Perché gioco nonostante i problemi?

Oggi ho fatto una cavolata, dico sempre di non ricascarci e invece.
Entro al tabacchino.
Gioco 10 alle slot.
Perdo.

Vado a prelevare 30.
Ritorno a giocare.
Perdo.
Vado a prelevare di nuovo.
Ritorno a giocare e perdo di nuovo.
Ho perso 80 in cinque minuti e ora mi sento in colpa perché non lavoro da 4 anni.
Ho pochi soldi sul conto.

Quando gioco non penso a niente.
Non so se si tratta di una vera dipendenza.
Posso stare senza giocare per giorni.

A volte vado a giocare con mia mamma.
Vivo in una famiglia disfunzionale.
Il primo a ragionare in maniera disfunzionale sono io.

Ho subito abusi nell infanzia.

Sono seguito dal csm e psicologa.
Ho il disturbo ossessivo e dissociativo e depressione.

Negli ultimi 4 anni mi sono isolato completamente.
Da settembre sto frequentando progetto Itaca e sto uscendo con i ragazzi il sabato sera.

Non so.
Non me ne va bene una.
Perché ritorno sempre a giocare.
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
i problemi della dipendenza (da gioco o da altro) non si risolvono trovando il perché. A questo proposito lei aveva già scritto anche in Psichiatria.
Le faccio notare che può essere utile a noi che rispondiamo conoscere la situazione della persona. Nella scheda lei risulta femmina, ma usa aggettivi maschili per parlare di sé.
E' transessuale, oppure sta usando l'account di un altro? In quest'ultimo caso, perché lo fa?
Restiamo in attesa della sua risposta.

Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com


👍🏻Il Dr. Capretto concorda con la risposta.

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile1
Attivo dal 2026 al 2026
Ex utente
Sono un ragazzo di 33 anni. Ho aggiornato il profilo, non so perché avevo messo che fossi una donna!
Quando lavoravo non giocavo. Gioco per noia. Non so. La mia dottoressa mi ha detto che non si tratta di dipendenza.. mi faccio del male in questo modo. Vorrei essere l opposto di quello che sono.
Segnala un abuso allo Staff
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
premetto che se è già seguito in psicoterapia deve fare riferimento alla curante che la segue.
Tutte le volte che un comportamento appare incoercibile, a meno che la causa non sia neurologica, quindi al di fuori del controllo del soggetto, possiamo pensare di trovarci davanti ad un disturbo ossessivo/compulsivo.
Occorre allora fornire al paziente strategie per astenersi da questo comportamento, con esercizi che precedono, accompagnano, seguono il suo manifestarsi.
Se la psicologa le è stata indicata dallo psichiatra che la cura, immagino si tratti di una terapeuta cognitivo/comportamentale, o che adotti strumenti metodologici adeguati al suo caso, per il quale non si cerca la causa del comportamento. Infatti questo tipo di disturbo può cambiare oggetto, e allora dell'interpretazione che ne era stata data cosa ne facciamo?
Qualunque comportamento disfunzionale, se messo in atto consapevolmente, è un tentativo di adattamento ad una realtà per la quale il paziente non ravvisa altre strategie di coping (che vuol dire fronteggiamento, soluzione, etc.).
Spesso questi schemi disfunzionali di comportamento vengono adottati sull'onda di una sofferenza: nel suo caso la noia, la frustrazione per essere senza lavoro, la speranza di risolvere la vita con una vincita al gioco, la volontà di punire sé e anche sua madre dimostrando di esserne incapace, l'autocommiserazione, la richiesta di attenzioni e così via.
Troppe cause, come vede, e tutte inidonee a far cessare il comportamento; anzi questa ricerca di cause può rafforzarlo, diventando a sua volta un'ossessione.
Ora lei sa bene che è tentato di giocare quando esce con sua madre. Sa anche che dopo se ne pente. La curante le avrà fornito il diarietto situazione/pensieri/stati d'animo: lo compili analizzando quali idee e quali sentimenti le attraversano la testa mentre va al bar con sua madre.
Dedichi a questo esercizio la sua attenzione, completando il diarietto con lo scrivere perché riesce a resistere al gioco (o non riesce), e quali stati d'animo e pensieri seguono a ciascuna delle due situazioni.
Pensi a stare meglio. Buone cose.

Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile
Attivo dal 2026 al 2026
Ex utente
Mentre andavo a prelevare e ritornavo al tabacchino sapevo che era sbagliato, ma non riuscivo a fermarmi. Volevo recuperare i soldi persi, ma così facendo ne ho persi degli altri.
So che sbaglio, forse voglio solo scappare dalla mia realtà che al momento non mi piace!
C'è la potrò fare dottoressa? Grazie della disponibilità
Segnala un abuso allo Staff
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Caro utente,
certo che ce la può fare. Se i pazienti non guarissero, noi avremmo già chiuso i nostri studi!
Ha letto con attenzione quello che le ho detto?
Lei porti sempre con sé una penna e un foglio su cui avrà stampato una tabella con scritto sulla riga in alto: DATA e ORA - SITUAZIONE - PENSIERI - STATO EMOTIVO - INTENZIONI - AZIONE, e ogni volta che si sente tentare da un comportamento indesiderabile si fermi a compilarla con cura. Vedrà che comincerà a migliorare.
Faccia una tabella simile anche per il lavoro: scriva ogni giorno se lo sta cercando, come lo sta cercando, quali telefonate ha fatto, etc.
Ne parli con la sua curante.
Molti auguri.

Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile
Attivo dal 2026 al 2026
Ex utente
Si, dottoressa.
Ho messo nello zaino il mio diario personale!
Ieri sono passato davanti a un tabacchino e non sono entrato a giocare!
Posso farle un altra domanda?
Quanto incide vivere in una famiglia disfunzionale nel processo di guarigione?
Per un tempo ho vissuto all estero, ma non ero mai stato in terapia e stavo meglio.
Credo che andare a vivere da solo mi aiuterebbe a stare più calmo, anche una stanza con bagno privato, ma stare un po' lontano dalla mia famiglia.
Segnala un abuso allo Staff
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
l'ambiente nel quale un disturbo psicologico si è prodotto e si mantiene non è il più idoneo per aiutarci a guarire.
Detto questo, bisogna essere realistici e considerare alcune cose:
- non sempre si hanno i mezzi per vivere da soli (soldi, capacità di gestione domestica, facilità di adattamento, etc.);
- non tutti gli ambienti al di fuori della famiglia sono sani: convivere con estranei problematici spesso è ancora più esasperante;
- se lei, come sembra, è seguito con regolarità da un curante, è opportuno stabilire con lui (o lei) delle strategie mirate per farle meglio affrontare la convivenza coi suoi;
- le strategie di cui sopra possono essere anche un buon allenamento per il rapporto con un nuovo ambiente di lavoro e in generale per il benessere.
Ci tenga al corrente dei suoi progressi nella resistenza al gioco compulsivo.
Auguri.

Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile

Consulti su problemi relazionali

Altri consulti in psicologia