Utente
questa è una prova di coraggio. accetto di avere un problema. ho 20 anni. vita abbastanza regolare. ero una ragazza in carne, amante della buona cucina. non mi piacevo particolarmente ma avevo altro da offrire agli altri. adesso sono insoddisfatta di quello che sono. non riesco più a sorridere. tutto è cominciato quando il mio ex un 1 anno fa mi fece presente, durante una litigata, che il nostro rapporto non era più quello di una volta e forse ciò dipendeva dal fatto che ero un pò ingrassata. cominciai una dieta, anche per me. pesavo 78 kg e sono alta 1, 84 cm. dimagrivo e mi piacevo sempre di più. poi mi è scappata la situazione di mano. quest'inverno sono arrivata a pesare 50 kg scarsi. mi sono allontana da tutti perchè mi pesavano i loro sguardi. mi pesava vedere che stavo facendo soffrire la mia famiglia. io mi piacevo. mi piacevano i miei ossi. non sopportando più di essere la causa del malessere delle persone che mi stavano vicine ho ricominciato a mangiare. solo per loro. nuovamente la situazione mi è scappata di man. ho ominciato ad abbuffarmi fino a stare male. perchè a me non piace mangiare. sento le loro voci in testa e mi ingozzo. on riconosco nemmeno il sapore del cibo. sono ingrassata 16 kg in un mese. non mi riconosco più allo specchio. è stato uno shock. non mi accetto e questa maledetta insoddisfazione apre un circolo vizioso. quando mangio un biscotto sento che la mia giornata è compromessa. che ormai è tutto perso e passo tutto il giorno in cucina. poi con le ultime forze che mi sono rimaste mi trascino a lettto e dormo. avevo tanti amici. ne ho ancora ma non trovo stimoli esterni per uscirne. ho paura dei loro sguardi enon mi accetto. mi sent enorme e questo mi spinge a non uscire. sto perdendo gli anni più belli della mia vita. avevo fissato un appuntamento con un psicologo. ma non mi sono presentata. forse oggi mi decido a richiamarlo. ho creduto di abbuffarmi per ansia, per riempire i miei vuoti. oggi quando mangio non penso a niente. il mio sguardo fissa il vuoto. naturalmente mangio sempre da sola. non ho più una vita regolare. studio, ma nemmeno questo sembra armi stimolo. niente mi sembra avere più senso. mangio quasi esclusivamente dolci e latte. forse perchè per mesi me ne sono privata. so di non poter continuare così. non mi aiuta il cibo a superare la mia "depressione".e più che credo in questo e più che l'unica ragione per cui mi alzo la mattina è per mangiare. non sono nè carne nè pesce. penso da anoressica ma mi comporto da obesa. addirittura so le calorie di quasi tutti gli alimenti che esistono. odio il cibo ma è l'unica cosa che in questo momento mi fa sentire viva. vivo di paranoie. niente più mi emoziona perchè so di non potermi controllare e mi lascio distruggere lentamente da questa malattia. forse non voglio realmente uscirnt. non so. ci provo ma non trovo la strada giusta. ci ricasco sempre. le prime abbuffate rappresentavano il mio rifugio dal mondo esterno. adesso rappresentano la mia tristezza. grazie

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile ragazza
I problemi del comportamento alimentare sono proprio come li ha descritti lei. A volte assumono contorni netti, più spesso fanno oscillare da un estremo all'altro, trascinando insieme con sé anche le proprie emozioni.

Spesso i disturbi alimentari vanno a braccetto con i problemi di ordine affettivo e relazionale e anche in questo mi pare che lei non costituisca un'eccezione.

Nella sua descrizione non dice se ha mai vomitato e se sta già vomitando. Se ancora non ci fosse arrivata sarebbe meglio perché significherebbe che ancora non si trova in una fase avanzata del suo problema.

Ad ogni modo il suo gesto iniziale di coraggio di ammettere di avere un problema, è un ottimo primo passo verso la sua soluzione. Quello successivo è decidersi a ricercare un aiuto psicoterapeutico per aiutarla a rimettere insieme le cose nel posto giusto.

Nel frattempo, se crede, può leggersi questi articoli:
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/274-il-disturbo-da-vomiting.html
http://www.giuseppesantonocito.it/art_anoressia.htm
http://www.giuseppesantonocito.it/art_bulimia.htm

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#2]  
Dr. Armando De Vincentiis

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Gentile ragazza, ha detto che probabilmente ricontatterà lo psicologo per un nuovo appuntamente. Questa è tra le cose più sagge e decida questa volta di presentarsi. Il fatto che dica forse non voglio uscirne è solo una difesa contro una decisione che paradossalmente appare più stressante del disturbo stesso. Ossia la decisione di fare qualcosa di concreto per uscirne. In ogni sistema umano un comportamente (anche patologico) persiste perchè ha una sua funzione specifica altrimenti si estinguerebbe, e nei disturbi dell'alimentazione questa è QUASI una regola. Rifletta su questo e poi riporti la sua riflessione dallo psicologo che incontrerà di persona.
Il suo problema e complicato ma nello stesso tempo risolvibile. Deve solo fidarsi del suo prossimo e imminente psicoterapeuta.

cordialmente
Dr. Armando De Vincentiis
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[#3] dopo  
Utente
grazie.
mi commuovo nel sapere che forse qualcuno si prenderà cura di me.
so di avere creato io questa situazione e solo io posso combatterla. ma da sola non ci riesco. chiederò aiuto.
forse uscirne è dvvero più spasventoso e mi crea molta ansia.
rifletterò sul perchè di questa situazione, sul perchè non si è estinta e sulla sua funzione. purtroppo credo che sarà una lunga ricerca dentro di me poichè ultimamente non riesco a compiere dei ragionamenti logici...mi sento come stanca e finisco col non pensare.
forse ho semplicemente molta paura di riaffrontare il mondo dopo mesi che mi controllavo e che controllavo la mia vita. il non sapere cosa mi aspetta mi manda in confusione e spesso mi abbuffo così so che la mia giornata finirà a letto...dove nessuno può vedermi.già questa sensazione l'avevo quando ero magra....volevo diventare invisibile...e ci ero quasi riuscita. adesso che mi sento osservata l'unico modo per non essere vista è dormire...
grazie ancora.

[#4]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile ragazza
Non vorrei riempirla di troppi link, ma per una brevissima descrizione su come i problemi hanno la tendenza a mantenersi, può leggere quest'articolo:
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/375-la-resistenza-in-psicoterapia.html

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#5]  
Dr. Daniel Bulla

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Gentile Utente,
probabilmente lei sta attraversando una fase caratterizzata dalla continua ossessione per il cibo: tutto diventa cibo, tutto diventa caloria, anche il suo linguaggio fa continui riferimenti al peso ed al cibo (si rilegga la sua prima mail e vada a cercarsi i verbi "pesare" ad esempio).

L'ossessione per il cibo è la conseguenza diretta di una dieta condotta in modo irregolare. Tutto questo comporta un abbassamento del tono dell'umore: per questo si sente depressa e spaventata.

In questi casi il supporto psicologico non è sufficiente. Lei ha bisogno di essere seguita da un'équipe multidisciplinare, formata da psicologo, psichiatra, nutrizionista, ecc., ovvero professionisti specializzati nel trattamento dei DCA. In caso contrario potrebbe peggiorare la situazione: se non dovesse funzionare una terapia la sua motivazione cadrebbe tanto in basso da precludere un eventuale nuovo tentativo.

Ne parli col suo medico, che sicuramente saprà indicarle un Centro adeguato alla Sua situazione

Una volta entrata nel circuito, avvertirà di certo quel sollievo di cui ci ha parlato: verrà aiutata, sorretta e compresa. Tutte cose che ora le mancano.

Con i migliori auguri
Cordialmente

Daniel Bulla

[#6] dopo  
Utente
so di essere ossessionata. il problema di questa situazione è che io sono davvero molto lucida. per qualche mese ho creduto di impazzire dentro di me le due facce della "malattia" litigavano, ed io ero costretta a cantare o urlare per non sentirle. adesso mi sono arresa e quella più istintiva ha preso il sopravvento. sembrerà strano ma io ho terribilmente paura di ingrassare nonostante mi abbuffi continuamnte e la parola nutrizionista mi disarma completamente.
credo cheadesso non c'entripiù nemmeno il peso o il cibo, anche se rimane alla base. mi sono accorta che le persone senza di me si sono sentite perse, io sono sempre stata forte. adesso fingo di stare bene per non destare sospetto, fingo di esserci e di essere tornata forte e pronta per loro. forse è vero che io in qualche modo oppongo resistenza...perchè tutto è cambiato nuovamente fuori, anche i miei atteggiamenti...ma la voglia di essere invisibile permane...e per adesso questo è l'unico modo che ho per raggiungere lo scopo.
vi ringrazio infinitamente.

[#7]  
Dr. Armando De Vincentiis

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Signorina le sue parole (scritte) sono espressioni che si riscontrano spesso nelle persone con disturbi del comportamento alimentare.
...ma la voglia di essere invisibile permane...fingo di stare bene per non destare sospetto....
e più si immedesima in quello che dice più il suo problema si aggrava.
Si rivolga ad uno psicoterpapeuta e non perda altro tempo.

saluti
Dr. Armando De Vincentiis
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[#8]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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> credo che adesso non c'entri più nemmeno il peso o il cibo

La mia personale convinzione è che i cosiddetti disturbi alimentari riguardano l'alimentazione e il cibo solo incidentalmente, come espressione di problemi di altro tipo, ma che non ne stiano alla base. La voglia di essere invisibile, o per meglio dire inattaccabile alle pressioni e ai cedimenti emotivi, di voler controllare tutto e di essere sempre forti e padroni della situazione sono alcuni di questi motivi.

Proprio per questo, non credo nel trattamento medico e nutrizionistico dei disturbi alimentari, e ritengo che l'opzione psicoterapeutica sia la prima da scegliere. Sempre che non siano presenti problemi di altro tipo, naturalmente.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#9]  
Dr.ssa Ilenia Sussarellu

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Gentile Ragazza,
tutto ciò che hai raccontato rientra perfettamente nel quadro sintomatologico che caratterizza un problema alimentare.

I disturbi dell'alimentazione si costituiscono di una tale varietà di sfaccettature che comprendono:
- quelle puramente comportamentali, come la gestione del pasto (luogo, ora, tempi, modi, ecc)

- quelle più psicologiche, come gli stimoli che inducono la ricerca del cibo, pensieri e convinzioni, ecc.,

- quelle puramente fisiologiche come ad es. il riconoscimento dello stimolo di sazietà o della fame, ecc.

E' uno dei pochi disturbi per i quali io RACCOMANDO l'approccio multi-disciplinare per due ragioni:

1. un approccio esclusivamente psicoterapeutico (se mai risultasse efficace) richiederebbe tempi molto lunghi con enorme dispendio economico.
Questo perchè non esistono centri convenzionati che ti proporrebbero UNICAMENTE la psicoterapia, dunque dovresti rivolgerti ad un libero professionista

2. le componenti che ti ho elencato prima (che pure non sono tutte) richiedono che ogni specialista, in linea con gli altri, segua la componente che gli compete nell'ottica di un lavoro di equipe in cui i progressi raggiunti in un'area vadano di pari passo con quelli nelle altre aree e si rinforzino reciprocamente.

Questa seconda alternativa è probabilmente più impegnativa dal punto di vista delle risorse ma ti permette di intraprendere un percorso che difficilmente ti esporrebbe alla possibilità di andare incontro ad un fallimento.

Ti faccio un grosso in bocca al lupo
Dr.ssa Ilenia Sussarellu, i.sussarellu@libero.it
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Psicologo Cilinico-Forense

[#10]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile ragazza
I disturbi alimentari POSSONO essere risolti anche con la sola psicoterapia. Ovviamente da qui non è possibile dire alcunché di esaustivo sul suo caso perché più fattori sono coinvolti, ed è necessario tenerne conto attraverso visite di persona.

Ma in generale è assolutamente possibile, e a costi del tutto paragonabili con quelli di terapie per altri tipi di disturbi. È in ogni caso realistico attendersi tempi non immediati per venire capo di questo tipo di problemi, e avere pazienza.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#11] dopo  
Utente
come consigliatomi ho preso un appuntamento.
ringrazio in anticipo voi tutti, anche se la cosa non dovesse migliorare,perchè aver avuto un supporto è stato di immenso aiuto.
intanto l'aver accettato che non posso l'impossibile è un soglievo. riconoscere di avere dei limiti è stato confortevole. da sola non posso uscirne.
grazie.