Utente 919XXX
un vivo ringraziamento per la vostra disponibilità.
vorrei porre alla vostra attenzione il mio caso.
Sono ormai molti mesi forse più di un anno che soffro di prurito anale.
Oggi sto molto meglio, ma devo ricorrere periodicamente all'uso di farmaci locali.
Ho effettuato moltissime analisi,visite da specialisti ed ho uno stile di vita "alimentazione" abbastanza rigoroso per evitare cibi irritanti.
Alla fine della "fiera" tutti i medici consultati Generico,Proctologo,Dermatologo,Urologo sono giunti alla conclusione che il mio problema è psicologico.
Effettivamente non mi sento di dargli tutti i torti e qui che vorrei chiedere il vostro parere;una cura con farmaci ( ovviamente prescritta da uno specialista )che aiutino a migliorare il mio stato d'animo possono portare ad una dipendenza che con il tempo può condizionare la mia vita? L'uso di statine per il colesterolo possono essere incompatibili con alcune sostanze eventualmente presenti nei farmaci indicati per questi problemi?
Grazie

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

l'uso di farmaci per il trattamento di questo sintomo deve prendere in considerazione globalmente la sua condizione psichica.
La prima conseguenza possibile della eventuale terapia che verra' prescritta e' la risoluzione del problema. Potrebbe essere utile associare una psicoterapia.
Tutte le valutazioni effettuate necessitano necessariamente di una valutazione di uno specialista in psichiatria che possa darle una risposta efficace sul suo problema.
Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#2]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,
si rivolga ad un medico specialzzato in problematiche psicologiche.
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[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Se i medici che ha già interpellato le hanno detto che il problema è psicologico / psichiatrico, chiarisca questo aspetto. Potrebbe trattarsi di un disturbo ossessivo, non raro e curabile. Il problema dei farmaci che danno dipendenza è un falso problema: nessuno dei farmaci che si assumono a lungo termine "dà" dipendenza, ovvero possono servire o non servire, ma di per sé non cambiano niente nella sua libertò di poterli sospendere o proseguire. Anche alcuni (non quelli che servirebbero in quesro caso) danno assuefazione, lei rimane sempre libero di sospenderli gradualmente e liberarsene. Deve fare i conti con i disturbi, non con i farmaci che sono "alleati" per risolverli, come sta facendo con le statine per il colesterolo. E' dipendente dalle statine per mantenere il colesterolo sotto i livelli di rischio, il che non significa che non sia libero di interromperle se crede, ma non sono le statine a renderla "legata" alla necessità di controllare il colesterolo.
Saluti
Dr.Matteo Pacini
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