Utente
Salve sono un ragazzo di 20 anni.

Faccio un breve riepilogo prima di arrivare al punto:
Sono sempre stato un tipo ansioso, ma è da oltre due anni che si manifesta in me uno stato di ipocondria che mi ha causato attacchi di panico, depressione, ansia e un altissimo livello di stress.

Ho fatto giri di psicologi, psicoterapeuti e ne sono momentaneamente "uscito" per ben due volte.

Con l'isolamento è tornato tutto:
Stando sempre a casa nella stessa posizione ho iniziato ad avere la zona cervicale tutta contratta e quindi una sorta di accavallamento dei nervi del collo che mi provoca del dolore, ma oltre a quello, nausea, vertigini, tachicardia, sonno disturbato con difficoltà ad addormentarsi, gambe pesanti, vista annebbiata e chi ne ha più ne metta.

Ho sempre paura che sia qualcosa di grave, anche perchè ho sempre un controllo maniacale dei linfonodi e sono sempre uguali nonostante sta contrattura al collo che anche se non è un linfonodo ed è un fatto dovuto alla postura ho sempre sta paura che possa essere qualcosa di brutto...poi facendo l'errore di usare sempre internet per consulti di eventuali patologie vedo solo parlare di colli tumefatti accostati a tumori e quindi mi sale ancora di più l'ansia pur essendo consapevole di non avere relativamente nulla...cosa posso fare per sconfiggere questi complessi mentali...come faccio ad uscire definitivamente da questo "fardello" dell'ipocondria?

[#1]  
Dr.ssa Paola Scalco

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"Ho fatto giri di psicologi, psicoterapeuti e ne sono momentaneamente "uscito" per ben due volte."
"come faccio ad uscire definitivamente da questo "fardello" dell'ipocondria?"

Gentile Ragazzo,
cosa intende con "giri" di psicologi e psicoterapeuti, considerata anche la sua giovane età?
Quante sedute ha effettuato?
Di che tipo di percorso si è trattato?
Cosa ha imparato su di sé e sul suo modo di "funzionare" negli incontri già effettuati in passato con i nostri colleghi?
Cosa potrebbe essere replicabile ora?

Non so se si riescano ad eliminare definitivamente problematiche ansiose 'importanti' dalla propria vita, ma di sicuro si può riuscire a conviverci in modo positivo.
Le allego un paio di utili articoli di approfondimento: https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/408-ipocondria-la-paura-delle-malattie.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2649-professione-ipocondriaco-l-arte-di-crearsi-malattie.html

Quali di questi meccanismi riconosce in se stesso?

Cordialità.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com

[#2] dopo  
Utente
Salve dottoressa grazie della risposta immediata:
Ho iniziato con un ciclo di 5 sedute dallo psicoterapeuta presso una struttura privata(se non erro).
Dopodichè sono finito in CSM a fare un paio di colloqui con uno psichiatra che mi ha consigliato medicinali che non mi hanno aiutato(Sertralina),
Poi ho fatto un ciclo di 8 sedute da una psicologa che mi ha aiutato parecchio e mi ha fatto venire a capo di molti problemi;
Il problema maggiore è che le cause di quest' ansia e questo stress sono per lo più di causa familiare.
Ho letto ciò che ha allegato alla risposta e devo dire che anche io sono un falso campione nel riconoscere le malattie, ma con la consapevolezza di stare bene.
È una situazione per me strana, perchè riconosco il fatto di farmi paranoie su tutto, ma la mia mente reagisce male nonostante questo pensiero "positivo" che smentisce le mie ansie sulla mia salute.
Devo trovare solo il modo di conviverci in modo positivo e a quanto pare la strada è ancora lunga