Nuove esigenze relazionali

Buon pomeriggio dottori.
Erano diversi giorni che pensavo a scrivervi di nuovo, questa volta per un altro consulto.
Ho 26 anni e sto attraversando un periodo di cambiamento radicale che investe praticamente tutti gli aspetti della mia vita.
Questo periodo prende le redini da quest'estate da quando ebbi una discussione con degli amici che mi portarono ad allontanarmi da loro.
Ultimamente ho deciso di chiudere il rapporto di amicizia di otto anni con il mio migliore amico.. Il motivo principale è che non mi sono mai sentito valutato, apprezzato, ascoltato e drammaticamente oggi so che lui non mi conosce affatto, nonostante abbia sempre asserito il contrario. Ho sempre avuto la triste consapevolezza che il rapporto si fermasse ad una soglia di superficialità tale che non poteva certo definirsi "unico" e "speciale" come invece lui asseriva e sul quale egli investiva in maniera a mio parere irrealistica. Io di contro sono una persona che si apre piano e grazie anche a questa esperienza, ho capito che nel profondo ho bisogno di persone che si avvicinino a me in maniera gentile e che non pretendano cose premature o che siano mosse da un entusiasmo del tutto unilaterale. Credo che i rapporti si costruiscano in due sulla base di un ascolto reciproco e non si può investire in una idea precostituita caratterizzata dall'ideale di ciò che vorremmo. Per questi motivi ho deciso di allontanare questa amicizia che sento appartenere ad un "mondo vecchio". Già in passato avvertivo questo problema, ma il suo entusiasmo per la nostra amicizia, mi portava a sentirmi un po' in colpa e pensare che forse il problema potesse essere mio. In realtà ho poi verificato che se provavo a far emergere la mia personalità e aprirmi venivo criticato e giudicato con una impulsitivà tale da farmi rimanere a bocca aperta e portarmi a chiudermi, non riuscendo a portare alla coscienza tale incongruenza.. anzi, continuando ad essergli amico.
Purtroppo egli inconsciamente faceva leva sulla mia profonda sensibilità per manipolarmi. E so, che non lo faceva apposta.
Oggi sono orgoglioso di aver capito questo, di esser maturato, ma non basta.
C'è il rapporto con mio padre, dramma della mia vita, da far evolvere.
Ho sempre sofferto a causa del suo carattere chiuso, ho passato l'infanzia a rincorrerlo.. durante l'adolescenza abbiamo avuto pochissimo dialogo ed oggi, per motivi lavorativi di mia madre che l'hanno portata a vivere in un'altra città, ci troviamo a vivere insieme e condividere la quotidianità. Grazie all'analisi dei nostri dialoghi ho capito che possiamo parlare tantissimo di molti argomenti e passare dei momenti piacevoli assieme, scherziamo, ridiamo, ma quando provo a raccontargli qualcosa di me lui si chiude ( prima avrei pensato che non fosse interessato, oggi so che non è così)
In altri momenti manca di contatto , chiudendosi in sè stesso e isolandosi dagli input che gli invio, apparendomi sulle nuvole
Cosa posso fare per migliorare la mia quotidianità con lui?
Grazie mille
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<ma quando provo a raccontargli qualcosa di me lui si chiude ( prima avrei pensato che non fosse interessato, oggi so che non è così)> Cioè che idea si è fatto?

Forse sta cercando di risolvere un problema che ha caratterizzato la sua vita, quello di rincorrere un rapporto diverso con lui, quella pienezza di rapporto tra padre e figlio che ha sempre desiderato.

Perché continuare a rincorrere suo padre e non invece accettarlo per quello che è e le può dare, se lui non riesce a fare di più,se sa che il suo non è disinteresse e comunque passate bei momenti assieme ?

Quanto la fa ancora soffrire il rapporto avuto con suo padre? Quanto invece avrebbe preso le distanze con il passato e maturato una corretta distanza emotiva per la sua età da lui?

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Gentile utente, rileggevo poco fa il suo post del 2013 e mi congratulo con lei per aver ora raggiunto una migliore intesa con suo padre alla luce di una maggiore maturità.. come vede le cose cambiano , ora è un rapporto buono che sono sicura fa felice anche suo padre.. che le vuole bene ,ma.. forse.. non ha le parole per dirlo.. molti uomini sono un pò chiusi, non parlano volentieri di emozioni, sentimenti, per una sorta di pudore .. è più facile condividere il quotidiano , lo scherzo, la battuta..ognuno nella vita ti dà quello che può.. quanto all'amico , un pò mitizzato allora, è stato una tappa importante, forse non è poi così necessario tagliare, forse basta cambiare registro..si cresce , si cambia, si diventa anche più indulgenti e meno totali..
Le faccio molti auguri di buona vita e di larghi orizzonti..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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