Vi chiedo di darmi una risposta perché mio papà gioca d’azzardo e sono disperata.cosa posso fare?

Buona sera,
prima di tutto ringrazio chi dedicherà un po’ del suo tempo per leggere ciò che ho scritto.

Ho un problema abbastanza grande che mi porto dietro da quando sono piccola.

Ora vi racconto...I miei genitori stavano bene economicamente prima che nascessi io.

Dopo la mia nascita mia mamma non è più potuta andare per problemi di salute e da allora abbiamo vissuto nella miseria.

Per fortuna ora stiamo molto meglio...non c è paragone!!
Il problema è che da allora mio papà ha iniziato a giocare d’azzardo.

Verso il 25 del mese inizia a non avere più soldi e li chiede a me (nonostante io faccia un lavoro dove percepisco uno stipendio molto basso e lui lo sa) e ovviamente devo fare la spesa.

Tra l’altro ieri ho scoperto quanto spende mensilmente nel gioco (infatti mi sono messa a piangere perché non pensavo spendesse così tanto) e mi è salito un nervoso indescrivibile!! mi sento sfruttata e questo mi fa star male!!
Il problema più grande è che lui è una persona verbalmente un pò violenta e fa gesti come se volesse darmi una sberla.

Non si sa come possa reagire se dovessi dirgli che ho scoperto quanto spende e che quando mi chiederà i soldi non glieli darò più visto che li spende (e non poco) per ciò che fa.

Abbiamo già parlato più volte in famiglia sul fatto di andare da uno specialista ma lui si altera e dice che non ha nulla che non va.

Non so più cosa fare...Vorrei un vostro consiglio per favore!
Grazie mille in anticipo.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 17.5k 571 66
Gentile utente,

non le serve a nulla indagare perché suo papà gioca d'azzardo, le cause possono essere 100 oppure una. Fare delle ipotesi sulle cause non modifica di 1 millimetro il comportamento di suo padre.
Quello che serve a Lei è capire che posizione può prendere Lei che ci scrive, rispetto a questa deriva paterna verso il gioco d'azzardo.

Il gioco d'azzardo è una delle tante forme di dipendenza (alcol, droga, shopping, porno, ecc.);
esse generalmente vengono sostenute e mantenute proprio dall'atteggiamento e comportamento compiacenti dei familiari.
Capisco che - a fronte del suo innegabile e dichiarato disagio - la frase suddetta sembra buttare la croce addosso proprio a Lei, dato che gli dà parte dei soldi della Sua magra paga.

Ci pensi, Lei è padrona unicamente di sé:
quanto spende lui riguarda lui,
quanto gli passa Lei, La rende partecipe e connivente della dipendenza che ci descrive.

Che fare?
La cura delle persone variamente dipendenti (da sostanze e non) comprende vari aspetti;
uno si rivolge in maniera specifica alla persona interessata; farmaci, gruppi, psicoterapia.
Un altro però si interessa dei familiari (e anche se il dipendente non è d'accordo), attraverso la frequenza di gruppi di auto-mutuo-aiuto che portano gradualmente a capire quale sia l'atteggiamento corretto ed efficace da tenere nei confronti del congiunto. Il gruppo dà la forza per metterlo in atto ma non solo; anche per assorbirne le ricadute che inevitabilmente si presentano in termini di fatica intrapsichica e intrafamiliare.

Per qualsiasi altro chiarimento, replichi pure, Le risponderemo.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/