Utente
Buongiorno, sono una mamma, in quanto tale sono sempre in ansia per i miei figli.
Vorrei chiedervi cosa mi sta succedendo.
Comincia la mia storia: mia figlia era fidanzata con un ragazzo da 9 mesi in questi nove mesi il ragazzo io e mio marito lo abbiamo conosciuto, ha sempre frequentato casa nostra e mia figlia casa sua. Dopo appunto 9 mesi si sono lasciati o meglio lui a lasciato lei. Vedo mia figlia starci male e di conseguenza ci sto tanto male anche io.
Il punto: sto male ma talemente male che è come se fossi io la diretta interessata, cioè mi spiego meglio sto male solo al pensiero che lui possa avere un'altra che non sia mia figlia, controllo wats up se è on line e se pure mia figlia è on line così da pensare che stanno parlando......Insomma spero sempre che tornino insieme. Perchè???
Ora ma la mia vita è' felice ho una bella famiglia un bel marito non mi manca niente però questa storia mi ha distrutto sono entrata in depressione mi viene da piangere sempre solo al pensiero (premetto che sono molto ansiosa che soffro di attacchi di panico e che prendo oramai da svariati anni sereupin la sera 1 pasticca prima di coricarmi).
Vi chiedo aiuto per capire cosa mi sta succedendo sembro una bambina in realtà ho 50 anni. Vi ringrazio fin d'ora per il vostro aiuto e a chi riuscirà a farmi capire qualcosa.
Premetto che il ragazzo dice di amarla ma non vuole stare con lei perchè nemmeno lui sa quello che vuole (sta andando dallo psicologo) e non riesce a dimostrargli quanto la ama.

[#1]  
Dr. Stefano Pozzi

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Gentile Signora,

dal suo racconto sembra piuttosto chiaro che nella sua mente è in atto un processo di identificazione con sua figlia che non le consente di capire "dove finisce l'una e dove comincia l'altra": questo di solito avviene fra madre e figlio quando parliamo di neonati e non di ragazze dell'età della sua, ma può essere accaduto qualcosa che ha suscitato in lei la parziale regressione ad un tale assetto mentale.

Cosa le fa venire in mente la fine della loro relazione?
Il ragazzo è un tipo che, quando lei era giovane, le sarebbe piaciuto?
Le ricorda qualcuno?
Dr. Stefano Pozzi, psicologo psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente
Grazie per la tempestiva risposta caro dottore,
allora rispondo alla prima e poi di seguito alle altre domande da lei poste:
Non so cosa mi faccia venire in mente ma vedo solo tanta sofferenza negli occh di mia figlia che sinceramente non merita e vorrei solo vederla felice.
Il ragazzo è un bel ragazzo e forse chissa da giovane mi potrebbe anche essere piaciuto
No non mi ricorda nessuno in particolare.
Forse lui mi ha trattato più come un'amica che come una "suocera" ossia mi ha fatto confidenze anche su cose sue familiari, insomma mi sono sentita sempre speciale per lui e adesso invece niente più. Continua a sentirla a dirle che l'ama e ad essere geloso però niente.....
Io vorrei che tutto tornasse come prima tra loro mha non so più cosa fare. Mi aiuti a comportami da mamma e non da "fidanzata isterica" che non sono ovviamente.
Con mia figlia l'argomento è tabù non lo posso nemmeno nominare

Grazie

[#3]  
Dr. Stefano Pozzi

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"mi sono sentita sempre speciale per lui e adesso invece niente più"

Questo può giocare un ruolo importante nel determinare ciò che lei sta sentendo, indipendentemente dal dispiacere che può provare "da fuori" per il dolore di sua figlia.
E' comprensibile che la ragazza non voglia parlarne con lei, se lei stessa vorrebbe non comportarsi "da fidanzata isterica" è molto probabile che sua figlia si renda perfettamente conto del suo ipercoinvolgimento e del fatto che lei ha anche in qualche misura un interesse personale nella vicenda.

E' sicura che non sia successo anche a lei di essere illusa e poi lasciata in quel modo?

Abitualmente come trascorre la giornata? Lavora? Svolge altre attività?

Con suo marito come vanno le cose?
Dr. Stefano Pozzi, psicologo psicoterapeuta
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[#4] dopo  
Utente
Ancora grazie
No caro dottore, non mi è successo mai di essere illusa e poi lasciata per quanto io possa ricordare, anche perchè a quei tempi ^---^ ero più io che decidevo con chi volevo stare...
A parte questo, io abitualmente lavoro 1/2 giornata, esco con le amiche, esco con mio marito, se serve qualcosa alle mie figlie vado con loro, insomma una vita normale niente di più.
Se sto fuori casa questa cosa si attenua perchè ci penso meno ma see sto in casa mi prende il magone e ci penso sempre.
COn mio marito le cose vanno bene, sono 30 anni che stiamo insieme, non sono state sempre rose e fiori ma dopo tanti anni un pò si riesce a capire l'uno e l'altra e le cose vanno lisce. Andiamo d'accordo, chiaro qualche volta si litiga ma niente di che.
Vorrei tanto uscire da questa situazione il più presto possibile ma mi creda non vedo la fine del tunnel non ci riesco come faccio??
.....

[#5]  
Dr.ssa Valentina Sciubba

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Gentile utente,
ovviamente i problemi sentimentali di sua figlia appartengono alla sua sfera personale e vanno gestiti dalla diretta interessata.
Sembrerebbe che i due ex fidanzati abbiano bisogno di un periodo di riflessione e in questi casi l'aspettare è il non mostrarsi in ansia è la cosa migliore. Anche le intromissioni da parte dei familiari rischiano soltanto di peggiorare la situazione e quindi i contatti, anche con i genitori dell'altra parte, vanno gestiti con molta cautela.

Sembrerebbe che la situazione precedente, in cui i ragazzi erano fidanzati, era per lei idilliaca e questo pone degli interrogativi sul perchè lei abbia valutato tanto positivamente questo ragazzo.
Inoltre il fatto che lei soffra di ansia da molti anni non è comunque una cosa positiva e potrebbe anche collegarsi in qualche modo con il problema che ci descrive; come mai non ha ancora pensato di iniziare un percorso psicoterapeutico? La Terapia Strategica Breve è in genere molto veloce nel risolvere i Disturbi d'ansia e perciò anche economica, gliela consiglio.
Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
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[#6]  
Dr. Stefano Pozzi

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Potrebbe allora trattarsi di una conseguenza dei suoi disturbi d'ansia, che possono aver preso la forma di pensieri ossessivi che la investono in particolare quando è a casa e non è impegnata in qualcosa.

A parte il farmaco che prende non ha mai fatto altro per risolvere il problema?
Mai intrapreso una psicoterapia?
Dr. Stefano Pozzi, psicologo psicoterapeuta
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[#7] dopo  
Utente

No purtrioppo non ho ancora intrapreso un percorso terapeutico a causa dei costi elevati di ogni seduta!!!
Comunque Cari dottori, vi ringrazio molto per le risposte e per i vostri consigli di cui ne farò tesoro.

Ancora Grazie

[#8]  
Dr. Stefano Pozzi

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Può anche rivolgersi al consultorio familiare o al centro di salute mentale.
Qui trova i link a tutti gli indirizzi:
www.serviziodipsicologia.it/faq

L'importante è che, per il bene suo e la serenità della sua famiglia, lei non si limiti ad assumere un farmaco che evidentemente non la sta aiutando a risolvere tutto, ma inizi a lavorare sui suoi processi psicologici per modificarli e liberarsi davvero dall'ansia che generano.
Dr. Stefano Pozzi, psicologo psicoterapeuta
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[#9]  
Dr.ssa Valentina Sciubba

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Gentile utente,
nel tariffario degli psicologi il costo minimo di una seduta di psicoterapia è di 40 euro.
La durata media di un trattamento di disturbo d'ansia con la Terapia Breve Strategica è di 10 sedute il che significa che con un costo di 400 euro dilazionato in 3 mesi circa lei potrebbe risolvere il suo disturbo, 133 euro al mese.
Anche se non trovasse psicoterapeuti disposti a lavorare per 40 euro a seduta e il totale fosse di 500 o 600 euro, non mi sembra davvero un costo elevato.
Se dovesse fare una cura odontoiatrica si porrebbe gli stessi problemi e avrebbe le stesse remore con riguardo al costo?
Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
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[#10]  
Dr.ssa Franca Esposito

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Gentile Signora,
L'essere addolorata per l'allontanamento del ragazzo non potrebbe essere semplicemente dovuto al fatto che anche lei gli si era affezionata?
Che lo trovasse simpatico, socievole, communicativo, eche le piacesse come futuro genero e che ora anche lei stia vivendo un lutto?

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

[#11]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Se lei soffre d'ansia, ciò basta a spiegare la preoccupazione per sua figlia. Perciò non c'è bisogno di cercare interpretazioni o spiegazioni, c'è bisogno che curi meglio la sua ansia.

Se è già in cura farmacologica potrebbe essere molo utile, dopo valutazione specialistica di persona, iniziare una psicoterapia focalizzata per l'ansia, perché evidentemente il solo farmaco non è bastato a farle capire che quando si vuol fare il bene dei figli, e si è ansiosi, si rischia in realtà di fare peggio che meglio.

Perciò segua i suggerimenti dei colleghi e si attivi per cercare un aiuto psicologico, eventualmente psicoterapeutico.

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#12]  
Dr. Antonio Vita

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Gentile Signora,

Poiché siamo nel campo delle ipotesi, formulo la mia che suona pressappoco così:
E se poi non fosse proprio la fine del mondo? Se cioè questo distacco dei due ragazzi possa determinare in sua figlia una maturazione sul piano emotivo ed affettivo? E se il ragazzo intanto riuscisse a esaminare con il suo psicologo molti interrogativi che riguardano sia la sua vita sia le relazioni interpersonali che egli di solito stabilisce con gli altri e lo fanno essere a volte troppo sfuggente, problematico, bloccato e quindi poco affidabile?
Sarebbe opportuno vedere la cosa in modo meno drammatico e angoscioso: la vita è piena di buoni e di pessimi incontri.
Lasciamo che ognuno faccia il percorso che crede e che si sente di fare.
Sua figlia avrebbe potuto trovarsi male forse con il passare del tempo, e se il vincolo fosse stato più profondo e più difficile da cancellare.

Auguri per la sua cura e speriamo che la terapia sia breve. Ed efficace !

Cordiali saluti.

Dott. Antonio Vita
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antonio.vita@psicovita.it
sito web: www.psicovita.it

[#13]  
Attivo dal 2010 al 2016
Gentile signora, aggiungo il mio punto di vista a quanto già esposto dai miei Colleghi.

Non cercherò di fornirle una interpretazione delle motivazioni che la spingono a soffrire così. Formula però una ipotesi dei motivi che possono "continuare" a farla soffrire così, cioè di quelli che, secondo la psicoterapia cognitivo-comportamentale, si definiscono "fattori di mantenimento".

In parole povere, la sofferenza umana è diffusa ed inevitabile; in qualche modo, per qualche motivo, tutti noi umani soffriamo. Il nostro comune "soffrire", però, a volte può diventare un problema quando cominciamo a "fare" delle cose, cercando proprio di "non soffrire"!

Un esempio potrebbero essere i suoi comportamenti di controllo (es., controllare spesso WhatsApp), che magari sul momento la rassicurano, ma nel lungo periodo la tengono prigioniera dell'esigenza di controllare.

Cosa comporterebbe "smettere di controllare"? Probabilmente, all'inizio, un aumento delle ansie, magari una tristezza; ma, in seguito, una maggiore libertà.

Per cui, oltre ad associarmi all'indicazione di cercare, se vorrà, un aiuto specialistico, la invito a riflettere su tutte le cose che fa per cercare di rassicurarsi: sembrano "sue amiche", ma in realtà la rendono soltanto dipendente.

Cordialmente