Lontananza da tutti, ossessione d'amore, mancanza assoluta di armonia e pace.

Buongiorno. Mi sento diverso da tutti, non riesco a trovare un punto di incontro con nessuno, mai avuto un gruppo di amici con cui uscire, non ho mai assaporato il piacere di stare bene in compagnia, di godermi una serata senza pensieri e in pace con me stesso, sempre e solo disaggio e vergogna, mai avuto una ragazza ne esperienze sessuali di nessun tipo, niente di niente, ho sempre trovato grosse difficoltà nel relazionarmi con gli altri, quando entro in un locale mi sembra di entrare in un altro mondo, la vista di tutti quei ragazzi allegri e spontanei mi blocca, non riesco proprio a concepire come anche io possa gioire un giorno di tutto questo. I ragazzi e le ragazze sicuri di se, che parlano a voce alta, arroganti, che fanno ed ottengono tutto quello che vogliono, mi terrorizzano e li evito il più possibile perchè un eventuale confronto mi metterebbe in grosse difficoltà e mi farebbe scomparire di fronte alla loro esuberanza. Tutto ciò è diventato davvero pesante, ed ho solo 22 anni, l'insoddisfazione personale ha raggiunto livelli preoccupanti, insoddisfazione che esprimo all'esterno con un mutismo snervante per gli altri, non so cosa pensi la gente di un ragazzo che non dice neanche una parola,che è strano, indecifrabile, antipatico, snob, merita di stare da solo perchè non da corda agli altri,credo, spero di no. L'interazione con gli altri è completamente compromessa in famiglia non c'è dialogo, è come se non avessi ne genitori un fratello, nonni, cugini, colleghi, nessuno.Potrei lasciarmi tutto alle spalle e ricominciare ma non ci riesco perchè mi sento imprigionato in questo schifo, so che non ho niente da perdere, ma non riesco a muovere neanche un dito perchè non ho stimoli e sono insoddisfatto di me stesso,per me niente ha un senso mi sembra di essere un errore della natura, non ho un posto su questa terra, vago qua e la alla ricerca di un po di pace, vivo in una realtà tutta mia, sono immerso nei pensieri, a volte quando sto male mi immagino una realtà virtuale, in cui tutto va come dico io e improvvisamente mi sento meglio tanto riesco ad immergermi in quello che immagino. In aggiunta,da un anno sto malissimo per una ragazza, una cosa devastante che mi toglie le forze, è stata la prima ragazza che abbia mostrato un po di affetto nei miei confronti, per me era una cosa nuova e bellissima, ebbene l'ho vista baciarsi con un altro e in seguito ho scoperto che in quell' occasione avevano anche fatto altro, sono stato malissimo, sono rimasto ad allora, sto malissimo anche quando immagino lei insieme al suo ragazzo o immaginando le sue esperienze sessuali passate e presenti di qualunque tipo, è insopportabile perchè vorrei anch'io avere il piacere ma in queste condizioni è praticamente impossibile, non riesco a vedere una sua foto a leggere una sua frase, sto male quando sento pronunciare il suo nome o quello della sua città. Futuro e ambizioni non hanno ragione di esistere. Vorrei conoscere il parere di voi professionisti, grazie.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Un parere molto semplice è che di storie simili alla tua ne sentiamo tante. Ma che possibilità ci sono, in concreto, di uscirne? Dipende molto da quanto sei motivato. Interpellare degli esperti online è un primo passo, certo, ma nessun consiglio, parere o incoraggiamento ricevuto da qui potrà aiutarti. L'unica possibilità concreta di trovare aiuto è cercarlo nel mondo reale. Ci sono vari modi per farlo. Uno diretto è cercare uno psicologo o psicoterapeuta e chiedere a lui/lei un parere. Facendo questo, e se davvero ti senti pronto ad agire per risolvere i tuoi problemi sociali/relazionali, ci sono ottime possibilità di riuscita. Specialmente tenendo conto che sei molto giovane.

Hai già fatto questo passo prima d'ora oppure ti sei limitato a soffrire e guardare la vita che scorreva davanti a te?

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#2]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
< ho sempre trovato grosse difficoltà nel relazionarmi con gli altri.. >


Caro ragazzo,

mi emoziona e mi rattrista leggere queste righe... anche un po' di rabbia, per tutte queste esperienze mancate, evitate!

Possibile che in casa nessuno abbia mai "colto" questo dolore e posto in ascolto?


.... frequentando la scuola è possibile, anche solo minima, una relazione con gli altri...


Cosa è accaduto in passato?


Voglio cogliere l'aspetto positivo di questa storia "amorosa", che ha toccato le "corde" emotive e ha permesso di uscire allo scoperto con questo contatto.

Come ben sollecitato dal Collega, non è possibile un cambiamento senza una vera motivazione e senza un incontro de visu con un professionista!


Provi al Consultorio della sua città e inizi a viverla questa vita.... ne vale la pena!!!



Di cuore


[#3]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile ragazzo,

puoi imparare a diventare più abile e competente nelle situazioni sociali, in modo da essere e sentirti più sciolto. Mi pare però che tu sia anche una persona un po' ansiosa e che forse teme il giudizio altrui: cosa ti costa buttarti e iniziare a fare quello che vorresti fare? Poi, se manca la conoscenza di come si fa qualcosa, la buona notizia è che puoi apprenderla.

Come mai dici che non hai amici? Hai frequentato le scuole superiori? Quali difficoltà hai incontrato nel relazionarti con altri?
Adesso che cosa fai, lavori o studi?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#4]
dopo
Utente
Utente
Dr. Santonocito: Ho seguito uno psicoterapeuta 3 anni fa che non mi ha aiutato in nessun modo e da qualche settimana sono da una psicologa, mi trovo bene ma non riesco ad aprirmi e parlare dei miei problemi, trovo la cosa molto strana.
Mi manca la motivazione, non ho stimoli, non riesco a trovare niente di piacevole nel mio passato.

Dr. Albano:In passato ci sono state derisioni che non affrontavo in nessun modo, tenevo tutto dentro, so che dipende tutto da questo, e sto affrontando la questione con la psicologa. In famiglia tutti hanno colto il dolore, sono io che tengo tutti lontani, per abitudine, ma soprattutto per il dolore per quella ragazza, nel senso che sto talmente male che non mi importa niente di chiacchierare con qualcuno, mi dispiace, so che è sbagliato, ma non riesco proprio a fingere di essere normale, io sto male.

Dr. Pileci: Non lo so cosa mi costa buttarmi, ripeto, non ho stimoli, l'insoddisfazione e le difficoltà che devo affrontare, oltre alla questione relativa a quella ragazza, che è onnipresente nella mia vita, mi hanno reso immobile.
Non ho amici perchè mi sento diverso da tutti e non riesco ad entrare in sintonia con nessuno, ho frequentato le superiori, al momento lavoro, e sono felice per questo.

Grazie a tutti.
[#5]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
[#6]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
< In passato ci sono state derisioni che non affrontavo in nessun modo, tenevo tutto dentro, so che dipende tutto da questo, e sto affrontando la questione con la psicologa...>

È molto importante continuare il percorso, senza demordere... occorre tempo, affinché ci siano "insight", come li chiamiamo noi, elaborazioni e consapevolezze, che ci portano a ristrutturare il nostro quotidiano.


Per poter emergere nella vita di coppia e nella relazione amorosa è necessario che si attivi...
attivi con coraggio a cambiare questa sua situazione.


La sensazione, per quello che si possa ipotizzare, è quasi di un trauma che l'ha "congelato" nelle sue modalità ed esperienze di vita!


Si prenda cura di se' e si affidi!


Un saluto affettuoso.
[#7]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> Mi manca la motivazione, non ho stimoli, non riesco a trovare niente di piacevole
>>>

E' quello che sospettavo, infatti, dal tono passivo e rassegnato del tuo racconto. Pur percependosi rabbia e sofferenza, sembri in una posizione rinunciataria che ti sta impedendo di profittare come si dovrebbe dalla relazione terapeutica attuale. Non basta trovarsi bene con il terapeuta, occorre essere disposti a ricevere i dovuti suggerimenti comportamentali. E a questo proposito va anche detto che non tutte le psicoterapie sono uguali.

Il tuo problema di fondo, ritengo, è una sensibilità troppo marcata che ti porta a chiuderti, a non esporti, per paura di sentire troppo male. Ma così facendo vai esattamente in senso contrario a quello che ti servirebbe: imparare a esporti e fare il "callo" ai rifiuti e alle occasionali derisioni.

Tutto questo alla lunga ha prodotto probabilmente un abbassamento del tono dell'umore, di tipo depressivo, che ti sta immobilizzando ancora di più.

Valuta insieme alla tua terapeuta se non possa essere il caso di ricevere un parere anche da uno psichiatra, per ricorrere eventualmente a un aiuto farmacologico che vi permetta di lavorare meglio.
[#8]
dopo
Utente
Utente
Accuso sicuramente una carenza imbarazzante di abilità sociali che dovrei apprendere in qualche modo ma questo significa uscire, stare con la gente, parlare, confrontarsi, tutte cose che mi mettono molto in difficoltà, ma il freno principale è lo sconforto che mi porto dentro, non riesco a reagire.
Invidio molto i ragazzi che hanno avuto un infanzia tranquilla ed hanno appreso quelle competenze in modo naturale nel corso della loro vita, mentre io mi vedo costretto ad impararle ora a 22 anni.
Sono molto demotivato mi sento incompreso (non da voi) deriso sottomesso e sfinito dal dolore per quella ragazza.
Dr. Santonocito mi rivedo molto in quello che ha scritto.
Grazie a tutti di nuovo.
[#9]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
< il freno principale è lo sconforto che mi porto dentro, non riesco a reagire...>



Caro ragazzo,

credo sia il caso di seguire la sollecitazione del Collega: una valutazione farmacologica, che le possa permettere di "vedere" il mondo con occhi altri e iniziare, così, ad esprimersi e ad "esserci" con maggiore consapevolezza in terapia.


Si confronti con il suo terapeuta.


Si affidi, mi raccomando!


Un caro saluto.
[#10]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> ma questo significa uscire, stare con la gente, parlare, confrontarsi, tutte cose che mi mettono molto in difficoltà, ma il freno principale è lo sconforto che mi porto dentro, non riesco a reagire
>>>

No, lo sconforto è sopraggiunto con il tempo. Il freno principale è la tua convinzione, profondamente radicata, che se venissi qualche volta deriso o rifiutato, sarebbe catastrofico. Hai paura della sofferenza che può derivare, a te come a chiunque, dal rifiuto sociale, ma a differenza degli altri tu non sei disposto a sopportare e a imparare ad accettare questa sofferenza. È stato questo, alla lunga, a farti cadere nello sconforto.

Finché non riuscirai a prendere questa decisione prima, il resto potrebbe non risolversi facilmente, neanche con un esercito di psicologi.

L'aiuto farmacologico potrebbe o non potrebbe esserti d'aiuto, questo valutalo con uno psichiatra. Ma tieni presente che nessuna pillola potrà mai insegnarti le abilità che ti mancano.
[#11]
dopo
Utente
Utente
Non so cosa pensare riguardo ai farmaci, un po mi spaventano e sono preoccupato per gli eventuali effetti collaterali, ma infondo un confronto servirebbe proprio per chiarire questi aspetti, ci penserò.
Continuo a descrivere un po la mia situazione: Tutti i miei conoscenti mi conoscono per la mia timidezza e la mia vergogna e non riesco ad andare contro questo loro pensiero, quindi oltre a dover andare contro le mie convinzioni sbagliate devo andare contro anche quelle degli altri, mi sento bloccato dai loro sguardi.
Farmi vedere con una ragazza mi metterebbe molto in imbarazzo e rischierei di fare una pessima figura, oppure non riesco mai a vestirmi elegante perchè gli altri potrebbero dire ma dove devi andare vestito così ? Sono circondato da brave persone che mi rispettano, almeno di persona, ma ho l'impressione che se dovessi uscire dai miei canoni da persona di serie b, passiva, assente, timida e sfi***a mi ritroverei il mondo contro, è come se fossi condannato a vivere in questo stato, mi sento relegato in una realtà monotona, priva di stimoli e di qualunque altro piacere di carattere sociale.
Inoltre sono molto preoccupato per la questione relativa alla ragazza, al momento questa è la cosa più pesante da sopportare, a volte quando sto un po meglio questa vicenda salta subito in mente facendomi sprofondare nuovamente nel dispiacere, non saprei spiegare come mi sento quando vedo una sua foto, angosciato credo, è una sensazione molto strana e bruttissima, mi rendo conto che tutto questo non è normale e che tutto cio è dovuto a delle errate dinamiche psicologiche, se non altro me ne rendo conto.
[#12]
dopo
Utente
Utente
Dr. Santonocito, continuo ad essere molto d'accordo con quello che dice.
Non ho mai affrontato correttamente le derisioni subite e questo non faceva che alimentare nei bulli il diritto di trattarmi come meglio credevano, ed è così ancora oggi, sono amichevole ed accondiscendente con tutti per evitare a tutti i costi qualsiasi confronto. Quando subivo e subisco un'umiliazione non riesco a reagire e la frustrazione mi pervade senza pietà, solo dopo che tutto è successo comincio a pensare a cio che avrei potuto dire, come avrei potuto reagire e sto malissimo per non averlo fatto, credo che questo comportamento sia il peggior nemico di una buona autostima.
A cosa può essere dovuto il fatto che non sia disposto a sopportare la sofferenza del rifiuto sociale e delle derisioni ?
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Non serve assolutamente a nulla andare alla ricerca dei perché e delle cause. Qualunque esse siano, la situazione attuale - l'unica che conta davvero - può essere corretta. Quello di ossessionarsi sulle cause è un po' la trappola fondamentale dell'ansioso, credendo erroneamente che riuscendo a stabilire le cause, sarà in grado di far qualcosa. Non è così.

Le paure si risolvono solo affrontandole, non nascondendosi. Stare al sicuro è pericoloso.

Rivolgiti a un bravo psicoterapeuta, meglio se ad approccio attivo e prescrittivo come il breve strategico o il comportamentale.
[#14]
dopo
Utente
Utente
<Non serve assolutamente a nulla andare alla ricerca dei perché e delle cause. >
questo è esattamente quello che stiamo facendo con la psicologa, non so..
Non è che sono proprio ossessionato dalle cause, anche perchè ormai è tutto molto chiaro, piuttosto ho una buona consapevolezza di cio che è accaduto e di come tutto cio mi ha influenzato.
Comunque sia se quello che devo fare è andare contro le mie paure non so se ci riuscirò, ho un disperato bisogno di provare un po di felicità e di soddisfazione personale, direte: come puoi pretendere che ciò accada se non fai qualcosa ? Però io non riesco ad andare contro questo pensiero, non riesco a fare niente perchè sono troppo insoddisfatto e scusate se mi ripeto, ma il dolore per quella ragazza influisce anch'esso enormemente sulla mia immobilità. Mi sembra di essere la persona più stupida del mondo.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> ormai è tutto molto chiaro, piuttosto ho una buona consapevolezza di cio che è accaduto e di come tutto cio mi ha influenzato
>>>

Esatto, ma quanto questo ti sta aiutando?

È proprio per questo che per i problemi dove la soluzione sta nel fare, sono adatte le terapie attive, focalizzate e prescrittive. Parlane con la tua psicologa e vedi se non è disposta a darti indicazioni precise e dettagliate.

Nel frattempo puoi leggere questo:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html
[#16]
dopo
Utente
Utente
<Esatto, ma quanto questo ti sta aiutando?>
In nessun modo ovviamente, ogni tanto la rabbia che provo pensando al passato mi rende più sicuro, ma l'effetto svanisce presto.
Grazie a tutti per il vostro intervento siete stati molto gentili.
[#17]
dopo
Utente
Utente
é sempre più chiaro che tutto dipende da me e la cosa mi spaventa perchè so di non poter contare su me stesso, sono talmente infelice e insoddisfatto da non saper proprio dove trovare un po di motivazione, continuo a sfogarmi qua e altrove, a descrivere quello che sento e le difficoltà che incontro, a desiderare quello che vorrei e che non ho, ad invidiare i miei coetanei con una vita normale, senza riuscire a fare niente.
Dal punto di vista sessuale la frustrazione aumenta giorno dopo giorno, mi sento tristemente escluso da questo mondo e sto male essendo consapevole che il sesso sia importantissimo per il benessere psico-fisico.
Perchè non riesco ad affrontare i miei problemi ?
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Perché piangersi addosso è molto più facile.

Perdonami la durezza, ma il punto è che tu stai fuggendo da quel dolore che invece sarebbe il tuo insegnante migliore.

Non tutta la sofferenza va evitata, in dosi controllate aiuta a crescere.
[#19]
dopo
Utente
Utente
Sapevo che saremmo arrivati a questa conclusione e fa male ma so che è vero quello che dice.
Purtroppo solo io so come mi sento e solo io conosco l'intensità delle paure che mi bloccano.
Vivo imprigionato dentro me stesso, sento solo la mia voce, non vedo altro che difficoltà, ma difficoltà di tipo sociale intendo...
Non so cosa aspettarmi dal mio futuro.
Quant'è difficile vivere... Non lo avrei mai immaginato... è come se fossi fermo da anni sempre sullo stesso esame che non riesco a passare, è sfiancante.

Comunque questa è una gran bella frase, mi ha colpito.

<tu stai fuggendo da quel dolore che invece sarebbe il tuo insegnante migliore.

Non tutta la sofferenza va evitata, in dosi controllate aiuta a crescere.>

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