Non riesco ad avere fiducia in mio marito

Gentili dottori,
vi scrivo perché da un paio di mesi sto talmente male che mi sembra di vivere un incubo costante. Io e mio marito stiamo insieme da quasi undici anni. I primi anni sono stata molto felice con lui. Poi con il tempo le cose sono cambiate, il lavoro, la casa, la famiglia, problemi di salute, diversi lutti tra cui la perdita del nostro unico figlio di cui non sono mai riuscita del tutto ad uscirne, hanno minato la nostra armonia.Anche la nostra intimità è cambiata, la passione ed il desiderio irrefrenabile dei primi anni sono scemati a poco a poco, rendendo quei pochi momenti frutto dell'abitudine. Provo un enorme nostalgia per i primi tempi insieme, mi manca la passione ed il desiderio che vedevo nei suoi occhi. Spesso non mi sento desiderata da mio marito eppure cerco di curarmi ed essere attraente ai suoi occhi. Ho sempre pensato che un evoluzione del rapporto fosse normale con lo scorrere del tempo, che la passione lasciasse spazio ad un rapporto meno tempestoso e più stabile. Nonostante io soffrissi moltissimo per questa situazione non avevo mai messo in dubbio l'amore di mio marito. Otto mesi fa una nuova vicina è venuta ad abitare nel nostro palazzo e da quel momento non c'è stata più pace per me. Mio marito ha subito trovato questa ragazza (più giovane e dalla vita privata molto libertina) simpatica, tant'è che ha cominciato a frequentare la nostra casa. Così mi sono ritrovata a dover essere gentile ed ospitale per una donna di cui ho paura. Ho paura della sua bellezza, del suo modo di fare così diverso ma soprattutto ho paura dell'interesse che mio marito mostra nei suoi confronti, arrivando a definirla in pochissimi mesi un'amica, al pari dei suoi amici di vecchia data. Sono convinta che la loro non sia amicizia ma che ci sia ben altro, e questo pensiero ha cominciato a togliermi il sonno, ho perso il conto delle notti insonni passate a piangere. Delle volte durante le cene a casa nostra sono arrivata a sentirmi un'intrusa nella mia casa, quasi fossi di troppo vedendoli così affiatati. Mio marito mi rassicura che prova solo simpatia ed amicizia per lei ma io non riesco a credergli, non riesco a fidarmi, non lo avevo mai visto così con nessuna delle nostre conoscenze femminili e la cosa mi terrorizza. Molto spesso passano molto tempo da soli a parlare sotto casa o nelle scale e pensieri assurdi affiorano nella mia mente. Da qualche settimana mio marito mi ha confessato di volere il suo numero per restare in contatto con lei data la sua prossima partenza ma io non riesco ad accettarlo. Negli innumerevoli litigi, spesso violenti, mio marito è arrivato a dirmi che sono malata, che ho bisogno di un buon psichiatra perché la mia gelosia non è normale. Mi rendo conto di avere molte insicurezze e vorrei risolvere perché non ce la faccio più a vivere nella paura e nel dubbio. Secondo voi una terapia di coppia sarebbe la soluzione ideale o il problema sono soltanto io come dice mio marito?
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 4.1k 190
Gentile signora, lo stato di sofferenza del vostro rapporto mi sembra la prima cosa di cui occuparvi, e a differenza di quello che pensa suo marito non credo si possa liquidare il tutto parlando di una sua gelosia eccessiva o lanciando diagnosi di malattia psichiatrica.
Del resto, qualunque psichiatra o psicologo prenderebbe in considerazione l'intero contesto in cui si manifesta la sua presunta "gelosia non normale" e chiederebbe a suo marito come mai non riesce a troncare, e nemmeno a limitare, una frequentazione che causa a lei tanta angoscia.
Lei è giovane; presumo lo sia anche suo marito, ma nel breve arco di un decennio avete accumulato tante sofferenze. Probabilmente è questo, e non il trascorrere del tempo, la causa della depressione che sta spegnendo il vostro rapporto.
Le malattie e i lutti, tra cui particolarmente grave la perdita di un figlio, probabilmente hanno colpito suo marito quanto lei, sia che lui lo manifesti, sia che cerchi di fingere anche con sé stesso.
Alcuni sono incapaci di accettare ed elaborare il lutto, e spesso fuggono dalla realtà, alla ricerca frenetica di una boccata d'aria non inquinata dal dolore: la giovane vicina disinibita rappresenta forse proprio l'allegria superficiale non toccata dalla sofferenza, lo spumante che stordisce e dà un'esultanza effimera.
Certamente una terapia di coppia sarebbe più che utile.
In pratica, i passi da compiere sono tre: approfittare dell'estate per una vacanza a due senza presenze disturbanti, nemmeno telefoniche; la proposta a suo marito di un percorso terapeutico di coppia che vi permetta di valutare e guarire le ferite che la vita ha inflitto a ciascuno di voi e al vostro rapporto; nel caso suo marito non accetti questa soluzione, l'inizio di un percorso da sola, avente come scopo il recupero del suo benessere.
Da una situazione di riconquistata serenità potrà vedere più chiaro cosa è opportuno tollerare, cosa può chiedere a suo marito e cosa lui realmente può darle.
Auguri, con tutto il cuore.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) gairos1971@gmail.com

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Dr. Lucia Murgia Psicoterapeuta 31 1
Gentile utente,
sarebbe interessante approfondire alcuni aspetti circa ad esempio il vostro modo di stare in relazione e gli spazi concessi a terze figure che entrano nel focolare domestico. A primo impatto la sua frustrazione apparirebbe veramente giustificata dalla presenza ingombrante di questa nuova amica che sembrerebbe non rispettare quasi l'intimità familiare e non essere amica della coppia ma piuttosto di suo marito. A fronte di una fotografia odierna mi pare di capire che alcuni lutti oggettivamente traumatizzati come la perdita di un figlio hanno creato destabilizzazione che aggiungerei fisiologica. E mi vien da chiedere :come avete affrontato insieme tutto ciò come coppia? Avete elaborato il vissuto in termini di coppia genitoriale? Quanto lei ha percepito la vicinanza di suo marito in quel momento? La situazione che vive attualmente certamente amplifica le fragilità createsi in seguito ad eventi stressanti e il tutto non favorisce la lucidità verso la realtà delle situazioni che suo marito riferisce a modo proprio. La terapia di coppia è uno strumento valido qualora anche il suo partner avverta la necessità di una presa di coscienza fermo restando che a livello personale è sempre utile capire cosa sta succedendo e cosa è successo nel proprio mondo psicologico. Spero di esserle stata di aiuto. Cordialità

Dr. Lucia  Murgia