Ansia a causa di una prostatite

Sono un ragazzo di 24 anni e sono 3 mesi che giro medici per una presunta prostatite che pare non voglia proprio passare.

Tutti sminuiscono la patologia ma vi assicuro che è davvero debilitante, ho perso la voglia di fare qualsiasi cosa, vado solo a lavoro per aiutare la mia famiglia a livello economico, non più per altro.

Ho dolori e stimoli urinari H24 e niente fino ad ora ha fatto effetto, in più i medici mi prendono per pazzo dicendo sempre la fastidiosissima frase "mica muori".

Si ok ma neanche vivo.

Leggendo in rete e parlando con qualche urologo normalmente la prostatite dura a vita.

Che vita sarebbe?

Arrivato a 80 anni e quando avrò sicuramente altri problemi la cosa si accentuerà e soffrirò come un cane.

Sono giunto alla conclusione che non c'è futuro per me.

Mi piaceva vivere, posso dire che non mi è mai mancato assolutamente niente, avevo dei sogni, mi piaceva viaggiare, stare con gli amici ma questa cosa è troppo per me.

Non posso mangiare, non posso bere neanche una coca cola, non posso fare sesso troppo frequentemente, non posso stare seduto a lungo, quindi i viaggi che volevo fare me li posso scordare.


Devo avere sempre un bagno a portata, non posso fare gli sport che AMO che per me era vita come il calcio.
Non posso giocare ai videogiochi perché starei seduto per ore.
Non riesco neanche più a suonare la mia chitarra... Dolori continui e debilitanti, non dormo da mesi per paura dello stimolo e dei dolori.
Sono sempre distratto e non penso ad altro ormai.
Provo a svoltare, ci provo ma poi arrivano i dolori.
Vorrei strapparmi tutto il bacino.
Ansia 24 ore su 24, che ormai non riesco ad alleviare neanche con alte dosi di valium o Xanax.
Anti depressivi?
Beh creano TENESMO che peggiorerebbe la mia patologia.

Ma che razza di vita sarebbe?
So che direte che avrò bisogno di uno psicologo/psichiatra ma io sono lucidissimo, io prima avevo una vita, e ultimamente mi ero preso delle belle rivincite in tutti i campi, ora non più.
Cosa potrebbe farmi uno psicologo?
Hai una prostatite che vuoi da me?
Accettalo.
Non cambierebbe il mio stato di salute neanche il miglior psicologo sulla terra, perché la patologia ci sarà sempre.
Non riesco a conviverci.

Ho sempre sofferto di ansia, lo devo ammettere, e paure assurde che una volta affrontate mi rendevo conto che fossero delle cavolate.
Ho sempre lottato per combatterla e mai ho preso medicinali.
Finalmente avevo trovato un equilibrio nella mia vita ed ecco la batosta.
Ho pregato Dio che fosse una malattia terminale e non una cosa che durasse per tutta la vita, non mi ha ascoltato.
D'altronde...
So che non è possibile l'eutanasia in Italia, e non ho il coraggio di suicidarmi.
È possibile farlo all'estero?
Il mio caso potrebbe essere preso in considerazione?
Grazie a tutti.
[#1]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,6k 453 103
Gentile utente,

ci chiede "Cosa potrebbe farmi uno psicologo?"
Sicuramente parecchie cose, se è anche Psicoterapeuta.

- Potrebbe aiutarLa ad evitare che la Sua vita sia assorbita completamente dal sintomo.

- Potrebbe far sì che Lei lavori finalmente sulla Sua ansia, per evitare che essa comandi la Sua esistenza attraverso la drammatizzazione delle situazioni. Ansia che non è proprio - come dice il titolo - causata dalla prostatite ma ben precedente. Quell'ansia di cui dice: "Ho sempre sofferto di ansia, lo devo ammettere, e paure assurde che una volta affrontate mi rendevo conto che fossero delle cavolate." Quell'ansia che causa talvolta delle contratture muscolari al pavimento pelvico le quali certo non facilitano la guarigione.

- Potrebbe collaborare con Lei a dare il giusto peso ad una patologia organica sicuramente noiosa, ma che certo non conduce al .. suicidio, neppure assistito; questa causa non verrebbe presa in considerazione, ritengo.

- Ed altro.
Le pare poco?


E la prostatite? dirà Lei.
Risposta: va curata, con costanza e continuità, talvolta anche per del tempo. Evitando però di vedersi proiettato alla veneranda età di 80 anni.
Al riguardo posti una richiesta ai Colleghi Urologi.
Dopo 5 minuti: dallo storico dei Suoi Consulti qui, vedo che lo ha già fatto, ricevendo dall'Urologo la risposta di curarsi, che i farmaci prescrittiLe sono consoni.

E dunque, sintetizzando: curare la prostata, curare la psiche.
Evitando che l'unica attività sia quella di lamentarsi.

Considero concluso il Consulto, per evitare che altre parole tra noi giustifichino il Suo immobilismo tragico.

Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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