Utente 157XXX
Buongiorno, vi spiego a breve il mio problema. Il mio problema inizia anni fa con dolori di testa resistenti a tutti i farmaci, fastidioso ma non insopportabile. Dolore a tutte le articolazioni e fastidiosi formicolii agli arti a al viso. Procedo a visita neurologia e reumatologica (faccio tutti gli esami per i reumatismi risultati negativi) dove mi viene diagnosticata fibromialgia (anche se i trigger point non stimolavano un dolore esagerato). Inizia il mio calvario di dolori quotidiani, con momenti di pausa. preciso che integro con magnesio, potassio, nicetile e ansiplus gocce (sono molto stressata e ansiosa). A ottobre mi compare una tedia alla testa di tipo pressorio soprattutto agli zigomi resistente a tutto (aulin, oki, tachipirina, novalgina e toradol) associata a dolore e grande sensibilità ai denti. Faccio lastra ai denti risultata negativa, tac alla testa negativa....il tutto mi dura circa 1 mese e poi scompare da solo. Nel frattempo faccio rm al rachide cervicale e risultano 2 piccole ernie. Circa 10 gg fa ricompare il tutto....sempre con gli stessi sintomi. Pressione facciale, tedia alla testa e dolore ai denti con sensibilità. Ora sono a chiedere, è la fibro (ce l'avrò davvero?), sono le ernie (?) oppure devo pensare a qualche malattia più grave?
Preciso che soffro anche di fascicolazioni benigne e formicolii notturni, colon irritabile, amenorrea (da ovaio policistico). Preciso infine che la mia PCR è sempre leggermente alterata e idem le piastrine (da 400 a 498). Alcuni sostengono che potrebbe essere la pillola a darmi questi problemi di colori di testa ma sinceramente a me risulta abbastanza strano. Vi prego aiutatemi a capire dov'è il problema

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Dr. Mauro Granata

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La diagnosi di fibromialgia non deve mai essere una diagnosi "di comodo". Perchè anche nei casi di una sintomatologia riferibile alla sindrome fibromialgica si deve comunque procedere con la valutazione di tutte le eventuali cause organiche che possono contribuire alla definizione del quadro clinico del soggetto.Voglio dire cioè, che molto spesso si osservano nei soggetti malati di patologie organiche "tratti fibromialgici" o meglio condizioni di "fibromialgia associata" che contribuiscono alla sofferenza del malato ma che non ne sono la causa. Per quanto è possibile giudicare nella situazione da lei esposta ritengo perciò che prima di concludere per una condizione di natura funzionale, come appunto la fibromialgia, sia il caso di affrontare le varie malattie che la affliggono, in un contesto possibilmente interdisciplinare. Buona Pasqua.
Mauro Granata