Ho paura

Salve specialisti,
Non sapendo bene come spiegarvi il mio stato d'animo vado subito al succo: fra pochi mesi nascerà il terzogenito di mio padre ed io non so come gestire la situazione, sono già a pezzi.
Quando ero poco più che adolescente, mio padre ha abbandonato me e mia sorellla con nostra madre in depressione, io ho dovuto occuparmi di lei (mia sorella pensò solo a sè stessa) ed ora non ce la faccio a prendermi di nuovo una responsabilità che non mi sono cercata.
Sono certa che fra qualche hanno dovró badare a questo ragazzino, che crescerà viziatissimo e avrà tutto l'affetto che io non ho mai avuto (mio padre ha 60 anni e la sua compagna quasi 50, dunque è probabile che me lo scarichino presto).
Non so come affrontare la situazione, temo per il mio futuro.
[#1]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

sembra che si stia preoccupando prima del dovuto.
Chi Le dice che dovrà badare a questo fratellino, se non ne ha intenzione?
Perchè è in ansia per questo?
Attualmente Lei vive da sola o con la nuova famiglia del papà?
Come sono i vostri rapporti adesso?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Utente,
dalla sua richiesta di consulenza non capisco bene se è un desiderio o una paura.

Se il bambino appartiene alla nuova coppia, suo padre e la compagna, perchè dovrebbe occuparsene lei?

Magari suo padre, con questa unica compagna ha un nuovo equilibrio relazionale e psichico e sarà in grado di occuparsi del figlio.

Lei ha buoni rapporti con questa nuova donna?
È stata esclusa dalla nuova famiglia?

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#3]
dopo
Utente
Utente
Salve dottoressa Pileci,
Sono certa che mio padre mi obbligherà a badare al bambino, ora dice di no, ma poi temo che pretenderà il mio aiuto.
Sono in ansia perchè io ho sempre pensato di essere un impiccio e ora spara un altro figlio, ma ero solo io il problema? Ora vivo con mia madre, che ha avuto un altro attacco di depressione in seguito allla morte del suo compagno, avvenuta quest'anno, fortunatamente però stavolta si sta curando.
Con mio padre i rapporti sono sempre stati tesi, da ragazzina mi ha cacciato via di casa due volte e non si è mai scusato.

Salve dottoressa Randone,
Ripeto come sopra che temo che mi sentiró obbligata a farlo.
Ecco vede é questo che non mi và giú: non sopporto che dopo aver rovinato la vita a me ed a mia madre, ora abbia trovato un modo di star bene, non lo sopporto.
Non ho rapporti con la compagna di padre, non ci parliamo nemmeno.
[#4]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile Utente,

cosa le fa pensare che sarà lei ad occuparsi del futuro di questo bambino?
Si sente "obbligata" a farlo per una questione di sensi di colpa?
Se si tratta di sensi di colpa, crede che possano essere innescati dai comportamenti di suo padre?




Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

[#5]
dopo
Utente
Utente
Sensi di colpa instillati da mio padre e da mia sorella, sí, credo che sia ancora vivo in me l'istinto di farmi accettare
[#6]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile Utente,

dovrebbe a mio avviso comprendere come nascono questi sensi di colpa, perché molto spesso sono l'unica motivazione che spinge una persona a fare qualcosa che in realtà non vuole fare.



[#7]
dopo
Utente
Utente
Ha ragione, il fatto è che sia mio padre che la compagna sono avanti con l'età, quindi le probabilità che muoiano prima che il ragazzino sia adulto son alte.
A quel punto che faró?
Forse arriveranno entrambi a 100 anni e le mie preoccupazioni sono inutili, ma intanto non riesco a stare tranquilla.
[#8]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile Utente,

lei non riesce a stare tranquilla non per la preoccupazione di quanto possano vivere il genitori del piccolo, ma per la relazione che ha con suo padre e per le "giuste distanze" che andrebbero messe tra voi due.





[#9]
dopo
Utente
Utente
Che intende per "giuste distanze"?
[#10]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile Utente,

significa separarsi non solo fisicamente ma anche da un punto di vista emotivo, raggiungere una consapevolezza maggiore rispetto al vostro rapporto ed in fine anche recuperalo, ma senza rimanere invasa dalle emozioni negative.





[#11]
dopo
Utente
Utente
Ho capito, grazie!
[#12]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

a parte che nessuno può obbligare nessuno a fare qualcosa, mi domando come mai Lei si senta "obbligata" da Suo padre ad occuparsi di un ragazzino che deve ancora nascere: non si metta nei guai, ma segua il Suo percorso.

Più che preoccuparsi di tutto ciò, perchè non si occupa di se stessa e del Suo futuro?

Inoltre Lei, pur essendo molto giovane, è una persona adulta, che non dovrebbe lasciarsi condizionare dagli altri... il problema, come Le ha già detto il Collega viene da Lei.

Quanto al fatto di non essersi sentita accolta ma piuttosto d'impiccio, non permetta che questo lasci un segno: se ha bisogno chieda ad uno psicologo psicoterapeuta di persona di farsi aiutare.

Sennò stia serena e si occupi di se stessa.

Cordiali saluti,

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