Solo che l'altro giorno cercando informazioni a riguardo sul web, mi è venuta la curiosità di

Buongiorno dottori,
Sono una ragazza di 18 anni e da qualche tempo soffro di problemi d'ansia, pensieri ossessivi.
Ma vengo al dunque, qualche giorno fa una mia amica mi ha fatto vedere dei tagli che si è procurata sul corpo, dice di sentirsi appagata quando lo fa e che è un gesto impulsivo di cui non riesce a fare a meno. Io ho cercato di aiutarla, di farla ragionare, ma sono consapevole che il mio solo aiuto non possa bastare.
Io di farmi del male fisicamente non ho mai avuto la voglia, l'ho sempre trovato un comportamento profondamente irrispettoso verso di sé, e anzi, avevo paura potessi arrivare a farmi del male, oppure in passato ho avuto pensieri ossessivi sul suicidio che mi davano una grande angoscia.
Solo che l'altro giorno cercando informazioni a riguardo sul web, mi è venuta la curiosità di provare, mi sono fatta dei tagli sulla gamba, e dopo, non mi sono sentita appagata né soddisfatta, mi è venuta l'ansia e mi sono sentita terribilmente in colpa, non ho nessuna intensione di rifarlo.
Non so per quale motivo mi sia comportata in questo modo dato che è un comportamento che va al di là della mia etica. Ora ho il pensiero ossessivo che rimangano le cicatrici per sempre e che moralmente mi sia fatta del male inutilmente, una cosa senza senso, stupida.
Chi è autolesionista penso sia perché quello è il suo modo di sfogare il dolore, io ho sempre trovato altro per stare meglio.
Penso sia intollerabile il fatto di "provare per curiosità", e mi sento una stupida.
Non capisco se il mio comportamento sia dovuto in un certo senso da un voler inconsciamente stare più vicino alla mia amica, o se sia solo per immaturità e stupidità, o se sia uno dei miei soliti pensieri ossessivi che hanno contenuti che non rispecchiano il mio volere.
Il fatto di considerare un comportamento non affine a me e poi dopo poco tempo metterlo in atto mi fa riflettere anche di quanto io sia insicura e di quanto le mie idee siano labili, sicuramente questo dipende in parte dall'età.

Vorrei avere un vostro parere in merito,
Grazie.

Chiara
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Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo Psicologo, Psicoterapeuta 2,4k 122
Gentile Chiara

"Non so per quale motivo mi sia comportata in questo modo dato che è un comportamento che va al di là della mia etica. Ora ho il pensiero ossessivo che rimangano le cicatrici per sempre e che moralmente mi sia fatta del male inutilmente, una cosa senza senso, stupida"

Le spiegazioni potrebbero essere diverse...
magari hai compiuto quel gesto semplicemente per capire se si prova veramente piacere come dice la tua amica. Se poi, come dici, tendi ad essere una persona estremamente etica e moralista, ecco che subentra il senso di colpa. il senso di colpa è una emozione che sperimentiamo quando crediamo di aver fatto del male/creato un danno a qualcuno. Quindi, verosimilmente, il tuo senso di colpa potrebbe derivare dalla credenza di aver danneggiato la tua etica e il tuo moralismo. Ti prego di considerare queste come ipotesi di spiegazione dato che siamo online.

Sei in terapia per i tuoi problemi di ansia? Se si, che tipo di terapia/e?
Se no, come mai?

Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo. Psicoterapia cognitiva e cognitivo comportamentale.

[#2]
dopo
Utente
Utente
Dottore ma lei non crede che sia un comportamento stupido il mio?
Mi vengono pensieri come di aver fatto un male profondo a me stessa, che se le cicatrici non andranno via dovrò suicidarmi perché non posso portare questo segno indelebile addosso causato da me, mi rendo conto dell'irrazionalità di questi pensieri, ma non sono sicura siano causati dall'ansia oppure no. È sempre ansia?

Riguardo alla terapia, ho fatto una psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico per un anno, che mi ha aiutato ad eliminare attacchi di panico e l'ansia invalidante, ora penso di saperla gestire da sola, ecco.
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Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo Psicologo, Psicoterapeuta 2,4k 122
Cara Chiara,
Non è assolutamente un gesto stupido oggettivamente. Lo è soggettivamente per te! perché verosimilmente, quel gesto ha compromesso il tuo perfezionismo, la tua morale, l'etica che hai. E sono certo che ti rendi conto dell'irrazionalità dei tuoi pensieri, ma te ne rendi consapevole SOLO da un punto di vista razionale e non ANCHE emotivo. Il passaggio dal razionale all'emotivo, è un lavoro da psicoterapia!

Detto ciò

per quanto riguarda la tua domanda, online non possiamo avere certezze, ma credo che nel tuo modo di vedere la vita e la realtà ci sia una importante componente ansiosa sulla quale occorrerebbe che tu, insieme ad un/una collega, riprendessi a lavorare.

Ti linko delle letture che possono tornarti utili https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/205-caro-psicologo-mi-sento-ansioso-i-disturbi-d-ansia-e-la-terapia-cognitivo-comportamentale.html http://www.stateofmind.it/2015/04/funzioni-psicoterapia-cognitiva/
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dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la risposta.
Quindi il fatto di non avere più il panico e l'ansia così invalidante dipende dal fatto che i meccanismi che li tenevano in vita li ho capiti anche a livello emotivo?
E come è avvenuto ciò?
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Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo Psicologo, Psicoterapeuta 2,4k 122
"Quindi il fatto di non avere più il panico e l'ansia così invalidante dipende dal fatto che i meccanismi che li tenevano in vita li ho capiti anche a livello emotivo?" . È molto probabile!

Vedi, nella terapia di malesseri/disagi psichici occorre che il paziente sia primariamente consapevole razionalmente di come "funzionano" le proprie dinamiche mentali disfunzionali e dolorose, ma poi, all'interno del processo psicoterapico si comprende come quelle dinamiche disfunzionali, altro non sono che emozioni disfunzionali e dolorose che mantengono il problema. Quindi la consapevolezza razionale, lascia inevitabilmente spazio ad una consapevolezza emotiva. Ed è proprio quest'ultima che ci permette di iniziare ad appropriarci di strategie di gestione dei dolori dell'anima.
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dopo
Utente
Utente
Ho capito, grazie.
Dottore ma io mi sento terribilmente in colpa per questo gesto e non faccio altro che pensarci, ho paura che questa sensazione di sentirmi "sporca" e di aver fatto male profondamente a me stessa duri per sempre, lei crede che questo sia un pensiero ossessivo come un altro, oppure è realmente così? E crede che questi pensieri un giorno riuscirò a vederli con distacco e considererò il gesto di per sè per com'è, cioè una ragazzata e basta?
Sono veramente preoccupata.
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Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo Psicologo, Psicoterapeuta 2,4k 122
Il fatto stesso che dici: "ci penso sempre e mi sento terribilmente sporca", ci fa capire che è un pensiero ossessivo (cioè intrusivo e sgradevole) sul quale stai costantemente rimuginando.

Per questo ti consigliavo un ritorno in terapia. Solo cosi inizierai a vederli "con distacco" e per quelli che sono. Ovvero: semplicemente pensieri che, per un periodo, hanno fatto parte della tua vita mentale

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