Utente 238XXX
Due anni fa ho subito un intervento di triplice bypass coronarico e da allora mi succede un fatto strano che prima mi era praticamente sconosciuto.
Di fronte a scene televisive un po', anche leggermente crude, trasmesse da telefilm anche solo polizieschi, debbo sempre abbassare gli occhi oppure cambiare canale, perché l’irritazione e il senso di disagio sono veramente al max.
Ho pensato spesso a questo fatto cercando il motivo che lo provocasse, ma non so darmi una ragione logica.
Posso pensare a ciò che ha provocato nel mio inconscio tale intervento con l’applicazione della circolazione extracorporea, insieme al fatto della sospensione momentanea del battito cardiaco.
Oppure al trattamento, forse un po' grezzo, degli operatori subìto durante questo intervento.
Per me solo ipotesi, senza giustificazione valida.
Già il comprendere la causa di queste mie continue reazioni mi scioglierebbe queste tensioni.
Ringrazio e porgo cordiali saluti

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Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

da come descrive il fatto, sembrerebbe che si sia instaurata dopo l'intervento chirurgico una situazione per la quale Lei fatica guardare scene che possono avere a che fare con sangue, ferite, ecc... insomma tutto ciò che ha subito.

Bisogna premettere che guardare sangue, tagli, ferite, ecc... non è senz'altro un bello spettacolo per nessuno.
La spiegazione logica è che tutti noi tendiamo a fare associazioni; in altre parole Lei potrebbe associare quelle scene dei film a quanto ha subito durante l'intervento o dopo l'intervento e quindi preferisce non guardare.

Certamente il Suo intervento è stato pesante e questo può averLa turbata. Ora come sta?
In passato aveva subito altri interventi così invasivi?

Che cosa significa che gli operatori sono stati "grezzi"?

Oggi questo fatto limita in qualche modo la Sua vita o è un problema per Lei non guardare scene crude in un film?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 238XXX

Gent.ma Dott.ssa Pileci La ringrazio per la Sua cortese e solerte risposta.
Debbo premettere che l’intervento è andato a buon fine e questo mi permette di fare tutto (al 99%) quello che facevo prima tranne un modesto cambio di prospettiva della vita: lascio andare le cose come debbono andare più di prima.
In cambio, solo l’assunzione di un paio di compresse, di una volontaria quotidiana camminata di 2/3 km e di una ventina di minuti di esercizio a corpo libero.
In passato non avevo mai subito interventi chirurgici così impegnativi e concordo con Lei che guardare sangue, tagli, ferite, ecc... non è senz'altro un bello spettacolo per nessuno.
A completamento del mio primo post, ricordo che nei 3/4 giorni seguiti all’intervento ho costantemente avuto un dolore nel cranio, nella parte sopra l’orecchio destro, poi scemata. Questo mi fa supporre di essere stato appoggiato, per un certo periodo di tempo, a un sostegno non morbido.
Inoltre il taglio delle coste toraciche per l’esecuzione dell’intervento mi hanno lasciato a tutt’oggi un dolore continuo nello sterno, ora diminuito ma ancora presente sfiorandolo con la mano, che si evidenzia quando alla guida dell’autovettura o al fianco di chi guida, si viaggia nelle strade cittadine con la cintura di sicurezza.
Per ultimo la z di zorro mi ha lasciato una infrazione costale sulla linea ascellare media che, se non erro, trattasi una modesta frattura incompleta dell'osso.
Comprendo però che lo staff degli operatori sanitari durante l’intervento debba essere stato sottoposto ad uno stress non indifferente ma - il positivo risultato dell’intervento - mi fa sentire felice e vivo, attivo e utile!
Se non per l’argomento che ha motivato questa richiesta di consulto, che però non mi pone alcun problema il non guardare quelle scene tv che, tra l’altro, non sono mai stati per nulla il mio genere preferito.
Non avendo potuto vedere nulla coscientemente durante l’intervento, attribuisco la colpa al mio inconscio che dovrebbe aver registrato la sequenza dell’intervento, senza darmi la possibilità di visionarla. :-)

[#3] dopo  
Utente 238XXX

Gent.ma Dott.ssa Pileci,

da come descrive il fatto, sembrerebbe che si sia instaurata dopo l'intervento chirurgico una situazione per la quale Lei fatica guardare scene che possono avere a che fare con sangue, ferite, ecc... insomma tutto ciò che ha subito.
Bisogna premettere che guardare sangue, tagli, ferite, ecc... non è senz'altro un bello spettacolo per nessuno.
La spiegazione logica è che tutti noi tendiamo a fare associazioni; in altre parole Lei potrebbe associare quelle scene dei film a quanto ha subito durante l'intervento o dopo l'intervento e quindi preferisce non guardare.

Concordo con la valutazione e la spiegazione logica che ha dato al fatto che ho presentato.
La mia domanda, un po' sottintesa nel mio primo post, è: Come se ne esce?
Grazie e buona giornata

[#4]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Bisogna prima valutare un altro aspetto: se per Lei tutto ciò NON è un problema (cioè quando guarda un film con una o più scene con del sangue, ecc...evita di guardare la scena e ciò non compromette la Sua vita e la Sua serenità), io eviterei di intervenire.
In fondo, perchè metter mano in una persona che sta bene, funziona bene ed è felice?

Molte persone vivono con la Sua stessa "difficoltà" nel guardare sangue e ferite. Ma dobbiamo anche essere realistici: non ci capita di essere costantemente a contatto con la visione del sangue nella nostra vita e sentirsi un pochino a disagio nella visione di una scena (o evitare di guardarla) non è poi un gran male.

L'alternativa sarebbe rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta e spezzare l'associazione che si è instaurata. Di solito, interventi del genere sono brevi e focalizzati.

Ma ne vale la pena?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
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[#5] dopo  
Utente 238XXX

Grazie dott.ssa Pileci dei suoi consigli che terrò in buon conto.
Soprattutto in riferimento alla Sua ultima domanda.