Utente 228XXX
Gentillissimi..
Desidero porre alla vs attenzione la mia sintomatologia affinché qualcuno, almeno in linea teorica, possa darmi un parere.
Dopo una sintomatologia correlata da capogiri, spossatezza, stordimento e cefalea fui "etichettato" dal medico come ansioso perché secondo lui le analisi del sangue erano ok.
Ho voluto creeremo e chiesi parere ad uno specialista in materia,
Mi disse che erano "somatizzazioni" e dap e da li inizia una spirale senza sosta di farmaci,dosi e visite tutto questo ormai da 4 anni.
Sparite le somatizzazioni, molto probabilmente perché alcuni sintomi quali cefalea, vertigini, stordimento erano legate ad una sofferenza di sinusite assolutamente non considerata, e diagnosticata da orl privato e le giuste terapie, il dap si fa sentire meno ma sempre di intensità uguale...
Ciòi porta a temere che stia sviluppando la depressione o peggio una psicosi e che il panico mi porterà a perdere il controllo delle mie azioni fino a togliermi la vita..
Ok fin qui ansia chiaramente ci sta..
Ciò che assolutamente non capisco e che non mi va per nulla a genio e il fatto che anche senza crisi, non ce un singolo giorno che io stia bene, spossato e sempre con malessere fisico generale..
Non consumo droghe e alcool,la mia vita e sempre stata felice in tutti gli ambiti..
Le domande che pongo sono queste:
Perché il panico fa nascere mille paure ma nello specifico queste??
Ma sopratutto perché chi viene ritenuto ansioso non ha "diritto" agli accertamenti clinici perché tutto e ansia, somatizzazione e il resto non conta?? Così giusto per esclusione??
Queste domande le ho poste anche allo specialista che evita senza pudore di rispondere..
Ecco perché chiedo a voi..
Mi congedo e saluto. Rudy

[#1]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Rudy,
come procedeva la sua vita 4 anni fa, quando ha iniziato a manifestare i sintomi che ha ben descritto?
Collega, ad esempio, l'inizio di questo disturbo con qualche episodio particolare o magari un periodo stressante?
Oltre allo psichiatra che le ha prescritto i farmaci ha mai effettuato dei colloqui con uno psicologo?
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
https://www.psicologi-italia.it/psicol

[#2] dopo  
Utente 228XXX

Gent dottoressa..
Ho pensato molto, in questi anni ad una possibile causa o "spina irritativa" che ha innescato tutto ciò..
E successo così, un pomeriggio come un altro, da li un tracollo giorno dopo giorno..
Ho sempre condotto una vita semplice fatta di piccole e grandi cose, amici, famiglia e lavoro, hobby e interessi, attività sportive, tutt ora faccio di tutto per non privarmene, ma e chiaro che non stando bene faccio un Po di fatica..
Non ho mai parlato con uno psicologi, onestamente non saprei oltre ciò che riferisco a lei di CHe altro discutere... Paradossalmente mi rende stressati e anche frustrato il fatto di assumere farmaci e visite mensili senza vederne un beneficio..
Mi perdoni l insistenza ma può darmi una risposta anche teorica alle domande piste all inizio della nostra conversazione?? Penso che in qualche modo sua di aiuto a capirci un Po qualcosa...

[#3]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

non è vero che chi soffre d'ansia non abbia diritto agli accertamenti clinici per verificare che non ci sia un disturbo organico. Soltanto che l'ansia, come tutte le altre emozioni, ha un attivazione somatica molto forte e intensa che, come Lei ben sa, può portare fino al panico.

Tale attivazione è sensata perchè il corpo ci segnala che c'è un pericolo (in questo caso non sappiamo quale sia il pericolo per Lei).

Il problema vero è che chi soffre d'ansia è poco capace di leggere i messaggi del proprio corpo e spesso succede che va alla ricerca delle più disparate malattie, consultando molti medici, perchè spaventato dai sintomi che possono essere invalidanti (chi ha l'attacco di panico molto spesso va al PS perchè crede davvero che sta per morire o per impazzire). A riprova di questo Lei afferma solo di stare male. Non riesce, per il momento a declinare bene il Suo malessere.

Il punto cruciale è che Lei deve imparare a riconoscere e poi modulare sempre meglio l'ansia. Questo perchè in prima battuta se ne spaventa meno. In seconda battuta la utilizza a Suo vantaggio (ovvero quando ci sono situazioni "critiche").

Che cosa accade se ansia e panico NON vengono trattati? Le paure si amplificano. E' quello che sta accadendo a Lei. Non importa quali siano le paure, perchè ognuno avrà le proprie. Ma è fondamentale che Lei possa affrontare all'interno di una psicoterapia, meglio se cognitivo-comportamentale (perchè più efficace per questi disturbi), i Suoi timori in modo tale da agire poi anche sulla sintomatologia fastidiosa.

Le suggerisco la lettura di questo articolo, sperando possa esserLe d'aiuto https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/1633-asportazione-chirurgica-dello-stato-ansioso.html

Infine, il trattamento farmacologico può essere molto utile nel trattare il DAP, ma per questo La rimando alla consulenza dello psichiatra.

Non porre troppa attenzione sul sintomo può essere una strategia terapeutica per permetterLe di prendere le distanze dal sintomo stesso per lavorare su emozioni, cognizioni, significati, ecc...

Quindi mi sentirei di dirLe che il Suo medico in tal senso sta agendo bene.

Spero di esserLe stata utile.
La saluto cordialmente,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#4]  
Dr.ssa Cristina Di Fonzo

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gentile utente,
immagino che non dev'essere piacevole passare da un medico all'altro, assumere dei farmaci e nonostante questo continuare a stare male...non è facile tante volte capire il motivo della nostra sofferenza e trovarvi una soluzione, ha tutta la mia comprensione.
Potrebbe trattarsi di ansia di anticipazione che la porta a provare malessere anche senza attacchi di panico?
da quanto ci descrive, anche io le consiglio consulenze psicologiche che la possano aiutare a mettere a fuoco il problema che probabilmente è alla base dei sintomi. Potrebbe esserci una difficoltà nell'entrare in contatto con il suo mondo emotivo...nel parlare di sè e di ciò che prova...ma per approfondire meglio la sua situazione ci sarebbe bisogno di un rapporto diretto.
Dr.ssa Cristina  Di Fonzo
Psicologa Psicoterapeuta- Sassari

[#5] dopo  
Utente 228XXX

Ok, chiederò in merito ad uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale..
Non nascondo che il fatto di essere diventato "ansioso" non lo voglio accettare, non per pregiudizi ma perché mi sembra, ora come ora, una cosa di difficile risoluzione e che stare così se non per tutta la vita ma solo per molti anni ancora non mi rasserena per niente..
Pero per me e importante precisare che i conditi medici non li ho mai fatti perché spinto da paure ipocondriache o per avere rassicurazioni ma solo perché negli anni sono mancate, anche da parte delle figure specialistiche, le neccessarie valutazioni e spiegazioni di ciò che ho..
E che nonostante tanti fallimenti farmacologici,per loro va bene così, ovviamente non per me...che ho la sofferenza maggiore...
Ormai,senza dubbio, il vortice di "ansia anticipatoria" credo che sia presente...
Come in tutte quelle persone che in qualche modo hanno qualcosa che non permette un Po tregua e serenità.
Non ho comunque mai pensato che, alcuni sintomi fisici dovevano essere in qualche modo indice di qualche malattia importante o grave, poteva essere anche una cosa non per forza complicata, ma almeno,indagare anche in tal senso..
Vi ringrazio per la vostra disponibilità e auguro un buon week end..Ps: ora leggero l articolo in quanto, essendo influenzato, non ho impegni per oggi..
Con stima sincera.. Rudy

[#6]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Rudy, non accettare lo stato ansioso vuol dire guidare un auto con una spia rossa che ci sta segnalando qualcosa e decidere di ignorarla, premendo l'acceleratore.

Provi a sforzarsi di vedere l'ansia così: mi rendo conto che non sia divertente convivere con questi sintomi per il momento (e non è certo detto che dovrà convivere ancora per molto), ma in realtà l'ansia e tutte le emozioni sono degli "amici" che servono proprio come spie che segnalano lo stato interno (se così non fosse, Lei come farebbe a capire di essere in pericolo e quindi a salvarsi in situazioni di emergenza?).

Purtroppo se il medico di base non è sufficientemente formato anche su questi tipi di disturbi, si rischia di perdere un sacco di tempo, senza sapere cosa fare e senza risolvere alcunchè.

Sono certa che con una psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale imparerà a riconoscere i Suoi stati emozionali (con espressione sul corpo), e a gestirli senza spaventarsene.

Tenga anche presente che:

- la TCC in genere rientra tra le terapie relativamente brevi ed è stata dimostrata l'efficacia

- i disturbi d'ansia sono abbastanza semplici e veloci da trattare.

Non perda altro tempo!

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#7]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> Non nascondo che il fatto di essere diventato "ansioso" non lo voglio accettare
>>>

Questo era chiaro fin dall'inizio, leggendola, e infatti si potrebbe rigirarle la domanda: invece di fare lunghi e costosi accertamenti, perché non fare un solo primo colloquio con uno psicologo psicoterapeuta a indirizzo strategico o comportamentale? Farebbe molto prima, risparmierebbe e andrebbe comunque per esclusioni, ma partirebbe dall'ipotesi (quella psicologica) che forse anche i medici che l'hanno vista hanno considerato la più probabile.

Chi soffre d'ansia e somatizzazioni e/o paura delle malattie di solito è riluttante a credere di avere un problema psicologico: "Ho i sintomi, dottore, li sento! Dev'essere per forza qualcosa legato al fisico!"

Concludo riportandole un aforisma: l'ansioso spende quantità enormi d'energia nel solo tentativo di sembrare normale. È per questo, probabilmente, che si sente sempre stanco e spossato.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#8] dopo  
Utente 228XXX

Gent. Dott. Santonocito
Non ho accettato mai questa cosa che chiamano ansia perché:
1-non ho mai pensato che per forza si tratta di un qualche cosa di grave e le analisi del sangue e una visita orl non le ho fatte in preda all ipocondria ma solo perché, se l iter diagnostico e quello di escludere cause mediche generali, con me, per qualche motivo, non mi e stato facilmente concesso, una volta ottenuta la prescrizione, ho trovato anche la causa per alcuni sintomi che infatti hanno trovato facile soluzione..
2-non ho la pessima abitudine di assillare il medico con richieste estreme ed eccessive, perché se posso, con tutto il rispetto dovuto, eviterei volentieri ad aver a che fare con l ambito medico..
3-mi creda, nonostante tutto ho sempre indagato e mai escluso l ipotesi ansia, purtroppo ne da la prova le svariate visite da psichiatra, col quale più che di farmaci e dosi non si parlava..
Non ottenendo assolutamente beneficio, ma sorbendomi solo effetti indesiderati che non sono sempre passeggeri e lievi...
4-se lei viene visitato e ritenuto ansioso, a primo acciuffo può anche fidarsi e intervenire in tal senso per risolvere, ma se dopo anni di visite e cure e sempre al punto di partenza, non le sfiorerebbe l idea che, anche come già detto in assenza di giusti accertamenti, Che oltre l ansia ci sia altri fattori non per forza gravi ma che possano influire..
5-infine le dico che cerco anziché crescere la situazione ancora di più quanto sono al cospetto medico, tendo a malincuore a minimizzare ed evitare, proprio per non essere il classico paziente fissato e ipocondriaco, ma solo comprendere seriamente cosa ho, senza più solo ipotesi..
Comunque terrò in seria considerazione il consiglio di una psicoterapia...
Per questo le auguro buona domenica..

[#9]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> tendo a malincuore a minimizzare ed evitare, proprio per non essere il classico paziente fissato e ipocondriaco
>>>

Sì, l'evitamento è una delle tentate soluzioni più frequenti dell'ansioso. Una tentata soluzione è quella che, quando non riesce a risolvere un problema, lo alimenta. Può approfondire qui:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/376-che-cos-e-la-psicoterapia-breve-strategica.html

>>> ma solo comprendere seriamente cosa ho
>>>

Anche questa è una tentata soluzione. La premessa (erronea) dell'ansioso è di solito che, se capisco cos'ho, potrò risolverlo. Magari anche da solo.

>>> terrò in seria considerazione il consiglio di una psicoterapia
>>>

Io però non le sto suggerendo di fare una psicoterapia, perché senza conoscerla sarebbe come dire "si faccia operare" oppure "prenda questa medicina qui". Molto più modestamente, e proprio nell'ottica dell'andare per esclusione, ma con metodo, le sto suggerendo un primo colloquio di persona con un collega che utilizzi un approccio specifico per l'ansia (breve strategico o comportamentale). Sarà poi lui a dirle se nel suo caso può o meno essere indicata una psicoterapia.

Nel frattempo può informarsi qui:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/233-la-psicoterapia-che-cos-e-e-come-funziona.html

Buona domenica anche a lei
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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