Studentessa di giurisprudenza: blocco studio, fame nervosa e stress. Come superare?
Sono una studentessa di giurisprudenza, mancano 10 esami tosti alla laurea e non so come andare avanti.
Mi chiedo se quel che sento è normale o se non lo è cosa fare per sbloccarmi.
Ho frequentato un liceo scientifico difficile con l’idea che potesse aprirmi più strade possibili e l’università con lo stesso obiettivo, mi piace anche la legge, ma il mio sogno da bambina riguardava l’arte e crescendo non avevo passioni lavorative, vedevo il lavoro come mezzo per guadagnare e vivere la vera vita, avere una famiglia, ecc.
Ho avuto problemi con il cibo, volevo esser sempre più magra, poi li ho superati (idem attacchi di ansia/panico), anche se quando devo studiare persiste una fame nervosa irrefrenabile, senza mangiare anche 3/4mila calorie al giorno non posso studiare.
Ora però anche mangiando tanto, piangendo ogni giorno, avendo incubi ogni notte non riesco a sedermi e studiare.
Prima affrontavo anche 80 pagine al giorno, oggi non riesco a obbligarmi a farne 5, ne ho provate di tutti i colori, ho smesso anche di andare in palestra, rinuncio a uscite, accetto anche la fame nervosa, ho incubi ogni notte, tachicardia, tremori e spesso spero che la mia vita finisca (non veramente, solo che non riesco a sopportare questo dolore).
In questi anni ci sono anche stati avvenimenti esterni che hanno peggiorato la situazione, ho anche seguito fino a dicembre 2024 un percorso psicologico iniziato tre anni prima.
Io voglio laurearmi, non ho intenzione di rinunciare, ma non so come vivere nel frattempo, perché ho trascurato psoriasi, difese immunitarie che scendevano, dottore di base che diceva di fermarmi perché sarei finita in un ospedale, ma io ho sempre pensato che ce l’avrei fatta a fare anche l’impossibile, e per un po’ l’ho fatto.
Ora però sento che il mio corpo non mi segue più, e non so come sbloccarmi.
Avrei appunto 10 esami quest’anno, il primo tra una settimana, ma non riesco a sedermi e studiare quel che devo, solo che se lo salto, tutta la sessione si catapulta e non riesco a laurearmi entro quest’anno (considerato che ho iniziato a settembre il primo anno fuori corso).
Come posso laurearmi e vivere?
Come posso regolare il nervoso, questa fame nervosa eccessiva?
Soprattutto come superare il blocco immenso, perché ora neanche forzandomi riesco a studiare
Mi chiedo se quel che sento è normale o se non lo è cosa fare per sbloccarmi.
Ho frequentato un liceo scientifico difficile con l’idea che potesse aprirmi più strade possibili e l’università con lo stesso obiettivo, mi piace anche la legge, ma il mio sogno da bambina riguardava l’arte e crescendo non avevo passioni lavorative, vedevo il lavoro come mezzo per guadagnare e vivere la vera vita, avere una famiglia, ecc.
Ho avuto problemi con il cibo, volevo esser sempre più magra, poi li ho superati (idem attacchi di ansia/panico), anche se quando devo studiare persiste una fame nervosa irrefrenabile, senza mangiare anche 3/4mila calorie al giorno non posso studiare.
Ora però anche mangiando tanto, piangendo ogni giorno, avendo incubi ogni notte non riesco a sedermi e studiare.
Prima affrontavo anche 80 pagine al giorno, oggi non riesco a obbligarmi a farne 5, ne ho provate di tutti i colori, ho smesso anche di andare in palestra, rinuncio a uscite, accetto anche la fame nervosa, ho incubi ogni notte, tachicardia, tremori e spesso spero che la mia vita finisca (non veramente, solo che non riesco a sopportare questo dolore).
In questi anni ci sono anche stati avvenimenti esterni che hanno peggiorato la situazione, ho anche seguito fino a dicembre 2024 un percorso psicologico iniziato tre anni prima.
Io voglio laurearmi, non ho intenzione di rinunciare, ma non so come vivere nel frattempo, perché ho trascurato psoriasi, difese immunitarie che scendevano, dottore di base che diceva di fermarmi perché sarei finita in un ospedale, ma io ho sempre pensato che ce l’avrei fatta a fare anche l’impossibile, e per un po’ l’ho fatto.
Ora però sento che il mio corpo non mi segue più, e non so come sbloccarmi.
Avrei appunto 10 esami quest’anno, il primo tra una settimana, ma non riesco a sedermi e studiare quel che devo, solo che se lo salto, tutta la sessione si catapulta e non riesco a laurearmi entro quest’anno (considerato che ho iniziato a settembre il primo anno fuori corso).
Come posso laurearmi e vivere?
Come posso regolare il nervoso, questa fame nervosa eccessiva?
Soprattutto come superare il blocco immenso, perché ora neanche forzandomi riesco a studiare
Gentile utente,
leggendo anche i consulti precedenti, ci descrive una situazione che va spesso oltre il limite.
Ascolti i sintomi, i blocchi, i pianti: che cosa vogliono dirle? Che significato hanno?
E' plausibile che lei si dia standard molto elevati e che il corpo non regga le pressioni costanti alle quale si sottopone? Il rapporto con il cibo, l’ansia, il panico, potrebbero essere modalità con cui il suo sistema nervoso tentano di reagire, di comunicare con lei dicendole: dammi tregua.
Purtroppo il nostro corpo non va avanti come la nostra mente vorrebbe programmarlo: si mette in modalità difesa e le manda dei segnali, per esempio con un attacco di panico.
Quando ci si sottopone ad uno stress così prolungato, è più che possibile che si giunga ad un blocco, corpo e mente chiedono una tregua. A livello inconscio ha imparato ad associare, per esempio, lo studio assiduo con fatica, sopraffazione, e con il tempo, arriva il segnale di stop. Sono meccanismi protettivi e non è sufficiente la forza di volontà per contrastarli.
La fame nervosa che ci cita è anch'essa è un sintomo. È una strategia di autoregolazione: il cibo calma momentaneamente un sistema nervoso iperattivato. Il fatto che ora neanche mangiando tanto riesci a studiare indica che siamo oltre la fase compensatoria. Se le è di aiuto le lascio uno scritto che ho pubblicato pochi giorni fa: https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/9507-il-cibo-come-conforto-identita-e-linguaggio-del-disagio-una-visione-storico-culturale-e-clinica.html
Volersi laureare è un obiettivo lodevole, ma a che prezzo? Continuare così, fino a distruggersi, sarebbe un traguardo?
Sembra molto chiaro che il dolore sia oltre la finestra di tolleranza.
Con chiarezza: non è opportuno che pensi da sola a strategie per uscire dalla situazione, senza un supporto professionale multidisciplinare non otterrebbe risultati apprezzabili. Non siamo macchine ad energia infinita. Le consiglierei di rivolgersi nuovamente ad un terapeuta e chiedere consiglio se, in una fase così acuta, possa esserle di aiuto anche una terapia farmacologica per alleviare i sintomi e restituirle un minimo di serenità, per una migliore qualità della vita e per ottenere le condizioni necessarie ad una terapia.
Può trovare nei CSM delle equipe multidisciplinari che possono darle sollievo in questa fase (si accede tramite impegnativa del MMG) oppure rivolgersi a dei professionisti privati di fiducia.
Molte facoltà universitarie hanno inoltre degli sportelli di ascolto, valuti se anche questo spazio che può ritagliarsi, tutto suo, di ascolto e supporto, possono aiutarla.
Cordialità.
leggendo anche i consulti precedenti, ci descrive una situazione che va spesso oltre il limite.
Ascolti i sintomi, i blocchi, i pianti: che cosa vogliono dirle? Che significato hanno?
E' plausibile che lei si dia standard molto elevati e che il corpo non regga le pressioni costanti alle quale si sottopone? Il rapporto con il cibo, l’ansia, il panico, potrebbero essere modalità con cui il suo sistema nervoso tentano di reagire, di comunicare con lei dicendole: dammi tregua.
Purtroppo il nostro corpo non va avanti come la nostra mente vorrebbe programmarlo: si mette in modalità difesa e le manda dei segnali, per esempio con un attacco di panico.
Quando ci si sottopone ad uno stress così prolungato, è più che possibile che si giunga ad un blocco, corpo e mente chiedono una tregua. A livello inconscio ha imparato ad associare, per esempio, lo studio assiduo con fatica, sopraffazione, e con il tempo, arriva il segnale di stop. Sono meccanismi protettivi e non è sufficiente la forza di volontà per contrastarli.
La fame nervosa che ci cita è anch'essa è un sintomo. È una strategia di autoregolazione: il cibo calma momentaneamente un sistema nervoso iperattivato. Il fatto che ora neanche mangiando tanto riesci a studiare indica che siamo oltre la fase compensatoria. Se le è di aiuto le lascio uno scritto che ho pubblicato pochi giorni fa: https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/9507-il-cibo-come-conforto-identita-e-linguaggio-del-disagio-una-visione-storico-culturale-e-clinica.html
Volersi laureare è un obiettivo lodevole, ma a che prezzo? Continuare così, fino a distruggersi, sarebbe un traguardo?
Sembra molto chiaro che il dolore sia oltre la finestra di tolleranza.
Con chiarezza: non è opportuno che pensi da sola a strategie per uscire dalla situazione, senza un supporto professionale multidisciplinare non otterrebbe risultati apprezzabili. Non siamo macchine ad energia infinita. Le consiglierei di rivolgersi nuovamente ad un terapeuta e chiedere consiglio se, in una fase così acuta, possa esserle di aiuto anche una terapia farmacologica per alleviare i sintomi e restituirle un minimo di serenità, per una migliore qualità della vita e per ottenere le condizioni necessarie ad una terapia.
Può trovare nei CSM delle equipe multidisciplinari che possono darle sollievo in questa fase (si accede tramite impegnativa del MMG) oppure rivolgersi a dei professionisti privati di fiducia.
Molte facoltà universitarie hanno inoltre degli sportelli di ascolto, valuti se anche questo spazio che può ritagliarsi, tutto suo, di ascolto e supporto, possono aiutarla.
Cordialità.
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 6 visite dal 07/01/2026.
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