Come posso capire se un'eventuale separazione è la scelta giusta?

Buongiorno, sono una donna di 38anni, convivo col mio compagno da 13 anni e abbiamo due bimbi di 6 e 4 anni.
Io è da qualche anno che non riesco neanche più a fare l'amore con lui, lo sento come un fratello.
Quest'anno abbiamo conosciuto una famiglia e ci siamo frequentati molto perché abbiamo bambini della stessa età, dopo alcuni mesi io e il papà della bimba abbiamo scoperto di avere molte cose in comune, lui mi ha aiutato a superare un momento difficile della mia vita.
Ho iniziato a sentirlo sempre più vicino tant'è che un giorno ci siamo baciati.
Da quel momento io ho detto al mio compagno che lo sentivo distante da tempo e lui lo sapeva già perché ne avevamo parlato ma che sentivo molto vicino l'altra persona.
A quel punto lui ha iniziato a controllare ogni mia telefonata, far caso ai mio spostamento perché mentivo quando vedevo l'altra persona (nonostante il mio compagno me l'avesse vietato) e poi una volta tornata a casa raccontavo tutto perché non riuscivo a dire bugie.
Si è innescato il meccanismo di controllo totale su ciò che faccio e questo mi fa allontanare ancora di più da lui.
Io ho sempre giudicato male il tradimento ma in questi 3 mesi ho visto quest'uomo, e ci siamo avvicinati sempre di più, nonostante tutti mi dicessero di starci lontana e capire prima cosa provavo per il mio compagno.
Ho provato a non sentirlo e non vederlo ma dopo qualche giorno inizio a stare molto male, la voglia di vederlo è sempre più forte...sento che mi lega a lui Si cosa di molto profondo.
Lui ha lasciato la sua compagna perché si è innamorato di me, il suo rapporto non andava benissimo però cercava di farlo andare per la bimba ma quando si è reso conto di provare qualcosa di forte per me ha detto la verità alla sua compagna.
Io e il mio compagno siamo entrati in terapia sotto consiglio dei miei familiari per fare un percorso che porti sia me che il mio compagno a capire ed eventualmente separarci.
Ma la psicologa mi dice che l'altra persona non è la causa di questa eventuale separazione ma una conseguenza del rapporto che già non andava.
E cmq di tenere fuori questa persona, di non dire cosa provo perché il mio compagno ha una forte rabbia nei suoi confronti e che questo porterebbe dei problemi importanti in caso di separazione.
Io in tutto questo mi sento confusa, vorrei dire la verità, ho chiesto un periodo da sola che però avendo dei bimbi faccio fatica ad avere, ho paura che chiudendo il mio rapporto poi mi renda conto di aver sbagliato però sento una forte attrazione verso l'altra persona che non è fisica è un'attrazione mentale più profonda e in tutta questa grande confusione come potrei fare chiarezza?

Spero di essere stata il più chiara possibile, spero di ricevere una risposta perché sto soffrendo davvero molto per questa situazione.

Ringrazio in anticipo.

Cordiali Saluti.

Loredana
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2,1k 120
Gentile utente,
lei ha già una sua terapeuta di coppia che le ha consigliato di non sopravvalutare l'attuale innamoramento per un altro uomo, e di non dire al suo compagno: "Ti lascio perché mi sono innamorata di x".
La psicologa ha ragione: in questo modo lei canalizza la rabbia del suo compagno sull'altro uomo, provocandogli desiderio di vendetta, e facendogli credere una cosa falsa: che se l'altro non fosse mai comparso nella vostra vita voi sareste la famigliola felice del Mulino Bianco.
Invece lei stessa ha scritto: "Io è da qualche anno che non riesco neanche più a fare l'amore con lui" aggiungendo qualcosa che spesso non significa nulla: "lo sento come un fratello".
Il partner rifiutato sessualmente non è "come un fratello", ossia benvoluto e apprezzato; desta invece fastidio, rabbia, ostilità. In genere, se l'attrazione finisce, ci sono delle ragioni.
Lei pensa che il solo trascorrere del tempo abbia spento il suo trasporto sessuale, signora? E come spiega il fatto che ci siano coppie in cui l'attrazione è viva dopo cinquant'anni di matrimonio?
Se lei e il suo compagno foste corsi ai ripari quando si è manifestato il preciso segnale dell'assenza di desiderio ne avreste scoperto le cause e il vostro legame si sarebbe rinsaldato, anziché spezzarsi alla prima frequentazione esterna alla coppia. Sia lei che il suo compagno avreste dovuto interrogarvi su questa assenza di attrazione e temerne le conseguenze, che infatti si sono prodotte.
Adesso, con la terapia di coppia, avete l'occasione di andare a fondo sulle ragioni del vostro gelo. Lei scrive: "Io in tutto questo mi sento confusa, vorrei dire la verità".
Quale verità? E' sicura di conoscerla? Sarebbe il suo recente innamoramento, la "verità"? Le nostre mutevoli emozioni del momento non sono la verità, signora, altrimenti saremmo delle banderuole.
Aggiunge: "ho chiesto un periodo da sola che però avendo dei bimbi faccio fatica ad avere".
Lei capisce che se sceglierà la separazione si troverà appunto da sola con i suoi bambini?
Ha idea di quante donne con figli si illudono che se cambiano partner, i loro figli potranno nello stesso modo cambiare padre? L'amarezza della delusione è molto grande.
Meglio sapere che se ci si separa, molti aiuti pratici ed economici si perdono, e soprattutto che per i figli il padre rimane il padre, una dolorosa assenza, quando non è più convivente.
L'altra persona, se si va a convivere, per lei sarà anche l'amore della sua vita, ma per i vostri figli sarà l'estraneo (e lei l'estranea) che ha fatto separare i genitori.
Tutte queste cose vanno discusse con la terapeuta di coppia.
La sua confusione è inevitabile, signora, e non le sto dicendo di rassegnarsi, ma solo di guardare in faccia la realtà. Solo così, e in buon accordo, potrete prendere una decisione meno dolorosa per tutti.
Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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