Utente cancellato
Buonasera, come potete vedere dai precedenti consulti ho il classico problema d'ansia oltre che la difficoltà a tollerare delle fantasie a sfondo omosessuale nell'ultimo anno. Ho deciso di affrontare con un altro terapeuta (visto che quella attuale non è in servizio) non appena le mie finanze me lo permettono di iniziare. Quando un terapeuta esprime un parere sull'orientamento sessuale del paziente (preso dal dubbio), capita di mentire in un primo momento oppure è sempre diretto e sincero con il paziente fin dalle prime volte? E' così difficile che un terapeuta si sbagli?

Nel mio caso, per esempio, la terapeuta continua a dire che non sono omosessuale, mi sembra strano, fatico a crederci (ma non riesco a riconoscermi neanche come omosessuale).. E' assurdo eccitarsi (e raggiungere l'orgasmo) con fantasie omosessuali solo quando c'è la figura femminile accanto e non sentire nulla (ma proprio nulla) con materiale esclusivamente omosessuale...

Mi è capitato di leggere consulti in cui i ragazzi dichiarano di avere fantasie omosessuali e terapeuti che rispondevano che potrebbe trattarsi di un disturbo d'ansia o mettersi alla prova o altri motivi che non ricordo. Mi chiedevo se non è una risposta per calmare temporaneamente l'ansioso...

[#1]  
258944

Cancellato nel 2016
Gentile Utente,

pensa davvero che coloro che svolgono una professione di aiuto come quella di psicologo/psicoterapeuta possano mentire a chi li interpella?

Sarebbe un comportamento incoerente con gli scopi della professione, non crede?

Certamente questo Suo timore suggerisce una certa mancanza di fiducia e una mancanza di sicurezza in se stesso, che si aggiungono ai dubbi sul proprio orientamento sessuale e all'ansia.

Credo che la fiducia sia l'aspetto da affrontare in primis, poiché se non dà fiducia a chi sta cercando di aiutarla non otterrà nessun tipo di miglioramento.

Piuttosto, se per qualsiasi motivo non si trova bene con un/a particolare professionista ne interpelli altri.


[#2] dopo  
296143

dal 2014
La ringrazio della risposta dottore. No il punto non è la terapeuta in se quanto la mia tendenza alla certezza assoluta che mi farebbe dubitare all'infinito (è da dieci anni che va avanti questa storia, l'ho "rimossa" in adolescenza, e nell'ultimo anno l'ho presa seriamente).

<<pensa davvero che coloro che svolgono una professione di aiuto come quella di psicologo/psicoterapeuta possano mentire a chi li interpella?>>

Non saprei, non essendo del mestiere ho pensato che poteva essere un modo per smantellare l'ansia iniziale e poi far si che il paziente se ne renda conto da solo di come stanno le cose... le classiche domande: "e se me lo stesse dicendo per tranquillizzarmi? E se stesse sbagliando? E' un essere umano dopo tutto..."

E' assurdo che pensi questo, nonostante tende ad anticiparmi con i pensieri e non si è mai sbagliata su tante cose in passato.... si tende a vivere il peggio quando si è ansiosi...

<<Certamente questo Suo timore suggerisce una certa mancanza di fiducia e una mancanza di sicurezza in se stesso, che si aggiungono ai dubbi sul proprio orientamento sessuale e all'ansia.>>

In base alle proprie esperienze di vita si creano dubbi e sicurezze... perciò se con l'altro sesso è stato sempre cilecca o poco soddisfacente (quelle poche volte che ci sono andato), oltre alle fantasie che cambiano, di certo qualche domanda inizio a farmela seriamente...

<<Piuttosto, se per qualsiasi motivo non si trova bene con un/a particolare professionista ne interpelli altri.>>

Lo farò appena posso, ma non chiudo i contatti con quella attuale.

[#3]  
Dr. Giuseppe Del Signore

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Le sue domande ossessive sono probabilmente legate ad una psicopatologia (disturbo d'ansia).

>>E' assurdo eccitarsi (e raggiungere l'orgasmo) con fantasie omosessuali solo quando c'è la figura femminile accanto e non sentire nulla (ma proprio nulla) con materiale esclusivamente omosessuale..<<
se le cose stanno così invece di "arrovellarsi" il cervello sul suo orientamento sessuale, dovrebbe a mio avviso affrontare il suo modo di relazionarsi con l'altro sesso per comprenderne le dinamiche profonde. Tutto questo chiaramente all'interno di un percorso di psicoterapia.

Se il suo psicoterapeuta sostiene che lei non è omosessuale se ne dovrebbe fare una ragione e iniziare a riflettere su "altro", ossia su contenuti più significativi.






Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

[#4] dopo  
296143

dal 2014
"se le cose stanno così invece di "arrovellarsi" il cervello sul suo orientamento sessuale, dovrebbe a mio avviso affrontare il suo modo di relazionarsi con l'altro sesso per comprenderne le dinamiche profonde. Tutto questo chiaramente all'interno di un percorso di psicoterapia. "

E' quello che mi ha detto di fare... da quello che mi ha detto, si tratta di scarsa fiducia nel "mio essere uomo" e immedesimazione nella donna in quanto figura debole (in base agli stereotipi)... una sorta di narcisismo da quello che ho capito..

in un primo momento prendo fiducia, poi mi scoraggio e metto tutto in dubbio "E se gli avessi fatto capire quello che non è?"... Poi le paure sono confermate dalla masturbazione e da fantasie ambigue (una volta erano pensieri o scherzi tra adolescenti)...

Cmq grazie di tutto... vedo cosa riesco a fare appena posso...

[#5]  
Dr. Jacopo Campidori

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Salve.
La professione che svolgiamo è una professione che nasce per aiutare l'Altro, per fornire degli strumenti affinchè il paziente abbia maggiore conoscenza e consapevolezza di sè, laddove riscontri un problema, per affrontarlo o per imparare a conviverci e quindi gestirlo. Non sarebbe efficiente mentire. Detto questo, io mi domanderei il perchè dei dubbi su ciò che le viene restituito nella terapia. Le viene detto che non è omosessuale ma continua a dubitare di questo, non sul fatto che però lei lo sia o meno, ma sul fatto che non le venga detta la verità. A mio parere, ipotizzando sembrerebbe che lei non si ritrovi nel riscontro, in ciò che le viene detto ma è più facile forse dubitare dell'altro che di se stessi. A questo punto le chiederei che peso possa avere per lei essere o meno omosessuale, magari intendo, potrebbe ruotare tutto intorno alla difficoltà nell'accettarlo. Io le consiglierei di continuare la terapia, indubbiamente, ma di trovare il modo di approfondire questi sentimenti. Si è mai chiesto, se forse, l'ansia non derivi dal trovare difficile accettare l'omosessualità, un cambio nella sua vita non di poca importanza? e questo sarebbe del tutto normale, come normale anche l'ansia che dice di provare. Non abbandoni la strada intrapresa e ne abbia fiducia, fiducia anche in se stesso.




Nella speranza di esserle stato utile,
le porgo cordiali saluti.
Dr. Jacopo Campidori - Psicologo Psicoterapeuta
Direttore de: www.glipsicologi.info

[#6] dopo  
296143

dal 2014
Grazie dell'intervento Dr.Campidori.

<< io mi domanderei il perchè dei dubbi su ciò che le viene restituito nella terapia.>>

Perchè a volte ho la sensazione di mentire a me stesso e di essere così in grado di farlo da far credere veramente ciò che voglio far credere (infatti alla terapeuta gli dico di insistere, di farmi domande a trabocchetto e lo faceva, ma lei continuava a essere sempre più sicura che non lo fossi). Comunque non sono in terapia in questo momento.

<<A mio parere, ipotizzando sembrerebbe che lei non si ritrovi nel riscontro>>

Quando mi viene dato il riscontro mi ritrovo, tutto "luccica" e sono sereno.... dopo un pò tendo a rimuovere tutto, quando mi ritrovo di fronte una ragazza o davanti a filmati hard eterosessuali che l'occhio va verso il pene e l'eccitazione aumenta, a volte anche a raggiungere l'orgasmo... è lì che riparte il tarlo... ma la cosa buffa è che con filmati hard gay o con uomini nudi non reagisco oppure perdo erezione... Non so se è un tentativo di fuga la donna... però non mi capita mai di eccitarmi stando vicino ad un uomo nella vita quotidiana... con la donna si...

<<che peso possa avere per lei essere o meno omosessuale, magari intendo, potrebbe ruotare tutto intorno alla difficoltà nell'accettarlo.>>

Premesso che rispetto chi si trova bene in quello stato (ho anche amici) Provo a spiegare per arrivare a descrivergli il mio stato.

Cioè ho preso cotte fin da bambino verso bambine (ero attratto sessualmente anche da donne in famiglia o qualche mamma di un amico) e mai per ragazzi. Ci capitava con un mio parente coetaneo di fare delle esplorazioni sessuali tra noi in mancanza di donne (masturbazioni a vicenda) ma poca roba. Finchè una volta si mise a masturbarmi e mi fece raggiungere l'orgasmo. Da allora mentre mi masturbavo pensando a donne avevo fantasie intrusive nella masturbazione riguardo quell'evento o immagini di eventi simili e sembrava eccitarmi di più. Con le ragazze non andavo d'accordo e a 15 anni mi chiesi "non è che sono gay?", ma era una momento casuale, venne fuori dal nulla... Mi si aprì un mondo pieno di fobie e paure, ripensando a quello che è successo anni prima...

Per tornare al punto di partenza, è frustrante nascere maschi e diventare "femmina"... una sconfitta che non può che abbassare l'autostima, specie se le ragazze le vedi belle, attraenti, vorresti farci chissà cosa ma ti senti castrato (ripensando alle fantasie parte il tarlo che non è per te).... Scusate se ho divagato. So che non è una terapia online...

[#7] dopo  
296143

dal 2014
Chiedo scusa se scrivo ancora... ci ho pensato... deve essere così

<<lei non si ritrovi nel riscontro.... potrebbe ruotare tutto intorno alla difficoltà nell'accettarlo>>

è l'unica spiegazione concreta che unisce tutti i puntini. A tutte le altre cause (traumi, fantasie compensatorie, etc) non ci credo. Si preferisco vederla così. Forse ero così convinto di essere eterosessuale che non manifesto (neanche negli atteggiamenti o nelle condotte) l'omosessualità che trova sfogo nelle fantasie, nella pornografia o nelle situazioni ansiose in cui lo sguardo si focalizza su persone dello stesso sesso. Forse prima era in uno stato di latenza, ecco perchè la paura delle figure falliche che mi veniva ogni tanto... Anche se non è che abbia tutta questa voglia di toccare un uomo se non per vedere cosa succede veramente... L'unica cosa che non capisco è "come fanno gli omosessuali fieri di esserlo ad arrivare a star bene con se stessi, a me sembra un film dell'orrore..."

A questo punto preferisco stare alla larga dal sesso, forse non sono ancora così maturo da accettare la mia condizione e quindi faccio fatica a capire... vediamo cosa riesco a fare quando riprendo la terapia..

Ringrazio tutti delle risposte.
Saluti.

[#8]  
Dr. Giuseppe Del Signore

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Le sue descrizione assomigliano a dei pensieri ossessivi (disturbi d'ansia) che andrebbero trattati in psicoterapia.

Non credo sia utile continuare a riflettere sulla questione senza l'aiuto di uno psicoterapeuta, non fa altro che confondersi ancora di più.

La sua problematica non è tanto l'omosessualità, quanto il disturbo d'ansia che le crea questi pensieri ossessivi.







Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
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[#9] dopo  
296143

dal 2014
<<La sua problematica non è tanto l'omosessualità, quanto il disturbo d'ansia che le crea questi pensieri ossessivi. >>

In un precedente consulto lei mi ha risposto che l'ossessione non esclude l'omosessualità... dev'essere così visto che le eccitazioni ci sono... ho anche letto che la masturbazione è il primo indice di orientamento sessuale, il punto è che non è facile da digerire in quanto non mi ci vedo (cioè non coincide con l'immagine che ho di me e con parte del mio passato)... ma non so che strada prendere, perchè con un maschio non ho tanta voglia di andarci (se non per vedere se è tutto vero), ci ho provato ma mi prende ansia, vorrei scappare e non ho erezione, con le donne sento di non avere abbastanza "energia" da quando ho questi dubbi, anzi visto che sono cascato nel dubbio non voglio instaurare una relazione con una donna, ho paura di coinvolgerla e farle del male in futuro.... è un inferno, perchè qualunque strada prenderò finirò intrappolato, non c'è via d'uscita... perciò a volte vorrei ritardare il più possibile... questa è repressione...


<<Non credo sia utile continuare a riflettere sulla questione senza l'aiuto di uno psicoterapeuta, non fa altro che confondersi ancora di più.>>

E' quello che farò appena posso... la ringrazio.
Saluti

[#10]  
Dr. Mauro Bruzzese

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Gentile utente,
intervengo seppur in ritardo perchè mi hanno colpito le sue considerazioni e ho provato a rifletterci su e provo ad essere molto diretto sperando di non risultarle brusco.
La quota ansiosa ovviamente c'è ma questo già lo sa.Così come l'ossessività e le rimuginazioni considerando lo storico degli interventi.
Dal mio canto sinceramente sono molto combattuto e anche contrario al che uno psicoterapeuta dica al paziente il suo orientamento sessuale.
L'essere umano si stende lungo un continuum identitario e sessuale continuo e contiguo e la sessualità è davvero molto complessa ,talora invischiata e non cristallizzata per sempre come un marchio indelebile.
Leggendo quello che ha scritto su come e dove trova eccitamento io interpreterei tutto quanto in questa ottica: finora si è esclusa una presunta omosessualità (seppur egodistonica) ponendo l'accento esclusivamente a un disturbo ansioso e a pensieri intrusivi -che ci sono è chiaro- perchè nelle sue fantasie figuravano persone femminili, così come nei video porno che guarda vi sono insieme a uomini sempre delle donne, mentre ha dichiarato che dai video esclusivamente omosex non trae nessun eccitamento.

Secondo una mia personale interpretazione il tutto sta nella dimensione del "maschile", del "virile" e in tutto ciò che lei pensa degli omosessuali ( in una replica ha risposto che il loro mondo sembra un film dell'orrore e in un'altra ha fatto confusione dicendo in soldoni come si fa a nascere uomini e poi diventare femmine, confondendo identità di genere e orientamento sessuale che sono cose distinte e in un'altra ancora parla di non manifestare negli "atteggiamenti" di poter essere gay come se ci fosse un atteggiamento omosessuale...in questo trovo che ci sia molta omofobia interiorizzata che andrebbe esplorata!) detto questo ho letto in un suo altro consulto una sua fantasia rivelatrice -è come se io fossi in una sorta di triangolo la "compagna" di un'altra donna che facciamo godere un uomo-. Secondo me il punto è questo. Lei non si eccita con i film di soli uomini perchè non ritenuti all'altezza, non sono per lei "uomini veri" virili, uomini che vanno con le donne, nel suo mondo fatto soltanto di eterosessuali (in un altro consulto dice fa nulla se dovessi essere omosessuale pazienza significa che avrò altre soddisfazioni nella vita...il che la dice lunga... ) è ovvio che non può eccitarsi con due gay che fanno sesso.
Lei si eccita se c'è una donna non perchè sia la donna di per sè ad eccitarlo ma perchè quella donna è la protesi dell'uomo virile, un uomo che va con una donna e non (secondo la sua personale e me lo permetta limitata considerazione) uomo a metà, "nato uomo e diventato femmina". In questa ottica io leggo le sue fantasie. Quindi ricapitolando direi che sarebbe opportuno lavorare oltre che su queste enormi quote ansiose anche sull'omofobia interiorizzata e ricollocare nelle giuste caselle il tutto per fare molta chiarezza e attenzione e non porre il tutto su "in che casella sono" che trovo molto limitante, ma comprendere i nostri oggetti di eccitazione, saperli gestire e non temerli e quando invece li temiamo affrontare queste paure perchè solo da questa esplorazione potrà nascere un uomo nuovo e "uomo vero" per il suo percorso di vita e non per altro.
Cordiali saluti
Dr. Mauro Bruzzese,
psicologo, esperto in psicodiagnostica clinica e forense

[#11] dopo  
296143

dal 2014
La ringrazio dell'intervento dottore. Probabilmente ha ragione su molti punti.

<<Dal mio canto sinceramente sono molto combattuto e anche contrario al che uno psicoterapeuta dica al paziente il suo orientamento sessuale.
L'essere umano si stende lungo un continuum identitario e sessuale continuo e contiguo e la sessualità è davvero molto complessa ,talora invischiata e non cristallizzata per sempre come un marchio indelebile.>>

La mia terapeuta ha visto riemergere il problema (ansia o ossessioni) nato in adolescenza, rimosso e rimasto latente per dieci anni. Nel percorso di terapia mi ha visto soffrire per rifiuti da parte di ragazze o mancato approccio corretto da parte mia oltre che infantilismi vari. Ero andato da lei perchè ero bloccato con l'altro sesso.

<<L'essere umano si stende lungo un continuum identitario e sessuale continuo e contiguo e la sessualità è davvero molto complessa ,talora invischiata e non cristallizzata per sempre come un marchio indelebile.>>

Vero, come tutte le cose, però alla maggior parte delle persone non succede.

La sintesi da quello che ho capito è: "accettati, non nasconderti dietro un eterosessualità stereotipata". L'omofobia (solo interiorizzata, perchè ho amici gay) c'è. Lo farei volentieri se ci riuscissi, in quanto non mi tornano alcune cose:

1) Nell'infanzia mai avuto dubbi sulla mia maschilità, spiavo le donne della mia famiglia mentre facevano la doccia, mi innamoravo di compagne di scuola, fantasticavo su figure femminili nei cartoni animati etc... non avrei MAI pensato che mi sarei ritrovato in queste situazioni.

2) Nella fase puberale le mie prime masturbazione erano rivolte a ragazze (e nella fantasia il virile ero io), e le mie trasgressioni alle medie erano rivolte alle ragazze con cui litigavo spesso a scuola o per strada. Non c'erano uomini e non ero in secondo piano, e nemmeno quando ci masturbavamo in gruppo con gli amici c'erano particolari problemi (è verò però che io ci mettevo un pò a raggiungere l'orgasmo, forse era omosessualità latente).

3) Non mi sarei dovuto innamorare di un uomo? Non è mai successo eppure ho frequentato una scuola maschile per 5 anni... nè tantomeno ho avuto un erezione per un uomo dal vivo. Perchè con la donna si?

A questo punto la cosa migliore è andare seriamente con un uomo e vedere che succede... anche se mi fa paura l'idea.... perchè il mio problema nella pornografia è il pene... da una certa età in poi nell'adolescenza nelle fantasie è calata l'attrazione per i genitali femminili e aumentata per quelli maschili.... sicuramente non sono eterosessuale... grazie di tutto.

[#12] dopo  
296143

dal 2014
Scusate, vorrei chiedere una cosa, se il mio è un problema di omosessualità latente,dovrei provare piacere ad avere un rapporto completo con un uomo al di là dei pregiudizi? Avrei delle risposte se provo a fare un esperienza del genere? Con le donne sono sicuro che mi ecciterei (al di là dell'esito) ma non so cosa c'è dall'altro lato nella realtà... Poi magari ci lavoro dopo sull'accettazione... pensavo di spingermi perchè vorrei tagliare la testa al toro, visto che al momento non posso fare altro... se non è così mi rimane come esperienza...

[#13]  
Dr. Mauro Bruzzese

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Se non ci fossero tutte queste "limitazioni sociali" storiche che poi diventano limitazioni personali, avrebbe già fatto questa esperienza ma non l'avrebbe fatta nel ruolo attivo come ha raccontato nel consulto non provando nulla (perchè l'altro che si abbassava a farle un rapporto orale per lei probabilmente non era considerato uomo abbastanza) bensì nel ruolo passivo.

<<Vero, come tutte le cose, però alla maggior parte delle persone non succede. >> Beh dipende. Nel sesso magari il transito di orientamento sessuale, passare da eterosessuale a gay ,potrebbe essere più raro ma vi sono comunque molti casi di uomini sposati o con un passato eterosessuale che poi intorno ad un età più adulta dapprima fanno una doppia vita per poi separarsi/divorziare e magari vivere con il proprio compagno o molte donne che poi si scoprono lesbiche. Come è vero che la sessualità non è mai banale: essa talora cambia con il tempo, gli oggetti di eccitazione cambiano, anche nell'ambito di uno stesso orientamento ciò che ci eccita a 20 anni non ci eccita a 40 ... è anche un poì il bello della complessità umana.


Nel punto 1 di nuovo torna a manifestare la sua paura e confonde maschilità con eterosessualità e di nuovo una punta di omofobia interiorizzata <<Nell'infanzia mai avuto dubbi sulla mia maschilità, spiavo le donne della mia famiglia mentre facevano la doccia, mi innamoravo di compagne di scuola, fantasticavo su figure femminili nei cartoni animati etc... non avrei MAI pensato che mi sarei ritrovato in queste situazioni.>>

Del punto 2 mi colpisce che erano ragazze con cui litigava (quindi se vogliamo un po' "maschili convenzionalmente" o perlomeno aggressive...)

Per il punto 3 beh dipende ci sono molte persone di qualsiasi genere e orientamento che passano tutta la vita senza mai essersi innamorate...


Non sono sicuro che un'esperienza con tutti questi dubbi nella testa e queste ansie possa esserle di giovamento. Io sarei davvero più propenso nel lavorare con un terapeuta dal vivo appena avrà possibilità di farlo con tutto questo e per questa sua omofobia interiorizzata e su queste scissioni che vive...
Dr. Mauro Bruzzese,
psicologo, esperto in psicodiagnostica clinica e forense

[#14]  
Dr. Giuseppe Del Signore

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>>..se il mio è un problema di omosessualità latente..<<
mi scusi come fa a saperlo? Se è una sua supposizione credo debba essere messa da parte e casomai valutata direttamente con un Collega di persona.

>>Avrei delle risposte se provo a fare un esperienza del genere?<<
questi sono dei "test" che non possono aiutarla a comprendere meglio la sua condizione.

>>In un precedente consulto lei mi ha risposto che l'ossessione non esclude l'omosessualità..<<
questo è vero, ma quello che emerge dai consulti, lungi dal formulare una diagnosi, è l'ossessione.

Accettare la sua "presunta" (ipotetica) omosessualità potrebbe essere un problema per lei?








Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
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[#15] dopo  
296143

dal 2014
<<mi scusi come fa a saperlo? Se è una sua supposizione credo debba essere messa da parte e casomai valutata direttamente con un Collega di persona.>>

1) L'ho letto su internet storie di ragazzi che si riscoprono gay quando neanche lo sospettano.

2) Parto dal presupposto che un eterosessuale non si eccita con figure falliche nella pornografia. "Stranamente" da adolescente spostai l'eccitazione dall'organo femminile sul sedere femminile e sulle curve.

<<Accettare la sua "presunta" (ipotetica) omosessualità potrebbe essere un problema per lei? >>

In un certo senso si. Perchè disturberebbe la mia identità e perchè mi impedirebbe di accedere al sesso opposto. Non potrò mai più innamorarmi di una ragazza. Ed è come finire a letto con "mio padre" o con qualche fratello. Inquietante.... E' castrante... Immagini che lei provasse ad essere attratto dai peni nelle fantasie senza che sia attratto dall'uomo.

@Dr Bruzzese:

<<Nel punto 1 di nuovo torna a manifestare la sua paura e confonde maschilità con eterosessualità e di nuovo una punta di omofobia interiorizzata >>

Allora non ha capito. Da bambino sentivo parlare di maschi che si innamoravano di altri maschi. Pensavo che fosse una leggenda metropolitana, mi sembrava impossibile. Nella prima adolescenza mi masturbavo con video lesbo (quelle delle televendite della mezzanotte nelle tv locali) e immaginavo di essere come loro a volte (per essere accettato).

<<Del punto 2 mi colpisce che erano ragazze con cui litigava (quindi se vogliamo un po' "maschili convenzionalmente" o perlomeno aggressive...) >>

In un certo senso si. Ma le posso garantire che erano le curve e la dolcezza della donna ad eccitarmi (mi ricordavano la madre e le sorelle più grandi).

<<avrebbe già fatto questa esperienza ma non l'avrebbe fatta nel ruolo attivo come ha raccontato nel consulto non provando nulla>>

Nelle esplorazioni infantili ci hanno provato a mettermi un pene in bocca ma lo rifiutai spontaneamente... e non sapevo dell'esistenza dell'omosessualità ancora.... erano quei giochi di cui parlavo prima... ma avevo fantasie intrusive nella masturbazione riguardo l'evento.

<<Per il punto 3 beh dipende ci sono molte persone di qualsiasi genere e orientamento che passano tutta la vita senza mai essersi innamorate...>>

E i gay si innamorano di ragazze, le pensano il pomeriggio e non vedono l'ora di tornare a scuola per rivederle con il batticuore, per poi piangere se rifiutati?

Può darsi comunque che ha ragione.... solo che non capisco una cosa... come mai la notte non ho mai fatto sogni omosessuali, mentre eterosessuali mi capita tutt'ora? E' così potente l'autoconvinzione di un gay che non si accetta?... Infatti per non illudermi preferisco vedermi come gay che non si accetta....

[#16]  
Dr. Giuseppe Del Signore

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>>L'ho letto su internet..<<
le suggerisco di non leggere testimonianze di altri, ogni storia è un discorso a se. Lei cerca di informarsi on-line per dare un senso alle sue esperienze, ma mi sembra chiaro che oltre a non riuscire in questo intento si lascia anche "suggestionare" da vicende altrui (questo origina le cosiddette "fissazioni"). Questi comportamenti sono tipici dei soggetti ansiosi.

>>Parto dal presupposto che un eterosessuale non si eccita con figure falliche nella pornografia.<<
parte dal presupposto sbagliato, non è certo dalla pornografia che si può discriminare questa cosa, soprattutto se il suo punto di vista è "mediato" da pensieri ossessivi, ossia quelli che la fissano a riflettere su quanto tempo si è soffermato ad osservare un pene piuttosto che una vagina.







Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
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[#17]  
Dr. Mauro Bruzzese

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Beh in questo momento è innamorato?
Su come la sessualità possa modificarsi con il tempo già ho scritto sopra... quindi sì sicuramente ci sono gay che sono stati innamorati di ragazze ai tempi della scuola...
Per quanto riguarda il punto 1 su cui c'è un fraintendimento, intendo che lei confonde maschilità con eterosessualità ("non avevo dubbi sulla mia maschilità" )un gay potrebbe essere maschilissimo o anche un sex symbol per molte donne per la sua virilità come nel caso di attori molti attori gay ... non è questione di maschile e femminile.
I sogni omosessuali potrebbero capitare anche a eterosessuali e viceversa, lei non ha mai fatto sogni omosessuali?
Chi ha provato a fargli fare un rapporto orale?
E in che senso dice volevo essere come loro per essere accettato? (Riferendosi ai video lesbo...)
Dr. Mauro Bruzzese,
psicologo, esperto in psicodiagnostica clinica e forense

[#18] dopo  
296143

dal 2014
No... Qualche anno fa sono rimasto male per una ragazza che ha scelto un altro per me, ma da allora nulla... Sono emerse queste fantasie e stavolta ho deciso di scavare... Con le lesbiche volevo avere il corpo da donna visto che loro erano lesbiche per interagire con loro.. Infatti nella prima adolescenza usavo quel tipo di video... Per quanto riguarda il sesso orale parlo dei rapporti esplorativi nell'infanzia con i cugini.. Facendo finta che fosse una mia parente che mi piaceva... E lui provó a mettermi il pene in bocca e mi rifiutai di scatto... La cosa strana è che dal vivo non provavo eccitazione se non immaginavo che lui fosse mia cugina... Negli anni successivi avevo fantasie intrusive nella masturbazione, mi aumentava l'eccitazione e non capivo il perchè dato che i ragazzi non mi attraevano nè riuscivo ad immaginare un ragazzo come compagno... I ragazzi li preferisco come amici...

[#19]  
Dr. Mauro Bruzzese

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Sicuramente è un episodio che data sua forte valenza aggressiva e sessuale le è rimasto scolpito dentro. Mi colpisce anche questo suo immedesimarsi in una donna per interagire con loro.
Io direi che di carne al fuoco ne abbiamo messa tanta anzi tantissima, abbiamo compreso molte cose: la fissazione eccitatoria verso il pene maschile (ma nessuna verso l'uomo in toto) e tutto quanto abbiamo detto finora circa le quote ansiose.
Lei sa benissimo perchè non è un giorno che ci frequenta ma è oltre un anno che in questo modo on line non se ne esce.
Sicuramente sono stati offerti input da parte nostra e lei è sempre stato molto corretto nel saper valutare cosa accogliere e cosa respingere.
Io sono del parere che una valutazione costante e continua dal vivo con uno specialista possa senz'altro giovarle appena potrà ... Ha già scelto il terapeuta da cui andrà?
Dr. Mauro Bruzzese,
psicologo, esperto in psicodiagnostica clinica e forense

[#20] dopo  
296143

dal 2014
Quindi sono un omosessuale represso.. Pace.... Tutto sommato c'è una cosa bella: se non altro non soffro per ragazze.. Non sono nemmeno geloso più... È come sognare di diventare calciatore, appassionarsi al calcio e ritrovarsi paralizzato... Le donne non sono per me... Se non nei sogni... Per egoismo non voglio rovinare la vita a qualcuna, quindi staró alla larga da loro... Se un giorno avró coraggio andró con un uomo, se cambio prospettiva bene, male che vada faccio la finita... Comunque il terapeuta sarà approccio breve strategico... Grazie comunque dottore...

[#21] dopo  
296143

dal 2014
Buonasera dottore, ma secondo lei è normale che vado in erezione e mi senta attratto (come se volessi toccare)mentre abbraccio una donna gli stringo la mano e sento il suo profumo? Mi è successo oggi... Perchè con un uomo non mi è mai successo? Perchè gli uomini dal vivo non li guardo spontaneamente e tendo a guardare il sedere e le gambe delle ragazze o donne mature? È così potente l'influenza sociale? Eppure ho passato la giornata con amici virili, li ho visti anche in boxer senza sentire nulla.. non sento attrazione ma una sorta di invidia e sicurezza... L'ansia era legata al discorso fatto quando pensavo a questo post.. Neanche il suo discorso mi torna.... Ha esperienza con queste patologie o è solo teoria e ipotesi? (Ho visto che si è laureato nel 2011)...

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Dr. Giuseppe Del Signore

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Le sue domande sono "ridondanti" e continuare a rispondere mi sembra alquanto inutile, visto che ha già scelto di andare in psicoterapia. Se vuole dare un senso alla sua esperienza (e alla sua confusione) il percorso psicoterapico è una valida alternativa.







Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
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[#23] dopo  
296143

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Si lo so... È che quei momenti che provo quelle sensazioni verso le ragazze mi sento a casa... Solo che mi sembra un incubo tutta questa storia, ansia di non poterle avere, mi sembra di vivere una vita non mia... Non potendo iniziare una psicoterapia mi faccio prendere dalle compulsioni di scrivere qui o alla terapeuta.. Se sn gay lo accetto se non posso fare altro ma devo sentirmi a casa, non da schifo.. Scusate sn momenti di inferno...

[#24]  
Dr. Giuseppe Del Signore

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Se non riesce a far fronte alla sue compulsioni e il carico d'ansia risulta difficile da gestire, potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di affiancare una cura farmacologica (consulenza psichiatrica) alla psicoterapia.

Comprenderà bene che se tutti i suoi sforzi di gestire le angosce non hanno dato i risultati sperati, l'unica soluzione è quella di iniziare a fare qualcosa di concreto, cambiare strategia, ossia entrare nell'ottica di farsi curare. Altrimenti il suo atteggiamento assomiglia a quello di "un serpente che si morde la coda".








Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
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[#25] dopo  
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Buonasera, non avevo voglia di scrivere, in quanto ho finalmente capito che scrivere online è deviante, ma lo faccio per aggiornare questo consulto... sto seguendo la terapia farmacologica e sono stato visitato da uno psichiatra tempo fa... ha diagnosticato le stesse problematiche della mia terapeuta, per il momento inquadra tutto in un contesto eterosessuale con tendenze alla sottomissione (da parte di una donna), l'ansia è sotto controllo, le fantasie tornano un pò alla normalità (quella del cuckold rimane, appresa dai video hard, spero che rimane solo una fantasia, mi fa paura), la cosa è iniziata a scemare. Molte cose iniziano ad avere un senso, non provo ansie strane a stare con gli altri, anche se noto bella qualche persona del mio stesso sesso (senza nessuna eccitazione), guardo spontaneamente le ragazze, mi fanno un pò paura (insomma tutto come prima)..., quindi respingo fortemente alcune ipotesi fatte su una presunta omosessualità egodistonica.. probabilmente il mio problema è opposto... fossi stato veramente omosessuale avrei già risolto da tempo (dato che, alla fine, avrei tutte le condizioni favorevoli ad una vita omosessuale, a partire da un parziale appoggio familiare e finire alle amicizie)..

Ho capito che le fantasie "omosessuali" (se così le posso definire, anche se sono più "femdom" con qualche sfumatura bisex di sottomissione) hanno dei significati in base al vissuto della persona, con il tempo possono cambiare, ed entrano in gioco vari fattori, anche esterni al proprio orientamento. Per esempio più si ha paura di eccitarsi con una cosa, più ci si eccita... mi succedeva anche con le cugine.... la mente non conosce il "no"... entra in gioco la perversione...

Almeno per ora, dal vivo non ho mai avuto eccitazioni per uomini nè voglia di baciarli o chissà che (se non per compulsione e test) al contrario di come succede con le donne.. Non mi preoccupo nemmeno di riscoprirmi omosessuale in futuro, anche se l'idea non è che mi piaccia più di tanto, ma non sono io a deciderlo... preferisco essere coccolato da una donna... vedremo cosa viene fuori, vado avanti..