Probabile disturbo bipolare ii e relazione naufragata

Buongiorno
Sono approdato su queste pagine per ottenere una spiegazione più distaccata e razionale di ciò che sta accadendo e magari anche qualche parola di conforto.
Ho 35 anni. Per poco meno di 5
ho frequentato una donna di 4 anni più vecchia di me, con un matrimonio alle spalle, senza figli.
Il rapporto è stato bruscamente interrotto da lei recentemente, fuggendo senza dar apparente spiegazione.
Per farVi comprendere meglio la situazione, in questi ultimi due anni, la mia ex compagna è andata incontro a problematiche emotive piuttosto forti.
(avvocato) Donna di successo molto apprezzata, grandissima lavoratrice (sarà a breve dirigente) , è stata costretta in passato, date le circostanze, a "subire" dissidi sul lavoro molto intensi e logoranti.
Nello stesso arco di tempo ha perso il padre per grave malattia, un lutto secondo me non elaborato e non condiviso ne con la famiglia ne con il suo compagno (rapporto di assoluta sudditanza psicologica dalla madre. Sente la necessità di giustificare ogni sua decisione in merito alla propria vita). Dopo qualche mese, affidandosi al medico curante, ha deciso di intraprendere un percorso farmacologico. (seurepin + EN) per un mese.
Dopo il mese di terapia, la situazione secondo il suo parere sembrava "risolta".
Nulla di più sbagliato! Ha iniziato a giocare on Line su siti di scommesse. Io allarmato, ho cercato di aiutarla e tenerla sotto controllo... Lei a detta sua capace di autogestirsi, non ha accettato alcun aiuto/consiglio. La situazione è degenerata nelle settimane fino a perdere oltre 60mila euro.(cifra che mi è stata comunicata nel momento in cui lei ha smesso di giocare per mancanza di fondi. Io ero a conoscenza di una somma decisamente inferiore. Ha tenuto nascosta la compulsione fino al danno irreparabile)
Io impotente e non nella facoltà di impedire che ripulisse il suo conto bancario, ho interpellato il fratello e amici più stretti ma senza ricevere alcun supporto da parte loro.
Dopo questo episodio, un nuovo crollo psicofisico. Ha voluto quindi di nuovo affidarsi agli psicofarmaci, probabilmente non sopportando il senso di colpa.

Segue...
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Quella che lei descrive sembrerebbe una dipendenza da gioco d'azzardo, ma da qui non possiamo sapere se si tratta anche di un disturbo bipolare. Le diagnosi on-line non possono essere fatte.

Bisognerebbe dare la possibilità a questa donna di essere seguita da uno psichiatra e non dal medico di base, per poi affiancare un trattamento psicoterapico.

Come mai ha pensato al disturbo bipolare?






Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

[#2]
dopo
Utente
Utente
Il medico di base (per lei lo specialista non è necessario) le ha quindi prescritto di nuovo una cura di seurepin, suggerendole questa volta un successivo incontro dopo un mese di terapia per valutare eventuali sviluppi.
Questo ovviamente non è accaduto. Ha smesso di prendere le medicine nel momento esatto in cui la situazione a lavoro si è normalizzata, senza comunicare nulla al medico.
Da poco più di un mese, cambio dei vertici So Ci esse: gratificazioni, riconoscimento della professionalità mostrata, gratitudine dei colleghi sotto di lei. (sul lavoro mostra un'efficienza e una serietà davvero rare al giorno d'oggi).
Sembrerebbe mostrare tutte le caratteristiche di una persona dipendente dal proprio lavoro.
Eccitazione smodata per il carico eccessivo di impegni, euforia, egocentrismo a tratti infantile, eccessiva sicurezza di sé, incapacità di ascoltare chi non la pensa come lei...

Nonostante le cose fra noi non andassero bene già da qualche mese, (io credo per i motivi sopra citati e per la sua totale incapacità di manifestare emozioni e vivere il disagio. L'ho vista piangere un paio di volte), ha deciso di troncare con me. Dapprima diminuendo le telefonate, poi diradando gli incontri (fino all'anno scorso vivevamo insieme) è infine negandosi completamente. Ho poi intuito che si stesse frequentando con un altro uomo. Teoria poi confermata per sua stessa ammissione. Un suo vecchio amico dei tempi del liceo, perso di vista per più di 25 anni. Ritrovato a una cena di vecchi amici. Lui 45 anni, separato. Un uomo buono ma indubbiamente con caratteristiche diverse dalle mie.
La scorsa domenica mi ha concesso un incontro chiarificatore (quasi come se volesse accertarsi del mio stato d'animo, eludendo così i sensi di colpa). L'ho vista sicura della sua scelta, sostenendo che la relazione con quest'uomo è stata del tutto inaspettata.
[#3]
dopo
Utente
Utente
Un comportamento decisamente inusuale, tanto da andarci a letto dopo solo una settimana di frequentazione.
Al contempo ho notato in lei il desiderio smodato a tratti ossessivo (passatemi il termine) di tranquillità... Come se tale condizione possa materializzarsi grazie elementi esterni facilmente gestibili e di più facile comprensione (dal lavoro agli affetti).
È inutile che Vi dica quanto in questi giorni io stia male per la situazione.
A lei tengo molto. L'idea di condividere i miei giorni con una persona che ha simili problematiche non mi spaventa. I momenti bellissimi sono stati davvero molti! Abbiamo girato mezzo mondo insieme. Due buoni compagni di viaggio capaci con le loro differenze, di completarsi.
Fino a un paio di anni fa.
Mi piacerebbe ricevere un Vostro parere in merito su come potrei comportarmi per evitare perdite di tempo data la situazione o peggio ancora, nuocere a me stesso e a lei con comportamenti non adatti.
Gli episodi da raccontare per un quadro completo sarebbero diversi ma ho cercato di descrivere a grandi linee gli ostacoli peggiori.
A disposizione per ulteriori informazioni
Sicuro della Vostra comprensione
Ringrazio
Andrea
[#4]
dopo
Utente
Utente
Dottore ringrazio per la risposta.
Ho aggiunto ulteriori elementi (forse) per far comprenderemeglio la ssituazione.
Purtroppo debbo aggiungere che lei si nega completamente. Non riesco più ad avere un rapporto con lei. Sembra mi abbia completamente escluso.
Le uniche sue frequentazioni sono questa persona con cui esce, amici in comune con lui di vecchia data(ritrovati da poco) è un'amica che considero una presenza non all'altezza della situazione di "pericolo" che la mia ex compagna sta vivendo.
Grazie
[#5]
dopo
Utente
Utente
Al contempo ho notato in lei il desiderio smodato a tratti ossessivo (passatemi il termine) di tranquillità... Come se tale condizione possa materializzarsi grazie elementi esterni facilmente gestibili e di più facile comprensione (dal lavoro agli affetti).
È inutile che Vi dica quanto in questi giorni io stia male per la situazione.
A lei tengo molto. L'idea di condividere i miei giorni con una persona che ha simili problematiche non mi spaventa. I momenti bellissimi sono stati davvero molti! Abbiamo girato mezzo mondo insieme. Due buoni compagni di viaggio capaci con le loro differenze, di completarsi.
Fino a un paio di anni fa.
Mi piacerebbe ricevere un Vostro parere in merito su come potrei comportarmi per evitare perdite di tempo data la situazione o peggio ancora, nuocere a me stesso e a lei con comportamenti non adatti.
Gli episodi da raccontare per un quadro completo sarebbero diversi ma ho cercato di descrivere a grandi linee gli ostacoli peggiori.
A disposizione per ulteriori informazioni
Sicuro della Vostra comprensione
Ringrazio
Andrea
[#6]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>Mi piacerebbe ricevere un Vostro parere in merito su come potrei comportarmi per evitare perdite di tempo data la situazione o peggio ancora, nuocere a me stesso e a lei con comportamenti non adatti. <<
al di là della presunta psicopatologia, sarebbe il caso di riflettere sulla vostra crisi di coppia, perché è questo l'evento importante, nodale.

Ne avete discusso della vostra crisi?
Se questa donna non intende recuperare il vostro rapporto, bisogna cercare di dare un senso alla separazione ed elaborare questo "lutto" importante per lei.







[#7]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dottore grazie per l'attenzione.
Comprendo la Sua posizione. Per quanto dolorosa possa essere, penso sia opportuno che prenda coscienza del distacco. Ritengo però che la nostra relazione sia naufragata e così in malo modo, per la sua incapacità di comunicare i propri sentimenti e quindi imporsi come Donna (e non come lavoratrice) nei rapporti umani.
Ricordo la sua assoluta freddezza durante l'ultima conversazione tenuta. Ritengo che a 40 anni una persona debba mostrare una maggiore capacità di immedesimazione e altrettanta sensibilità.
Lei tenta di eludere le responsabilità alternative al lavoro.
Pensi che in passato feci da tramite tra lei e il suo ex marito affinché potessero avere un rapporto sereno, per quanto possibile dopo una separazione. Idem intervenni per "sistemare" il rapporto conflittuale con il fratello.
Mi perdoni ma sbaglio nel considerare la mia ex compagna come una persona che necesseterebbe di un aiuto psicologico?
Vorrei aver piccole certezze per poter ripartire, da solo.
Grazie ancora
[#8]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>Mi perdoni ma sbaglio nel considerare la mia ex compagna come una persona che necessiterebbe di un aiuto psicologico?<<
no, perché probabilmente ne ha bisogno.

>>Vorrei aver piccole certezze per poter ripartire, da solo.<<
che tipo di certezze vorrebbe?








[#9]
dopo
Utente
Utente
Quelle che ho espresso con la domanda di cui sopra.
Per quanto la situazione stessa negli ultimi tempi fosse diventata anche per me molto logorante, penso che il suo rifiuto a un'eventuale (ma certamente diversa) continuazione della nostra storia, sia più manifestazione di un disagio interno e non strettamente collegato alle nostre dinamiche di coppia.
Aver "certezza" che la mia ex compagna possa aver conflitti irrisolti derivanti da un disagio psicologico mai affrontato, mi conforterebbe e mi farebbe guardare al passato non come il responsabile del fallimento amoroso.
Penso al di fuori di ogni dubbio, mi corregga se sbaglio, che ricercare sicurezze effimere pur rimanendo schiava di certe illusioni (quali un rapporto con un uomo più simile a lei, l'ossessiva ricerca di soddisfazione sul lavoro come unico traguardo nella vita, il circondarsi di conoscenze ssuperficial, un animale domestico -si è presa un gatto-, potrei citare altri esempi ) siano l'anticamera di un ulteriore crisi. Che penso (ma non spero) non tarderà ad arrivare.



[#10]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>sia più manifestazione di un disagio interno e non strettamente collegato alle nostre dinamiche di coppia.<<
credo sia importante per lei uscire da questa prospettiva unidirezionale delle cause, perché per quanto una persona possa mostrare un disagio interno non si può mai prescindere dalla relazione.

Forse questo modo di pensare la fa stare al sicuro, sentendosi magari "deresponsabilizzato"?
Le è capitato in passato di vivere relazioni di coppia simili oppure di prendersi cura di partner problematici?

>>Aver "certezza" che la mia ex compagna possa aver conflitti irrisolti derivanti da un disagio psicologico mai affrontato..<<
nessuno le può dare questa certezza, perché quando una relazione finisce ci sono diversi elementi che entrano in gioco, certo un'eventuale patologia potrebbe rendere la relazione più problematica e difficile da gestire.

>>..mi conforterebbe e mi farebbe guardare al passato non come il responsabile del fallimento amoroso.<<
vista la sua posizione e tenuto conto di come lei si è descritto, perlomeno in relazione alla sua ex-compagna, non credo si debba sentire "Il responsabile", perché le relazioni affettive si costruisco in due e se dall'altra parte non c'è intenzione di recuperare il rapporto non si può fare granché.






[#11]
dopo
Utente
Utente
Questa è stata la mia prima storia importante. Ho avuto una relazione intorno ai 23 anni con una persona anch'essa non proprio di "facile gestione". Oggi questa persona, nutre per me profondo affetto tanto da manifestarmi in più di un occasione, il desiderio di volermi rifrequentare.
Ho avuto molte storielle in passato. Oggi le cose sono molto cambiate.
Si, pensandoci ho la necessità di non sentirmi il responsabile della rottura. Le nostre discussioni sono avvenute quasi sempre attraverso un suo giustificarsi e uno scarico di responsabilità. Dopo due anni probabilmente ho incominciato a crederci. Nonostante gli errori grossolani (e pericolosi, vedi gioco d'azzardo, psicofarmaci etc) Da lei commessi.

La ringrazio vivamente per la disponibilità e la chiarezza nelle risposte.
Forse è arrivato il momento di "dimenticare" questa persona.
Mi creda il dolore e l'insoddisfazione sono davvero molto forti! Sento di aver provato ogni strada percorribile. Probabilmente quando dall'altra parte non c'è la volontà di cambiare e farsi aiutare, la battaglia per chi contrasta questo scorrere delle cose, è persa in partenza.
Nel profondo spero ancora che lei ritorni.
Pensi che ho anche rifiutato di andare in vacanza ospite da amici, perché residenti nello stesso posto di villeggiatura in cui ho trascorso le ferie con lei. In previsione di un forte dolore, ho rinunciato.

Ho sempre pensato (e sperato) che i rapporti d'amore una volta nati, non potessero mai finire. Mutare indubbiamente, modificarsi in qualcosa di più profondo e intimo.
mi sbagliavo! Come è oggi evidente che le differenze di approccio alla realtà quotidiana, sono per molti un ostacolo insormontabile, invece che un dolce arricchimento.

Grazie ancora Dottore spero di risollevarmi.
Buona giornata

[#12]
dopo
Utente
Utente
Questa è stata la mia prima storia importante. Ho avuto una relazione intorno ai 23 anni con una persona anch'essa non proprio di "facile gestione". Oggi questa persona, nutre per me profondo affetto tanto da manifestarmi in più di un occasione, il desiderio di volermi rifrequentare.
Ho avuto molte storielle in passato. Oggi le cose sono molto cambiate.
Si, pensandoci ho la necessità di non sentirmi il responsabile della rottura. Le nostre discussioni sono avvenute quasi sempre attraverso un suo giustificarsi e uno scarico di responsabilità. Dopo due anni probabilmente ho incominciato a crederci. Nonostante gli errori grossolani (e pericolosi, vedi gioco d'azzardo, psicofarmaci etc) Da lei commessi.

La ringrazio vivamente per la disponibilità e la chiarezza nelle risposte.
Forse è arrivato il momento di "dimenticare" questa persona.
Mi creda il dolore e l'insoddisfazione sono davvero molto forti! Sento di aver provato ogni strada percorribile. Probabilmente quando dall'altra parte non c'è la volontà di cambiare e farsi aiutare, la battaglia per chi contrasta questo scorrere delle cose, è persa in partenza.
Nel profondo spero ancora che lei ritorni.
Pensi che ho anche rifiutato di andare in vacanza ospite da amici, perché residenti nello stesso posto di villeggiatura in cui ho trascorso le ferie con lei. In previsione di un forte dolore, ho rinunciato.

Ho sempre pensato (e sperato) che i rapporti d'amore una volta nati, non possano mai finire. Mutare indubbiamente, modificarsi in qualcosa di più profondo e intimo.
mi sbagliavo! Come è oggi evidente che le differenze di approccio alla realtà quotidiana, sono per molti un ostacolo insormontabile, invece che un dolce arricchimento.

Grazie ancora Dottore spero di risollevarmi.
Buona giornata

[#13]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Si prenda del tempo per elaborare questa separazione, è come un lutto e come tale complesso da gestire, ci vogliono mesi.

>>..una relazione intorno ai 23 anni con una persona anch'essa non proprio di "facile gestione"<<
se questo schema si ripete è probabile che si tratti di un suo modo di entrare in relazione con l'altro. Tenga presente però che esistono anche altri modo, più gratificanti.

>>Ho sempre pensato (e sperato) che i rapporti d'amore una volta nati, non potessero mai finire.<<
questa è la speranza appunto di chi teme la separazione. I legami possono anche durare tutta la vita, ma bisogna co-costruire (insieme all'altro) le fondamenta del rapporto stesso, avere obiettivi comuni ecc.

Se c'è solo una persona che si sta impegnando nel rapporto difficilmente si possono fare progetti a lungo termine.





[#14]
dopo
Utente
Utente
Mi ha fatto bene discutere con Lei!
Rinnovo il mio grazie e Le auguro Buon lavoro.
Buona giornata
[#15]
dopo
Utente
Utente
Buon giorno Dottore, dottori, semplici lettori.
Scrivo per informare sugli ulteriori sviluppi della mia vicenda.
Dopo l'ultima volta che ho scritto su questo forum, mi sono imposto di non cercarla più. Nessuna telefonata, ne messaggi ne mail. Stavo incominciando a superare il distacco se pur con molta fatica... Questo anche grazie al supporto di alcuni buonissimi amici che tutt'ora mi stanno vicino.

(in funzione del discorso che seguirà, premetto che trovo molto immaturo l'utilizzo della tecnologia per comunicare quando esisterebbero più valide alternative).
Qualche giorno fa mi arriva un suo messaggio su whatsapp "ciao piccolo hai iniziato a lavorare? Come stai?"
Non ho risposto.
Un paio di giorni dopo mi arriva un altro messaggio che mi comunicava di aver venduto casa a Torino(fa la pendolare per lavoro) e che sarebbe tornata a essere milanese (abbiamo convissuto a Milano per quasi due anni... È stato il nostro periodo più bello - almeno lo credevo - ).
Nella vendita della casa "ho partecipato" anch'io... Volevo che tornasse a Mi. Volevo (forse) tornare a Mi con lei.
Non rispondo.
Il giorno dopo mi arriva un SMS dove mi chiedeva se avessi letto i messaggi e come stavo.
Faccio passare un po' poi rispondo dicendole che avevo letto i messaggi e che ero contento per la casa.
Immediatamente dopo mi risponde chiedendomi se poteva chiamarmi sul Pomeriggio per un saluto. Rispondo che avrei avuto da fare e che sarebbe stato meglio sentirsi un'altra volta.
Poi da parte sua più nulla.
Ieri la "sorpresa".
Gli amici in comune, mio fratello e altre persone mi contattano chiedendomi se stessi bene. In un primo momento, Ignorando il motivo di tanto interesse, ho considerato l'idea che lei avesse pubblicato qualcosa sul social facebook.
Infatti in bella mostra, una foto pubblicata da lei stessa in compagnia del suo nuovo compagno mano nella mano, e il cane di lui. Insomma il classico quadretto felice.
Sotto l'immagine gli amici di lei sensibili come delle scarpe, al corrente della situazione e del mio attuale disagio e sofferenza, si complimentano con frasi di giubilo.
Faccio presente che in 4 e più anni di relazione, lei non ha mai pubblicato qualcosa che riguardasse noi... (ho sempre dato poca importanza alla cosa, per la scarsa considerazione che ho del social e perché pensavo no volesse turbare il suo ex marito e relativa famiglia).
Ricordo che lei ha 40 anni.
Non pensavo arrivasse a questi livelli... Lei, consapevole del fatto che avrei visto quell'immagine, mi sembra quasi l'abbia fatto apposta come sfregio. O forse peggio, inconsapevole del dolore che tale mancanza di sensibilità avesse potuto arrecare.
Trovo ancora difficile descrivere la sofferenza che mi ha procurato.
Penso, mi corregga Se sbaglio, che la persona in questione mostra tutte le caratteristiche di un soggetto con un marcato disturbo della personalità di tipo narcisista.
Sono presenti, almeno credo, tutti gli elementi atti a indicare questo tipo di problematica.
A ora, lei si circonda di persone che non comprendono tale disagio, perché agli occhi del "profano" di disagio certo non di può parlare, solo per rafforzare ancor di più questa sua necessità di (ri)emergere, trovando conferme nel prossimo e relegando il problema psicologico a qualcosa di "passato" e "risolto".
[#16]
dopo
Utente
Utente
Buon giorno Dottore, dottori, semplici lettori.
Scrivo per informare sugli ulteriori sviluppi della mia vicenda.
Dopo l'ultima volta che ti ho scritto su questo forum, mi sono imposto di non cercarla più. Nessuna telefonata, ne messaggi ne mail. Stavo incominciando a superare il distacco se pur con molta fatica... Questo anche grazie al supporto di alcuni buonissimi amici che tutt'ora mi stanno vicino.

(in funzione del discorso che seguirà, premetto che trovo molto immaturo l'utilizzo della tecnologia per comunicare quando esisterebbero più valide alternative).
Qualche giorno fa mi arriva un suo messaggio su whatsapp "ciao piccolo hai iniziato a lavorare? Come stai?"
Non ho risposto.
Un paio di giorni dopo mi arriva un altro messaggio che mi comunicava di aver venduto casa a Torino(fa la pendolare per lavoro) e che sarebbe tornata a essere milanese (abbiamo convissuto a Milano per quasi due anni... È stato il nostro periodo più bello - almeno lo credevo - ).
Nella vendita della casa "ho partecipato" anch'io... Volevo che tornasse a Mi. Volevo (forse) tornare a Mi con lei.
Non rispondo.
Il giorno dopo mi arriva un SMS dove mi chiedeva se avessi letto i messaggi e come stavo.
Faccio passare un po' poi rispondo dicendole che avevo letto i messaggi e che ero contento per la casa.
Immediatamente dopo mi risponde chiedendomi se poteva chiamarmi sul Pomeriggio per un saluto. Rispondo che avrei avuto da fare e che sarebbe stato meglio sentirsi un'altra volta.
Poi da parte sua più nulla.
Ieri la "sorpresa".
Gli amici in comune, mio fratello e altre persone mi contattano chiedendomi se stessi bene. In un primo momento, Ignorando il motivo di tanto interesse, ho considerato l'idea che lei avesse pubblicato qualcosa sul social facebook.
Infatti in bella mostra, una foto pubblicata da lei stessa in compagnia del suo nuovo compagno mano nella mano, e il cane di lui. Insomma il classico quadretto felice.
Sotto l'immagine gli amici di lei sensibili come delle scarpe, al corrente della situazione e del mio attuale disagio e sofferenza, si complimentano con frasi di giubilo.
Faccio presente che in 4 e più anni di relazione, lei non ha mai pubblicato qualcosa che riguardasse noi... (ho sempre dato poca importanza alla cosa, per la scarsa considerazione che ho del social e perché pensavo no volesse turbare il suo ex marito e relativa famiglia).
Ricordo che lei ha 40 anni.
Non pensavo arrivasse a questi livelli... Lei, consapevole del fatto che avrei visto quell'immagine, mi sembra quasi l'abbia fatto apposta come sfregio. O forse peggio, inconsapevole del dolore che tale mancanza di sensibilità avesse potuto arrecare.
Trovo ancora difficile descrivere la sofferenza che mi ha procurato.
Penso, mi corregga Se sbaglio, che la persona in questione mostra tutte le caratteristiche di un soggetto con un marcato disturbo della personalità di tipo narcisista.
Sono presenti, almeno credo, tutti gli elementi atti a indicare questo tipo di problematica.
A ora, lei si circonda di persone che non comprendono tale disagio, perché agli occhi del "profano" di disagio certo non di può parlare, solo per rafforzare ancor di più questa sua necessità di (ri)emergere, trovando conferme nel prossimo e relegando il problema psicologico a qualcosa di "passato" e "risolto".
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>che la persona in questione mostra tutte le caratteristiche di un soggetto con un marcato disturbo della personalità di tipo narcisista.<<
purtroppo non è attribuendo una patologia all'altra che riuscirà a dare una senso alla fine della vostra relazione.

Le foto sui social network possono turbare equilibri, ma solo se sono precari, come nel suo caso. Adesso dovrebbe concentrarsi su se stesso rivolgendo lo sguardo altrove.







[#18]
dopo
Utente
Utente
Dottore grazie per l'attenzione.
Comprendo la Sua posizione e la condivido. Non c'è alcun dubbio che debba orientare il mio sguardo altrove.
La "necessità" (che tale non è ma aiuterebbe l'elaborazione) nasce proprio dalla spinta di voler razionalizzare l'accaduto, attribuendo per quanto possibile fuori dalla giusta sede, le responsabilità derivanti da cause ben precise.
Ho sviluppato per lei (e con lei) una forte dipendenza affettiva che sto cercando di superare con un aiuto esterno.
Questa mia èsolo per avere un ulteriore riscontro sui fatti che con evidenza, sottolineano quanto il rapporto stesso fosse stato sbilanciato. Probabilmente fin dall'inizio.
[#19]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>Ho sviluppato per lei (e con lei) una forte dipendenza affettiva che sto cercando di superare con un aiuto esterno.<<
se si tratta di elaborare la separazione dovrebbe farlo con l'aiuto di un Collega, perché i farmaci non possono essere utili in questi casi, se non per gestire meglio l'ansia o gli aspetti depressivi.




Il disturbo bipolare è una patologia che si manifesta in più fasi: depressiva, maniacale o mista. Scopriamo i sintomi, la diagnosi e le possibili terapie.

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