Utente 541XXX
Gentili dottori, come sempre sono in pieno smarrimento e penso che non esista la soluzione per me.
Ormai ho un'età in cui si dovrebbe avere una certa maturità eppure, lo riconosco, non ho proprio capito questo mondo.
Un mondo in cui, come dice una vecchia canzone, "vince chi bara e non chi vale"; in cui conta di più apparire che essere; in cui il futile è più importante di ciò che è utile.
Purtroppo per esperienza personale posso dire che le amicizie sono quasi sempre di convenienza e quando non fanno più comodo vengono sbrigativamente cestinate; che ci si mette insieme e poi si tradisce o si viene traditi, oppure ci si svaluta reciprocamente in modo abituale.
Inoltre, spesso si usano due pesi e due misure per gli errori propri e per quelli altrui; la critica feroce e sommaria è all'ordine del giorno, mentre l'autocritica e la riflessione sono rarissime.
Paradossalmente, da bambini ci insegnano a comportarci bene e poi in giro è pieno di furbastri, per usare un termine gentile, di tutte le età che appena possono ci fregano, compresi quelli che hanno il nostro stesso sangue.
E per di più, le cronache testimoniano trop-pe volte l'inaffidabilità di qualcuno che indossa una tonaca o una divisa o un camice bianco; e ciò vale anche per chi si occupa dei più deboli: anziani, bambini e persone svantaggiate.
Mi chiedo di chi mai ci si possa fidare...
E che dire della decantata superiorità dell'essere umano sugli altri animali, che gli sarebbe conferita dall'intelletto?
Direi che cozza pietosamente, ad esempio, col modo in cui le persone devastano l'ambiente, o discutono con gli altri al limite del litigio (e anche oltre), o guidano e parcheggiano l'automobile, o guardano continuamente il cellulare anziché comunicare con gli altri.
E tutto questo rientrerebbe in un ambito di normalità... senza parlare di crimini che sono un altro discorso.
Mi viene spontaneo pensare che se quanto sopra costituisce la normalità, allora mi sento profondamente anormale e terribilmente fuori posto.
Devo prendere atto che mi manca l'intelligenza necessaria per capire, per adeguarmi e per far parte di un simile sistema.
Vi ringrazio per l'attenzione, i migliori saluti.

[#1]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Gentile Utente,

mi sembra chiaro che in questo momento lei è concentrato unicamente sui "mali del mondo", e non riesce a considerare il fatto che quanto elenca è solo una parte della realtà.

Probabilmente ciò che le pesa di più è che le persone a lei vicine, della quali avrebbe dovuto potersi fidare, hanno avuto comportamenti inaccettabili:

"è pieno di furbastri di tutte le età che appena possono ci fregano, compresi quelli che hanno il nostro stesso sangue"

e il resto, cioè la visione negativa generalizzata del mondo, viene di conseguenza.

Detto questo, ha una domanda precisa che ci vuole rivolgere?
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#2] dopo  
Utente 541XXX

Gentile dottoressa, la ringrazio per avermi risposto.
Quella che lei definisce "una parte della realtà" a me sembra la maggior parte, se non l'unica parte.
Se può, gentilmente mi spieghi come si vive in un mondo del genere, io non l'ho capito.
Saluti

[#3]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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La sua domanda nasce dal presupposto che la sua visione del mondo, completamente negativa, rappresenti uno specchio fedele della realtà, mentre è condizionata da quanto lei ha vissuto, da ciò che le è capitato (mi riferisco al suo accenno a parenti dai quali ha avuto delle "fregature"), dalla possibile mancanza di persone accanto a lei che le presentino anche versioni dei fatti differenti.

Non conoscendola non so cosa le sia successo, ma probabilmente la sua amarezza è giustificata perchè motivata da forti delusioni.
Quello che lei prova però non significa che il mondo sia pieno unicamente di brutture, ma ci dice qualcosa sulla sua percezione di ciò che la circonda, sull'incapacità di vedere anche gli aspetti positivi dell'esistenza e forse su un possibile disturbo dell'umore, che non è da escludere quando una persona vede tutto "nero".

Di conseguenza la cosa migliore da fare nel suo caso sarebbe capire prima di tutto perchè lei vede una realtà completamente negativa e deludente, analizzare la sua storia di vita e stabilire anche se non sia depresso, perchè in tal caso avrebbe necessità di una terapia che la aiuterebbe a percepire la realtà per intero, negli aspetti belli e brutti (che sicuramente esistono, nessuno lo nega) senza cancellarne alcuno dalla mente.

Ovviamente da qui posso fare solo ipotesi, visto che non la conosco, ma le suggerisco di riflettere sulla possibilità di parlare di persona con un mio collega che la aiuti sia a capire, sia a trovare una modalità differente di gestione della realtà.

Un caro saluto,
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#4] dopo  
Utente 541XXX

Gentile dottoressa, trovo che le sue parole siano calzanti per certi aspetti, mentre per altri mi lasciano un po' perplesso.
Comunque la ringrazio ancora per avermi risposto, mi rendo conto che non è facile "entrare nella testa della gente", specialmente nella mia.
Cordiali saluti

[#5]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Più che altro è davvero difficile rispondere a una persona che non si sta incontrando direttamente, ma che ha semplicemente scritto un post online.

Mi auguro che le mie parole le siano servite, almeno in parte, e che deciderà di approfondire il discorso di persona con un mio collega, perchè penso che ne valga la pena.

Se vuole mi aggiorni,
un caro saluto
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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