Storia d'amore finita

Salve dottore,
ho una situazione molto pesante da mandare giù, che ora mi sento di dire impossibile!Premetto nel dirle che sono sempre stato una persona di natura ansiosa,depressa,paranoica e molto sensibile.La mia storia con una ragazza è durata 5 anni con momenti belli ed intensi il primo anno e di momenti molto meno piacevoli e cupi gli anni a venire. Negli ultimi 4 anni abbiamo avuto tantissimi litigi,discussioni,incomprensioni e tante arrabbiature da parte di entrambi,che fino a 2 mesi fa ritenevo sia stata colpa di entrambi,ma che ora sinceramente la sento solo da parte mia.Sono sempre stato una persona molto solitaria e un pò asociale essendo anche timido,ma negli ultimi anni la cosa da parte mia è degenerata cominciando ad soffrire di disturbo ossessivo-compulsivo, a non avere un lavoro e ho cominciato a bere parecchio;per questo ultimo problema si sono verificate anche molte discussioni con lei,dicendo che non sopportava l'idea di vedermi quasi ogni sera storto,che non la portavo quasi mai fuori,(quelle poche volte andavamo a bere),non volevo mai parlare del nostro futuro (famiglia e figli), non ero quasi mai disponibile a vedermi e questo perchè mi sentivo sempre depresso,svogliato e l'unica cosa che mi faceva stare bene è rinchiudermi in me stesso a a casa...altri due fatti che mi hanno portato ad avere questo comportamento con lei oltre al disturbo ossessivo-compulsivo,molto probabilmente il bere e la mancanza di un lavoro è stata la mancanza degli amici e il menefreghismo nei confronti di mia madre (vedova di mio papà da 9 anni),durante il primo anno felice con lei dove stavo quasi tutto il tempo a casa sua,non dormivo e non mangiavo mai a casa mia, scatenando la contrarietà di mia madre.L'anno scorso abbiamo deciso di troncare definitivamente la cosa a causa di questi continui litigi. Poco tempo dopo seppi che si stava frequentando con un'altra persona e ciò mi ferì moltissimo, poichè lo fece quasi per farmi ingelosire e tornare con lei.Dopo due mesi ci rivedemmo a frequentarci e dopo qualche mese lasciò questa persona e continuammo in modo abbastanza discreto la nostra storia.Due mesi fa ritornammo alla situazione di partenza...io ero poco disponibile a vederci,continuavo a bere e molto chiuso in me stesso, le dissi che purtroppo dovevo essere un po’ egoista anche nel pensare solo a me stesso.Due mesi fa decidemmo per l'ennesima volta di troncare.All'inizio la presi in modo non eccessivamente tranquillo, per poi un mese fa crollare definitivamente avendo saputo che si era rimessa con questa persona.Ora ho sempre l'ansia,crisi di pianto,faccio una fatica enorme a dormire e mi vengono sempre le immagini di lei con quest'altra persona (anche in certi atteggiamenti).Mi sono autolesionato un paio di volte ).Lei dice che prova un'amore profondo per me ma non sa se è un'amore da stare insieme, oltre a provare un sentimento anche per quell'altra persona,si sente confusa per le scelte che fa e ora come ora non tornerebbe più con me.
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Dr.ssa Ilaria Datta Psicologo 10 1
Gentile Utente,
comincerei con il farle una domanda, lei dice di aver sofferto di disturbo ossessivo-compulsivo, essendo questo un termine tecnico presumo che lei sia stato da uno specialista; è così?

Per quanto riguarda la sua storia d'amore finita, ha spiegato molto bene il dolore forte che sta provando, il senso d'abbandono, di tradimento e di solitudine; si sente così male che è arrivato persino ad autolesionarsi. Tutto ciò è molto triste e so bene che non ci sono parole che possano consolarci quando ci sentiamo così.

Le propongo soltanto di spostare per un attimo l'attenzione su un punto di vista leggermente diverso.

Come si sentiva quando stavate insieme?

Lei dice che quando stavate insieme lei beveva troppo, non aveva voglia di parlare del vostro futuro, litigavate in continuazione (a parte il primo anno), vi siete lasciati e ripresi un po' di volte e l'ultima volta lei era poco disponibile a vederla e continuava a bere oltre misura, aveva anche deciso di pensare solo a se stesso, ha detto alla sua ragazza che "purtroppo doveva essere un po’ egoista anche nel pensare solo a se stesso".

Dalle sue parole risulta chiaro che lei non stava bene neanche quando stavate insieme. Adesso che la rottura sembrerebbe definitiva e che la sua ragazza sta con un altro, il dolore è più acuto ed è accompagnato da ansia e crisi di pianto; il dolore e la frustazione sembrano quasi insopportabili e per questo lei ci scrive.
Ma, le chiedo, ha provato a pensare cosa potrebbe accadere se tornaste insieme, se la sua ragazza lasciasse di nuovo l'altro per tornare con lei, pensa che questa volta sarebbe diverso e finalmente lei si sentirebbe bene?

O non pensa, piuttosto, che sarebbe la stessa cosa di prima... ma comunque sempre meglio di come si sente in questo momento?

Ha provato ad interrogarsi seriamente su cosa desidera da una relazione d'amore con una donna? E su come le piacerebbe sentirsi nel vivere una relazione d'amore? Oppure, su come le piacerebbe che una donna la facesse sentire, all'interno di una relazione d'amore?

Un cordiale saluto

Dr.ssa Ilaria Datta
http://ilariadatta.wordpress.com

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dopo
Utente
Utente
Salve dr.ssa Datta, inanzitutto La ringrazio tantissimo per la sua gentilissima e rapida risposta.

Sì,ho cominciato da 14 anni a frequentare la psicologa ai tempi delle scuole superiori, mentre due anni fa sono stato per un breve periodo al cps della zona.La diagnosi sul disturbo ossessivo-compulsivo l'ho cercata io e mi è stata confermata dall'ultima psicologa in quanto raccoglievo sassolini che vedevo risaltare, conservare mozziconi di sigaretta e buttarli a casa (questo tutt'ora) e controllare auto,porte,rubinetti,ecc..tantissime volte da farmi venire le palpitazioni, ma questo disturbo è cominciato all'inizio del 2007.

Quando stavo insieme non stavo bene,e all'epoca credevo che era lei in grado di non capirmi,mentre invece penso che ero io a non reagire su certi aspetti come coniugare l'impegno famigliare a quello relazionale, a pensare e rinchiudermi solo ed esclusivamente al passato (vecchi amici,bei ricordi), piuttosto che pensare al presente e al futuro i quali mi spaventano e agitavano.

Io credo che di aver capito tutto quello che ho sbagliato...non dico che lei non abbia fatto degli errori con me, ma penso che all'80% sia stata mia la colpa di questa rottura definitiva;negli ultimi 4 anni ha sempre cercato più volte di "farmi vivere", di uscire dal letargo ma invece più lo faceva più io mi rinchiudevo e lei stava male;credo che se io tornassi non farei di certo gli errori che ho fatto fino ad ora.Di sicuro mi sento molto colpevolizzato, affranto e tanto stupido per aver perso una persona che avrebbe voluto avere un futuro con me...quello che ora vorrei anch'io e non posso più avere.Non mi vedo un futuro senza di lei,probabilmente se fosse capitata questa cosa a 18 anni sarebbe stata uguale ma la "riabilitazione" meno drastica in quanto ci potrebbero essere state tante strade aperte per un possibile ritorno, mentre invece adesso la maggior parte delle persone si costruisce una futura famiglia e io non ce la farei a sapere che non sarei io a farne parte con lei.
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Dr.ssa Ilaria Datta Psicologo 10 1
Gentile Utente,
capisco che lei non riesca a immaginare il suo futuro senza avere accanto la donna che si impone nei suoi pensieri, anche quando lei magari non vorrebbe pensarci più. E probabilmente più tenta di non pensarci, più le torna in mente e più si convince di non poterne fare a meno.

Apprendo che ha avuto una storia clinica cominciata in adolescenza e verifico, dalle sue parole, che sta facendo grandi sforzi di auto-analisi, si sta mettendo in discussione (cosa che non è da tutti), sta rivedendo i suoi errori (forse attribuendo troppe colpe solo a se stesso) e sta, in modo quasi impercettibile, cominciando anche a pensare al futuro (il che fa ben sperare).
E' così attento a se stesso da essersi fatto anche un'auto-diagnosi, poi confermata dalla collega psicologa a cui si è rivolto.

Mi sembra, da cio che racconta, che si stia seriamente impegnando per cominciare a stare meglio. Non mi dice ste sta andando ancora al Cps, se è in pausa estiva o cos'altro; credo, in ogni caso, che quel tipo di percorso possa certamente aiutarla a vedere le cose con più chiarezza e a fare ordine dentro di se.

So che in queste situazioni ci si vorrebbe sentir dire "vedrai che tornerà" e cose di questo tipo; io invece le dico: faccia tesoro di quello che avete condiviso, degli errori commessi da entrambi (che solo con la distanza data del tempo si riescono a vedere); faccia tesoro soprattutto di questa sua frase "negli ultimi 4 anni ha sempre cercato più volte di "farmi vivere", di uscire dal letargo ma invece più lo faceva più io mi rinchiudevo e lei stava male"; faccia tesoro di questa frase affinché questo fatto non si ripeta in futuro con un'altra donna; ma soprattutto, continui a lavorare su se stesso, che mi sembra sulla buona strada per avviarsi a stare meglio.

Cordiali saluti
[#4]
dopo
Utente
Utente
Gent.ma dott,ssa Datta,
grazie ancora per la sua risposta.

Al cps probabilmente è pausa estiva dato che avrei dovuto fare un secondo colloquio 2 settimane fa. Ho affrontato il primo colloquio con una nuova psichiatra circa 2-3 settimane fa poichè l'ultima volta che ci andai due anni fa la psicologa mi ha direttamente mandato da essa prescrivendomi lo Zoloft, e il medico curante mi ha fatto la ricetta sempre per la psichiatra, ma sinceramente preferirei affrontare il problema senza l'aiuto di farmaci almeno momentaneamente;costruendo nuovamente prima un percorso con la psicologa (l'ultima che ho avuto non mi trovai molto bene!), ed eventualmente con la psichiatra dato che la situazione è molto diversa rispetto a due anni fa.

Io ci sto provando continuamente a cercare di stare meglio,a non pensarci e quant'altro. Nell'ultimo mese ho cercato continuamente e assiduamente un lavoro (cosa che non facevo da più di 3 anni!), e molto probabilmente dovrei cominciarne uno fra una settimana o poco più, sempre sperando che tutti i pensieri nella mia testa e lo stato attuale me lo permetteranno (ho tantissima ansia e paura che quest'ultimi mi intralciano nel percorso che voglio stabilire anche per un mio possibile futuro!).

A quella frase ci penso moltissimo, oltre a gli errori che ho commesso io...il problema è che non vedo i suoi, o almeno non così gravi da poter giudicarne la causa della nostra separazione,mi sento io come unico responsabile di tutto ciò.

Le volevo inoltre raccontare un'episodio che ha anche fatto buona parte (secondo me) a questa rottura.Nel maggio di quest'anno durante un rapporto sessuale si è rotto il preservativo e quando me ne accorsi venni colto quasi ad un'attacco di panico...urlando, e picchiando i pugni contro il muro (scena commessa davanti a lei). Questo reazione la ferì molto in quanto disse "la vedi come una cosa schifosa", mentre io ero solo spaventato dalle conseguenze in quanto entrambi non abbiamo un lavoro e la possibilità di mantenere una nuova vita;fece una visita al pronto soccorso e successivamente prese la pillola (che confermò di non averla presa solo poco tempo fa!).Poco tempo dopo una sua amica rimase incinta e tutto ciò la scosse ulteriormente;lei mi parlava sempre dell'accaduto mentre cercavo di cambiare sempre discorso dicendo che non ne volevo parlare. Qualche giorno dopo andammo a bere parecchio e lei si mise a piangere dicendomi che non me ne fregava niente di lei, che pensavo solo a me stesso e di non essergli stata vicino in quel momento che stava male per la mancata gravidanza (ci teneva tantissimo!). Io ammetto di non essergli stata debitamente vicino e magari di aver reagito esageratamente alla situazione e anche questo è un grosso macigno che mi sto portando sulle spalle.
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Dr.ssa Ilaria Datta Psicologo 10 1
Gentile Utente,
il fatto che lei abbia cominciato a cercare un lavoro è un'ottima cosa e la incoraggio a continaure (assidumente, come lei dice); così come la incoraggio a continuare il percorso cominciato al cps.

Per quanto riguarda l'episodio che mi racconta, quello che lei reputa una delle cause della rottura con la sua compagna, dalle sue parole trapela ancora una volta la sua capacità di mettersi in discussione, ma anche un eccesso di auto-colpevolizzazione, con il quale forse dovrebbe cominciare a fare i conti; per riprendere la sua metafora, il senso di colpa talvolta sembra essere un macigno che dobbiamo portarci dietro per "riparare ai nostri danni", ma in realtà, a conti fatti, si rivela spesso essere un sacco di pietre che ci portiamo dietro per evitare la fatica ad altri.

Rifletta su questo.

Un cordiale saluto

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