Rapporto a singhiozzo: come gestire l'imprevedibilità del partner?
Buongiorno, avrei bisogno di un parere.
Da ormai 10 mesi conosco il mio ragazzo.
I primi 3 mesi sono andati benissimo, a parte un paio di screzi.
Vicinanza fisica ed emotiva, attenzioni materiali e non.
Insomma, pensavo 'finalmente uno normale' (ero single da un paio d'anni e la mia ultima relazione era finita in malo modo).
Mi ha addirittura detto 'mi sto innamorando di te'.
Arrivati a circa 5 mesi di frequentazione avevo però buttato fuori già due volte l'argomento 'mettersi insieme seriamente', ma lui era reticente.
Stavo per chiudere tutto, quando mi ha detto sì.
Ora, da quel momento (o comunque poco prima) hanno iniziato a istaurarsi delle dinamiche che non mi piacciono per niente.
Solitamente il ciclo è questo: per 10 giorni/2 sett va tutto bene (ci sentiamo per messaggio il giusto, ci vediamo 1/2 volte a settimana, c'è affetto fisico, ci sono complimenti (ma MAI conversazioni sui sentimenti)) , poi improvvisamente lui si allontana.
Il tempo tra un messaggio e l'altro si dilata (arrivando a scambiarci a malapena 3/4 messaggi in tutto il giorno, oppure sparisce anche 24 h), niente chiamate, improvvisamente è impegnato e stressato, smette di essere affettuoso.
All'inizio mi arrabbiavo, l'ansia mi dilaniava, gli 'stavo addosso'.
Insomma, situazione invivibile per entrambi.
Giusto 3 settimane fa abbiamo quindi affrontato un discorso: nessuno dei due così è felice in questo loop che si è creato (lo abbiamo riconosciuto entrambi), però ci vogliamo e ci teniamo.
Due settimane finalmente normali: dolcezza, presenza, condivisione.
Finché 3 giorni fa, di nuovo, ha iniziato ad allontanarsi piano.
Quando gli ho chiesto se gli andava di vederci ieri (tornavo da un viaggio di lavoro) mi ha detto 'no perché sono stanco e stressato, con mille pensieri, voglio stare da solo'.
Ok.
Non sono andata nel panico, non mi sono arrabbiata, gli ho detto che andava bene e che comunque se avrebbe voluto ci sarei stata.
Ieri, 3 messaggi miseri in tutto il giorno.
Vuoti, come se fossero un obbligo.
Io non so più che fare/pensare... Freddo come il ghiaccio, distante, come se fosse infastidito da me.
Non può essere la stessa persona che settimana scorsa mi ha fatto un regalo e che mentre facevamo l'amore diceva 'ti amo' sottovoce.
Avrei altri episodi da raccontare, ma mi fermo qui.
Il punto è che io sto impazzendo.
Non c'è costanza, non c'è continuità nel nostro rapporto, non c'è una vera condivisione ed intimità emotiva.
Mi sembra un rapporto molto superficiale, che inizia bene, ripiomba nello schema, ecc ecc.
Come fare?
Io lo vedo che questi suoi comportamenti non sono cattivi, c'è un malessere di sottofondo, ma non so come comportarmi.
Vorrei stargli vicino, ma è come se non me lo permettesse e io sto veramente iniziando a stufarmi.
E non è un'accusa, una ripicca o una cattiveria, ma io non ce la faccio più perché ogni volta è imprevedibile e questo mi sta facendo ricadere nell'ansia.
Come posso fargli capire/dire che mi sta perdendo?
Da ormai 10 mesi conosco il mio ragazzo.
I primi 3 mesi sono andati benissimo, a parte un paio di screzi.
Vicinanza fisica ed emotiva, attenzioni materiali e non.
Insomma, pensavo 'finalmente uno normale' (ero single da un paio d'anni e la mia ultima relazione era finita in malo modo).
Mi ha addirittura detto 'mi sto innamorando di te'.
Arrivati a circa 5 mesi di frequentazione avevo però buttato fuori già due volte l'argomento 'mettersi insieme seriamente', ma lui era reticente.
Stavo per chiudere tutto, quando mi ha detto sì.
Ora, da quel momento (o comunque poco prima) hanno iniziato a istaurarsi delle dinamiche che non mi piacciono per niente.
Solitamente il ciclo è questo: per 10 giorni/2 sett va tutto bene (ci sentiamo per messaggio il giusto, ci vediamo 1/2 volte a settimana, c'è affetto fisico, ci sono complimenti (ma MAI conversazioni sui sentimenti)) , poi improvvisamente lui si allontana.
Il tempo tra un messaggio e l'altro si dilata (arrivando a scambiarci a malapena 3/4 messaggi in tutto il giorno, oppure sparisce anche 24 h), niente chiamate, improvvisamente è impegnato e stressato, smette di essere affettuoso.
All'inizio mi arrabbiavo, l'ansia mi dilaniava, gli 'stavo addosso'.
Insomma, situazione invivibile per entrambi.
Giusto 3 settimane fa abbiamo quindi affrontato un discorso: nessuno dei due così è felice in questo loop che si è creato (lo abbiamo riconosciuto entrambi), però ci vogliamo e ci teniamo.
Due settimane finalmente normali: dolcezza, presenza, condivisione.
Finché 3 giorni fa, di nuovo, ha iniziato ad allontanarsi piano.
Quando gli ho chiesto se gli andava di vederci ieri (tornavo da un viaggio di lavoro) mi ha detto 'no perché sono stanco e stressato, con mille pensieri, voglio stare da solo'.
Ok.
Non sono andata nel panico, non mi sono arrabbiata, gli ho detto che andava bene e che comunque se avrebbe voluto ci sarei stata.
Ieri, 3 messaggi miseri in tutto il giorno.
Vuoti, come se fossero un obbligo.
Io non so più che fare/pensare... Freddo come il ghiaccio, distante, come se fosse infastidito da me.
Non può essere la stessa persona che settimana scorsa mi ha fatto un regalo e che mentre facevamo l'amore diceva 'ti amo' sottovoce.
Avrei altri episodi da raccontare, ma mi fermo qui.
Il punto è che io sto impazzendo.
Non c'è costanza, non c'è continuità nel nostro rapporto, non c'è una vera condivisione ed intimità emotiva.
Mi sembra un rapporto molto superficiale, che inizia bene, ripiomba nello schema, ecc ecc.
Come fare?
Io lo vedo che questi suoi comportamenti non sono cattivi, c'è un malessere di sottofondo, ma non so come comportarmi.
Vorrei stargli vicino, ma è come se non me lo permettesse e io sto veramente iniziando a stufarmi.
E non è un'accusa, una ripicca o una cattiveria, ma io non ce la faccio più perché ogni volta è imprevedibile e questo mi sta facendo ricadere nell'ansia.
Come posso fargli capire/dire che mi sta perdendo?
Buongiorno,
Mi chiedo se abbia già provato ad esplorare insieme a lui cosa accade in quei momenti di distacco, cosa lo fa sentire stressato e se percepisce qualche paura o bisogno che fatica a condividere. Ha provato a chiedergli direttamente, senza giudizio, come si sente rispetto al rapporto e se ci sono modalità per sostenersi a vicenda senza che uno dei due soffra?
Può essere utile riflettere su quanto questo schema di alternanza le permetta di sentirsi al sicuro e amata, e quanto invece alimenti insicurezza. Cosa significherebbe per lei porre dei limiti chiari rispetto al tipo di vicinanza e continuità che desidera, e come potrebbe comunicarli senza generare conflitto ma restando ferma sui propri bisogni?
Mi chiedo se abbia già provato ad esplorare insieme a lui cosa accade in quei momenti di distacco, cosa lo fa sentire stressato e se percepisce qualche paura o bisogno che fatica a condividere. Ha provato a chiedergli direttamente, senza giudizio, come si sente rispetto al rapporto e se ci sono modalità per sostenersi a vicenda senza che uno dei due soffra?
Può essere utile riflettere su quanto questo schema di alternanza le permetta di sentirsi al sicuro e amata, e quanto invece alimenti insicurezza. Cosa significherebbe per lei porre dei limiti chiari rispetto al tipo di vicinanza e continuità che desidera, e come potrebbe comunicarli senza generare conflitto ma restando ferma sui propri bisogni?
Dott.ssa Elisabetta Carbone
Psicologa sistemico relazionale | Sessuologa clinica |
psicologa@elisabettacarbone.it | 351.777.9483
Utente
Buongiorno, La ringrazio per la risposta.
No, non ho mai indagato quei momenti di distacco perché automaticamente li bollavo come 'ecco, non gliene frega niente' e la mia reazione era quella di arrabbiarmi. Questo ovviamente lo faceva sentire attaccato e chiudere ancora di più. Solo adesso capisco che questo comportamento non ha a che fare con me. Quindi se e quando ci vedremo (ormai non so più cosa aspettarmi) gli chiederò con calma le motivazioni, anche se per messaggio mi ha detto che è semplicemente stressato per il lavoro e gli esami che sta preparando. Per quanto riguarda il resto sì, ne abbiamo parlato, dice che con me sta bene e vuole una relazione, ma che 'ci mette tanto ad amare'. Gli ho espresso più volte i miei desideri e limiti in modo, credo, abbastanza chiaro. Che voglio una relazione chiusa e monogama, voglio convivere e sposarmi (a tempo debito ovviamente), voglio una persona affettuosa e presente, con cui condividere la mia vita e che a sua volta si faccia amare e abbia piacere di condividere la sua di vita, con costanza e prevedibilità. Non voglio drammi, non voglio segreti, va bene discutere, ma senza mancarsi di rispetto. E lui a parole dice di essere d'accordo su tutto. Eppure ogni tanto 'tira la corda', 'trova la scappatoia'. Ad esempio, gli ho chiesto di non sparire. Quindi, magari ora non sparisce più senza spiegazioni ma la sua presenza è comunque scostante e cambia registro. Se glielo faccio notare 'eh ma comunque ti ho scritto'.
Non so, forse non sono stata abbastanza chiara? Forse vuole testare fin dove può spingersi? Forse sono troppo rigida io che faccio fatica a stare nell'incertezza? Però credo che questi comportamenti imprevedibili farebbero impazzire e dubitare chiunque. Infatti questo schema no, non mi fa stare assolutamente bene. Non mi sento al sicuro, non mi sento amata e vista nei momenti di distacco, ho sempre paura di dire o fare la cosa sbagliata. E sta diventando insostenibile.
No, non ho mai indagato quei momenti di distacco perché automaticamente li bollavo come 'ecco, non gliene frega niente' e la mia reazione era quella di arrabbiarmi. Questo ovviamente lo faceva sentire attaccato e chiudere ancora di più. Solo adesso capisco che questo comportamento non ha a che fare con me. Quindi se e quando ci vedremo (ormai non so più cosa aspettarmi) gli chiederò con calma le motivazioni, anche se per messaggio mi ha detto che è semplicemente stressato per il lavoro e gli esami che sta preparando. Per quanto riguarda il resto sì, ne abbiamo parlato, dice che con me sta bene e vuole una relazione, ma che 'ci mette tanto ad amare'. Gli ho espresso più volte i miei desideri e limiti in modo, credo, abbastanza chiaro. Che voglio una relazione chiusa e monogama, voglio convivere e sposarmi (a tempo debito ovviamente), voglio una persona affettuosa e presente, con cui condividere la mia vita e che a sua volta si faccia amare e abbia piacere di condividere la sua di vita, con costanza e prevedibilità. Non voglio drammi, non voglio segreti, va bene discutere, ma senza mancarsi di rispetto. E lui a parole dice di essere d'accordo su tutto. Eppure ogni tanto 'tira la corda', 'trova la scappatoia'. Ad esempio, gli ho chiesto di non sparire. Quindi, magari ora non sparisce più senza spiegazioni ma la sua presenza è comunque scostante e cambia registro. Se glielo faccio notare 'eh ma comunque ti ho scritto'.
Non so, forse non sono stata abbastanza chiara? Forse vuole testare fin dove può spingersi? Forse sono troppo rigida io che faccio fatica a stare nell'incertezza? Però credo che questi comportamenti imprevedibili farebbero impazzire e dubitare chiunque. Infatti questo schema no, non mi fa stare assolutamente bene. Non mi sento al sicuro, non mi sento amata e vista nei momenti di distacco, ho sempre paura di dire o fare la cosa sbagliata. E sta diventando insostenibile.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 23 visite dal 19/01/2026.
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