Utente 520XXX
Gentilissimi , vi scrivo per la seconda volta a distanza di parecchi mesi cercando ancora una volta una luce per le mie angosce. Riassumo brevemente: sono separata, ho 50 anni e da un anno e mezzo ho intrapreso una relazione seria e importante con un uomo di 62 anni separato a sua volta. Un uomo da un passato ingombrante, fatto di due ex- mogli e due figli, e da un presente professionale molto impegnativo. Dopo un inizio travolgente pieno d’amore e passione da parte di entrambi, le cose con il tempo si sono complicate. La causa principale risiede nel rapporto che quest’uomo ha conservato con la sua ex moglie, dalla quale si è separato tre anni orsono ma da cui non ha ancora divorziato. La ex è’ stata sicuramente una donna molto importante nella sua vita, l’ha sposata con grandi aspettative dopo un primo matrimonio miseramente fallito e da lei ha avuto una figlia ora adolescente. So che ha sofferto tanto per la fine de questo matrimonio ma mi ha sempre assicurato che adesso questa storia si è definitivamente conclusa e che lui è un uomo risolto da questo punto di vista.. Tuttavia, nonostante la storia con la ex sia finita da un punto di vista sentimentale, la loro frequentazione continua ad essere molto assidua per ben due motivi. Il primo è quello che lega entrambi alla figlia, ed è una ragione naturale e comprensibile. I loro rapporti, tuttavia, non si esauriscono unicamente nell’ espletamento delle funzioni genitoriali verso la figlia, ma continuano anche su un altro piano, quello professionale. La ex moglie infatti, che aveva cominciato a lavorare come dipendente nella sua azienda quando si erano conosciuti, dopo la separazione ha mantenuto il suo ruolo. Risultato? Lui e lei si vedono tutti i giorni , condividendo non solo aspetti lavorativi ma anche spazi fisici molto ben precisi. Basti dire infatti che trascorrono molto tempo insieme lavorando insieme in un grande ufficio, solo loro due, posti l’uno di fronte all’ altro nelle reciproche scrivanie...La goccia che però ha fatto traboccare il vaso ultimamente, è stata la scoperta che , non paghi di vedersi ogni giorno per il lavoro e per la figlia, si contattano anche sui social, mandandosi like e faccine, sulle reciproche fotografie postate! Mi sembra decisamente troppo!!! Insomma,il rapporto invischiante con questa donna nella sua vita, è fonte per me di continuo malessere, mi disturba molto e sono entrata in una crisi profonda. Mi chiedo se vale la pena di portare avanti una relazione con un uomo che pure amo molto e che dice di amarmi, ma che non fa nulla per risolvere almeno in parte questa cosa e che non può più chiedermi di sopportare ancora questa situazione. Ma sono io patologica, come lui afferma, o la mia è una gelosia motivata e quindi sana, come penso io? Grazie.

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

una risposta a caldo?
Se lui fosse ancora attratto dalla ex
si rimetterebbe insieme, no?

Invece lui sta con Lei.

Oppure ci sono altri risvolti che Lei coglie
e che noi non conosciamo?
In questo caso li aggiunga cortesemente.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologia Clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente 520XXX

Gentile dottoressa, grazie per la sua attenzione .Nella mia richiesta precedente mi sono soffermata su un dettaglio che mi sembra molto significativo: la disposizione degli spazi dei due ex coniugi all’interno dell’ambiente lavorativo. Quando entrai per la prima volta nel suo grande e bellissimo ufficio una sera , rimasi molto turbata dalla visione di non una ma due scrivanie, e dalla loro collocazione, una di fronte all’altra. Non me ne aveva mai parlato, pensavo che la ex moglie lavorasse in un altro ufficio (l’ambiente è molto grande e gli uffici sono tanti!). La cosa non mi era sembrata normale allora e non mi sembra tale tuttora. L’ho percepita subito come strana , come una distorsione. La scoperta di questa vicinanza fisica , di questa promiscuità, ha rivelato simbolicamente ai miei occhi tante cose: non distacco emotivo e psicologico. Ruolo importante che lei riveste ancora per lui e viceversa. Bisogno di controllo sull’altro. Relazione affettiva non risolta. Lui mi assicura di non provare più alcun sentimento verso di lei, e forse è vero eppure io mi sono convinta col tempo che la realtà non è proprio così neutra come lui me la dipinge. Credo che lui invece sia ancora invischiato in dinamiche con lei non risolte e che non riesca a separarsi da lei del tutto. Premetto che io anch’io sono separata da tre anni dal mio ex marito ma noi due ci vediamo pochissimo e ci teniamo in contatto esclusivamente solo in ragione di nostro figlio. Anche lui è stato un uomo molto importante per me ma ho subito sentito molto chiaramente che se volevo staccarmi psicologicamente da lui ed investire affettivamente su un’altra relazione, dovevo spezzare ogni filo che ancora mi legava a lui. Solo così, non vedendolo, ho potuto elaborare completamente il mio lutto , ed essere pronta ad accogliere un altro punto di riferimento affettivo. Ma mi chiedo come sia possibile fare altrettanto con tutta questa promiscuità io non conosco questa ex moglie e non l’ho mai vista. Ma so che è una donna che ha ottenuto tutto da lui: posizione lavorativa ed economica privilegiata, (mezza giornata di lavoro e lauto stipendio) casa bellissima comprata dopo la separazione dove vive con la figlia se mi consente un paragone che faccio spesso dentro di me, è come se fosse una regina che non è mai stata esiliata dal suo regno, all’interno del quale gioca un ruolo ancora attivo e importante. Invece .vorrei essere io la donna più importante per lui, vorrei essere io la sua regina. Mi sento tanto una Cenerentola che gode invece solo le briciole del suo tempo

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Le occorrerebbe un confronto di persona con una Psicologa,
per riuscire a distinguere tra le paure e le giuste esigenze;
e dunque per avere maggiore forza nel parlare eventualmente con l'interessato.

Ritiene di poterlo fare?

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
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[#4] dopo  
Utente 520XXX

La ringrazio ancora veramente tanto per la sua risposta. Credo che seguirò il suo suggerimento al quale stavo già pensando in realtà da un po’ di tempo a questa parte e mi rivolgerò ad uno psicologo : ho molte resistenze tuttavia nel prendere l’iniziativa, io non ho mai fatto questo passo nella mia vita e le confesso che mi fa un po’ paura ma se voglio risolvere il mio problema dovrò cercare di superare questo sentimento ed essere disposta a mettermi in gioco. Nel frattempo ho trovato la forza di parlare molto chiaramente a lui, aprendomi fino a raccontargli un po' delle cose che ho scritto nella richiesta di consulto. Mi è costata fatica il farlo ma non potevo tenermi tutto ancora dentro di me. Speravo di trovare accoglienza e comprensione al mio disagio: la sua reazione è stata invece solo di irritazione, si è quasi arrabbiato perché per lui sono solo manifestazioni di una donna gelosa. Mi dice che dovrei fidarmi di lui e di smetterla con questi pensieri negativi. Fosse facile! Io non ce la faccio. Io sento chiaramente dentro di me che questi pensieri disturbanti non sono solo frutto di mie paranoie dettate dalla gelosia ma qualcosa che va oltre. Io vorrei che anche lui si attivasse a trovare una soluzione perlomeno parziale al problema. Credo che se lui ci tenesse davvero a me, lo farebbe! Per esempio potrebbe rinegoziare il suo rapporto con la ex io ho bisogno di paletti ben definiti ma lui non ci sente e non mi apre disposto a ristabilire nuove dinamiche con la ex. Mi dispiace immensamente che questo lui non lo capisca.

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile Signora,

come Lei ha resistenze nel recarsi da una Psicoterapeuta e mettersi in gioco,
lui magari ha resistenze nel mettersi in gioco rispetto ai rapporti con la sua ex. E dunque risponde aggressivamente anzichè con un ascolto attento alle ragioni dell'altra persona (Lei, cioè).

Uno di Voi due deve pur aprire la partita,
e forse Lei è più decisa al farlo.

Glielo auguro di cuore.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
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