Terapia cognitivo comportamentale disturbo ossessivo

Gentili signori,

Vi scrivo poiché la mia terapista è in vacanza per 4 settimane e ho un quesito che mi ho sotto riguardante la terapia cognitiva comportamentale che non posso sottoporle prossimamente.
Durante la terapia abbiamo svolto un approccio mirato all’accettazione dei pensieri, qualsiasi natura essa abbiano. Tuttavia, oggi mi è venuto il seguente quesito: nel momento in dell’accettazione dei pensieri (che possono spaventarmi ed essere di natura ad esempio violenta/aggressiva) non è quest’ultima mi fa diventare una persona cattiva?
Mi spiego: se io ho paura di fare male a qualcuno e ho pensieri, non è che una volta che lo accetto e smetto di aver paura dopo non mi fa più né caldo né freddo? Credo che ognuno, anche chi non soffre di DOC possa avere paura di alcuni pensieri ma non vorrei che estirpando totalmente la paura si possa essere indifferente a temi come la violenza, ecc.

Qualcuno può aiutarmi?
Grazie
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41k 1k 63
la tematica si interpone nell'ambito del suo disturbo.

Le pause dalla terapia, anche legate alle ferie estive, hanno lo scopo, comunque, di poter iniziare a gestire la sintomatologia.

Ricercare risposte altrove, al di fuori del setting terapeutico, sebbene pratica molto comune, è di fatto una condizione che deve poter gestire ed attendere al rientro in psicoterapia per poter porre i dubbi che sono insorti nel periodo di pausa.

Ciò anche per fornire indicazioni alla terapeuta in merito all'andamento del disturbo.

La soddisfazione nella ricezione delle notizie per tranquillizzare le proprie dubbiosità ossessive è effimera e non terapeutica.

Dr. F. S. Ruggiero

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