Queste sensazioni passeranno?
Buona sera Cari Dottori!
Ho 23 anni e recentemente ho inziato di nuovo la terapia con lo psicologo che mi ha seguito circa due anni fa.
Tengo a precisare che sono um ragazzo ansioso, purtroppo nell'ultimo periodo sto provando delle sensazioni di derealizzazione che non stanno tanto andando bene.
Il mio psicologo/psicoterapeuta mi dice di stare assoluttamente tranquillo e solo ansia, non è nulla e non si svilupperà assolutamente niente nonostante la paura che ho, la mia paura e appunto sviluppare la psicosi la schizofrenia.
Purtroppo queste sensazioni le ho provate la prima volta a 18 anni dopo sono passate e ritornate raramente fino a questo periodo dove le sto sentendo abbastanza tanto, e come se fosse tutto irreale, come se lo fossi io, mi domando domande esistenziali del tipo chi sono, parlo davvero io, cosa faccio qui e mi mettono tanta tanta paura.
Quasi sempre quando le provo forte ho una sensazione nel corpo che parte dalle gambe, una specie di agitazione /tremore e ho paura che succeda qualcosa, oppure impazzire o rimanere sempre cosi.
Sono consapevole che purtroppo ho letto troppo su internet e forse spesso inesco tutto io, ma anche lo stress dell'ultimo periodo per colpa di alcuni cambiamenti nella vita (ho tirato su un bar e lo chiuso perche purtroppo non andava).
In piu quasi sempre è il mio pensiero a fare partire tutto, i pensieri chi sono, sono veramente io e in quel momento mi sembra veramente che sono nuovo a questo mondo mi spavento, posso dimenticarmi chi sono?
Passeranno mai?
Aggiungo inoltre che quando il panico è leggermente piu forte quasi sempre mi parte una sensazione strana alla bocca dello stomaco verso su, una specie di sensazione fredda, un agitazione e la sento pure nelle gambe, il corpo stra agitate e avvolte anche nausea e respiro non tanto affanoso a piu difficile piu sentito.
Posso sviluppare la schizofrenia oppure rimanere sempre cosi?
Dimenticare la mia identità?
Ho 23 anni e recentemente ho inziato di nuovo la terapia con lo psicologo che mi ha seguito circa due anni fa.
Tengo a precisare che sono um ragazzo ansioso, purtroppo nell'ultimo periodo sto provando delle sensazioni di derealizzazione che non stanno tanto andando bene.
Il mio psicologo/psicoterapeuta mi dice di stare assoluttamente tranquillo e solo ansia, non è nulla e non si svilupperà assolutamente niente nonostante la paura che ho, la mia paura e appunto sviluppare la psicosi la schizofrenia.
Purtroppo queste sensazioni le ho provate la prima volta a 18 anni dopo sono passate e ritornate raramente fino a questo periodo dove le sto sentendo abbastanza tanto, e come se fosse tutto irreale, come se lo fossi io, mi domando domande esistenziali del tipo chi sono, parlo davvero io, cosa faccio qui e mi mettono tanta tanta paura.
Quasi sempre quando le provo forte ho una sensazione nel corpo che parte dalle gambe, una specie di agitazione /tremore e ho paura che succeda qualcosa, oppure impazzire o rimanere sempre cosi.
Sono consapevole che purtroppo ho letto troppo su internet e forse spesso inesco tutto io, ma anche lo stress dell'ultimo periodo per colpa di alcuni cambiamenti nella vita (ho tirato su un bar e lo chiuso perche purtroppo non andava).
In piu quasi sempre è il mio pensiero a fare partire tutto, i pensieri chi sono, sono veramente io e in quel momento mi sembra veramente che sono nuovo a questo mondo mi spavento, posso dimenticarmi chi sono?
Passeranno mai?
Aggiungo inoltre che quando il panico è leggermente piu forte quasi sempre mi parte una sensazione strana alla bocca dello stomaco verso su, una specie di sensazione fredda, un agitazione e la sento pure nelle gambe, il corpo stra agitate e avvolte anche nausea e respiro non tanto affanoso a piu difficile piu sentito.
Posso sviluppare la schizofrenia oppure rimanere sempre cosi?
Dimenticare la mia identità?
Gentile ragazzo,
da ciò che racconta, mi sembra che la sofferenza maggiore non sia rappresentata tanto dalle sensazioni di derealizzazione in sé, quanto dal significato che attribuisce loro.
Lei descrive episodi caratterizzati da sensazioni di irrealtà, domande esistenziali ( chi sono? , sono veramente io? , e se dimenticassi la mia identità?), forte paura, agitazione corporea, tensione alle gambe, sensazioni allo stomaco e bisogno di capire cosa stia succedendo.
Quello che colpisce è che lei mantiene sempre un elemento fondamentale: la consapevolezza critica. Infatti si accorge che qualcosa le appare strano, se ne preoccupa e si chiede continuamente se possa significare una malattia grave.
Nelle psicosi, generalmente, il problema non è avere paura di stare impazzendo, ma perdere la capacità di mettere in discussione alcune convinzioni o percezioni. Lei invece appare molto concentrato proprio sul timore che ciò possa accadere.
Mi sembra inoltre significativo che queste sensazioni siano già comparse a 18 anni, siano poi diminuite, ricomparse nei periodi di maggiore stress e si siano intensificate in una fase della sua vita che descrive come particolarmente impegnativa e dolorosa, segnata anche dalla chiusura della sua attività.
Spesso la derealizzazione è un fenomeno che può comparire in persone molto ansiose quando il livello di attivazione emotiva diventa elevato. Paradossalmente, più ci si spaventa della sensazione, più la si osserva, più la si controlla e più questa tende a mantenersi.
Vorrei farle notare una cosa: quando le compare il pensiero e se stessi impazzendo? , cosa fa subito dopo? Cerca rassicurazioni? Controlla se si sente ancora sé stesso? Analizza ciò che prova? Cerca informazioni su internet?
Perché è possibile che il problema non sia soltanto la derealizzazione, ma il circolo vizioso che si crea attorno ad essa.
Lei ci chiede: Posso dimenticare chi sono?
Ad oggi, dal suo racconto, non emerge una perdita della sua identità. Emergono invece paura, ipervigilanza, monitoraggio continuo delle proprie sensazioni interne e un forte timore di perdere il controllo.
Continui a confrontarsi con il collega che la sta seguendo, soprattutto portando in seduta non soltanto le sensazioni di derealizzazione, ma anche il bisogno continuo di verificarle e comprenderle. Spesso è proprio quel tentativo incessante di trovare una certezza assoluta che alimenta ulteriormente l’ansia.
Spero che queste riflessioni possano esserle utili per comprendere meglio ciò che sta accadendo e per ridurre gradualmente la paura che accompagna queste esperienze.
Un cordiale saluto
da ciò che racconta, mi sembra che la sofferenza maggiore non sia rappresentata tanto dalle sensazioni di derealizzazione in sé, quanto dal significato che attribuisce loro.
Lei descrive episodi caratterizzati da sensazioni di irrealtà, domande esistenziali ( chi sono? , sono veramente io? , e se dimenticassi la mia identità?), forte paura, agitazione corporea, tensione alle gambe, sensazioni allo stomaco e bisogno di capire cosa stia succedendo.
Quello che colpisce è che lei mantiene sempre un elemento fondamentale: la consapevolezza critica. Infatti si accorge che qualcosa le appare strano, se ne preoccupa e si chiede continuamente se possa significare una malattia grave.
Nelle psicosi, generalmente, il problema non è avere paura di stare impazzendo, ma perdere la capacità di mettere in discussione alcune convinzioni o percezioni. Lei invece appare molto concentrato proprio sul timore che ciò possa accadere.
Mi sembra inoltre significativo che queste sensazioni siano già comparse a 18 anni, siano poi diminuite, ricomparse nei periodi di maggiore stress e si siano intensificate in una fase della sua vita che descrive come particolarmente impegnativa e dolorosa, segnata anche dalla chiusura della sua attività.
Spesso la derealizzazione è un fenomeno che può comparire in persone molto ansiose quando il livello di attivazione emotiva diventa elevato. Paradossalmente, più ci si spaventa della sensazione, più la si osserva, più la si controlla e più questa tende a mantenersi.
Vorrei farle notare una cosa: quando le compare il pensiero e se stessi impazzendo? , cosa fa subito dopo? Cerca rassicurazioni? Controlla se si sente ancora sé stesso? Analizza ciò che prova? Cerca informazioni su internet?
Perché è possibile che il problema non sia soltanto la derealizzazione, ma il circolo vizioso che si crea attorno ad essa.
Lei ci chiede: Posso dimenticare chi sono?
Ad oggi, dal suo racconto, non emerge una perdita della sua identità. Emergono invece paura, ipervigilanza, monitoraggio continuo delle proprie sensazioni interne e un forte timore di perdere il controllo.
Continui a confrontarsi con il collega che la sta seguendo, soprattutto portando in seduta non soltanto le sensazioni di derealizzazione, ma anche il bisogno continuo di verificarle e comprenderle. Spesso è proprio quel tentativo incessante di trovare una certezza assoluta che alimenta ulteriormente l’ansia.
Spero che queste riflessioni possano esserle utili per comprendere meglio ciò che sta accadendo e per ridurre gradualmente la paura che accompagna queste esperienze.
Un cordiale saluto
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 4 visite dal 11/06/2026.
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