Andare a vivere da sola

Gentili medici,
sono una donna di 38 anni e in questo periodo mi trovo di fronte ad un bivio nella vita che mi sta creando qualche disagio. Vivo con i miei genitori, da sempre, con i quali vado d'accordo e che sono sempre disponibili e non mi hanno fatto mai mancare niente; nonostante questo, dal momento che ho un lavoro stabile e una certa età sto pensando di andare a vivere da sola, sia perchè mi sembra giusto nei loro confronti, ma anche perchè desidero mettermi alla prova e conquistare la mia indipendenza totale dalla famiglia. E' un po come se avessi bisogno di staccarmi dalla mia famiglia ma ne ho anche paura e quindi ho molta difficoltà a fare questo passo. Sono single, faccio sport, ho amici, viaggio, a momenti ho una vita piena e a volte soffro di solitudine e mi manca qualcuno a fianco, ma spero che nel tempo questo mio status cambierà..d'altra parte per il momento si tratterebbe di andare in affitto a vivere da sola e successivamente, di acquistare una casa, comunque non lontana dai miei genitori. Quando non avevo la stabilità e i soldi questo era il mio unico pensiero e sogno. Conservavo tutti i risparmi per poter avere un anticipo per la casa, ora che potrei fare questo passo sono bloccata. Ho paura di non farcela di sentirmi sola e di non poter tornare piu indietro, a volte penso che è meglio rimanere con i miei, visto che sono sola, che i miei genitori invecchiano e farei meglio a godermeli adesso, quasi mi sento in colpa all'idea di andare via e a casa mi sento protetta; è un po' come se a casa dai miei il tempo non passasse, perchè io rimango 'figlia' invece un passo di questo genere mi farebbe crescere darebbe una svolta alla mia vita ma non so se in meglio o in peggio...Poi in altri momenti invece desidero l'indipendenza, sogno di tornare a casa in un posto tutto mio, vado a vedere appartamenti per farmi un 'idea dei prezzi etc..ma non ho ancora trovato il coraggio..non so cosa sia giusto fare e cosa sia meglio per me. So bene che ogni scelta comporta anche una rinuncia, ma cosa devo fare? Spero che qualcuno mi dia un consiglio. Grazie
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<è un po' come se a casa dai miei il tempo non passasse, perchè io rimango 'figlia>

Gentile Utente,
condivido e aggiungo figlia non svincolata emotivamente.
Si rimane comunque figli anche quando si va via di casa e si affronta una vita propria. Solo che si è figli adulti, autonomi, indipendenti e per fare questo man mano che si progredisce verso l'età adulta il rapporto con i propri genitori diventa più maturo, in modo di consentire lo svincolo.

Non che lei non sia indipendente economicamente ecc.,ha comunque la sua vita lavorativa, i suoi amici e fin qui ci siamo.
Solo che non riesce a tagliare quel cordone ombelicale che ancora la trattiene in casa dei suoi genitori e tra l'altro credo la ostacoli anche nel trovare un partner .

Anadarsene di casa per una vita propria non significa non amare i propri genitori e abbandonarli, anzi, continuare ad amarli in modo più maturo e pensare anche alla costruzione di un proprio futuro davvero autonomo.

Comprendo i suoi timori e il blocco che sta sperimentando, davvero non è così semplice riuscire a modificare determinate dinamiche ormai irrigidite nel tempo.

Dunque, anche andandosene dalla sua famiglia potrà comunque coltivare il rapporto con loro ed esserci al bisogno e avrà la possibilità di sperimentare una svolta significativa nella sua esistenza: quel passo verso lo svincolo non ancora completato.

Se le riuscisse difficile concretizzare la sua scelta e sentisse che i sensi di colpa e altro potrebbero avere la meglio, sarebbe opportuno incontrare un nostro collega di persona.

Restiamo in ascolto

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
"è un po' come se a casa dai miei il tempo non passasse, perchè io rimango 'figlia' invece un passo di questo genere mi farebbe crescere darebbe una svolta alla mia vita ma non so se in meglio o in peggio."

Credo anche io che questo passo possa aiutarLa a crescere e staccarsi dai Suoi genitori.
Magari è proprio il rapporto con loro, che qui non possiamo approfondire per ovvie ragioni, a bloccarLa in tal senso.
Se per la scelta di andare a vivere da sola sente questo blocco potrebbe valutare la possibilità di chiedere aiuto ad uno psicologo.
Sebbene infatti potrebbero esserci difficoltà da entrambe le parti a "lasciare andare" o "andarsene", Lei può solo occuparsi di se stessa e svincolarsi dai Suoi in una maniera consapevole e senza sensi di colpa.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Utente
Utente
Grazie per le vostre celeri risposte, in molte delle vostre frasi mi sono ritrovata.
Mi rivolgo alla dottoressa Rinella, lei dice:<e tra l'altro credo la ostacoli anche nel trovare un partner .> Volevo chiederle:in che modo il legame emotivo con i miei genitori potrebbe ostacolarmi nel trovare un partner?E poi: secondo lei lo svincolo emotivo dai genitori è un processo che va fatto a prescindere dal fatto di avere un partner?

Alla dottoressa Pileci volevo dire che i miei genitori non mi hanno mai nè ostacolato, ma nemmeno incoraggiato ad andare via di casa. Diciamo che non ne parlano e ormai si sono adattati al fatto che vivo ancora con loro, danno per scontato che ci sia, visto che non sono fidanzata, inoltre anche perchè vista la crisi e la situazione economica del nostro Paese, in questo periodo è difficile rendersi autonomi. Mia madre ogni volta che parlo dell'argomento si rattrista e trova tutti i lati negativi sia sul'acquistare casa che all'idea di andare in affitto. Forse è anche questo atteggiamento che mi rede difficile il tutto.

Insomma, è' un po come se ci fossero tanti ostacoli da superare: la mia paura di non farcela, il senso di colpa nel fare una cosa che li renderebbe tristi, la paura di staccarsi dalla parte di me che sono stata fino ad ora, cioè il lasciarmi alle spalle la vecchia 'me stessa', per iniziare una nuova vita della quale non so nulla e che mi fa paura.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

ostacolare una persona non significa sempre mettere dei freni in maniera aggressiva ed esplicita: forse è il tipo di legame, che talvolta nelle famiglie può essere dipendente, invischiato, ecc... che genera situazioni difficili da leggere e soprattutto da cui uscire.

Chiaramente tutto ciò avviene in maniera inconsapevole e dubito che qualcuno di voi lo faccia con cattiveria o deliberatamente.
Forse la mamma trova tutti questi pretesti perchè è ansiosa e preoccupata per Lei e, trattandola in questa maniera come fosse piccola, non Le permette di sganciarsi. E' Lei che deve fare il primo passo.

Ciò che conta adesso è che Lei riesca a superare le Sue paure, attraversandole. Se da sola non riesce, si faccia aiutare: crescere significa anche diventare autonomi e indipendenti.

Un cordiale saluto,
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Grazie
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Gentile utente, completamente d'accordo con i Colleghi anch'io le consiglio di farsi aiutare, presto, andare a vivere da sola secondo me è un passo fondamentale per aprirsi maggiormente e "osare", oltre tutto verrebbe percepita diversamente dal mondo esterno da amiche e amici.. non ci dice niente della sua vita affettiva, potrebbe per esempio, in una bella casetta colorata, fare delle cenette, semplici , ed invitare i suoi amici, così i rapporti si illuminano di un diverso calore .. ecc.il che non vuol dire rinnegare i genitori, non occuparsene, non aiutarli, ma in un rapporto più adulto.. le mamme poi si abituano...
.mi domando se dietro a questa sua tenera paura di lasciare la casa di sempre, non ci sia qualche difficoltà a vivere il suo ruolo femminile adulto.. , mi scusi, ma ha mai pensato che quasi potrebbe avere un figlio in discoteca ?

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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Grazie della risposta dottoressa Fregonese, lei mi dice:<non ci dice niente della sua vita affettiva> e < dietro a questa sua tenera paura di lasciare la casa di sempre, non ci sia qualche difficoltà a vivere il suo ruolo femminile adulto.. , mi scusi, ma ha mai pensato che quasi potrebbe avere un figlio in discoteca >

Volevo dire che la mia vita affettiva non è mai andata molto bene; dal lato lavorativo/scolastico sono sempre stata una persona 'vincente'e sono sempre riuscita al meglio, avendo occasioni di lavoro, e ho avuto il privilegio di poter scegliere il mio lavoro, d ' altra parte dentro di me ho sempre 'sognato' di avere in futuro una fmiglia, ma poi nelle storie che ho avuto mi sono sempre dimostrata immatura e non capace di costruire quello che volevo, pertanto la mia vita affettiva è stata un po altalenante e poco stabile, insoddisfacente. In pratica ho avuto alcune storie che sono finite... Chissà forse come dice lei dietro c'è qualche difficoltà a vivere il ruolo femminile adulto. In realtà da quel punto di vista quando mi innamoro mi sento come tornare bambina, non so se è normale.
Per quanto riguarda la mia età devo dire anche però raggiungere la stabilità lavorativa per poter andare via di casa non è stato facilee quindi è per questo cheson arrivata a 38 anni ancora dai miei, prima non potevo progettare niente.Chissà forse davvero andare via di casa potrebbe migliorare la mia vita anche in questo, che dice?
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Gentile Utente,
rispondo solo ora alle domande che mi ha posto, anche se le Colleghe sono state molto esaurienti in merito.

<ma poi nelle storie che ho avuto mi sono sempre dimostrata immatura e non capace di costruire quello che volevo, pertanto la mia vita affettiva è stata un po altalenante e poco stabile, insoddisfacente> In quello che lei dice si portebbero rinvenire gli aspetti pragmatici di uno svincolo difficoltoso.

Lo svincolo emotivo dai genitori è un processo fisiologico,che viene permesso quando le dinamiche relazionali della famiglia evolvono e maturano di pari passo con la crescita del figlio.In questo modo può conquistare, quando è un giovane adulto anche a livello emotivo, una piena autonomia e indipendenza che gli consenta di staccarsi dal suo nucleo per una vita propria.

Accade a volte, invece, che un certo tipo di dinamiche all'interno della famiglia, più o meno invischianti, lo trattengano dallo staccarsi, perché l'equilibrio al suo interno viene mantenuto attraverso la sua presenza.

In questo modo i suoi tentativi di andarsene ( e non sempre vengono messi in atto), saranno difficoltosi o fallimentari (secondo il tipo di invischiamento) .

Ad esempio, spesso si ritrovano (inconsapevolmente) a reiterare scelte sentimentali che non hanno presupposti per decollare, in modo tale di restare ancorati al nucleo.

Naturalmente ogni caso è a sé con le proprie specificità e da qui si possono fare solo ipotesi sulla sua situazione, che potrebbero essere anche fallibili.

Valgono i suggerimenti che le abbiamo dato, se si sente in difficoltà nell'effettuare i suoi progetti, incontrare un nostro collega sarebbe opportuno.

Un caro saluto
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

secondo me alcune fasi della vita sono in un certo senso "fisiologiche" e trovano spiegazioni anche troppo scontate: è probabile che in passato Lei fosse così presa dalla costruzione della Sua vita lavorativa, da non badare neppure ad altre questioni che forse riteneva ai tempi di secondo piano. Ora che ha completato il percorso formativo ha anche più voglia di costruire altro ma sente molte paure. Alcune di queste ci stanno, altre meno, ma in ogni caso è necessario affrontarle.
Tutto questo forse in passato L'ha anche fatta soffrire, ma adesso è tempo per comprendere che cosa La blocca nella costruzione di una vita autonoma.
Posso chiederLe che cosa intende con l'espressione "nelle storie che ho avuto mi sono sempre dimostrata immatura e non capace di costruire quello che volevo"?
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Utente
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Rispondo alla sua domanda , dottoressa Pileci:lei mi chiede <Posso chiederLe che cosa intende con l'espressione "nelle storie che ho avuto mi sono sempre dimostrata immatura e non capace di costruire quello che volevo"?>
Intendo dire che ho 'scelto' forse inconsciamente persone con le quali non era possibile una storia stabile, magari inaffidabili fredde o con problemi e anzichè accorgermi subito della situazone, essendo emotivamente coinvolta, non avevo la forza o la maturità e la capacità di cambiare rotta e dirigermi su relazioni piu appaganti. Stranamente finora sono stata attratta da persone che mi attraevano superficialmente ,ma non avevano i requisiti giusti per una relazione appagante. Essere superficiali come lo sono stata credo sia un sintomo di immaturità.In quel senso dico che sono stata immatura.E poi riconosco anche in me una certa paura a lasciarmi andare nelle relazioni. Solo ora me ne rendo conto, dopo tanti anni di 'fallimenti'
D'altra parte concordo con la prima parte della sua risposta e cioè che in una fase della mia vita sono stata piu concentrata a realizzarmi nella vita lavorativa e ora che sono arrivata ho voglia di costruire anche altro. Da qui il desiderio di andare via di casa.
Vi ringrazo molto di tutte le risposte, mi sono state davvero utili per riflettere
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Bene, la consapevolezza è il primo step per poter generare un processo di cambiamento che possa darLe la serenità e la felicità che cerca.
E' possibile anche superare la paura e il timore di lasciarsi andare nelle relazioni più significative che, per tante ragioni, Lei ha qualche difficoltà a costruire.

Un cordiale saluto,
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile utente,
Appartenenza contro autonomia?
Spinta sana verso un percorso autonomo e paure ?

Passato, forse, poco risolto sul piano psichico e legame di tipo difensivo con i genitori?

Il liquido amniotico dopo nove mesi, non nutre più, anzi diventa tossico e può essere letale per mamma e bambino.....
Con questo non le voglio dire che deve allontanarsi da casa dei suoi, ma relazionarsi con loro da figlia adulta, indipendente ed autonoma, il rapporto cambierebbe, crescerebbe....senza nulla togliere all' amore ed al' accudimento.

Rifletta se dietro il bivio di cui parla, ci sia una paura importante di diventare " donna adulta"

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Utente
Utente
Gentilissima dottoressa Randone, la ringrazio per la risposta. Dietro il bivio credo ci siano tante paure e forse anche quella di cui lei parla. Andarsene a 18 anni per motivi di studio(come hano fatto molte mie amiche) è forse piu facile, ma a 38 le abitudini si cristallizzano e diventa tutto piu difficile. Paura di non farcela,economicamente, psicologicamente, di sentirmi sola, di abbandonare il 'nido', a volte mi dico, ma che senso ha andarsene... ma dall'altra parte ho anche tanta voglia di una nuova vita, una vita mia..mi ci vuole tempo, ma spero di riuscire a fare il passo. Grazie
[#14]
dopo
Utente
Utente
Gentili medici, dopo qualce mese dalla richiesta del consulto ho preso la decisione di andare via di casa, in affitto nello stesso paese dove vivevo prima. Da quando è cominciato l 2014 c'è stato quindi un notevole cambiamento nella mia vita e devo dire che se faccio il paragone con prima e dopo la mia vita al momento mi sembra peggiorata...se penso alla mia vita fino a dicembre la descriverei così: era una vita nella quale rispetto ad adesso ci stavo bene,comoda, avevo le mie certezze, i miei sogni e i miei desideri, desideravo una cosa e cercavo di realizzarla, la mia vita era comoda, ci stavo bene, ogni cosa era al suo posto...è vero mi sentivo gia un po' sola, ma ora molto di piu. Ora ho la sensazione di aver fatto un grosso cambiamento volontario, cioè quello di trasferirmi e questo ha reso piu faticosa la mia vita, anziche sentirmi libera come pensavo sarebbe successo mi sento in gabbia scomoda e che mi sta stretta, non sono a mio agio nella mia casa e forse nella mia nuova vita, e sto bene e sento di essere me stessa soltanto quando vado a casa dei miei. Pensavo che sarebbe stato difficile, ma anche eccitante e bello e invece spesso sento sensazioni negative, sbalzi di umore e solo raramente sogni che compaiono nella mia mente, felicità e allegria. Tutto mi sembra piu buio e silenzioso. Sto vivendo un periodo di tristezza e fragilità assouta e a volte mi chiedo se finirà, se è solo un periodo che migliorerà, è normale questa reazione?Forse un mese e mezzo è ancora troppo poco per poter tirare le somme? potete aiutarmi?

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