Bassa autostima e disoccupazione: preludio di depressione?

Salve, è da tempo che manifesto i seguenti "problemi". Ho da 2 anni finito un dottorato che purtroppo non è andato come speravo e che mi ha precluso ogni possibilità nell'ambito della ricerca. Dopo 1 anno speso a cercar lavoro ho deciso di fare un master postlaurea nella speranza di essere assunta dopo lo stage, ma ciò non si è verificato e sono mesi che cerco di nuovo lavoro. Ho inviato centinaia di curriculum, ma spesso mi viene detto che ho un cv troppo specifico e che non hanno lavoro per me. E quando ricevo queste risposte mi sale una rabbia pazzesca, e nutro un odio profondo per il mio ex prof, che mi ha condotto in tale situazione. Mi ritrovo spesso a "spiare" in rete i suoi successi professionali, nella speranza di vederlo cadere in fallo, lui e i suoi studenti (alcuni miei ex colleghi). A volte spero di trovare un superlavoro e di andare a bussare alla sua porta mostrando quando sono stata brava senza di lui, come per vendetta. Più passa il tempo e più nutro questo sentimento e mi rendo conto che è una cosa orribile e che non migliora di sicuro la mia situazione, ma sono sempre stata piuttosto pessimista ed insicura e non vedo via di uscita per la mia situazione, ma l'unica cosa che provo è odio, odio e odio e questa cosa mi sta distruggendo. Pensate sia normale un comportamento simile? Di natura sono buona e non ho mai provato un sentimento così negativo per nessuno.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
A quanto dice le sue aspirazioni professionali future sembrano aver risentito di un certo appiattimento sui pareri e le indicazioni ricevute dal suo ex professore, del quale ha probabilmente subito più influenza del necessario. Trovare lavoro oggi è difficile per chiunque, figuriamoci per chi può avere aspettative molto particolari, come sembrano essere quelle relative al suo titolo di studio.

Probabilmente le conviene, come a qualunque giovane che si affaccia al mondo del lavoro, abbassare le aspettative e adattarsi all'inizio a fare lavori sub-ottimali, ma che intanto le fanno prendere dimestichezza con la vita lavorativa.

In altre parole dovrebbe imparare a essere più pragmatica e meno rimuginatoria, e può iniziare lei stessa a farlo; se però sentisse anche la necessità di un parere specialistico può sempre chiederlo, di persona.

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

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Attivo dal 2013 al 2016
Psicologo
Gentile ragazza,
capisco la sua frustrazione per aver investito molte energie in un progetto di studio che poi non si è concretizzato in un' opportunità lavorativa.
Non è facile fare carriera in ambito universitario, molti ragazzi come lei dopo il dottorato riescono ad andare avanti qualche anno con assegni di ricerca per poi essere costretti a cercare un lavoro al di fuori dell'Università.
La situazione occupazionale in questo momento poi è molto difficile in qualunque settore, tuttavia lei non dice se sta provando a cercare lavoro in ambiti diversi da quelli per cui ha studiato e che magari richiedono una qualifica inferiore a quella da lei posseduta.
I sentimenti di rivalsa che prova nei confronti di chi pobabilmente le ha fatto delle promesse non potendo poi mantenerle non l'aiutano ad affrontare questa situazione, anzi rimuginare su ciò che poteva essere e invece non è stato non le permette di investire le energie necessarie per riorganizzare la sua vita.
Le consiglio di rivolgersi al consultorio della sua città, lì potrà prendere un appuntamento di dolito gartuito con uno psicologo e con lui potrà affrontare ed elaborare i sentimenti che sta provando, riprendendosi la sua vita e la sua serenità.
La saluto con affetto
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dopo
Utente
Utente
Beh, forse l'aver studiato così tanto mi porta a sperare di ottenere un lavoro bilanciato alla mia preparazione, e so che probabilmente non troverò mai più il lavoro dei miei sogni, specie coi tempi che corrono. Il mio terrore è quello di rimanere disoccupata a vita perchè nessuno mi offrirà mai la possibilità di dimostrare ciò che so fare, e per quello che davanti agli occhi mi viene sempre la sua immagine. Se c'è un modo per risolvere il problema da sola, che ben venga, non penso che posso continuare per molto tempo con questo tipo di atteggiamento...
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dopo
Utente
Utente
Per rispondere alla dottoressa, sto cercando lavori in ambiti affini al momento, perché già vengo non vengo presa in considerazione in tali campi, figuriamoci in un settore che non c'entra nulla, anche se qualche cv l'ho comunque inviato. Premetto anche che sto allargando il mio panorama a tutta l'Europa, vista anche la situazione poco felice dell'Italia. Forse ho la tendenza al dramma e tendo molto a rimuginare, mi chiedevo solo se fosse normale tutto ciò. Vi ringrazio comunque della risposta.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Mi pare che da sola abbia già tentato di risolvere la situazione, con risultati poco incoraggianti. Perciò a questo punto si tratta di fare una scelta: o continuare a tentare da sola, oppure decidere di farsi aiutare. Altrimenti il rischio è di cadere nel paradosso e confondersi ancora di più:

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2109-ansia-depressione-problemi-sessuali-relazionali-c-posso-farcela-da-solo.html

La sua replica #3, per quanto breve, è densa di indizi di pensiero rigido e assolutistico:

>>> so che probabilmente non troverò mai più il lavoro dei miei sogni
>>>

Come fa a saperlo, se è solo agli inizi? Più spesso che no, il lavoro dei sogni è un punto di arrivo che si conquista con tempo e pazienza, non un punto di partenza.

>>> Il mio terrore è quello di rimanere disoccupata a vita
>>>

Beh, se resta ferma sul "o questo o nulla", data la particolarità del suo titolo di studio, potrebbe rimanere disoccupata se non a vita, certo per un bel periodo.

>>> nessuno mi offrirà mai la possibilità di dimostrare ciò che so fare
>>>

Come lo sa? E come può sapere se a qualcun altro magari non possa interessare qualcos'altro che lei sa fare, ma che in questo momento nemmeno sospetta? L'aver conseguito un titolo in un determinato campo non vuol dire che non si sia capaci di fare anche altro.

>>> e per quello che davanti agli occhi mi viene sempre la sua immagine
>>>

Questo potrebbe essere un capro espiatorio interno che si è creata da sola, in mancanza di un oggetto migliore su cui sfogare la rabbia. È stata così "flessibile" da cedere alle sue lusinghe, e ora invece di rifarsela con se stessa - o meglio ancora, rimboccarsi le maniche e cercare sbocchi altrove - non riesce a far di meglio che odiare lui.

Credo debba diventare più flessibile, adattabile e quindi accettare inizialmente di svolgere un lavoro che non sarà quello dei sogni, ma che intanto le mostra com'è stare nel mondo del lavoro. Poi da cosa nasce cosa, le opportunità quando non ci sono vanno create.

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dopo
Utente
Utente
Gentile Dr Santanocito, la ringrazio nuovamente per la sua risposta, ha azzeccato in pieno e come ogni verità fa parecchio male.
In effetti ho la tendenza ad essere un pò rigida sulle mie posizioni e forse la mancanza di flessibilità è uno dei miei grossi problemi, ambiti sui quali c'è molto da lavorare... Buona serata.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
La verità non sempre fa male. Fa male solo quando già la conoscevamo, ma avremmo preferito non vederla.

Il primo passo per risolvere un problema è riconoscerne l'esistenza. Se prima non si è disposti a fare questo, con umiltà, si rischia di perdere tempo ed energie cercando nel posto sbagliato.

Sta a lei decidere se sia prioritario risolvere prima la mancanza di flessibilità, in modo che non interferisca con il resto della sua vita e con i progetti che le stanno a cuore, e quindi cercare un professionista adatto e lasciarsi aiutare, oppure se rimandare questo passo.

Buona serata anche a lei
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Dr.ssa Laura Mirona Psicologo, Psicoterapeuta 627 6 1
Gentile ragazza,

spesso rimuginare su ciò che poteva essere e che non è stato ci può portare solo a cadere sempre più giù, nell'impasse dei nostri pensieri negativi.

Trovare il lavoro perfetto è un obiettivo onorevole, ma purtroppo i tempi duri ci stanno lasciando solo le briciole momentaneamente. Farci sopraffare dallo sconforto può solo portarci ad abbandonare i nostri sogni e farci credere di aver sbagliato tutto nella vita.

Ma mi chiedo: cosa se ne fa di questa rabbia e di queste rimuginazioni di pensiero? Non è sfogando la rabbia su una singola persona che otterrà dei risultati. Ci vuole invece impegno, forza di volontà e una buona dose di flessibilità agli standard lavorativi attuali.

Inizi dal basso e vedrà che poi anche le piccole soddisfazioni quotidiane serviranno a farle aumentare l'autostima che in questo momento sembra molto in out. Costruisca il proprio impero, sfrutti la propria personalità iniziando con altro, vedrà che i rinforzi non mancheranno ad arrivare.

Credo che un aiuto psicologico per aiutarla in questa prospettiva di apertura e accettazione della propria prospettiva futura, potrebbe esserle di aiuto. Inoltre anche la rigidità di pensiero e la schematicità potrebbero divenire più flessibili con un adeguato percorso, ed essere riadattate alla vita quotidiana.

In bocca al lupo

Dr.ssa Laura Mirona

dottoressa@lauramirona.it
www.lauramirona.it

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