Utente 366XXX
Da pochi mesi ho una relazione con un uomo di 62 anni (io ho 38 anni) il quale non ha avuto rapporti sessuali per circa una decina di anni. Io e lui stiamo molto bene insieme e c'è moltissima intimità e complicità. Lo amo e veramente sento di aver trovato la persona giusta, e penso che anche per lui sia lo stesso.
Non posso definire la nostra vita sessuale insoddisfacente, anzi è il miglior partner sessuale che io abbia mai avuto.
Il fatto è che lui ha estreme difficoltà nel raggiungere l'erezione: i primi 3 mesi della nostra relazione non ha mai avuto un erezione; nell'ultimo mese invece riesce ad avere un'erezione soddisfacente e sopratutto ad arrivare all'orgasmo ed eiaculare. Ma questo solo con la masturbazione e con una continua stimolazione del pene. Appena ventilo la possibilità di una penetrazione immediatamente perde l'erezione. Sia chiaro: per me non ci sono problemi di sorta, La mia vita sessuale con lui, come ho detto prima, era appagante anche quando non aveva nessun tipo di erezione. E sono assolutamente felice di rispettare i suoi tempi come ho sempre fatto fino a ora.
Ho provato tutti i modi a metterlo a suo agio e a spiegargli che per me non è fondamentale la penetrazione. Il problema è che lui da una parte si sente in colpa di non riuscire ad avere una penetrazione dall'altra parte ne è assolutamente terrorizzato.
E' andato di sua spontanea volontà da un andrologo che non ha evidenziato alcun problema fisico se non un po' di sovrappeso e che ritiene poter essere di origine psicologica questo suo blocco.
Come posso aiutarlo?
Grazie

[#1]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Buonasera,

ci sono molte prescrizioni comportamentali che uno psicologo psicoterapeuta potrebbe darvi, previa valutazione, perchè ipotizzare che ci sia una problematica psicologica può voler dire molte cose.

Quindi, per prima cosa è indispensabile una diagnosi della problematica e solo successivamente la prescrizione di comportamenti da attuare o da evitare per poter fare la penetrazione.

Quest'uomo secondo Lei sarebbe propenso a sentire direttamente il parere di uno psicoterapeuta di coppia?

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 366XXX

Buongiorno Dr.ssa grazie per la risposta.
In realtà lui ha iniziato un percorso individuale con uno psichiatra psicoterapeuta su cui però mi permetto di sollevare dei dubbi visto che si vedono una volta al mese e nemmeno tutti i mesi.
Da quel poco che mi dice, anche per rispettare la sua privacy, non sembrano evidenziarsi particolari problematiche ne di ansia ne di tipo depressivo per cui non ha consigliato alcuna terapia farmacologica.
Tuttavia ritengo altamente improbabile che il mio compagno si affidi ad una terapia di coppia visto che il suo stesso terapeuta non l'ha consigliato.
Mi chiedevo pertanto se io posso fare qualcosa per lui o eventualmente andare io in terapia per lui.
La ringrazio per la disponibilità

[#3]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Di solito considero le problematiche sessuali come problematiche della coppia e non di uno solo dei due, dal momento che entrambi i partner sono coinvolti.

A volte, tuttavia, si può lavorare solo con un partner proprio per iniziare ad inquadrare la problematica e a correggere ciò che può eventualmente essere corretto, coinvolgendo il partner solo in un secondo tempo.

Lo specialista di riferimento in questi casi è lo psicologo specializzato in psicoterapia.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica