Convivenza e tanta tristezza!

Buonasera dottori, oggi è il primo giorno in cui sono ad abitare in una nuova casa con il mio fidanzato.
Sono abbastanza giovane, ho 20 anni quasi 21 e sono fidanzata con lui da 3 anni.
In realtà il problema non è lui, lo amo, sto bene con lui e sono felicissima da una parte di questo passo... il fatto è che ora sono qui sola (lui è al lavoro) e con i lacrimoni agli occhi perchè mi sembra di aver fatto del male ai miei genitori.
Loro vivono insieme, nella mia vecchia (?) casa che non dista molto dalla nuova.
Ho la possibilità di vederli tutti i giorni o quasi quindi in realtà non dovrei essere cosi triste...eppure non riesco a non pensare alle mie abitudini a casa mia con e senza e i miei genitori, non riesco a pensare che non dormirò piu nella mia camera o cose del genere... Sto male... non so perchè e non so cosa fare...in passato ho avuto molti problemi di ansia e i miei mi sono stati sempre vicini... non so se questo è sintomo di un rapporto "morboso" con le mie abitudini ed i miei genitori...non so se magari è troppo presto...non so nulla... datemi una risposta vi prego...
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente,
quali sono le ragioni della sua scelta, da lontano, senza nemmeno un colloquio diretto, non lo sappiamo, quindi non possiamo capire perché si stia verificando questo contraccolpo emotivo come risposta all'inizio della sua vita adulta insieme all'uomo che ama.
Provi a scrivere cosa l'ha convinta a lasciare la casa dei genitori così giovane, quando ancora deve costruire la sua vita di studio e di lavoro. Questo potrebbe aiutarla a capire meglio sé stessa e i suoi attuali sentimenti.
Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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dopo
Utente
Utente
Gentile dottoressa, effettivamente non ho spiegato la situazione "difficile" della nostra relazione! I primi due anni abbiamo vissuto una relazione a distanza vedendoci solo nei week end o addirittura a settimane alterne. Nell'ultimo anno, invece, lui ha deciso di trasferirsi nella mia città per me e, data anche la situazione covid abbiamo deciso tutti insieme che potesse stare per un periodo a casa mia insieme ai miei genitori (e questa situazione non poteva ovviamente durare per sempre) ed ora che lui ha trovato un buon lavoro ha deciso di prendere in affitto questo appartamento. Dopo un anno di convivenza ormai ci sembrava innaturale "dividerci" di nuovo dunque abbiamo preso questa decisione. Io nell'organizzazione ero felicissima ma adesso mi ritrovo così..sensi di colpa e tristezza mi fanno stare molto male.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente,
scrive che nei primi due anni non vi vedevate tutti i giorni, ma molti fidanzati, pur vivendo nella stessa città, per ragioni di lavoro e di studio si vedono solo nel week end.
Questo però non li forza a convivere quando hanno solo vent'anni e non sono ancora maturi per dare una svolta così netta alla propria vita.
C'è il tempo spensierato del fidanzamento e quello più impegnativo della convivenza e del matrimonio.
Quando non si è ancora costruita una solida base, in genere non è il caso di assumersi una responsabilità molto vicina a quella matrimoniale.
Ma poi, lei ha già concluso gli studi? Ha già un lavoro stabile?
Oggi non sono più i tempi che una donna non lavora, anche, ma non solo, perché non si può far mantenere a vita, assieme ai suoi figli, da un marito; e meno ancora da un convivente.
Oltretutto, che amore sarebbe quello che costringe alla convivenza per necessità economiche?
Per tutte queste ragioni -mi chiedo come mai nessuno gliele abbia fatte osservare- oltre che per la sua tristezza, le suggerirei di andare al Consultorio Giovani della sua città e cercare la consulenza di uno psicologo esperto in queste problematiche.
Ci tenga al corrente.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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dopo
Utente
Utente
Intanto ci tengo a specificare che il mio ragazzo ha 25 anni, poi volevo dirle che concordo sul fatto che molti fidanzati, anche nella stessa città, siano costretti a vedersi poco, però questo fortunatamente non comporta un dispendio così elevato di tempo (in quanto per arrivare dalla sua alla mia città impiegavamo dalle 2 ore e 30 nel migliore dei casi alle 4 ore) ed anche economico.
Per quanto riguarda il fattore studio/lavoro io fortunatamente sto studiando ingegneria e nel frattempo riesco ad avere un lavoro che, certo, non sarà il lavoro stabile della mia vita e questo lo spero, però dati i soldi che ho da parte e quelli che continuo a guadagnare non credo di dipendere da nessuno.
Dunque queste faccende le avevo valutate a fondo con lui e la mia famiglia.
Avevo scritto su questo sito per avere una spiegazione riguardo la paura così forte di staccarsi da casa (che credo di avere io ma sono piuttosto sicura che anche a 30/40 anni il distacco da casa e dalla famiglia non sia così facile in certi casi) e speravo che non ci si fosse soffermati sull'età dato che in Italia siamo abituati a vedere quarantenni ancora a casa dei genitori ma, oltre i confini, a 18 anni i ragazzi sono già considerati indipendenti.
Ad ogni modo probabilmente seguirò il suo consiglio, grazie.

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