Utente
Buon giorno,
scrivo per un problema di coppia che da anni, periodicamente, mi assilla, al punto tale da mettere in discussione il mio matrimonio.
Io e mio marito viviamo insieme da 5 anni in una casa comprata insieme e, lavorando entrambi, partecipiamo paritariamente alle spese.
Io lavoro tutto l’anno, mentre mio marito lavora come imprenditore d’estate circa 5 – 6 mesi l’anno, ed il resto dell’anno si dedica ai suoi hobby.
Mi occupo io sola delle incombenze burocratiche della casa e delle faccende domestiche.
Mi preoccupa è la sua (secondo me) incapacità di gestione del denaro, aggravata dal fatto che con i guadagni di 6 mesi deve far fronte alle spese di tutto l’anno.
Premetto che abbiamo disponibilità economiche nella media.
Ogni anno, ormai da 5 anni, puntualmente, in questo periodo dell’anno mio marito mi dice che non è in grado di far fronte al pagamento del mutuo e delle altre spese della casa per cui provvedo io integralmente per circa due o tre mesi.
La cosa mi crea difficoltà sia perché non ho uno stipendio enorme sia perché me lo dice all’ultimo minuto, senza che io possa preventivamente ridurre le mie, già contenute, spese.
Se io protesto lui mi risponde che siamo una famiglia, che nelle famiglie ci si aiuta, e che lui mi ha sempre restituito il denaro (ciò è vero) e mi taccia di tirchieria.
Aggiungo che io ho un tenore di vita modesto, ad es. ho una piccola utilitaria di 4 anni, comprata già usata, per spendere poco.
Lui in 5 anni ha cambiato 5 auto tutte del valore medio di 40.000 euro (prima di ogni “acquisto” litighiamo sempre ed io lo avviso che non lo voglio più vedere senza soldi alla fine dell’anno visto che pensa di potersi permettere una simile spesa), inoltre ha diversi hobby che, a mio avviso, anche se lui nega, comportano spese continue.
Quest’anno è uguale, 10 giorni fa ha sostenuto una spesa voluttuaria di 1000 euro e due giorni fa mi ha detto che non poteva pagare il mutuo e di provvedere io… per far fronte alle spese dei prossimi mesi probabilmente dovrò chiedere un prestito.
Mi ha deluso ancora una volta, sento tutto sulle mie spalle… razionalmente, pensando ad allargare la famiglia, mi chiedo se possa essere un compagno affidabile, ma per ora la mia risposta è negativa.
Mi chiedo se sbaglio, e dove, forse dovrei essere più dura, ma non è il mio carattere.
Il mio desiderio sessuale in questi momenti è inesistente: non è stimolante avere un compagno che si comporta come un bambino.
Ho bisogno di un parere, non avendo per vergogna mai parlato con nessuno se non con lui.
Sono io che esagero?
Se non è così, allora cosa posso fare? Dove sbaglio?
So che le persone non possono cambiare dall’oggi al domani, ma come posso aiutarlo a diventare più maturo? E’ sempre stato troppo viziato dalla sua famiglia e secondo me, alla sua veneranda età, non è ancora diventato un uomo.
Grazie in anticipo.

[#1]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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Gent.le sig.ra,
purtroppo la situazione attuale è il risultato di una serie di scelte fatte in passato la scarsa fiducia in suo marito l'ha indotta ad assumersi più responsabilità ma in questo modo gli ha precluso la possibilità di "crescere", se le cose sono andate avanti così finora probabilmente non è casuale..provi a rifletterci.
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara e Mosciano S.Angelo (TE)
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[#2]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Signora,
probabilmente è davvero giunto il momento di affrontare seriamente questo problema che rischia di minacciare alle fondamenta la vostra coppia.
Ne parli con suo marito partendo dalle sue difficoltà e dai suoi disagi e gli proponga qualche colloquio di coppia con uno psicologo: la gestione del denaro è spesso fonte di disaccordi e incomprensioni.
Sicuramente, data la situazione, in questo periodo è più difficile per Lei provare desiderio: prima deve chiarire importanti aspetti della vostra relazione e magari rivedere insieme i principi su cui si basa.
Cari auguri.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com

[#3]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Cara signora,

lei ci dice allo stesso tempo che suo marito ogni anno in questo periodo rimane senza soldi, e che non la avvisa in tempo di aver bisogno che anticipi lei la sua quota di spese creandole dei contrattempi.
Se questa storia però si ripete ogni anno significa che quando lui avanza la periodica richiesta di questo periodo per lei non è una novità.
Come mai non avete pensato di gestire in un altro modo le spese comuni, ad es. mettendo per iscritto le cifre spese ogni mese e le scadenze a venire?
Se avete due modi così diversi di gestire il denaro basarvi solo su accordi verbali non può bastare, e mettere per iscritto il bilancio può essere davvero utile.
L'argomento soldi è uno dei principali motivi di litigio nelle coppie, perchè il denaro racchiude in sè molti significati simbolici che vanno ben oltre al suo valore oggettivo, e i problemi in quest'ambito si riflettono non di rado anche sulla vita sessuale perchè rispecchiano delle difficoltà legate ai ruoli di coppia: se le sembra da fare da mamma a suo marito è molto difficile che si senta anche disponibile ad avere rapporti fisici con lui come niente fosse.

Sarebbe buona cosa che consultaste assieme uno psicologo per discutere di questo problema, ma se suo marito non fosse disponibile lei potrebbe anche chiedere aiuto da sola per cambiare un atteggiamento che finora è servito a fare da sponda ai comportamenti poco responsabili di suo marito.

Cordiali saluti,
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#4]  
Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro

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Gentile signora, in una situazione del genere andrebbero rinegoziate le regole della relazione, che sembrano costruite, da quanto ci dice, ad uso e consumo di suo marito.
Ad esempio, premesso che lavorate entrambi (per altro lei tutto l'anno, e suo marito solo alcuni mesi), saprebbe dire cosa motiva le seguenti scelte?

1. (..) Mi occupo io sola delle incombenze burocratiche della casa e delle faccende domestiche (..)

2. tenore e spese modeste da parte sua, spesoni voluttuari da parte del marito

Il suggerimento che le ha dato la collega, quello di tenere un registro delle spese, con entrate, uscite e scadenze, mi sembra realmente appropriato, nel vostro caso. E nella gestione del registro, suo marito andrebbe coinvolto quanto prima. Se non inizia mai a rendersi conto di cosa vuol dire gestire il patrimonio familiare, non sarà mai in grado di autoregolarsi nelle proprie spese.

Cosa ne pensa?

Cordialmente,

Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro
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[#5] dopo  
Utente
Per prima cosa ringrazio tutti sentitamente per il sollecito interessamento.
L’annotazione delle spese l’ho sempre fatta. Mi sono accorta quasi subito che non era il caso di gestire le spese comuni in maniera forfetaria.
Ritengo che grossomodo si renda conto delle spese, secondo me è più una questione di menefreghismo o irrazionalità, 1000 volte gli ho calcolato le nostre spese annuali (anche le sue personali peraltro) prima consigliandogli, poi intimandogli, di mettere da parte il denaro necessario, per poter gestire il resto a suo piacimento.
La difficoltà principale è che si tratta di un problema lungolatente, nel senso che si appalesa solamente una volta l’anno e durante un determinato periodo.
Quando succede me la prendo con lui, ma non posso certo stare in guerra con lui per tutto un anno in attesa di vedere se è cambiato… più che altro spero, ma ogni anno la delusione è sempre più cocente…
Forse dovrei imporgli di darmi sin dall’inizio tutto il denaro che servirà per l’anno, così si elimina il problema alla radice. E’ mortificante sia da pensare che da fare ma non credo ci siano alternative. Preferirei non arrivare a questi rimedi, sembra veramente di avere a che fare con un bambino.
La cosa che più mi ferisce è che non si rende conto.
Non so se ho fatto bene, ma questo pomeriggio gli ho fatto vedere la mia richiesta di parere, perché a volte nelle discussioni quotidiane non è facile esporre tutti gli argomenti in maniera chiara e precisa, e perché speravo che si impressionasse a leggere la nostra vicenda nero su bianco.
E’ rimasto molto male (fortunatamente) dopo la mortificazione ha detto che cercherà di cambiare, subito dopo però mi ha detto “aiutami a cambiare, do tutti i soldi a te” ma psicologicamente non mi sembra una grande risposta, gli ho detto di aiutarsi da solo.
In merito alle domande della Dott.ssa Di Muro, sulle spese penso di aver risposto.
In merito alle faccende domestiche faccio tutto io per il semplice motivo che lui non fa nulla…
Io glielo faccio spesso pesare, ma lui è piuttosto insensibile. Mentre io in genere mi offendo a morte anche solo per una parola storta, lui è praticamente impermeabile al dialogo.
Per fargli fare qualcosa devo alterarmi, magari urlare come un’aquila, ed allora prende l’aspirapolvere … Però non posso alterarmi quotidianamente, non sono abituata, nella mia famiglia avrò litigato al massimo 1 o 2 volte con i genitori, per il resto si discuteva, si parlava, a lui il dialogo non serve, per fargli capire il mio disappunto devo sempre ferirlo in qualche modo, ma poi ci sto male anche io.
Ritengo utile aggiungere che è sempre stato viziato dalla famiglia (in ambiente un po maschilista), anche per le piccole incombenze … ad esempio se si sente male sua madre va dal medico a descrivere i sintomi e prendere le ricette perché lui non ne ha voglia credo di aver reso l’idea..
Vi prego di non farvi problemi e non risparmiare, se ci fossero, critiche anche nei miei confronti, sono qui per capire.
Cordiali saluti.

[#6]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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"L’annotazione delle spese l’ho sempre fatta. Mi sono accorta quasi subito che non era il caso di gestire le spese comuni in maniera forfetaria.
Ritengo che grossomodo si renda conto delle spese"

Per l'appunto: LEI annota le spese, ma quello che intendo io è che dovreste farlo assieme, non che lei deve mandare avanti la gestione economica pensando che forse lui si rende più o meno conto di quello che spendete.

Mi sembra che accada la stessa cosa di quando lui manda la madre dal medico al posto suo (e qui ci sarebbe anche da dire qualcosa sull'operato del medico che fa diagnosi e prescrizioni senza aver visto il paziente, ma è un'altra faccenda).

Se lui è sempre stato abituato a rapportarsi in questo modo prima alla madre e poi a lei significa che questo a lei inizialmente andava bene.
In caso contrario lo avrebbe lasciato.
Questo significa anche che forse lei all'inizio ha apprezzato qualcosa di questa situazione: il fatto di prendersi cura di lui, di sentirsi più responsabile, di avere il controllo della gestione della vita familiare e così via.
Solo lei può dire cosa ha apprezzato e anche se si sente di rinunciarvi per stabilire un rapporto più paritario con suo marito.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#7]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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"E’ rimasto molto male (fortunatamente) dopo la mortificazione ha detto che cercherà di cambiare, subito dopo però mi ha detto “aiutami a cambiare, do tutti i soldi a te” ma psicologicamente non mi sembra una grande risposta, gli ho detto di aiutarsi da solo."

Gent.le sig.ra,
accolga l'invito di suo marito di aiutarla a cambiare come un atteggiamento di apertura e disponibilità, è un'ottimo punto di partenza per arrivare poi non alla delega completa di responsabilità della gestione economica, ma per una responsabilizzazione progressiva di suo marito che vi consenta una gestione partecipata e condivisa.
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
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[#8] dopo  
Utente
Gentilissimi Dottori, grazie nuovamente per le Vostre preziose risposte.
“Se lui è sempre stato abituato a rapportarsi in questo modo prima alla madre e poi a lei significa che questo a lei inizialmente andava bene.
In caso contrario lo avrebbe lasciato.
Questo significa anche che forse lei all'inizio ha apprezzato qualcosa di questa situazione: il fatto di prendersi cura di lui, di sentirsi più responsabile, di avere il controllo della gestione della vita familiare e così via.”
Non mi pesa tenere i conti delle spese. Mi pesa, e psicologicamente lo vedo meno uomo, il fatto che non è affidabile nella gestione del denaro, forse perché pensa o è abituato che tanto c’è sempre qualcuno che poi lo aiuterà, poco importa se questo qualcuno deve fare sacrifici che lui non ha fatto.
Non mi ha mai appagato né fare io le faccende domestiche né sopperire alla sua immatura gestione del denaro.
La cosa non mi è mai andata bene, solamente che all’inizio ho avuto un approccio più soft, sperando che la capisse con le buone ed anche con le cattive qualche volta.
Sicuramente tra le due cose mi da più fastidio il fatto del denaro, forse perché psicologicamente, come ha detto la Dott.ssa Massaro “perchè il denaro racchiude in sè molti significati simbolici che vanno ben oltre al suo valore oggettivo”.
Anche se io ho sempre cercato di impostare paritariamente il nostro rapporto su tutti i fronti, ammetto che forse avrei per comune mentalità accettato di dedicarmi più di lui alla casa a fronte di una sua maggiore affidabilità economica.
Invece nemmeno questo meccanismo compensativo funziona, sono io che mi occupo della casa e sono sempre io che faccio sacrifici economici, non è giusto, lui da parte sua in cosa contribuisce nella vita in comune?
Come ho già detto viene meno quel senso di sicurezza e protezione che probabilmente, nella mia mente, un compagno mi deve dare. Forse crescendo, ed appunto, pensando ai figli, questo pensiero si aggrava, non devo pensare solo a me ma anche ad un esempio per gli eventuali figli, ma che razza di esempio può dare un padre che non da sicurezza, che non sa gestire il denaro, nondimeno mi spaventa che le spese dei figlio possano un giorno aggravare questo problema.
Una cosa è trovarsi in difficoltà economiche per cause “esterne”, allora è ovvio che ci si aiuta ma così no.
Sul fatto “In caso contrario lo avrebbe lasciato.” ovviamente siamo innamorati e ci sono altre cose che ci legano e poi ho sempre sperato che la cosa, in quanto probabile sintomo di immaturità, fosse recuperabile. Probabilmente ho comunque sbagliato perché avrei dovuto essere più dura, più determinata, non mollare lentamente la presa per quieto vivere…proverò…cambierò anche io…per rispetto per me stessa e per amore del mio compagno.
Accetto infine il consiglio della Dott.ssa Campione, grazie tante.
Cordiali saluti.

[#9]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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Gent.le sig.ra,

"il fatto che non è affidabile nella gestione del denaro, forse perché pensa o è abituato che tanto c’è sempre qualcuno che poi lo aiuterà"


Il punto è proprio questo: nella sua esperienza a suo marito è accaduto proprio questo e lei anche se si lamentava ha finito per rinforzare questa "abitudine".
Ora che ha preso consapevolezza della disfunzionalità di questo circolo vizioso, può iniziare a mettersi in discussione e chiedersi in che modo cambiare il suo atteggiamento anziché continuare a coltivare l'illusoria speranza che il cambiamento debba per forza partire dall'altro.
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
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