Ansia cronica e attacchi di panico: cosa fare?

Salve parto col dire che ho sempre sofferto di ansia sin da piccolo e ho fatto un anno di sedute psicologiche e per un periodo sono stato un po meglio ma adesso è diventato tutto molto più pesante e ho sintomi tra cui mancanza d’aria come se avessi una bolla in bocca non so spiegare, mal di testa, palpitazioni che mi spaventano molto perché sono di fila e mi vengono anche quando faccio sport (ho fatto tutti gli esami possibili ma tutti andati bene e ho la fobia di avere qualche problema al cuore) volte non sento le mani o come se non sentissi il corpo, lo sento più leggero e ho attacchi di panico e ansia.
Riesco quasi sempre a fare tutto quello che devo fare in giornata ma è molto pesante tutto questo cosa mi consigliate di fare?
Ho un po di timore ad affidarmi ad uno psichiatra per gli psicofarmaci però credo sia l’unica cosa rimasta da fare.
Vi ringrazio anticipatamente per le risposte
Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 115 9
Gentile utente,
si sente quanto questa fase sia diventata faticosa per lei. I sintomi che descrive la mancanza d’aria difficile da spiegare, le palpitazioni, la sensazione di corpo leggero o non sentito , la paura per il cuore nonostante gli esami negativi sono molto spaventosi da vivere, soprattutto quando arrivano uno dopo l’altro. È comprensibile che ora si senta più stanco e scoraggiato rispetto al passato.

Il fatto che riesca comunque a portare avanti la sua giornata, anche se con grande sforzo, dice però una cosa importante: lei sta reggendo, anche se a caro prezzo. Questo non significa che debba continuare così, ma che non è perso o senza risorse.

Quando l’ansia dura da tanto tempo e cambia forma, spesso non è perché non si è fatto abbastanza , ma perché il modo di affrontarla va ricalibrato. Un percorso psicologico che in un periodo ha aiutato può avere bisogno di essere ripreso, magari con un taglio diverso o con un professionista diverso, senza che questo significhi un fallimento.

Rispetto allo psichiatra e ai farmaci, è comprensibile il timore. Vale la pena però chiarire un punto: rivolgersi a uno psichiatra non obbliga a prendere farmaci, e non significa che non ce la si fa da soli . Può essere uno spazio di valutazione, di confronto, per capire se e come integrare un aiuto in più, anche solo temporaneo. Non è una resa, ma una possibilità.

Forse, più che chiedersi qual è l’unica cosa rimasta da fare , la domanda può diventare:
di cosa ho bisogno adesso per non continuare a sopportare tutto da solo?

Rimettere insieme un supporto psicologico e valutare serenamente anche un consulto psichiatrico può essere un modo per prendersi cura di sé, non per etichettarsi.

Un caro saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941

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La ringrazio molto per la risposta,riprenderó a fare psicoterapia e mi affiderò ad uno psichiatra
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