Utente
Salve.
Sto passando un periodo assurdo. Premetto che ho due figli,uno di 4 e l'altro di 1. Dopo la prima gravidanza mi sono dedicata solo al bimbo. Io vivo solo per lui. Gli do sempre serenità ed avendo letto svariati libri sulla psicologia dell'età evolutiva (prima della nascita del primogenito), in un certo senso mi sentivo "molto preparata" a gestire un bimbo. Gli ho insegnato tantissime cose, lo sostengo sempre, ci gioco e sono attentissima alle sue necessità. Lui è il figlio perfetto che qualsiasi mamma vorrebbe avere. E' dolce, educato e comprensivo, non fa capricci e addirittura mi aiuta a fare qualcosa in casa senza che io glielo chieda. Insomma, un amore di figlio. E infatti io gli ho sempre detto ti amo invece che ti voglio bene. Perchè per lui provo amore puro di mamma, mi butterei nel fuoco per lui. Inoltre è molto sicuro, cioè pur non avendolo mai lasciato, se lo porto ad esempio dalla logopedista lui va serenamente e mi dice: "mamma vai pure a fare le tue cose, tanto so che poi tornerai a prendermi". Io ci rimango male perchè lui preferisce andare dagli altri invece di giocare con me. Lo so, è assurdo quello che sto scrivendo, perchè invece dovrei essere felice di avere un figlio che non piange se mi allontano.Ma io da piccola ne ho passate davvero tante (sempre picchiata da mio padre e mia madre che non lo fermava, minacce di morte da parte loro ecc.ecc..) ed ho sempre sofferto la paura dell'abbandono. Già da prima della gravidanza ho sempre sofferto di episodi bui e tristi in cui perdevo interesse per qualsiasi cosa ed inoltre non riuscivo mai a fidarmi di nessuno. Insomma la mia infanzia mi ha molto segnata tant'è che io ancora oggi non riesco a sorridere. vorrei che almeno mio figlio, per tutto l'amore che gli stò dando, mi cercasse sempre...Non so se io sia depressa o se ho ancora dentro di me quella fortissima paura che tutti quelli a cui io mi affezioni prima o poi mi abbandoneranno...
Aiutatemi per favore

[#1]  
Dr.ssa Laura Rinella

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<Insomma la mia infanzia mi ha molto segnata tant'è che io ancora oggi non riesco a sorridere. vorrei che almeno mio figlio, per tutto l'amore che gli stò dando, mi cercasse sempre..>

Gentile Signora,
benissimo amare i propri figli, dare loro amore, cure, attenzione, educazione ma attenzione a non soffocarli con paure e dolori che appartengono a noi e con i fantasmi del nostro passato.
Questo suo desiderio non è funzionale alla relazione con suo figlio, che potrebbe benissimo percepire il suo stato d'animo e la sua difficoltà a separarsi da lui tant'è che la rassicura quando lei se ne deve andare.
Suo figlio ha bisogno di conquistare la propria autonomia e di relazionarsi con altri - pari e adulti - se questo la fa soffrire sarebbe opportuno che lei venisse a patti con i tuoi timori e la paura dell'abbandono che la accompagna da molto tempo.

Non ci dice nulla sull'altro bimbo, sul padre dei suoi figli, sulla vita che conduce a livello familiare, sociale, lavorativo, sulla qualità delle sue relazioni.

La sua vita non dovrebbe essere concentrata esclusivamente su suo figlio, ma su molto altro.

Ci può dire di più su sé?
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#2]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> la mia infanzia mi ha molto segnata tant'è che io ancora oggi non riesco a sorridere. vorrei che almeno mio figlio, per tutto l'amore che gli stò dando, mi cercasse sempre
>>>

Mi perdoni, ma questo non sembra amore puro di mamma, sembra piuttosto un amore morboso di mamma sofferente.

Se non soffrisse dei problemi che riferisce, non sentirebbe alcun bisogno che il suo piccolo la cercasse sempre. Troverebbe perfettamente naturale che suo figlio desiderasse stare con altre persone, oltre che con lei.

Un figlio non può in alcun modo essere il sostituto buono dei cattivi genitori che ci sono toccati.

Di qualunque cosa si tratti, ritengo dovrebbe cercare un aiuto specialistico di persona. Da qui possiamo fare ben poco, purtroppo. Lo faccia soprattutto per suo figlio, perché anche se si è informata, anche se ha studiato e cerca di fare il possibile per far crescere con serenità il suo bambino, è possibile che presto o tardi le sue ansie possano riversarsi inconsapevolmente su di lui.
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#3] dopo  
Utente
Anzitutto grazie mille per le celeri risposte.
Dunque la mia situazione in famiglia: marito molto collaborativo, attento e premuroso. Economicamente stiamo bene, perciò nessun problema oltre quello che vi riportavo prima. Dalla seconda gravidanza nacque una bellissima bambina che amo moltissimo, della quale il fratellino non è assolutamente geloso...Qualche volta ho provato a dare qualche attenzione in più alla piccolina ma il maschietto non ha fatto una piega. Lui è tranquillissimo qualsiasi cosa io faccia. Se ad esempio viene a casa la nonna paterna lui mi caccia via con la scusa che deve giocare con lei e qualsiasi cosa io faccia è come se io fossi indifferente. Eppure gli dò tutte le attenzioni....non so cosa pensare...Eppure io da piccolina avevo una gelosia assurda nei confronti delle mie sorelle ed ero sempre attaccata a mia madre nonostante mi trattasse sempre male, perchè avevo paura che mi abbandonasse..

[#4] dopo  
Utente
Dimenticavo di dire che decisi di non avere più nulla a che fare con mio "padre" circa 13 anni fa, e da allora non lo vedo e non lo sento.
Inoltre mia madre ed io ora abbiamo un rapporto "di forma" nel senso che lei sa benissimo che io non la perdonerò mai per aver permesso quelle atrocità...Anzi, quando qualche volta gli rinfacciai di aver consentito che mi picchiasse pesantemente quasi ogni giorno, lei puntualmente rispose che ero io che dovevo stare zitta così lui non mi avrebbe picchiato ( stare zitta quando lui picchiava mia madre!!). Poi quante volte mia madre mi diceva: non farmi arrabbiare ( avevo circa 4 anni) che se no poi io muoio e tu rimani da sola senza nessuno! Una tortura psicologica ho subito io, tant'è che ancora adesso io piango la notte quando penso alla morte. Insomma, una gabbia di matti quei due. Penso che non tutti dovrebbero fare figli...Io stò facendo di tutto per i miei figli, ma sentirsi rifiutate dopo aver dato l'anima non è il massimo

[#5]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile Signora,
la sofferenza che ha patito nella sua famiglia di origine pesa ancora, direi in maniera forte, sul suo presente e ancora non è stata elaborata, né risolta.

Come le abbiamo già detto sarebbe davvero opportuno che lei mettesse in conto un aiuto specialistico, continuando in questo modo il suo dolore non si spegne e soprattutto si riverbera sul quanto mette in atto nel rapporto con suo figlio. Rischia di consolidare dinamiche malsane che non aiutano suo figlio, anzi gli nuociono.
Dunque si faccia aiutare, per il bene suo, del suo bimbo (e anche della bimba) e di tutta la sua famiglia.

<Se ad esempio viene a casa la nonna paterna lui mi caccia via con la scusa che deve giocare con lei> Non crede che suo figlio le stia dando dei messaggi in questo modo?

Suo marito non le dice nulla? Si accorge della sua sofferenza e di quanto sta accadendo?
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#6] dopo  
Utente
Certo, si accorge di tutto, perchè io ne parlo liberamente con lui. In verità lui è il contrario mio, nel senso che i suoi genitori sono un modello di esempio, e pertanto lui non è per nulla ansioso e anzi, quando gli dico queste cose lui mi risponde dicendo che sono io che vedo le cose distorte perchè a suo parere io sono un'ottima mamma e mio figlio mi ama anche se non mi cerca sempre.
Io andai già in aiuto psicologico circa 12 anni fa, ma non trovai nessun giovamento, tranne che per la consapevolezza che probabilmente io odio più mia madre che mio padre. Inoltre lo psicologo mi fece disegnare l'albero ed io, ignara, disegnai un albero invernale, spoglio.
Attualmente non ho nessun amico perchè non mi fido di nessuno

[#7] dopo  
Utente
Vorrei capire che tipo di messaggi mi sta inviando mio figlio con il suo comportamento.
Mio marito pensa che il bimbo faccia così perché ha la mia presenza "sempre", e perciò vorrebbe stare un pò anche con gli altri.
È proprio così?

[#8]  
Dr. Magda Muscarà Fregonese

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Gentile signora," attualmente non ho nessun amico perchè non mi fido di nessuno" , però ha un marito affettuoso e positivo che comprende la situazione e le vuol bene, ascolti le sue parole oltre che le nostre, questo bambino ha una mamma che lo ama ed è perciò sicuro, per merito suo e questo è un grande successo che lo proteggerà tutta la vita, così cerca anche altri contatti, perchè vuole esplorare allargare il suo mondo, questo è il risultato del suo lavoro, cara.. nonostante la terribile infanzia è riuscita a far questo..
Per risarcire la bambina infelice che è stata, ci ascolti, si faccia aiutare a liquidare tutto questo suo dolore, a lasciarselo alle spalle, per poter vivere la vita più serena che si merita..
L'aspettiamo, ci faccia sapere..
MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

[#9] dopo  
Utente
Grazie per le risposte e per la vostra umanità..
Proprio stamane, al risveglio di mio figlio lui mi ha detto: mamma lo sai che io ti amo tanto?...A me ogni volta viene da piangere perchè io lo amo tantissimo...Ancora ricordo quando era piccolino e lo attaccavo al seno e accarezzandolo gli dicevo che lui era tutta la mia vita e che non lo avrei mai abbandonato...
Forse sono depressa, o forse ho paura di essere abbandonata da lui un giorno, non so, ma non riesco proprio a capire perchè quando siamo da soli mi dice che sono la sua mamma e che mi ama tantissimo e poi quando c'è qualche parente o semplicemente la logopedista mi dice vai via che io devo andare...

[#10]  
Dr.ssa Laura Rinella

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<non riesco proprio a capire perchè quando siamo da soli mi dice che sono la sua mamma e che mi ama tantissimo e poi quando c'è qualche parente o semplicemente la logopedista mi dice vai via che io devo andare...>

E' del tutto normale e fisiologico, necessario, fa parte della crescita del bambino, relazionarsi con gli altri al di fuori della mamma, ne ha assoluto bisogno per crescere.
Non le toglie nulla, non è né un tradimento, né le sta dicendo che non la ama, anzi, le sta indicando la strada.

Non costringa involontariamente suo figlio a darle rassicurazioni, eviti di imprigionarlo nella bolla di una relazione duale nella quale ogni suo tentativo di relazionarsi con altri viene interpretato erroneamente come un abbandono, una minaccia al legame.

Rifletta sulle parole di suo marito e sulle nostre, soprattutto non si fermi qui, ai nostri suggerimenti, davvero possono fare ben poco in merito a un dolore ancora troppo presente. Una sofferenza che le impedisce di vedere la situazione da una diversa prospettiva e inquina la sua possibilità di godere pienamente delle gioie della maternità e in particolare del rapporto con suo figlio.

Coraggio, non si privi di un aiuto necessario alla sua serenità e a quella di tutta la famiglia.
Legga questo articolo
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/153-perche-iniziare-una-psicoterapia.html
e se necessita di informazioni più specifiche ci faccia sapere

Un caro saluto



Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#11] dopo  
Utente
Grazie mille per le rassicurazioni, e sinceramente anche se sapevo in cuor mio che mio marito aveva ragione a dire quelle cose, ora ne sono ancora più convinta...A mio parere per avere un rapporto con mio figlio che escluda il mio sentirsi "abbandonata" ogni qualvolta lui volge lo sguardo altrove, sarebbe bene che io elabori questo mio comportamento errato come un lutto. E forse anche eliminare il fatto che io veda ancora mio figlio come un bambino piccolo che io possa tenere a me per sempre.
Vi chiedo se attraversare le varie fasi del lutto mi possano portare ad una nuova rinascita. Perchè in realtà mio marito merita una donna al suo fianco, non solo una madre per i suoi figli...
Potrei uscire da questa situazione andando in psicoterapia, ma chi mi dice che questa volta servirà davvero a qualcosa?

[#12]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile Signora,
anche se la precedente esperienza di terapia non ha portato i frutti sperati (tra l'altro non ci racconta i motivi), non dovrebbe abbandonare l'opportunità di rivolgersi nuovamente a un terapeuta.

Nessuno le può garantire a priori l'esito, frutto di un lavoro congiunto tra persona assistita e specialista e di un rapporto basato sulla fiducia reciproca. E' un incontro tra due persone che lavorano per raggiungere obiettivi specifici, che hanno come meta finale il benessere del Cliente.

Potrebbe iniziare ad informarsi, sentendo anche più di uno specialista, per comprendere le sensazioni che le rimanda e poi decidere a chi rivolgersi.

Il fai da te è sconsigliato, uno specialista la può guidare verso un percorso corretto.
Intanto può leggere questi articoli con informazioni utili per la scelta

https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1333-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico-parte-ii.html

Se crede ci può poi far sapere
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#13] dopo  
Utente
Grazie mille per i consigli.
L'approccio psicoterapeutico anni fa non ebbe esito "positivo" giacchè, ne sono molto convinta, che io parta svantaggiata sul piano iniziale. Cioè visto che non mi fido di nessuno, si ripresenta puntuale sempre lo stesso problema, cioè quasi sempre sovverto le altrui teorie. Questo nella vita mi ha dato molti dispiaceri, perchè ha portato anche gli altri a non fidarsi di me a pelle, ma da un altro lato mi ha portato anche tante soddisfazioni...Ho un lavoro che, anche se non mi piace, mi dà molti benefici economici ed inoltre è un posto di lavoro molto invidiato e che ho conquistato grazie alla mia diffidenza...
Voi credete che io possa arrivare a fidarmi di uno psicologo? Credo che la fiducia sia molto importante perchè se non mi fido non potrò mai seguire i consigli...
Inoltre al mondo d'oggi, andare in psicoterapia si potrebbe rivoltarmi contro qualora un domani non andassi più d'accordo con mio marito ci sarebbero degli "appigli" su cui lui potrebbe far leva in sede giudiziale per l'affido dei figli... Scusate se ne penso tante, ma a volte a pensar male ci si prende!

[#14]  
Dr.ssa Laura Rinella

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<Scusate se ne penso tante, ma a volte a pensar male ci si prende!>
Si quando è strettamente necessario, più che pensare male valutare le situazione attentamente, vagliando le ipotesi e non cercando solo conferme che le possano avvalorare, ma facendo anche il procedimento inverso, per capire se calzano.
D'altra parte si dovrebbe chiedere se vale la pena davvero di vivere in questo modo, sempre all'erta, magari privandosi di una vita sociale e relazionale in genere più soddisfacente. A quale prezzo?

Credo che le sue convinzioni andrebbero riviste, almeno per quanto attiene alla loro parte disfunzionale ed erronea, poiché potrebbero far parte del problema.

<Inoltre al mondo d'oggi, andare in psicoterapia si potrebbe rivoltarmi contro qualora un domani non andassi più d'accordo con mio marito ci sarebbero degli "appigli" su cui lui potrebbe far leva in sede giudiziale per l'affido dei figli..> e per l'appunto anche questa, andare in psicoterapia o consultare uno psicologo non significa dare appigli per farsi togliere i figli, sono ben altre le motivazioni e procedure...e quando il caso lo richiede

La motivazione comunque dovrebbe partire da lei e dalla ricerca del suo benessere e di quello familiare, in particolare per i suoi figli, oppure vuole continuare così?
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#15] dopo  
Utente
Grazie di avermi dato grandi spunti di riflessione.
La scelta adesso appare obbligata.
Psicologo o neuropsichiatra? So che l'uno è medico e l'altro no, ma vorrei capire se il mio problema necessita dell'uno o dell'altro.
Grazie

[#16]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Legga questo interessantissimo articolo che risponde in modo esauriente alla domanda che pone.
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1404-quale-professionista-psi.html

Se ha ancora dubbi ci faccia sapere.
Dr.ssa Laura Rinella
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