Possibili sintomi ADHD: devo farmi diagnosticare?
Salve sono una ragazza di 20 anni, da qualche tempo ho iniziato a informarmi sul disturbo di deficit di attenzione.
Ho cercato sul web appunto i vari sintomi che potevano essere associati a questo disturbo e mi sono resa conto che potrei averne alcuni.
Da quando sono piccola sono sempre stata molto vivace, avevo difficoltà a stare ferma, mi hanno raccontato che all’asilo quando gli altri bambini stavano seduti a disegnare io uscivo dall’aula per andare nella sala dei giochi.
Alle medie e alle superiori andavo a ripetizioni perché senza non prendevo mai l’iniziativa di prendere un libro in mano.
L’anno scorso dopo il diploma mi sono presa un anno sabbatico perché non sapevo ancora che fare, avevo deciso di iscrivermi ad un corso di inglese, infatti l’ho iniziato ma mi sono fermata dopo 2 mesi.
Adesso dopo un anno sono nella stesa situazione.
Inizialmente mi ero convinta e per questo a settembre mi sono iscritta alla facoltà di architettura da fuori sede, solo che quando andavo a lezione mi sono resa conto che avevo molta difficoltà anche solo nel rimanere concentrata nel seguire la lezione, come se il cervello si spegnesse, ero presente in classe ma il mio pensiero era da tutt’altra parte.
Ho difficoltà anche a rimanere nello studio e nello stare seduta per molto tempo alla scrivania.
Infatti se non c’è qualcuno che mi obbliga a farlo io non lo faccio.
Tendo sempre a procrastinare infatti faccio fatica ad organizzarmi e finisco per non fare niente di quello che mi ero prefissata.
Sono molto pigra e questa mia difficoltà nel concentrarmi mi fa passare completamente la voglia di studiare.
La notte ho difficoltà ad addormentarmi perché ho questa sensazione di irrequietezza interna, di essere sempre "sotto pressione".
L’anno scorso inoltre avevo spesso dei tremori soprattutto la notte (adesso sono completamente spariti).
Durante una conversazione parlo sempre molto velocemente e alcune volte interrompo le persone per dire tutt’altro, oppure mentre mi parlando tendo a guardare sempre il cellulare e a distaccarmi da tutto il resto, inoltre quando sto seduta ho sempre questo bisogno di muovere le gambe.
Tendo a rimanere concentrata solo se quello che sto facendo mi piace, ad esempio riesco a restare seduta anche più ore di seguito se devo montare un lego.
Volevo sapere se questo potrebbe bastare per far sì che io mi rivolga ad uno specialista per cercare di fare una diagnosi specifica.
Grazie in anticipo.
Ho cercato sul web appunto i vari sintomi che potevano essere associati a questo disturbo e mi sono resa conto che potrei averne alcuni.
Da quando sono piccola sono sempre stata molto vivace, avevo difficoltà a stare ferma, mi hanno raccontato che all’asilo quando gli altri bambini stavano seduti a disegnare io uscivo dall’aula per andare nella sala dei giochi.
Alle medie e alle superiori andavo a ripetizioni perché senza non prendevo mai l’iniziativa di prendere un libro in mano.
L’anno scorso dopo il diploma mi sono presa un anno sabbatico perché non sapevo ancora che fare, avevo deciso di iscrivermi ad un corso di inglese, infatti l’ho iniziato ma mi sono fermata dopo 2 mesi.
Adesso dopo un anno sono nella stesa situazione.
Inizialmente mi ero convinta e per questo a settembre mi sono iscritta alla facoltà di architettura da fuori sede, solo che quando andavo a lezione mi sono resa conto che avevo molta difficoltà anche solo nel rimanere concentrata nel seguire la lezione, come se il cervello si spegnesse, ero presente in classe ma il mio pensiero era da tutt’altra parte.
Ho difficoltà anche a rimanere nello studio e nello stare seduta per molto tempo alla scrivania.
Infatti se non c’è qualcuno che mi obbliga a farlo io non lo faccio.
Tendo sempre a procrastinare infatti faccio fatica ad organizzarmi e finisco per non fare niente di quello che mi ero prefissata.
Sono molto pigra e questa mia difficoltà nel concentrarmi mi fa passare completamente la voglia di studiare.
La notte ho difficoltà ad addormentarmi perché ho questa sensazione di irrequietezza interna, di essere sempre "sotto pressione".
L’anno scorso inoltre avevo spesso dei tremori soprattutto la notte (adesso sono completamente spariti).
Durante una conversazione parlo sempre molto velocemente e alcune volte interrompo le persone per dire tutt’altro, oppure mentre mi parlando tendo a guardare sempre il cellulare e a distaccarmi da tutto il resto, inoltre quando sto seduta ho sempre questo bisogno di muovere le gambe.
Tendo a rimanere concentrata solo se quello che sto facendo mi piace, ad esempio riesco a restare seduta anche più ore di seguito se devo montare un lego.
Volevo sapere se questo potrebbe bastare per far sì che io mi rivolga ad uno specialista per cercare di fare una diagnosi specifica.
Grazie in anticipo.
Gentile utente,
quello che ci descrive può rientrare in un insieme di caratteristiche che possono essere compatibili con un disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), soprattutto nella forma combinata (disattenzione + iperattività/impulsività). Si tratta di sintomi\comportamenti riferiti, e le ricerche autonome sul web sono sempre sconsigliate: vi è spesso la tendenza a ricercare conferme di una propria idea o autodiagnosi, e ci si identifica nelle manifestazioni cliniche di un disturbo ma ciò non significa esserne affetti. Stando a ciò che ci riporta, in questa sede non è possibile esserle di aiuto e sarebbe utile una valutazione clinica. In ambito clinico sicuramente possono avere rilevanza i seguenti punti che le riassumo: disattenzione persistente, difficoltà a mantenere l’attenzione su compiti prolungati, spegnimento mentale durante le lezioni, tendenza a distrarsi con stimoli esterni (cellulare, pensieri), procrastinazione marcata e difficoltà organizzative, iperattività/irrequietezza, difficoltà a stare seduta a lungo, bisogno continuo di muovere le gambe, sensazione interna di tensione, soprattutto la sera, impulsività, parlare molto velocemente, interrompere gli altri, cambiare argomento bruscamente.
Quelli che in clinica sono definiti come pattern di funzionamento tipici dell’ADHD sono la capacità di iperfocalizzarsi solo su attività molto stimolanti (come per esempio i mattoncini Lego), difficoltà a iniziare e portare avanti compiti che richiedono costanza e soprattutto una storia evolutiva coerente, con sintomi presenti fin dall’infanzia.
Il punto fondamentale in ambito diagnostico è che i sintomi devono interferire con studio, lavoro, relazioni. Dal sui racconto, sembra esserci questo impatto.
Detto questo, una diagnosi non può basarsi su un’autovalutazione nè su un breve consulto on-line, il cui fine è dare un orientamento: sintomi simili possono manifestarsi anche in ansia, stress cronico, disturbi del sonno, come vede possiamo aprire molte possibilità a livello ipotetico.
La risposta alla sua domanda è dunque sì: vi sono elementi sufficienti per rivolgersi a uno specialista (psicologo clinico con esperienza in ADHD adulto). Non per etichettarsi , ma per fare una valutazione strutturata con strumenti e competenze specifici.
Spero di averle fatto un po' di chiarezza.
Cordialità.
quello che ci descrive può rientrare in un insieme di caratteristiche che possono essere compatibili con un disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), soprattutto nella forma combinata (disattenzione + iperattività/impulsività). Si tratta di sintomi\comportamenti riferiti, e le ricerche autonome sul web sono sempre sconsigliate: vi è spesso la tendenza a ricercare conferme di una propria idea o autodiagnosi, e ci si identifica nelle manifestazioni cliniche di un disturbo ma ciò non significa esserne affetti. Stando a ciò che ci riporta, in questa sede non è possibile esserle di aiuto e sarebbe utile una valutazione clinica. In ambito clinico sicuramente possono avere rilevanza i seguenti punti che le riassumo: disattenzione persistente, difficoltà a mantenere l’attenzione su compiti prolungati, spegnimento mentale durante le lezioni, tendenza a distrarsi con stimoli esterni (cellulare, pensieri), procrastinazione marcata e difficoltà organizzative, iperattività/irrequietezza, difficoltà a stare seduta a lungo, bisogno continuo di muovere le gambe, sensazione interna di tensione, soprattutto la sera, impulsività, parlare molto velocemente, interrompere gli altri, cambiare argomento bruscamente.
Quelli che in clinica sono definiti come pattern di funzionamento tipici dell’ADHD sono la capacità di iperfocalizzarsi solo su attività molto stimolanti (come per esempio i mattoncini Lego), difficoltà a iniziare e portare avanti compiti che richiedono costanza e soprattutto una storia evolutiva coerente, con sintomi presenti fin dall’infanzia.
Il punto fondamentale in ambito diagnostico è che i sintomi devono interferire con studio, lavoro, relazioni. Dal sui racconto, sembra esserci questo impatto.
Detto questo, una diagnosi non può basarsi su un’autovalutazione nè su un breve consulto on-line, il cui fine è dare un orientamento: sintomi simili possono manifestarsi anche in ansia, stress cronico, disturbi del sonno, come vede possiamo aprire molte possibilità a livello ipotetico.
La risposta alla sua domanda è dunque sì: vi sono elementi sufficienti per rivolgersi a uno specialista (psicologo clinico con esperienza in ADHD adulto). Non per etichettarsi , ma per fare una valutazione strutturata con strumenti e competenze specifici.
Spero di averle fatto un po' di chiarezza.
Cordialità.
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 17/01/2026.
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