Ansia e ipocondria, si può guarire?

Buongiorno e grazie da subito per l'attenzione.
Sono una ragazza di 23 anni sempre stata ansiosa per natura ma in situazioni come esami e cose simili. Da due mesi ad oggi l'ansia mi accompagna tutti i giorni insieme ad una buona ckmponente di ipocondria (o almeno penso).
Vi racconto meglio.. Tutto è iniziato in seguito ad una reazione sproporzionata del mio corpo ad un paio di caffè: agitazione a mille a cui si è aggiunta la mia ansia per la forte tachicardia e il respiro irregolare. Da allora sono spasmodocamente attenta ad ogni segno del mio corpo. Temo di essere ammalata di una grave malattia. L attacco in seguito al caffe mi ha portato a tmeere l infarto e sentivo il braccio informicolato per giorni.. Ho avuto la cattiva idea di leggere su internet le malattie che si presentano con formicolii e mi sono imbattuta nella sclerosi multipla. Da allora vivo un incubo... Ogni giorno sento un sintomo attribuibile alla sm... Da formicolii intorpedimento dolore agli occhi temendo una neurite ecc.. Ho fatto una visita neurologica e una risonanza cervicale un mese fa, mi hanno calmato per un giorno o due ma ad oggi non so cosa mi trattiene dal richiedere una nuova rmn o consulto neurologico. Eppure il fatto che i sintomi non peggiorino e migrino da una zona all altra mi spinge a pensare che non è ció che temo, ma non riesco a convincermene. Ho dei momenti in cui vivo in una vera e propria angoscia. Ho contattato una psicologa che vedró la prossima settimana ma volevo sapere se secondo voi l'uso di un ansiolitico nei momenti di maggior angoscia può essere una buona idea? Il mio medico curante me lo aveva proposto ma non ho saputo dire se lo voglio o meno.. Un altra domanda è si puo guarire dall ipocondria o imparerò solo a conviverci? Perche io provo a convincermi che sono sana ma non funziona e quindi mi viene il dubbio di nkn riuscire mai realmente a guarire..
Scusate la lunghezza.. Spero possiate rispondermi
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Dr. Stefano Pozzi Psicologo, Psicoterapeuta 176 4 27
Gentile Utente,

non possiamo prununciarci in merito ai farmaci, non essendo medici, ma può essere lei stessa a discutere con il suo medico del fatto che ritiene superfluo assumere un ansiolitico prima ancora di aver iniziato una psicoterapia.

Quanto ci racconta ("Tutto è iniziato in seguito ad una reazione sproporzionata del mio corpo ad un paio di caffè: agitazione a mille a cui si è aggiunta la mia ansia per la forte tachicardia e il respiro irregolare. Da allora sono spasmodocamente attenta ad ogni segno del mio corpo") descrive molto bene come un evento casuale possa scatenare, o meglio slatentizzare, l'ansia fino a quel momento tenuta a bada dalla psiche.

Visto che ha già preso appuntamento con una psicologa potrà approfondire l'argomento e farle presente anche i dubbi sul fatto di poter guarire: è importante che ne parliate, perchè anche se posso rassicurarla sul fatto che i disturbi d'ansia si curano come tanti altri disturbi deve essere la psicologa che la seguirà a parlargliene direttamente.

Cordiali saluti,

Dr. Stefano Pozzi, psicologo psicoterapeuta
Riceve a Milano e Mariano Comense
s.pozzi@psychology.it - 340.2665359

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dopo
Utente
Utente
Grazie per la celere risposta, la ringrazio davvero.
Certo ne parlerò sicuramente con la psicologa anche perchè penso che questo mio dubbio debba essere estirpato prima possibile perchè non penso di poter ottenere risultati se non penso di poter guarire.
Si ha ragione il tutto è partito da un evento veramente banale e mi pare ancora impossibile vivere in un angoscia simile per una cosa partita in questo modo, ma da come dice lei probabilmente ha solo scatenato una cosa che giá era presente ma latente.
Spero di riuscire a tenere sotto controllo i sintomi fino al primo colloquio anche se certi giorni non riesco proprio a muovermi dal letto. Che brutta esperienza davvero.
Grazie ancora
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Dr. Stefano Pozzi Psicologo, Psicoterapeuta 176 4 27
"certi giorni non riesco proprio a muovermi dal letto"

Se la situazione è questa può essere il caso di rivolgersi ad un medico psichiatra per valutare una terapia anche farmacologica (con tutta probabilità differente dall'ansiolitico che le ha suggerito il medico di base, che è un sintomatico e non una terapia) che la aiuti a tenere a bada l'ansia mentre effettua la psicoterapia.
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Gentile Utente,
sembra proprio che si trovi in un circolo vizioso in cui preoccupazioni, ansia, sintomi si rinforzano a vicenda. Ha fatto benissimo a rivolgersi a una psicologa che potrà fare una valutazione diretta ed indicarle la strada più opportuna per affrontare in modo efficace i suoi disagi.

Le suggerisco la lettura di questo articolo
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2649-professione-ipocondriaco-l-arte-di-crearsi-malattie.html

Se crede ci può aggiornare

Cordiali saluti

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

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dopo
Utente
Utente
Grazie per le risposte.
Diciamo che alla fine mi alzo da letto... Ma non senza fatica... Ho iniziato a vedere il letto o divano come una tana una sorta di protezione, la paura di alzarmi è data dalla paura di veder comparire nuovi sintomi. I soliti sintomi si presentano comunque anche nella mia "tana".
Si ha ragione dottoressa, ansia e sintomi si rafforzano a vicenda in un circolo vizioso infinito in cui cerco di infilarmi per spezzarlo ma a quanto pare i miei pensieri non sono abbastanza forti. Inoltre appena sparisce un sintomo ne compare subito un altro, formicolio, difficolta a respirare, tachicardia... Uno dopo l altro quasi per dispetto. La ringrazio per l articolo.
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Dr.ssa Serena Rizzo Psicologo 202 9
Carissima ragazza,
comprendo il suo stato di allarme circa ciò che avverte: ciò è normale nella misura in cui le manifestazioni ansiose, comparendo di solito all'improvviso, mettono la persona in uno di allarme continuo da un lato e di intensa impotenza dall'altro.
I pensieri negativi circa ciò che le è accaduto e la tendenza a "rintanarsi" (evitamento), sono i fattori principali che tendono a mantenere e rinforzare il problema nel tempo, dandole la sensazione di non riuscire ad uscire da questo circolo vizioso.
La psicoterapia l'aiuterà sia a gestire il problema sia a rintracciarne le cause più profonde,permettendole di divenire più consapevole circa se stessa,rintracciando i meccanismi che l'hanno poi portata a vivere un problema di natura ansiosa.
Di 'ansia e di ipocondria,anch'essa manifestazione di origine ansiosa,si guarisce, ma ciò lo capirà da sola già intraprendendo il percorso psicologico.
Le faccio i miei più cari auguri,
Dott.ssa Serena Rizzo psicologo/psicoterapeuta Benevento
www.psicoterapiacognitivacampania.it
www.psicologiabenevento.it

Dr.ssa serena rizzo

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Dr. Stefano Pozzi Psicologo, Psicoterapeuta 176 4 27
"appena sparisce un sintomo ne compare subito un altro, formicolio, difficolta a respirare, tachicardia... "

Questo è tipico dei disturbi d'ansia.
Legga questo articolo sui sintomi fisici che può provocare:
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1064-quando-il-corpo-va-in-ansia-i-sintomi-fisici-dei-disturbi-d-ansia.html
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Utente
Utente
Grazie aora per le risposte, mi siete stati molto utili e di conforto. Questa sera ho un appuntamento con il mio medico e parlerò con luiriguardo l' assunzione di un ansiolitico e la possibilità che possa aiutarmi o menonei momenti peggiori. Vi ringrazio per gli articoli mi ci sono ritrovata molto soprattutto perhè faccio ancora molta fatica a convincermi che tutto questosia "solo" ansia. Volevo inoltre chiedere se è comune che il mattino sia il momento peggiore. Purtroppo non lavoro e non ho motivi di alzarmi e darmi da fare e temo che questo giochi il suo ruolo..
Grazie ancora per la disponibilità
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Dr. Stefano Pozzi Psicologo, Psicoterapeuta 176 4 27
"Volevo inoltre chiedere se è comune che il mattino sia il momento peggiore. Purtroppo non lavoro e non ho motivi di alzarmi e darmi da fare e temo che questo giochi il suo ruolo..."

Questo è probabile: se lei apre gli occhi e pensa di non avere nulla da fare, di non avere un lavoro e di avere di fronte a sè una giornata vuota è normale che si generino delle conseguenze dal punto di vista del malessere del quale già soffre.
Sarebbe utile che cercasse di stabilire una sorta di tabella di marcia per la giornata o la settimana e di prendere degli impegni, fino a quando non troverà un'occupazione, in modo tale da distrarsi e rendere più produttive e meno vuote le sue giornate.
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Utente
Utente
Scusate se approfitto della vostra disponibilità. Nel pieno del mio delirio ipocondeiaco volevo chiedervi un informazione. L ansia e la spasmodica attenzione per il proprio corpo può portare a sentire come anomala una sensazione a cui di solito non si presta attenzione e che è normale? Mi spiego meglio concentrandomi sulle mie labbra in seguito ad uno scattino invoontario probabilmente causato dallo stress ora tutte le volte che mangio mi sembra di sentire durante la masticazione le labbra che poggiano una sull altra come gonfie... Mi viene da arricciarle per togliere il fastidio. Ovviamente in peeiodi di tranquillita non ho mai fatto attenzione alle sensazioni delle labbra mentre mastico. Volevo chiedere se la mente puo fare anche quwsto... Cioe rendere strana una sensazone a cui non si E mai fatto caso... Vi ringrazio ancora e scusate la domanda "stupida".
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Dr. Stefano Pozzi Psicologo, Psicoterapeuta 176 4 27
"L ansia e la spasmodica attenzione per il proprio corpo può portare a sentire come anomala una sensazione a cui di solito non si presta attenzione e che è normale?"

Certo, tutto è amplificato dall'eccessiva attenzione che lei rivolge a ogni minimo segnale del suo corpo.
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dopo
Utente
Utente
approfitto ancora una volta della vostra disponibilità per aggiornarvi e farvialcune domande. Ho fatto 5 sedute da una psicologa che al termine delle sedute mi ha detto che ritiene opportuno un lavoro sul livello della mia autostima che ha ritenuto estremamente basso. Purtroppo non posso continuare le sedute con lei perchè per me è economicamente impossibile ed ho contattato lasl che mi ha dato appuntamento solo a fine luglio. Inutile dire che sembra fatto apposta ma saputo di nn potermi piu recare da lei ha portato nuovi sintomi: vertigini e sbandamento che mi hanno portato al panivo totale. In questa settimana poi ho alternato sensazioni di formicolio e bruciore al braccio destro e in questo momento sono in preda al panico per una simil sensazione di intorpidimento alla parte destra del volto. Volevo chiedere.. É normale in una situazione d ansia lateralizzare i sintomi in questo modo? La parte destra del mio corpo è sempre stata la piu colpita.. Inoltre volevo sapere avendo io 23 anni ho ancora l età per rivolgermi a uno psicologo di un consultorio? Aspettare fino a luglio mi sembra un abisso di tempo... Ho veramente bisogno di aiuto... Voglio riuscire a passare una giornata di tranquillità e ormai non accade da sei mesi... Scusate lo sfogo.. Grazie per le risposte
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<n questa settimana poi ho alternato sensazioni di formicolio e bruciore al braccio destro e in questo momento sono in preda al panico per una simil sensazione di intorpidimento alla parte destra del volto. >

E' evidente che le sue preoccupazioni la portano a focalizzare l'attenzione su determinati segnali del suo corpo. Preoccupazioni, ansia e sintomi si rinforzano a vicenda, alimentando il circolo vizioso tipico dell'ansia.

Purtroppo da qui la possiamo ascoltare ma non darle quell'aiuto concreto che solo uno specialista in presenza le può offrire.

Nell'attesa di incontrare uno psicoterapeuta, è stata valutata la possibilità di un supporto farmacologico da uno specialista?
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dopo
Utente
Utente
Grazie per la celere risposta.
Il mio medico mi ha prescritto un ansiolitico che prendo nei momenti peggiori ma che ovviamente non risolve il problema.
Purtroppo ho attorno persone compreso il mio medico convinte che con la forza di volontà ne uscirò fuori da sola... Ma non è così... Le poche sedute che ho fatto mi hanno fatto accorgere che ho realmente bisogno di uno specialista. Ma è veramente difficile riuscire a farsi capire ed ascoltare.. Mia madre ha vissuto la depressione di miopadre anni fa che ha portato a distruggere il loro matrimonio e solo il sentirmi chiedere di ensare di andare a parlare con uno psicologo la turba visibilmente... Tutto cio mi fa sentire ancora piu "sbagliata" sento di deludere le loro apsettative non riuscendo ad uscirne da sola.. E cio mj porta a tenere tutto dentro altra cosa che non aiuta.. Non so proprio come comportarmi, devo pensare a me stessa ma con questa situazione attorno a me nn è per nulla semplice... E intanto il volto brucia!
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<Purtroppo ho attorno persone compreso il mio medico convinte che con la forza di volontà ne uscirò fuori da sola..Ma non è così>
Già concordo con lei, in ogni caso è importante che lei abbia compreso l'importanza di un intervento specialistico e perseveri nella sua decisione.

Il trattamento farmacologico sarebbe meglio impostato da uno specialista, come lo psichiatra.

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