Nostalgia

Ho 40 anni, da cinque anni convivo di cui gli ultimi due da sposata e vivo a circa 60 km dalla mia famiglia di origine. Sono sempre tornata a casa a trovare mia mamma ogni due settimane circa fermandomi anche a dormire per una o due notti e siamo sempre riuscite a gestire bene la nostalgia che sempre c'è stata comunque. Sono diventa mamma da sette mesi e da quando è nato mio figlio non riesco più a gestire la lontananza dalla mia famiglia di origine. Ho dovuto stare a casa dal lavoro a partire ga' dal quinto mese e non avendo particolari amicizie nella città in cui vivo ho sofferto molto di solitudine
che si è accentuata dopo la nascita. Mio marito mi ha spesso lasciata sola anche prima della gravidanza ma andando a lavorare e riuscendo ad andare al mio paese abbastanza regolarmente diciamo che le cose funzionavano ma adesso sento di aver sbagliato ad andare a vivere così lontano anche perché, come già detto, mio marito mi ha spesso lasciato da sola preferendo la sua famiglia che in vive a cinque minutipiedi da noi e spesso sono stati invadenti non permettendoci di creare il nostro nucleo familiare. È come se la gravidanza e la maternità avesse scoperchiato un vaso di pandora facendo uscire tante emozioni. La gioia della maternità è offuscata dal non poterla condividere con le persone che amo e mio marito non capisce questa mia sofferenza e mi accusa di non aver reciso il cordone ombelicale e di stare troppo addosso a nostro figlio. Ammetto che essendo sempre soli il rapporto con il mio bimbo è molto stretto ma lui ha anche solo sette mesi e a settembre andrà all'asilo e io tornerò al lavoro part - time. Mio marito non capisce quello che provo per lui ha la possibilità di andare dai suoi tutte le volte che vuole mentre io devo programmare le visite e adesso con il bimbo è un po' più complicato. So che mio marito mi vuole bene a suo modo ma ad esempio anche ieri pomeriggio ha preferito andare in sauna invece che passare il pomeriggio con noi. Io vorrei riavvicinarmi a casa certo non subito ma magari fra un paio di anni anche perché mia mamma invecchiera' e l'idea di non poterle stare vicino mi deprimente anche se lei mi ha sempre detto che io devo pensare alla vita e ellaia famiglia mentre mia suocera tutti i giorni telefona aio marito per chiedergli quando va a casa e pensare che l'uomo è a pranzo tutto i venerdì dalle lei e ancora non è contenta. Il periodo più bello della vita si è trasformato nel periodo più doloroso. Per fortuna che davanti a mio figlio riesco a trattenermi e lui è sereno e non avverte questione tormento. osì saremm
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
È come se la gravidanza e la maternità avesse scoperchiato un vaso di pandora facendo uscire tante emozioni"

Gentile Utente,
carissimi auguri per il nascituro!

Immagino il suo sentire ed è proprio vero quello che scrive, la gravidanza scoperchia vasi di Pandora che si pensavano sigillati…

Provi a discutere con suo marito, palesandogli il suo sentire, le sue paure e le sue necessita…se non dovesse riuscire da sola, con l'aiuto di un professionista.

Una consulenza di coppia diventa un luogo simbolico di analisi, scambio e di ricerca di strategie adattive per la coppia/famiglia…senza toni accusatori o colpevolizzanti

Le allego delle letture sul difficile mestiere di noi mamme e sulle nostre necessità psichiche…..e le rinnovo gli auguri

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2019-calo-del-desiderio-sessuale-e-nascita-del-primo-figlio.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3364-donne-mamme-acrobate.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4262-mamme-o-carriera-o-mamme-in-carriera.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/444-essere-madri-stili-e-copioni-di-maternita.html-

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
"È come se la gravidanza e la maternità avesse scoperchiato un vaso di pandora facendo uscire tante emozioni"

Cara Signora,

probabilmente è proprio così: la nuova situazione ha reso insufficiente e inadeguato l'adattamento che lei aveva in precedenza costruito e che ora non risponde più alla sue esigenze.

Le rinunce e le soluzioni trovate in precedenza infatti possono non avere più senso ora che il quadro è cambiato e che l'aumento delle incombenze (l'accudimento del bambino) e la permanenza in casa per la maternità le fanno percepire più acutamente il senso di solitudine e anche il malcontento per il comportamento e l'atteggiamento di suo marito, che magari in precedenza ha sottovalutato o ha messo da parte perchè aveva trovato delle soluzioni che le consentivano comunque di essere serena.

Ha pensato alla possibilità di rivolgersi ad uno psicologo per un sostegno?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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dopo
Utente
Utente
Ci sto pensando. Devo anche dire che prima della gravidanza stavo assumendo degli antidepressivi per un problema di ansia legato ad un tratto del mio carattere tendente al rimuginare in continuazione sulle situazioni e sto pensando di ricominciare a prendere il farmaco per riprendere un po' in mano le redini della mia vita ma allo stesso tempo ho unpo' di timore nel riprendere l'assunzione ma mi rendo conto che qualcosa devo pure fare perché non posso continuare a tormentarmi.
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Gentile utente, concordo con le Colleghe, ma aggiungo una riflessione, ha mai pensato che suo marito ,ora, non si sente più così centrale nella sua vita ed in qualche modo, assurdamente, è quasi geloso del bambino, del vostro essere quasi simbiotici.
E' a volte duro, per i giovani mariti il passaggio dalla coppia alla famiglia , ad essere in tre, che la mamma non basta, provi a pensarci, cosa va a fare questo in sauna.. a regredire all'accudimento.. il che vuol dire che lei , quella di prima , gli manca..
Bisognerà trovare nuovi equilibri, la sua mamma non può venire da lei qualche volta , non potete mettervi skipe ?
Parlare con un Collega de visu sarà efficace ed utile.. vedrà..
Cari saluti..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Oltre ad assumere una antidepressivo ha mai effettuato una psicoterapia o comunque parlato con uno psicologo di come si sente?
Soprattutto ora che ha anche la responsabilità del benessere del suo bambino è molto importante che lo faccia.
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dopo
Utente
Utente
In passato ho fatto della terapia ma non mi aveva dato giovamento mentre l'assunzione del farmaco ha migliorato molto la mia qualità di vita ma sono consapevole che non è possibile assumere un antidepressivo a vita. Da quando sono rimasta incinta ho vissuto in solitudine le mie emozioni. Ho un po' di paura che possano ritenermi una mamma inadatta ed è per questo che stento a voler esprimere questi miei Sentimenti. Preciso che assolvo bene i miei compiti e che questo mio stato d'animo non interferisce con i miei doveri di mamma e quando sono con il mio bimbo lui è sempre al primo posto,
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
"Ho un po' di paura che possano ritenermi una mamma inadatta"

Questa è probabilmente una proiezione di quello che lei sta pensando di sè stessa sulla figura dell'ipotetico terapeuta.

Che tipo di psicoterapia ha effettuato in passato? Per quanto tempo?
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dopo
Utente
Utente
Ho fatto della terapia cognitiva per circa due anni ma alla fine anche su ammissione della stessa terapeuta non si progrediva probabilmente perché io non ero disposta a mettermi in gioco ma mi ricordo come se fosse ieri una cosa che mi ha detto. Mi aveva consigliato di non uscire di casa per andare subito a convivere ma di fare un'esperienza da sola per capire a che punto era il mio rapporto con il mio attuale marito, di non mettermi in gabbia da sola. Ed è così che mi sento. Mi sento di aver seguito mio marito in una città lontana per non far finire la nostra relazione ma non sono sicura che lui avrebbe fatto lo stesso per me. Io ho cambiato città, ho chiesto trasferimento di lavoro e mi sono ritrovata a vivere praticamente da sola. Adesso non va più via da sua mamma e da suo fratello così spesso ma il primo anno di convivenza era via quasi tutte le sere e così fino alla nascita, anche in gravidanza mi è stato vicino poco e adesso che lui mi accusa di essere eccessivamente attaccata al mia mamma e a nostro figlio mi infastidisce o meglio mi fa arrabbiare perché lui dove è stato tutto questo tempo? Non vicino a me. È un bravo ragazzo e so che mi vuole bene però non riesce a capire dove ha sbagliato e perché io soffra così tanto la mancanza di mia mamma e degli altri miei familiari. Da quando sono rimasta incinta ho sofferto molto la solitudine e forse adesso non riesco a perdonarlo.
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dopo
Utente
Utente
Mi sono sentita una mamma inadeguata ma adesso non più. Certo sono una mamma un po' più ansiosa di altre e a volte ho ancora dei dubbi se sto facendo bene ma non sento più quel senso di impotenza che ho provato nei primi mesi. Il mio piccolo sta crescendo bene, abbiamo una buona intesa e forse sono una mamma un po' scombinata, non certo da manuale ma sono una mamma che gioca e ride con lui e cerca di accudirlo al meglio. Forse mi rimprovero un po' di non riuscire ancora a staccarmi da lui per troppo tempo e sinceramente al momento non ne vedo neanche il motivo poiché il distacco come è giusto che sia ci sarà a settembre quando andrà all'asilo.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Non ci sono quindi motivi per temere che altri la debbano giudicare inadeguata come mamma.

Probabilmente quello che le era stato dato dalla terapeuta era un buon consiglio e ora effettivamente lei sembra esprimersi come se fosse un po' "in gabbia" e come se non ci fossero vie d'uscita.
Al momento di decidere dove vivere ha prevalso in lei il pensiero di poter essere abbandonata se non avesse esaudito il desiderio di suo marito di vivere vicino alla propria famiglia?
Lui non era disponibile neanche a discutere altre soluzioni?

Fino a che età ha vissuto con sua madre?
Eravate voi due sole?
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dopo
Utente
Utente
l problema è proprio questo. Siamo andati a vivere insieme in età adulta, io avevo 36 anni e lui 39 anni e stiamo insieme da quando io ne avevo 22 è lui 25. Diciamo o che si andava a vivere insieme o ci si lasciava e fin dall'inizio lui non ne voleva sapere di vivere in altro luogo al di fuori della sua città. Provenendo io da un piccolo paese di montagna e lui da una cittadina più grande, sapevo che sarebbe stato più facile per me adattarmi nella sua città che per lui adattarsi alla vita di una realtà più piccola. Soltanto che poi la convivenza non si è rivelata quello che mi immaginavo, abitudini diverse e lui restio a modificare le sue per venirsi un po' incontro. Ad esempio non abbiamo quasi mai cenato insieme perché lui è stato abituato che ognuno mangia quando gli va e non riescea capito che per me cenare insieme significa famiglia. Magari è qui a casa ma sta seduto sul divano mfino a che non gli viene fame. Quando esce dalla porta non saluta, tutte piccole cose che per me sonnormali e che lui liquida come vuoti formalismi. Ripeto non è un cattivo ragazzo ma appunto è rimasto un ragazzo, a volte mi sembra di vivere con un'adolescente. A lui va bene tutto dice purché non lo stresso. Ho l'impressione che la nostra sia una coabitazione più che una convivenza. E molto ha influito negativamente la vicinanza con sua madre e suo fratello. Lei vedova lui scapolo e io sempre per ultima. Ma non è neanche questo il problema. Certo non era il matrimonio che sognavo ma non sarò la prima e neanche l'ultima ad essere delusa. Quello che mi fa rabbia è che non capisce il mio bisogno di stare vicina a mia mamma. Recentemente mia mamma ha subito un'operazione, niente di grave, ma io non ho potuto starlette accanto come avrei voluto e mi immagino nel futuro quando lei sarà più anziana che io sono lontana e questo mi fa soffrire. Lui dice che c'è vicino mia sorella ed è vero solo in parte perché mia sorella abita si vicino a mia mamma ma tornando al fatto dell'operazione non è andata a trovarla neanche una volta. E mio marito accorre ogni volta che sua madre chiama nonostante suo fratello viva con la loro madre che tra l'altro mi tiene anche il conto di quante volte torno a casa mia. È l'altro giorno mi ha detto che vado spesso da mia mamma e notare che ci vado uba o due volte al mese e mio marito la casa da sua madre ci capisco dalle due alle quattro volte la settimana e ancora non capisce perché io soffra della lontananza. E ci credo loto non l'ha l'ha nno mai provata. È questo che mi fa imbestialire, quella che deve rin
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
In precedenza ha detto che convive da 5 anni e che si è sposata dopo 3 anni di convivenza: ha preso questa decisione (nonostante la situazione che descrive) sperando che qualcosa cambiasse con il matrimonio?

Da quello che riferisce sembra che non abbiate costruito qualcosa assieme e formato una famiglia, ma che lei si sia semplicemente "aggiunta" alla preesistente routine di suo marito, che si comporta come prima di vivere con lei al punto da non salutare quando esce come se fosse ancora solo in casa.
Quando gliene parla ottiene in risposta solo la richiesta di "non stressarlo"?
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dopo
Utente
Utente
Mia mamma vive sola ma è una donna in gamba. Mi ha sempre detto di are la mia vita, certe vede anche lei che sono spesso sola e si dispiace. Quando può viene a trovarmi ma è abituata alla sua casa e dopo un po' si sente di troppo. Lo so che quando il mio bimbo sarà più grande sarà più facile muovermi ma non è questo il punto. Sento di aver rinunciato a molto di me stessa mail queste rinunce siano considerate un atto dovuto. Ho già anticipato a mio marito che non ho intenzione di vivere così lontana per sempre ma non sono sicura che se lo mettessi davanti ad una scelta lui sceglierebbe di seguirmi e questo è quello che mi fa più male. Io gli sono andata incontro ma non so se lui sarà disposto a fare altrettanto. Però è giusto che sia io a pagare il prezzo più alto? Devi dire ad onor del vero che un po' si sta impegnando, on casa mi aiuta di più, adesso quando esce di casa saluta ma per me queste sono cose normali in una famiglia. Lui mi accusa di essere pessimista, malmustosa e quando gli spiego che mi ha lasciata sola per troppo tempo e questo ha creato una distanza fra di noi lui dice che parlo sempre al passato e che guardo solo gli aspetti negativi ma intanto la solitudine l'ho provata io e no lui.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Mi sembra che ci siano diversi aspetti della vita attuale che non la soddisfano e che le provocano rabbia e frustrazione e penso che sia necessario che cerchiate di risolvere problemi e incomprensioni per non arrivare ad un punto tale di esasperazione (soprattutto da parte sua) da non vedere altra soluzione che non la separazione.

Le suggerisco di coinvolgere seriamente suo marito nel discorso facendogli capire che è molto stanca di come vanno le cose e di richiedere una consulenza di coppia per parlare con uno psicologo di tutto quello che vi sta dividendo.

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