Giovane, mai avuto relazioni: come trovare l'amore?
Gentili Psicologi,
ho 27 anni e non ho mai avuto una relazione.
Fino a qualche anno fa questa mia situazione non è mai stata un problema per me, semplicemente mi ripetevo: "quando arriva, arriva", adesso mi sembra semplicemente impossibile trovare un partner.
Ho provato tante volte con le app di dating, ma spesso la conversazione va a scemare oppure molti vogliono uscire subito e non mi fido particolarmente.
Non ho idea di come incontrare un partner dal vivo e mi sento una stupida.
Sicuramente essere introversa e avere pochissimi amici (anche se molto validi), non aiuta.
Come faccio?
Grazie.
ho 27 anni e non ho mai avuto una relazione.
Fino a qualche anno fa questa mia situazione non è mai stata un problema per me, semplicemente mi ripetevo: "quando arriva, arriva", adesso mi sembra semplicemente impossibile trovare un partner.
Ho provato tante volte con le app di dating, ma spesso la conversazione va a scemare oppure molti vogliono uscire subito e non mi fido particolarmente.
Non ho idea di come incontrare un partner dal vivo e mi sento una stupida.
Sicuramente essere introversa e avere pochissimi amici (anche se molto validi), non aiuta.
Come faccio?
Grazie.
Gentile utente,
lei ha 27 anni, ha tutta una vita davanti. Comprendo che ad un certo momento, non aver ancora trovato un compagno possa aprire molte domande su se stessi, soprattutto nella nostra cultura quando il confronto con gli altri è inevitabile, fa sembrare che le relazioni nascano con facilità e spontaneità mentre a noi non accade e allora ci chiediamo: che cos'ho che non va? È importante però chiarire questo punto, nell'amore, come nel lavoro e ogni altro aspetto della vita, anche imparare a nuotare: non esiste un’età giusta entro cui aver avuto una relazione, e il fatto di non averne ancora vissuta una non dice nulla di negativo su di lei ma soprattutto nulla sul suo valore personale.
Le difficoltà che ci descrive, ma che in parte sono anche delle sue caratteristiche che possono avere dei pregi ed incontrare qualcuno che proprio questi apprezzi: l’introversione, una rete sociale ristretta, la scarsa fiducia verso le app di dating, non sono sinonimo di inadeguatezza e tantomeno di stupidità, ma aspetti della sua personalità e del suo modo di entrare in relazione e interagire con il mondo. Ci sono persone come lei, ed è giusto così, che sentono il bisogno di tempo per costruire fiducia e per le quali incontri troppo rapidi o superficiali, soprattutto se derivanti da app di dating, non facciano sentire al sicuro.
Mi colpisce un passaggio nella sua condivisione: il giudizio severo che lei rivolge a se stessa. Sentirsi stupida o sbagliata le fa solo del male, non porta nessun valore aggiunto e anzi, paradossalmente, rendere ancora più difficile l’incontro con l’altro. L'equazione diviene abbastanza semplice: più vi è il desiderio di una relazione duratura, che si accompagna alla paura di essere in ritardo o di non essere abbastanza, e più la pressione interna aumenta rischiando di rimanere intrappolati in esperienze relazionali prive di naturalezza, solo per compensare un vuoto o raggiungere un obiettivo.
La invito ad una riflessione: piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul come trovare un partner , potrebbe essere utile soffermarsi a riflettere su alcuni aspetti più profondi: quali contesti la possono far sentire a suo agio, che tipo di legame desidera davvero e quali modalità di incontro rispettano maggiormente i suoi tempi e il suo modo di essere. Per molte persone introverse, ad esempio, possono essere adatti contesti strutturati e legati a interessi condivisi come corsi (ballo, fotografia), attività di gruppo, viaggi di gruppo, volontariato, in cui la conoscenza può avvenire gradualmente, senza la pressione immediata dell'incontro. Sono solo alcuni esempi, che contrastano le modalità del tutto e subito delle app.
Provi ad ascoltare se stessa: se questa situazione inficia la sua autostima, la blocca, un percorso di supporto psicologico potrebbe esserle utile per orientare i suoi bisogni relazionali, a ridurre l’autocritica e a costruire una maggiore fiducia in se stessa. Non si tratta di trovare risposte sul come o dove trovare un partner, ma di creare le condizioni interiori perché l’incontro possa avvenire in modo più autentico.
Sia fiera di sè invece: in un'epoca in cui valori come famiglia e coppia sono in profonda crisi, cercare una relazione significativa può essere più complesso ma finalizzato a costruire qualcosa di importante e in cui si crede: questo richiede tempo, ma allo stesso tempo trovare il modo di parlarsi in modo gentile, avere rispetto per sé.
Cordialità.
lei ha 27 anni, ha tutta una vita davanti. Comprendo che ad un certo momento, non aver ancora trovato un compagno possa aprire molte domande su se stessi, soprattutto nella nostra cultura quando il confronto con gli altri è inevitabile, fa sembrare che le relazioni nascano con facilità e spontaneità mentre a noi non accade e allora ci chiediamo: che cos'ho che non va? È importante però chiarire questo punto, nell'amore, come nel lavoro e ogni altro aspetto della vita, anche imparare a nuotare: non esiste un’età giusta entro cui aver avuto una relazione, e il fatto di non averne ancora vissuta una non dice nulla di negativo su di lei ma soprattutto nulla sul suo valore personale.
Le difficoltà che ci descrive, ma che in parte sono anche delle sue caratteristiche che possono avere dei pregi ed incontrare qualcuno che proprio questi apprezzi: l’introversione, una rete sociale ristretta, la scarsa fiducia verso le app di dating, non sono sinonimo di inadeguatezza e tantomeno di stupidità, ma aspetti della sua personalità e del suo modo di entrare in relazione e interagire con il mondo. Ci sono persone come lei, ed è giusto così, che sentono il bisogno di tempo per costruire fiducia e per le quali incontri troppo rapidi o superficiali, soprattutto se derivanti da app di dating, non facciano sentire al sicuro.
Mi colpisce un passaggio nella sua condivisione: il giudizio severo che lei rivolge a se stessa. Sentirsi stupida o sbagliata le fa solo del male, non porta nessun valore aggiunto e anzi, paradossalmente, rendere ancora più difficile l’incontro con l’altro. L'equazione diviene abbastanza semplice: più vi è il desiderio di una relazione duratura, che si accompagna alla paura di essere in ritardo o di non essere abbastanza, e più la pressione interna aumenta rischiando di rimanere intrappolati in esperienze relazionali prive di naturalezza, solo per compensare un vuoto o raggiungere un obiettivo.
La invito ad una riflessione: piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul come trovare un partner , potrebbe essere utile soffermarsi a riflettere su alcuni aspetti più profondi: quali contesti la possono far sentire a suo agio, che tipo di legame desidera davvero e quali modalità di incontro rispettano maggiormente i suoi tempi e il suo modo di essere. Per molte persone introverse, ad esempio, possono essere adatti contesti strutturati e legati a interessi condivisi come corsi (ballo, fotografia), attività di gruppo, viaggi di gruppo, volontariato, in cui la conoscenza può avvenire gradualmente, senza la pressione immediata dell'incontro. Sono solo alcuni esempi, che contrastano le modalità del tutto e subito delle app.
Provi ad ascoltare se stessa: se questa situazione inficia la sua autostima, la blocca, un percorso di supporto psicologico potrebbe esserle utile per orientare i suoi bisogni relazionali, a ridurre l’autocritica e a costruire una maggiore fiducia in se stessa. Non si tratta di trovare risposte sul come o dove trovare un partner, ma di creare le condizioni interiori perché l’incontro possa avvenire in modo più autentico.
Sia fiera di sè invece: in un'epoca in cui valori come famiglia e coppia sono in profonda crisi, cercare una relazione significativa può essere più complesso ma finalizzato a costruire qualcosa di importante e in cui si crede: questo richiede tempo, ma allo stesso tempo trovare il modo di parlarsi in modo gentile, avere rispetto per sé.
Cordialità.
👍🏻La Dr.ssa Potenza concorda con la risposta.
Gentile utente,
Sappiamo proprio poco di lei, a parte la difficoltà del trovare un partner.
Lei studia? Lavora? Vive da sola oppure con la sua famiglia d'origine? Ha delle attività quali palestra, gruppi vari?
Tutte queste domande per riuscire a capire qual è nel concreto il suo contesto di vita quotidiana e come potrebbe essere migliorato.
Riguardo a questo punto, facendo una mappa delle risorse di cui attualmente dispone, potrebbe fare in modo lavorare su di sé per diventare gradualmente più affabile, più disponibile al dialogo, più sorridente.
Se invece fosse la sua cerchia sociale (Studio, Lavoro, ) ad essereeffettivamente molto molto ristretta, un ampliamento della stessa potrebbe portare "aria nuova" e nuove interessanti conoscenze: palestra, gruppi di volontariato, associazione culturale, corso di ballo..
Come vede, ho privilegiato le conoscenze in presenza considerato che quelle attraverso le app di incontri abbisognano di alcune abilità che lei dichiara di non possedere: ".. le app di dating, ma spesso la conversazione va a scemare oppure molti vogliono uscire subito e non mi fido particolarmente".
E poi c'è l'altro punto .: " Non ho idea di come incontrare un partner dal vivo e mi sento una stupida.".
Il fatto è che non si può decidere di incontrare "un partner"; si incontrano persone e tra queste talvolta può scattare l'attrazione romantica; essa va a buon fine se ciò avviene da entrambe le parti.
Devo aggiungere però che "sentirsi una stupida" non fa un buon effetto e un buon servizio né a lei né alle persone che le incontrano. Ritenersi una persona interessante è la premessa perché gli altri ci trovino interessanti. Consiglierei quindi un lavoro personale sull'autostima, nel caso lei percepisca che questo è un suo punto debole.
Però provi fin da subito a mettere in atto qualcuno di questi suggerimenti, ma con convinzione: la prima a doverci credere è proprio lei.
Carissimi saluti.
Dott. Brunialti
Sappiamo proprio poco di lei, a parte la difficoltà del trovare un partner.
Lei studia? Lavora? Vive da sola oppure con la sua famiglia d'origine? Ha delle attività quali palestra, gruppi vari?
Tutte queste domande per riuscire a capire qual è nel concreto il suo contesto di vita quotidiana e come potrebbe essere migliorato.
Riguardo a questo punto, facendo una mappa delle risorse di cui attualmente dispone, potrebbe fare in modo lavorare su di sé per diventare gradualmente più affabile, più disponibile al dialogo, più sorridente.
Se invece fosse la sua cerchia sociale (Studio, Lavoro, ) ad essereeffettivamente molto molto ristretta, un ampliamento della stessa potrebbe portare "aria nuova" e nuove interessanti conoscenze: palestra, gruppi di volontariato, associazione culturale, corso di ballo..
Come vede, ho privilegiato le conoscenze in presenza considerato che quelle attraverso le app di incontri abbisognano di alcune abilità che lei dichiara di non possedere: ".. le app di dating, ma spesso la conversazione va a scemare oppure molti vogliono uscire subito e non mi fido particolarmente".
E poi c'è l'altro punto .: " Non ho idea di come incontrare un partner dal vivo e mi sento una stupida.".
Il fatto è che non si può decidere di incontrare "un partner"; si incontrano persone e tra queste talvolta può scattare l'attrazione romantica; essa va a buon fine se ciò avviene da entrambe le parti.
Devo aggiungere però che "sentirsi una stupida" non fa un buon effetto e un buon servizio né a lei né alle persone che le incontrano. Ritenersi una persona interessante è la premessa perché gli altri ci trovino interessanti. Consiglierei quindi un lavoro personale sull'autostima, nel caso lei percepisca che questo è un suo punto debole.
Però provi fin da subito a mettere in atto qualcuno di questi suggerimenti, ma con convinzione: la prima a doverci credere è proprio lei.
Carissimi saluti.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
👍🏻La Dr.ssa Potenza concorda con la risposta.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 68 visite dal 18/01/2026.
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