirle ogni giorno.
Guardando ai fatti però non mi sento di poter escludere l'ansia come eventuale causa, quindi, per questo volevo il parere di uno specialista di questo campo.


È possibile che sia soltanto ansia?

Il fatto che non riesco a stare un giorno senza controllare i sintomi per avere rassicurazioni, identifica un problema?

Come potrei superare questa sensazione?

I sintomi sono compatibili?

Perché si dovrebbe manifestare ora dato che non ho mai sofferto d'ansia?

Può durare per così tanto tempo?

È normale che si manifestino anche quando sono tranquilla e distratta?
Dr. Benedetto Vivona Psicologo 20 1
Buongiorno,
la ringrazio per aver descritto con tanta precisione ciò che sta vivendo. Si percepisce chiaramente quanto questa esperienza sia diventata logorante e quanto il continuo stato di allerta le stia sottraendo tranquillità, nonostante i numerosi accertamenti medici rassicuranti.

Dal punto di vista psicologico, il quadro che descrive è compatibile con uno stato d’ansia persistente, in particolare con una forte focalizzazione sui segnali corporei. Questo non significa che sia tutto nella sua testa o che i sintomi non siano reali: al contrario, le sensazioni fisiche che elenca sono reali e spesso molto intense. Ciò che cambia, in presenza dell’ansia, è il modo in cui il corpo e la mente entrano in un circuito di iperattivazione e di costante monitoraggio.

Il fatto che senta il bisogno di controllare quotidianamente i sintomi e di cercare rassicurazioni non indica un problema di volontà , ma è uno dei meccanismi principali attraverso cui l’ansia si mantiene nel tempo: più si controlla il corpo per assicurarsi che vada tutto bene, più l’attenzione resta agganciata alle sensazioni, che finiscono per amplificarsi e diventare sempre più familiari e inquietanti.

È comprensibile anche la sua difficoltà a credere che possa trattarsi di ansia, soprattutto se in passato non si è mai riconosciuta come una persona ansiosa. Tuttavia, l’ansia non si manifesta sempre in modo improvviso o emotivo : spesso compare proprio attraverso il corpo, in momenti di vita in cui magari si è accumulata tensione, stress o un senso di vulnerabilità, anche senza un evento scatenante evidente.

Rispetto alle sue domande: sì, questi sintomi sono compatibili con l’ansia; sì, può durare anche diversi mesi se il circolo di attenzione, paura e rassicurazione continua a ripetersi; ed è assolutamente possibile che le sensazioni siano presenti anche quando si sente più calma o distratta, perché il corpo ha ormai imparato a restare in uno stato di allerta.

Più che cercare di convincersi che non sia nulla di grave, spesso è utile lavorare sul rapporto con queste sensazioni: ridurre il monitoraggio costante, tollerare gradualmente l’incertezza e comprendere cosa mantiene attivo questo stato di vigilanza. Un percorso psicologico può aiutarla proprio in questo: non a sminuire i sintomi, ma a interrompere il meccanismo che li rende così persistenti e spaventosi.

Il fatto che lei stia osservando i suoi pensieri e si ponga queste domande è già un primo passo importante verso una maggiore comprensione e un possibile cambiamento.

Un cordiale saluto.

dott. Benedetto Vivona
Laureato in psicologia LM-51
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani

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