22 anni e problemi relazionali

Buongiorno,
sono una ragazza di 22 anni con grandi problemi relazionali.
Da quando ho finito il liceo (adesso frequento l'università) non ho amici, ho solo il mio ragazzo.
Non ho alcun tipo di hobby e sto sempre a casa a studiare.
Esco solo con il mio ragazzo (ci vediamo 2/3 volte a settimana anche se abitiamo a 5 km di distanza) pochissime volte perchè la maggior parte delle volte stiamo in casa sua.
Lui ha provato a farmi uscire con dei suoi amici ma io vedo tutte le persone come una minaccia e mi sento in imbarazzo con tutti.
Non parlo con nessuno se non con lui (nemmeno con i miei genitori) e, a volte, ho anche paura di uscire di casa e rifiuto di vedere anche il mio ragazzo ma, dall'altra parte, ho molta paura di perderlo.
Penso che sia un po' colpa anche dei miei genitori che non hanno amici e stanno sempre tra loro e hanno sempre dato molta importanza allo studio/lavoro e pochissima importanza alle amicizie e relazioni (oltretutto non accettano la mia relazione con il mio ragazzo anche se stiamo insieme da 3 anni e questo mi fa molto male).
Sono anche iper-protettivi e questo ha generato in me molte ansie.
Inoltre sono una persona che fa moltissima fatica a uscire dalla propria routine e dalla comfort zone e ogni minimo cambiamento mi fa paura.
Io vorrei uscire da questa situazione ma non so in che modo.
Grazie.
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Dr. Gianfranco Fabiano Psicologo 99 3
Salve

A volte capita che la paura di sentirsi giudicati, di non sentirsi all'altezza, possano far emergere le nostre insicurezze e incertezze, aumentando la nostra ansia. Se tale situazione permane nel tempo, si può arrivare fino a manifestazioni importanti legati all'ansia come ad esempio gli attacchi di panico, l'agorà fobia ecc.
Quando ci sono questo tipo di manifestazioni, capita che la persona non voglia abbandonare la propria routine proprio perché
le novità provocando incertezza, fanno aumentare le manifestazioni ansiose. Inoltre anche altre attività come la relazione di coppia, lo studio il lavoro, potranno essere intaccate da questo stato di malessere.
Per poter superare tutto questo deve fare un percorso di sostegno psicologico o di psicoterapia. A mio giudizio, gli approcci migliori a questo tipo di difficoltà sono la terapia strategica breve o la cognitivo comportamentale.
Spero di averle risposto almeno in parte ai suoi dubbi.
Cordialmente Dott Fabiano

Cordialmente
Dr. Gianfranco Fabiano
Specializzando in Psicoterapia Breve strategica
3407617782

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