Rapporti con transessuali

Salve sono un giovane di 30 anni e vi contatto per avere un chiarimento sulla mia identità sessuale a seguito di alcuni rapporti che ho avuto con dei transessuali:specifico che si è trattato di rapporti orali passivi(ho ricevuto una fellatio) masturbazione (sempre ricevuta) con io che palpavo natiche e seni del transessuale.
Personalmente mi definisco eterosessuale al 100%,concependo il sesso esclusivamente nel mio naturale ruolo attivo e non avendo mai avuto nessun tipo di rapporto con uomini,visto che al solo pensiero provo profondo disgusto ed un senso di malessere generale:essere penetrato o prendere un pene in bocca sarebbe per me abominevole e ripugnante,
Chiarito ciò il problema è venuto fuori durante alcune serate,in cui essendomi trovato a tarda ora in giro ,spinto da curiosità,eccitamento e tentazione mischiate sono voluto andare nelle vie in cui c'è prostituzione.
Essendoci però un rapporto di 6/4 - 7/3 di trans contro donne nelle principali zone ho trovato il modello pornostar di cui sono magneticamente attratto nei transessuali più che nelle donne.
Per tale modello indico la formula che ho trovato in un sito in cui si davano le possibili risposte del perchè si va con i trans,essendo la seguente quella che si riferisce al mio caso:
"Molti dicono di essere attratti dall'aspetto marcatamente femminile (quasi caricaturale) del trans: le labbra turgide, il trucco accentuato, i seni enormi. "
Io provo la massima attrazione sessuale proprio verso natiche e seni enormi (taglia 7-8),che essendo una rarità nelle donne(cui ovviamente restano il modello ideale di riferimento)si trova molto più spesso nei trans prostituta che si sottopongo ad interventi chirurgici consistenti nell'aggiungere silicone o protesi per rappresentare tale figura femminile il cui aggettivo "caricaturale" rende proprio l'idea.In parte penso che ciò sia dovuto all'immaginario pornografico che seguo da sempre,ma è istintivo il processo di eccitamento alla vista di tali parti del corpo con simili dimensioni,e quello che scatta è un automatismo che si tratti di donna o trans.
Le esperienze che ho avuto sono sempre state praticamente gratis,nel senso che offrendole il passaggio a casa loro in cambio mi praticavano una fellatio o mi masturbavano,e tutto sommato le reputo piacevoli essendo soprattutto pratiche sicure.
Ora però non so come continuare,visto che l'uscita notturna quando ne ho voglia mi piace farla(alterno lunghi periodi di 6/9 mesi senza andarci ad altri in cui vado 2 volte al mese e poi nuovamente stop), ma allo stesso tempo non vorrei andare verso uno squilibrio di rapporti con trans e non con donne conseguente il fatto che le caratteristiche sopradescritte dato il rapporto proprzionale le trovo quasi sempre nei trans,e quindi se esco alla fine la culona/tettona è quasi sempre trans.Non riuscirei a penetrare un trans restando bloccato dalla vista e dal contatto con il suo pene durante il rapporto,potrei farlo solo se coperto.Cosa potete dirmi a riguardo?Grazie
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Da qui non è possibile sapere nè capire nulla riguardo la Sua sessualità perché si tratta di un ambito che a mio avviso dovrebbe essere esplorato direttamente in una consulenza psicologica di persona sopratutto se questo le crea disagio o sofferenza.

Cordiali saluti

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
Quello che chiede è una diagnosi non fattibile online.

Le riporto una parte di un mio articolo che lei già cita tra virgolette

"Il disturbo è molto più frequente nella forma “andro-ginoide”, cioè quando il paziente nasce maschio e desidera “ transitare”verso il sesso femminile, piuttosto che “gino-androide”.
Perchè molti uomini oggi, cercano esperienze sessuali con i trans?
Secondo voi sono correlate agli esiti della rivoluzione sessuale?
Il "cliente tipo", che va con i trans, viene mosso da meccanismi erotici differenti, rispetto alla ricerca della semplice prostituta donna.
Spesso è mosso da inconscie tendenze omosessuali, che nel rapporto sessuale consumato con un trans non operato, vengono ampiamente soddisfatte e, ben celate e mascherate dai grossi seni e, da tratti fenotipicamente femminili.
Un altro aspetto da non sottovalutare durante il rapporto sessuale con un trans è l’incontro, estremamente rassicurante, con la genitalità maschile, che si contrappone ad una sessualità femminile richiedente , aggressiva e spesso vampirizzante.

Detto questo bisogna sapere molto di più di lei:
La sua infanzia.
Le sue prime esperienze sessuali
Il suo rapporto con le donne.
Con il pianeta uomo.
I modelli di identificazione
E così via.


Che siano rapporti orali, passivi e non reciproci, non cambia molto...
La sua precisazione fa trapelare paure e forse ambivalenza nei confronti di questo tipo di sesuaalita
Sbaglio?

Richieda una consulenza specialistica, capirà molto di più di se stesso

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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dopo
Utente
Utente
Ringrazio entrambe le psicologhe per le loro risposte,in particolar modo la dr.ssa Randone per il discorso più articolato.
L'articolo che citavo è questo http://www.girlpower.it/mondo/societa/perche_agli_uomini_piacciono_i_trans.php
ed ho letto anche il suo transessualismo, dig e prostituzione.
Ho affermato con la massima chiarezza il mio orientamento sessuale proprio perchè sapevo che la cosidetta teoria tipica dell'omosessualità latente ed inconoscia sarebbe saltata fuori ma ribadisco non è assolutamente il mio caso,
Io non proverai mai rapporti passivi intendendoli come una inaccettabile violenza sessuale alla mia persona,roba da prigionia per capirci.
Io l'unico pene che abbia mai toccato in vita mia è il mio e basta.Anzi come dicevo in conclusione non riuscirei a penetrare un trans proprio perchè rimarrei bloccato dalla vista e mi schiferei del possibile contatto con il suo organo.
Quindi lasciamo stare la componente omosessuale che semplicemente non c'è.
Non avrei problemi,soprattutto in un contesto come questo,a dire il contario e non c'è ragione perchè non debba essere totalmente sincero essendo nel mio diretto interesse darvi più elementi possibili al fine di fornirvi una visione d'insieme.
Ma voglio restare sul punto,non addentriamoci nella sconfinata analisi biografica che comunque sia non presenta particolari traumi avendo avuto una normale educazione sessuale per dirla così.
Sono consapevole dei limiti del consulto online ma quello che vi chiedo è un inquadramento generale del mio caso,che non mi crea particolare disagio nè sofferenza alcuna anzi, nello scrivere il primo messaggio ho avviato un processo autoanalitico che mi ha permesso di fare ordine mentale ,ed intendo arrivare in fondo alla questione.Concludo chiedendo alla dr.ssa Randone come fa a dire "Che siano rapporti orali, passivi e non reciproci, non cambia molto..."?
Questa è proprio la differenza fondamentale! Il discorso sta tutto qui,e ciò non manifesta nè paure ne chissà cos'altro.Ho solamente necessità di capire. Vi ringrazio davvero e vi chiedo come secondo voi dovrei regolarmi:forse sarebbe risolutivo nell'ambito prostitutivo frequentare esclusivamente donne,sovrascrivere numericamente i rapporti, anche se come ho descritto dettagliatamente sopra quel modello fisico a me piace moltissimo e risulta soddisfacente,anche se è evidente le possibili problematiche psicologiche che mi comporta.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Le rispondo con una frase che adopero spesso nei miei articoli e libri e che racchiude quello che vorrei dirle :

" la sessualità non è un fare, ma un essere"

Quindi che siano attivi, passivi, orali, vaginali ecc esiste un immaginario, una psiche, una relazione o non relazione, dinamiche di potere e di sottomissione, strutture di personalità e tantissimo altro ,,, non investigabile online

Non esiste giusto o sbagliato, si chieda solo "perché"
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

posso chiederLe se tutto ciò genera in Lei disagio ed è fonte di sofferenza e problemi?

Perché se così non fosse, e mi pare di capire infatti che non sia un problema per Lei, e se Lei avesse solo la curiosità di capire se c'è un problema o dubbio di identità sessuale a motivo delle esperienze con il transessuale, ribadisco la necessità di chiarire in un'altra sede, più consona e soprattutto personalizzata, nella quale potrà comprendere meglio molti aspetti di se stesso.

Tuttavia, mi pare che il Suo dubbio ruoti un po' attorno alla normalità/squilibrio di tale pratica, come se Lei dicesse: "Se ho frequenti rapporti con i transessuali, rischio di avere problemi con le donne e potrei arrivare a preferire i trans che hanno determinate caratteristiche fisiche alle donne?". E' questo il Suo dubbio?

[#6]
dopo
Utente
Utente
Il fatto è che io mi regolo in base a quello che trovo,cercando seni e natiche di dimensioni enormi come nella pornografia che preferisco in assoluto.
Se però mi trovo davanti ad un trans con queste caratteristiche resto soddisfatto comunque,mantenendo però sempre presente che la prima scelta è una donna in ogni caso.
Riflettendo mi risulta però un controsenso andare con un trans essendo io esclusivamente attivo in ogni tipo di rapporto,Infatti quasi tutti quelli che vanno con trans lo fanno perchè interessati ad avere un rapporto passivo manifestando così la propria componente omosessuale nell'interesse verso l'organo sessuale maschile.Aggiungo che spesso stando mezzi nudi i trans mostrano il loro membro e a me ciò disturba la vista come in una situazione da spogliatoio per intenderici,anche se essendo io interessato a tutt'altro la cosa mi lascia fondamentalmente indifferente,mi giro dall'altra parte e basta.
Il problema è che la prostituzione risulta mista nella stessa zona,e che spessissimo le caratteristiche fisiche di seno e soprattutto natiche enormi sono molto più diffuse nei trans che nelle prostitute donne.Perciò se dovessi riavere rapporti con trans sarebbero dovutamente limitati a fellatio masturbazione e palapazione come sempre.Semmai è per me importante che tali rapporti risultino estremamente minoritari nel numero complessivo,risultando più che altro funzionali,per esempio:mi sono trovato a fare l'uscita e non essendoci una donna ma un trans con le caratteristiche da me richieste ho finalizzato con quello che avevo a disposizione.
In definitiva dopo avervi descritto dettagliatamente la mia situazione ed avendo avuto in questo modo la possibilità di avviare un processo autoanalitico che mi ha permesso di riflettere sul tema chiarendo i principali punti della questione,cosa vi sentite in grado di dirmi? La psicoterapia è sempre consigliata,lo so e sono il pimo a dirlo,soprattutto con chi come voi è specializzato in sessuologia ma quale tipo di percorso dovrei avviare?In cosa è inquadrabile il mio caso,e cosa è più consigliabile fare?Da ultimo è forse meglio ,visto che la tematica è relativa ad i gusti sessuali rivolgermi, ad un psicologo uomo?
Vi ringrazio per la vostra attenzione,ed esprimo il mio massimo apprezzamento per il servizio offerto.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Non è obbligatoria la psicoterapia, potrebbe - sempre se ne sente davvero la necessità - rivolgerò ad un nostro collega per qualche colloquio psicologico, poi in funzione di quello che verrà fuori si stabilità il da farsi

Se lei sta bene così ed è certo sia del suo orientamento che delle sue necessità sessuali e se queste non le impediranno di vivere una vita di coppia appagante può anche non fare nulla

Se però questa scissione tra affettività e sessualità dovesse, alla lunga, darle fastidio potrebbe pensare di capire di più

In quanto alla scelta del clinico faccia lei: uno psicoterapeuta con qualunque formazione, o se preferisce uno psico/ sessuologo va bene anche, cioè uno psicologo/psicoterapeuta o anche medico formato in sessuologia clinica

Se si sente più a suo agio con un uomo faccia pure, personalmente credo che le coppie eterosessuali a lavoro funzionino meglio, ma questo è un mio parere in funzione della mia pratica clinica

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