Utente 562XXX
Salve,
Mi chiamo Daniele ho 29 anni, vivo con mia mamma in provincia di Siena.
6 anni fa ho avuto la mia prima relazione seria con una ragazza che è durata 5 anni, di cui 3 sono stati di convivenza. Ci trasferimmo a Milano per lavoro e in seguito all’estero, purtroppo la nostra storia è finita quando avevamo già deciso che ci saremmo sposati entro i prossimi due anni.
Inizialmente mia mamma non vedeva questa ragazza di buon occhio ma poi conoscendola inizió ad affezionarsi ed infine considerarla una figlia.
Ha sofferto più lei di me per la fine della mia storia.
Dopo la fine della mia relazione sono tornato a casa da mia mamma e da qualche mese ho ricominciato a mettermi in gioco conoscendo alcune ragazze con discreto successo. Non ho mai avuto problemi a relazionarmi ed ho sempre avuto buon successo con il genere femminile, il problema è appunto mia mamma.
Finché sento queste ragazze posso nasconderlo ma il problema viene quando voglio uscirci per conoscerle meglio.
Da quando sono tornato da Milano ho smesso di uscire tutte le sere e di frequentare gli amici come prima, quindi ogni volta sono costretto a trovare scuse o nasconderle che esco con una ragazza, il fatto è che poi spesso lo viene a sapere anche perché io con lei ho un rapporto più da amico che da figlio.
Vuole che non mi distolga dal lavoro e dal raggiungere i miei sogni dato che vorrei presto trasferirmi all’estero, ma ci sto molto male perché ogni volta che esco con qualcuna e glie ne parlo diventa irritata e a volte non mi parla più per ore. Ho provato a farle capire il mio punto di vista e a volte mi comprende poi però teme di rimanere sola o che io perda la testa e abbandoni tutti i miei buoni propositi.
Il problema è che a 29 anni mi sento veramente in imbarazzo e sto così male che non so come comportarmi.
Ultimamente sto frequentando una ragazza e per il momento sa solo che ci sentiamo, siamo usciti solo una volta di nascosto quando lei era a lavoro e non le ho detto che uscivo, vorrei rivederla perché ci sto bene con lei e non mi pongo alcun obiettivo di un futuro insieme o altro, ma solamente di poter vivere la mia età come credo sia giusto senza dover trovare scuse o uscire con quel magone sapendo che al mio rientro a casa mi aspetta mia mamma col muso e non mi rivolge parola fino alla sera dopo.

Spero che possiate darmi un consiglio

Cordiali Saluti

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Lei è tornato a vivere con Sua madre (perchè?)
e dunque è tornato a fare il figlio
nonostante sia prossimo alla trentina.

Se la madre si intromette è anche perchè Lei lo facilita:
"..ogni volta che esco con qualcuna e glie ne parlo...".
Perchè gliene parla
considerato che dopo
"..diventa irritata e a volte non mi parla più per ore."?

Suppongo che la ragione stia nelle caratteristiche del Vostro rapporto, di cui Lei dice:
"..io con lei ho un rapporto più da amico che da figlio."
E dunque le amiche possono essere gelose.
E se sono contemporaneamente madri
utilizzano anche l'autorevolezza:
"..Vuole che non mi distolga dal lavoro e dal raggiungere i miei sogni..",
dove però tra i Suoi sogni c'è anche quello di uscire con le ragazze.

Tenga conto che la questione tra Voi non si gioca sul piano cognitivo
(come a dire che è inutile che Lei provi a "... farle CAPIRE il mio punto di vista.."),
bensì su quello affettivo (sentimenti), di cui Lei dice: "...poi però teme di rimanere sola...".

La questione dunque è assai più complessa.

Cosa "sente" di fronte a queste riflessioni?

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente 562XXX

Dottoressa Brunialti,
La ringrazio cordialmente per la pronta e gentile risposta.
Sono tornato a vivere con mia madre perché dopo la mia esperienza fuori casa ero tornato per qualche mese per poi ripartire all’estero ma poi ho trovato un buon lavoro che è diventato stabile e sicuro e che mi ha trattenuto e fermato qui.

Glie ne parlo perché mi viene difficile inventare una scusa visto che ogni volta vuole sapere con chi esco e questa cosa giuro mi rattrista molto proprio perché ormai prossimo alla trentina.

Di fronte a queste riflessioni non sento di aver sbagliato negli ultimi tempi nel legare questo tipo di rapporto con lei perché siamo soli purtroppo da 20 anni io e lei e sono felice e fiero di lei, di portarla a cena fuori quando ci va o in vacanza insieme quando ci vado. (Non sempre ma spesso le mie ferie le divido tra amici e mamma)
Lei mi lascia libero di uscire ovviamente con le varie preoccupazioni che una mamma può avere, ma solo se sa che esco con amici, che siano maschi o femmine, (visto che ho un gran numero di amiche femmine), ma il fatto che ogni volta che le parlo di uscire con una ragazza diventa gelosa per paura che io mi leggi seriamente mi irrita tantissimo.
Non le va bene che io frequenti seriamente una ragazza e se lo faccio per distrazione mi dice che è meglio che io mi distragga con gli amici ma non è la stessa cosa.
Ogni volta che ne parliamo inizialmente sembra capirlo, dicendomi che lavoro tanto e che senza di me lei non sa dove sarebbe visto che economicamente la aiuto tantissimo, e che è giusto che io non pensi solo a lei ma che faccia anche la mia vita.
Poi però quando si presenta l’occasione diventa irritata come le ho detto.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Capisco benissimo.

Non so se Lei vorrà cambiare il tipo di relazione che ha con Sua madre,
se riuscirà a farlo senza sensi di colpa,

ma così potrebbe essere intrappolato senza via di scampo.

Dott. Brunialti
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[#4] dopo  
Utente 562XXX

La ringrazio Dottoressa.

Come mi consiglia di comportarmi da ora in avanti?

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Non si tratta in primis di modificare comportamenti,
ma innanzi tutto di lavorare sugli atteggiamenti interiori,
cosa assai più difficile.

Però, se Le suggerissi
- di operare un certo "distanziamento affettivo",
- di considerarla maggiormente come una mamma (come in realtà si comporta) e meno come una amica, cosa che non è,
- di tenere sempre presente che Lei è un uomo di trent'anni con importanti esperienze di autonomia lontano da casa a cui ora sta rinunciando,
- e, per ultimo, di comportarsi di conseguenza a tutto ciò,

Lei come la prenderebbe?

Come riuscirebbe a far fronte ai malumori, ai prolungati silenzi, alle lamentele, al controllo di Sua madre?

Considerato che ha trovato un buon lavoro dalle Sue parti e che dunque ci rimarrà per un po' di tempo (non di passaggio),
occorre fare una valutazione complessiva della questione relazionale.

Può darsi Le occorra una aiuto in questo:
come si fa a valutare l'acqua dell'acquario se ci siamo nati e cresciuti?

Dott. Brunialti
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[#6] dopo  
Utente 562XXX

Lavorare quindi su me stesso, creare questo distacco affettivo considerandola come mamma invece che come amica, uscendo senza dirle con chi realmente stia uscendo e comunque anche nelle piccole azioni, di tornare ad essere indipendente come uomo che sono e con le dovute esperienze in autonomo che ho avuto e alle quali ora sto rinunciando o diciamo solo rimandando.
Io vorrei solo farle capire che se frequento una ragazza non per forza dovrò sposarla o che debba diventare un impegno serio necessariamente.
Proverò a cambiare il mio atteggiamento interiore.

Grazie infinite Dottoressa.

[#7]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Mi ha fatto piacere interagire con Lei.

Ritengo adeguate le traduzioni operative che Lei ha individuato.
Tenga conto/preveda che susciteranno delle reazioni materne avverse, aggressive o di tristezza.

"..Farle capire" il Suo punto di vista si scontra con i desideri materni,
e questo rende difficile alla madre la comprensione delle Sue opinioni pur se accuratamente esposte e spiegate.

Un'unica precisazione:
*Distanziamento* non è sinonimo di *distacco*,
bensì di "giusta distanza" (tra madre e figlio adulto)
e di conseguenza di "giusta vicinanza" (tra figlio ormai adulto e autonomo a madre).
Quando una madre è single, il figlio maschio gentile
corre il pericolo di rappresentare il suo uomo.
E di conseguenza sorge la gelosia verso le altre donne, stabili o occasionali esse siano.
E dunque occorre una "giusta distanza" ancora più attenta alle conseguenze di medio e lungo periodo...

Se ritiene,
ci tenga al corrente.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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