Utente cancellato
Gentili dottori
Ho avviato una terapia con una psicoterapeuta della mia zona, il mio obiettivo era gestire l'ansia per un concorso che ho in mente di fare, e gestire l'ansia in generale, problemi relazionali, mancanza di esperienze sentimentali/ sessuali significative, problemi nel socializzare in generale..mi interessavano tutti questi problemi oltre che vedere meglio in me stesso.
Nel corso di questa terapia con una psicoterapeuta di 16-17 anni più grande di me ho iniziato a provare affetto verso questa persona, non saprei se di tipo erotico, probabilmente si, non irresistibile ma comunque presente e abbastanza persistente, mi capitava anche di pensarci per giorni. Oltretutto oggi mi ha fatto presente che lei avvertiva molto spesso un certo fastidio da parte mia da alcuni feedback che lei mi mandava, forse è vero, un po una sorta di amore odio, ma li per li ho negato. In seguito sono venuto a conoscenza di questo fenomeno della traslazione emotiva, di per se non capivo come fosse possibile provare attrazione verso una donna molto più grande di me,mi sentivo veramente molto in colpa per questo,oltre che ridicolo, ma adesso vedo che è abbastanza normale in una treapia e devo dire che questo mi fa finalmente sentire meglio, in grado di gestire la situazione. Oltretutto lei ha sempre avuto un approccio piuttosto empatico nei miei confronti, ricordo che una volta mi misi a piangere e lei addirittura si commosse. Forse questo atteggiamento "materno" è un po la causa di tutto questo? Infine devo dire che le ho raccontato quasi tutto di me, mentre io di lei non so nulla. Ciò mi fa sentire insicuro, nonostante questo atteggiamento empatico ho paura che lei possa in qualche modo "offendermi", o farmi del male di proposito, visto che è anche successo che si sia arrabbiata un po, a volte ha anche espresso giudizi secondo me inopportuni, probabilmente involontari, che mi hanno fatto sentire male. Non riesco a fidarmi del tutto. il punto è, questo transfert può essere rilevante in ambito terapeutico?Perchè se non rilevante preferirei evitare di dirglielo e risparmiarmi l'imbarazzo. Grazie in anticipo

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

nell'utente/paziente
nel corso della psicoterapia
è inevitabile si producano verso la terapeuta sentimenti di vario genere.

E' la situazione stessa a facilitarli:
il confidare via via molto di sè,
il ricevere aiuto e suggeriementi che si rivelano significativi o fondamentali per la propria vita
porta a costruire un legame di fiducia e di "confidenza".

Niente a che fare con l'amicizia naturamente.
Ed infatti Lei giustamente osserva che
"le ho raccontato quasi tutto di me, mentre io di lei non so nulla": situazione prevedibile e corretta,
asimmetrica per definizione.

Riguardo alla Sua
"paura che possa..farmi del male di proposito, visto che è anche successo che si sia arrabbiata un po..",
sì,
di questo gliene parlerei
in quanto potrebbe inficiare la relazione di fiducia che si è costruita.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologia Clinica, Psicologa europea.
www.webalice.it/centrodipsicologia

[#2] dopo  
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Ho capito,seguirò il suo consiglio e li farò presente di questa mia paura, riguardo al resto credo di aver capito che posso fare a meno di dirglielo, meglio così. Grazie della risposta

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Prego.
Noi ci siamo.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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