Dormire fuori, panico..

Salve, tra una settimana ho una gita scolastica e dovrò dormire fuori per 4 notti.. ho sempre avuto problemi fin da piccola nel dormire lontano da casa, soprattutto senza i miei genitori.. tutto tranquillo durante il giorno ma quando arriva la sera e tutti sono stanchi e vogliono andare a dormire io inizio ad agitarmi, soprattutto quando noto che tutti dormono e io sono l' unica sveglia..mi è capitato di rimanere sveglia anche per 2 notti filate .. Il problema a 13/14 anni circa sembrava essersi risolto fino alla gita scolastica Della seconda superiore quando il mio problema si é ripresentato. .. questo problema mi mette molto a disagio mi sento sbagliata e inferiore ai miei coetanei e ho rinunciato a numerosi viaggi per questo mio problema.. ho provato anche farmaci naturali ma senza alcun effetto e non so più dove sbattere la testa.. ho deciso di partecipare a questa gita con la convinzione che devo riuscire a risolvere questo problema per me stessa ma a una settimana di distanza mi sto davvero preoccupando capendo che da sola non ce la posso fare e non posso rovinare la vacanza alle mie compagne di stanza .. come potrei risolverlo? Grazie mille per l' attenzione
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Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1.3k 66
Salve, immagino quanto sia difficile vivere questo stato di agitazione che la porta a rimanere sveglia addirittura a lungo, anche per due notti. Lo stato d'animo del "panico", con cui intitola il suo consulto, mi sembra essere coerente con i vissuti di cui ci parla.

Non deve sentirsi sbagliata né inferiore ai suoi coetanei. Si trova a vivere una situazione di malessere e questo può capitare a chiunque. Anzi il fatto che ci sta scrivendo è un ottimo segno, che indica la sua motivazione a cambiare le cose, la sua responsabilità e il suo coraggio.

Capisco il fatto di sentire un vincolo che le impedisce di vivere un momento piacevole insieme agli altri, provocandole uno spiacevole disagio. E capisco anche il senso della rinuncia, che forse potremmo dire essere allo stesso tempo un motore che fortunatamente la spinge a cambiare le cose.
Forse non vuole più trovarsi in questa condizione che blocca le sue possibilità di oggi, ma vuole vivere in modo più pieno e libero le sue esperienze, con un senso di sicurezza e fiducia, senza doversi pentire un giorno di non averle fatte.

Dalle poche parole che ci dice, posso ipotizzare che il problema sia risolvibile, ma a mio parere non in breve tempo, poiché riguarda il suo mondo interiore e potrebbe essere necessario un lavoro su di sé profondo, per poter modificare il suo vissuto attuale.

Provo a farle tre domande in questa sede.
Quando il problema sembrava essersi risolto intorno ai 13/14 anni, si era trovata a dormire lontano da casa, senza i suoi genitori?
Alla fine, come è andata la gita scolastica della seconda superiore?
Le sue compagne di stanza sono a conoscenza delle sue preoccupazioni?

Un saluto,
Enrico de Sanctis

Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

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Dr.ssa Marta Stentella Psicologo 355 5
Gentile utente,
Questo tipo di ansia riferita al dormire fuori casa è molto più frequente di quanto crede soprattutto alla sua età. Certo è che dal momento in cui la costringe a fare così tante rinunce forse merita di essere valutata e risolta con l'aiuto di un collega della sua zona.

Per la gita imminente, Un primo consiglio è quello di non ostinarsi a pensare che andrà male. Secondo la profezia che si autoavvera, più pensa che non dormirà, più ciò le genera ansia e più è probabile che non riesca davvero a dormire. Per questo motivo la invito a concentrarsi sugli aspetti positivi di questa gita.
Poi le consiglio di mettersi a letto solo quando è veramente stanca per evitare di rimuginare sull'assenza di sonno. Se non riesce a dormire, cerchi di pensare a immagini positive e rassicuranti evitando di guardare l'ora ed evitando di stare al telefono. Eventualmente è meglio un libro.
Pensi pure che in gita solitamente non si va a letto presto! Si concentri sulla parte ludica e non su ciò che non riuscirà a fare.
Potrebbe anche eventualmente farsi consigliare qualcosa di naturale in alternativa a ciò che ha già assunto in passato senza successo. I prodotti per questo problema sono numerosi ed efficaci.

Buon divertimento

Dr.ssa Marta Stentella - Roma e Terni
Psicologa Clinica e Forense, Psicodiagnosta
www.martastentella.it

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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile ragazza,
Prima di attribuirsi la responsabilita' di quanto Le accade La inviterei a ricordare quegli input negativi ricevuti dai Suoi familiari circa il "dormire fuori casa" nel corso della sua giovanissima vita.
Le e' stato paventato un pericolo? Una difficoltà?
Talvolta i genitori, a fin di bene, ritengono utili tali input, e non si rendono conto del danno che possono produrre sui figli sensibili e non ribelli.
Non Le impongo quindi di "non farsi influenzare" da tali input che certamente hanno agito a livello inconscio su di Lei, ma La invito a rendersi conto di essere stata in un certo senso "condizionata" a dormire a casa, al sicuro!
Un passo alla volta ce la fara'. Lo "svincolo" dalla famiglia passa attraverso tante strade. E bisogna impegnare ed impegnarsi a percorrere con determinazione e pazienza!
Auguri!
Ci mandi Sue notizie al ritorno dalla gita!

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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